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Stai visualizzando i contenuti con il più alto punteggio, pubblicati in data 05/31/25 e localizzati in Risposte

  1. Buonasera a tutti, oggi ho avuto modo di percorrere un centinaio di km con la nuova Renault 5 elettrica aziendale. Si tratta del mio primo uso di una vettura totalmente elettrica. Senza dilungarmi eccessivamente sull'estetica, dirò semplicemente che è piacevole ma temo che alla lunga possa stancare, in quanto non è nulla di nuovo ma la riproposizione moderna di un'utilitaria di successo di 40 anni fa. Sono rimaste le dimensioni da utilitaria, ma non certo il costo. Alla guida: ho trovato velocemente la miglior posizione di guida, tra regolazioni del sedile (manuale), del volante, degli specchi esterni (elettrici) e dello specchio interno che ben incornicia il piccolo lunotto. Fastidiosi i 3 poggiatesta posteriori. Le manovre sono facilitate dalle dimensioni non enormi dell'auto, dalla facilità d'intuirne gli ingombri e soprattutto dalla retrocamera di retromarcia che prende tutto il display centrale (touchscreen). La climatizzazione è comandabile vocalmente (parzialmente) ma per regolazioni di fino, come da quali bocchette deve uscire l'aria, occorre usare i tasti fisici, non comodissimi. Rimpiango sempre la perdita delle "rotelle" del clima. Anche il navigatore si comanda vocalmente (Google Maps), con possibilità di affinamento tramite il touch screen. Come va su strada: secondo me, bene. É ovviamente silenziosa, anche se a basse velocità si sente il ronzio elettrico, poi arriva il rumore di rotolamento dei pneumatici ma soprattutto oltre gli 80 km/h si avverte un fastidioso sibilo aereodinamico che sembra arrivare dalla parte superiore del finestrino anteriore sinistro. Finalmente accelerazioni degne di questo nome, al limite del pattinamento delle ruote motrici e nessun tempo morto tra la pigiata dell'acceleratore e la risposta del motore. Sono riuscito a divertirmi nell'uso che ne ho fatto. Sterzo diretto e abbastanza preciso, la sua forma ottagonale ha imposto un brevissimo tempo di adattamento, non mi ha dato nessun problema. La frenata: per frenare frena e anche bene, ma come su altre auto moderne con cambio automatico ho avvertito una sensazione al pedale del tipo "sei sicuro di voler frenare?" che mi porta a mal modulare la pressione sul pedale del freno, tendendo ad esagerare per non incorrere nel rischio di andarci troppo leggero. Non ho usato il bagagliaio, ma mi è sembrato di dimensioni sufficienti per il segmento B, anche se soffre di una notevole soglia tra il varco e il pavimento. Le ruote di diametro generoso e la spalla relativamente alta portano la vettura ad assorbile agevolmente i dossi e le irregolarità del fondo stradale. Non ho avuto la possibilità di mettere la ciclistica alla frusta per verificare le sue doti stradali. Note dolenti: il sedile non ha nessun tipo (né forma) di supporto lombare, anche se è ben contenitivo. La mia schiena martoriata ne ha risentito moltissimo. Consumi: sono partito con carica al 100%. Per effettuare poco più di 100 km tra autostrada (a tratti a 130 km/h, altri a meno con tira e molla), strade extraurbane "quasi" veloci e tragitti urbani, ho fatto fuori il 32% di carica, colpa anche del climatizzatore acceso per tutto il tempo per combattere il caldo. Ah, non ho detto che la vettura è nera con interni neri ed era esposta da oltre 6 ore al sole... In sintesi: divertente e scattante, ma solo per colpa della conformazione del sedile non la prenderei in considerazione per un eventuale acquisto.
  2. È trapelato un patent della versione di serie di questo concept, presentato tempo addietro, che prenderà il nome di Land Cruiser FJ, ovviamente body-on-frame, sulla falsa riga del Jimny 5porte ma più grande (che Akio Toyoda non ha mai nascosto di adorare). Sarà basato sulla piattaforma IMV, la stessa dell'Hilux Champ, motorizzato con i diesel GD ovvero il 2.4TD e il 2.8TD, e un 2.7 benzina aspirato, quest'ultimo abbinato ad un'automatico 6m. Ovviamente 4WD di serie. Lunghezza 4,41m, larghezza 1,85m, altezza 1,87m, ed è progettato per per acque profonde fino a 70 cm, ha un angolo di attacco di 33 gradi e un angolo di uscita di 23 gradi. Sarà presentato al Japan Mobility Show il 29 ottobre e verrà commercializzato all'inizio del 2026 in Asia, non si sa se verrà importato anche in UE e US. Se mai arrivasse da noi sarebbe sicuramente HEV (io scommetto sul 2.8TD mHEV) Fonti: www.carscoops.com/2025/05/this-is-the-new-toyota-fj-cruiser-youve-been-waiting-for/ www.carscoops.com/2025/04/2025-toyota-land-cruiser-fj-to-have-off-roading-chops-thanks-to-ladder-frame-underpinnings/ www.headlightmag.com/2025-05-11-spy-news-toyota-land-cruiser-fj-500d/
  3. non sono parenti meccanicamente, questa è la versione LP2 con layout trasversale FWD e AWD, layout diverso da quello di LP3 su cui si basano le Alfa.
  4. Il taglia taglia di solito si applica ad aziende in crisi in attesa della chiusura nella gran parte dei casi. Come si potesse pensare che questo metodo potesse funzionare per Stellantis rimane un punto interrogativo e una macchia per chi l’ha assecondato. Adesso abbiamo Filosa e speriamo che sia la svolta
  5. L’unica col McPherson è la LP2 (anche se in uno spy notai che la Recon ha il quadrilatero).
  6. Perche si sa come' no. Le tedesce sono le migliori in assoluto e chi dice altro non capisce nulla. Le italiane (scusa francesi) possono solo fare schifo, perche era cosi anche 30 anni fa, almeno cosi si sente dire. Quindi la prossima Stelvio puo solo essere una 3008 ricarrozzata con il puretech. Vabbe dai fine OT.
  7. E ho dimenticato altre cose che trovo ridicolmente disegnate: - il tasto di accensione dell'auto situato sul cruscotto, alla sinistra dello schermo principale touch, nascosto dal volante, mentre sul volante stesso si trova un altro tastone tondo dall'ignota funzionalità (non l'ho premuto); - la "leva" del cambio, un'asta angolata di quasi 45 gradi verso l'alto a destra che parte dal piantone dello sterzo, nascosta anch'essa dal volante; - l comando del freno a mano elettrico e del sottostante tasto abilitante l'hill holder / queue holder, che si trova sotto al cruscotto centrale, raggiungibile solo distogliendo lo sguardo e allungando pressoché completamente il braccio destro. Se per gli ultimi due posso anche soprassedere per il loro uso ridottissimo su di un'auto elettrica, almeno il tasto di accensione si poteva mettere in una posizione più ergonomica. Immagine tratta dal configuratore Renault.
  8. 20250531_095031.mp4 20250531_095052.mp4 Sono passato questa mattina ma erano già tutte partite per la prova speciale. Ho beccato solo lei.
  9. è possibile, in ogni caso (un mio zio ne aveva una) in quel periodo "504 diesel" era sinonimo di carroarmato inarrestabile e quindi probabilmente hanno voluto cavalcare questa fama continuando ad usarla come testimonial piuttosto che lanciare "allo sbaraglio" altri modelli
  10. Mi verrebbe da dire che la configurazione TA+TI con motore trasversale sia più semplice da gestire nella versione ibrida dove si può rinunciare all'albero di trasmissione lasciando più spazio alle batterie ma è solo una mia supposizione
  11. Va' detto che l'auto va' vista dal vero prima di giudicarla, però mi pare molto coerente con lo stile Jeep tanto visto in questi anni. Unico appunto, è che forse l'auto doveva uscire un paio di annetti fa. Non perchè nasca vecchia, ma perchè negli USA Jeep deve fare la voce grossa e la gamma dev'essere un po' completa per avere un po' di numeri buoni di vendite(non può mancare un suv di segmento D ICE in quel mercato). Ma tant'è... E comunque, una gamma Compass->Cherokee/WagoneerS/Recon->Grand Cherokee/Wrangler/Gladietor->Wagoneer/G. Wagoneer penso che sia la miglior gamma Jeep dalla fondazione del brand...
  12. La "Disboscamento Autopareri S.p.A." è già entrata in azione. Sono qui a verificare lo stato avanzamento dei lavori!!!! 😀
  13. That's the weirdest yet coolest convertible I've ever seen! #vw #volkswagen #polo #pologti #gti #vwpolo.mp4
  14. 2 punti
    Ciao a tutti. Innanzitutto vorrei scusarmi perché forse questo non è il posto giusto per queste foto, ma io le trovo interessanti e sono sicuro che le troverete interessanti anche voi. Si tratta di prototipi dell'azienda spagnola DOGA per equipaggiare il tergicristallo posteriore dei modelli 850, 127 e 133.
  15. È in realtà una citazione al FJ Cruiser che questo andrà a sostituire: Nel caso di questo Land Cruiser FJ però il montante C termina senza la terza luce, cosa che lo rende secondo me un po' ingobbito.
  16. 1 punto
    Nell'articolo di GM che accompagna le foto che ho pubblicato non è spiegato nulla a riguardo... L'unico "dato" riportato (oltre al prezzo che ho indicato sopra) era l'intenzione della FNM di trasformare 600 Ritmo nell'arco del 1979.... ma tra il dire ed il fare...................
  17. si tutto italiano, infatti in Europa è stato fatto fuori perché non compatibile con piattaforme di origine PSA esatto, quello delle ibride è un magna 7 rapporti con modulo elettrico, le diesel montano il TCT 6 rapporti FCA di Giulietta, mito, ecc vedi sopra Prego
  18. Ma che becchi...si sceglie in base all'orientamento del brand ed alle sue potenzialità e soprattutto ai margini. Sono quelli che comandano.
  19. Ovviamente Alfa si è beccata l'unica tra le 4 a rappresentare un vicolo cieco...
  20. Perché esistono 4 declinazioni di SLTA Large. C'è quella Alfa C'è quella Dodge C'è quella Jeep C'è quella RAM ognuna con caratteristiche peculiari. Ad esempio, quella Jeep, monta i motori trasversali.
  21. C'è poco da dire, se non che i Cinesi stanno lavorando bene capitalizzando al meglio tutto il know how che noi occidentali (e giapponesi) negli anni, gli abbiamo gentilmente "consegnato" andando a produrre li. Chapeau.
  22. Il montante C è enorme 😮 A parte questo, me l'aspettavo più piccola, invece praticamente sostituisce il vecchio Land Cruiser 3 porte. Vediamo il risultato finale, il 3/4 posteriore in particolare.
  23. Se investono in un pwt sportivo HEV per CMP, stai tranquillo che lo spalmeranno dappertutto. È il loro modus operandi. Vedasi eRAD che potrebbe finire persino su Frontera.
  24. Sincero la macchina a me non me gusta assai, ma ognuno dei propri beni e soldi fa ciò che vuole. Detto ciò l'editoriale è veramente di una bassezza allucinante, ma è ormai un trend diffuso fra molti giornali e siti, anche i più autorevoli; basta dare un occhiata a certi articoli di QR, Motor1, AM ecc. sono scesi ad un livello proprio triste, e guardando le vecchie riviste automobilistiche che ho casa, il paragone è impietoso.
  25. Era sicuramente goliardica, ma scherzando scherzando ci sono veramente certi "soggettoni" sul web che credono che Stelvio derivi da 3008/4008/DS, per non parlare di ciò che scrivono certi siti...
  26. Missed opportunity for Jean-Philippe
  27. …un bel giallo ci starebbe davvero bene secondo me…
  28. la Polo UCCS [ oops lo aveva già scritto andrea ] Fantastica , in tempi in cui ci si vanta del "tetto chiuso in 8 secondi" questi hanno creato il prodotto per passare il tempo
  29. Occhio che quando lo dissi io, più di qualcuno si offese e difese l'orto botanico a spada tratta! 😂
  30. La Fiat in Sudamerica ha sempre avuto una sua "autonomia" nella gestione e gestazione dei modelli: basta pensare, per esempio, alla Punto 310 che condivideva con la nostra Grande Punto 199 solo l'estetica... Se fanno così è perchè a loro conviene : stai tranquillo che nel momento in cui non dovesse più essere conveniente, sarà un attimo adottare piattaforme e componentistica europee, nordamericane, marziane o saturniane...
  31. in effetti era quello che ci voleva una bella vettura elettrica per rilanciare le vendite e rispolverare una sigla storica ..... veramente le trovo senza senso queste operazioni....
  32. 1 punto
    Certo che ce ne vuole a chiamarla "Joy" con su un Perkins da 50 CV....
  33. Condivido un’esperienza personale, magari non è del tutto attinente, ma penso possa offrire qualche spunto interessante. Faccio il Product Manager in un’azienda che fattura circa 800 milioni di euro. Produciamo soluzioni per il mercato professionale, ma da qualche tempo l’azienda ha deciso di entrare in un nuovo segmento: quello dei prodotti di alta gamma, un settore dove oggi non abbiamo una reale brand awareness. Perché questa scelta? Perché in quel mercato ci sono alte marginalità e buoni profitti. Il problema, però, è che in certi mercati l’acquisto non è solo una questione di scheda tecnica. I clienti comprano per abitudine, per fiducia, per passaparola. E me lo dicono chiaramente: Il punto è proprio questo: per convincere qualcuno a cambiare, non basta essere “alla pari”. Devi dare qualcosa in più, a meno. Solo così il cliente può giustificare il cambiamento e assumersi il rischio. E questo vale anche nel mondo delle auto. In certi segmenti di fascia alta — dove contano storia, reputazione e fidelizzazione — all’inizio bisogna essere pronti a guadagnare meno. Serve tempo per costruire fiducia e riconoscimento. Solo dopo si potrà pensare di allinearsi ai prezzi della concorrenza.
  34. Si vede che ci ha lavorato Ralph Gilles e non il centro stile di Torino 😂
  35. Piccola preview: Comunicato stampa Via Jeep.
  36. Eh. Hanno una sovracapacita si intende byd nel complesso non che hanno una sovracapacita di un auto. Le case automolistiche cinesi pare possano costruire 50 milioni di auto all'anno. Chiaramente con questa sovracapacita hanno interesse a espandersi all'estero a tutti i costi, compreso vendere in perdita. Come fanno in parecchie pure in Cina. Non si può paragonare quello che fanno le case occidentali con quello che fanno loro, hanno un vantaggio competitivo enorme come sistema economico e come costi di produzione. Possiamo pure chiudere tutto qui e fare produrre tutto a loro, poi però quando ci troviamo milioni di licenziamenti e l'economia che crolla non lamentiamoci. Gli usa non li fanno entrare, Giappone e corea comprano al 90% le loro auto. Chiediamoci il motivo
  37. La GTS era poco diffusa anche allora.... (TSE se ne vedeva qualcuna in più)
  38. io nel 1200 turbo variabile caratteristica unica nel segmento cambio e dct ciclo miller non ci vedo nulla di mediocre ma la vedo ai vertici della categoria
  39. Che poi è una narrativa tutta italiana, in Francia nessuno parlava di acquisto e al massimo si lamentavano che gli Agnelli avessero più quote. Anzi oggi su Le Monde nell'articolo che annuncia la nomina di Filosa hanno scritto che "le influenze italiane e americane sono diventate predominanti".
  40. Imagine the outcry if the next Giulia had such a clumsy profile. I'm really curious if Alpine succeeds.
  41. Questa storia mi ha colpito! Grazie per averla riportata qua. Intanto non ricordavo di aver mai visto questo modello, nonostante sembri piuttosto facile trovarne informazioni, e non da oggi... Però, al di là delle questioni di memoria, quello che mi ha impressionato è la somiglianza di queste linee con quelle della "nostra" FIAT 130, in particolare il corpo centrale (abitacolo, portiere). Ancor più evidente nella versione giardinetta, peraltro una sorta di [mai nata] anche nel caso della 130, visto che fu un'esclusiva della famiglia Agnelli. La cosa fa specie, considerando che quel modello Volkswagen è datato 1963, mentre la FIAT 130 uscì nel 1969. E in effetti la 130 berlina fu accusata fin da subito di essere troppo conservatrice dal punto di vista stilistico, rifacendosi ai canoni estetici delle berline medie della stessa FIAT, uscite già da qualche anno. Vi dirò di più: per me questa EA128, pur di un buon lustro precedente a 130, sembra avere linee persino più moderne dell'ammiraglia FIAT; superfici più levigate, linee più tese, dettagli come i paraurti che suggeriscono un'idea di integrazione del disegno della carrozzeria... Detto ciò, del prototipo Volkswagen non riesco comunque a "digerire" la brutalità di frontale e coda, fatti di volumi a mio avviso squilibrati, rigidi e disarmonici, con gruppi ottici eccessivamente semplificati. Infine qualche dettaglio curioso: - il primo è di ordine "storiografico", se mi permettete l'uso di tale terminologia per una semplice vettura: in giro si trovano molte immagini di questi prototipi, sia la berlina che la familiare; solo che le targhe apposte dai rispettivi musei indicano talvolta il 1963, altre volte il 1965... quindi, qual è l'anno giusto?!? - poi i tergicristalli divergenti a riposo, esattamente all'opposto della 130 - infine la soluzione iper-razionale degli indicatori di direzione: quattro elementi - tutti identici e quindi intercambiabili - ai quattro angoli della carrozzeria, che integrano la funzione di indicatore frontale (o posteriore) con quella del ripetitore laterale, obbligatoria negli States, mercato al quale puntava questo progetto. Al tal proposito, cioè del mercato USA e in generale del posizionamento di questa Volkswagen, mi sdubbia un po' il discorso sul management di Wolfsburg che pensò a questo progetto come risposta alla Chevrolet Corvair. Piuttosto, a partire dalle dimensioni e poi dalla scelta del motore e infine la qualità degli interni (e questo era solo un prototipo...), questa EA128 sembra posizionarsi nell'alto di gamma, e da brava tedesca, per quanto "popolare", in USA sarebbe stata comunque una exotic car, con immagine e prezzi conseguenti. Tutto l'opposto della Corvair, che puntava alla fascia bassa del mercato. Magari io ci vedo più l'idea opportunistica di cavalcare l'onda della positiva accoglienza iniziale per questa Chevrolet che sdoganava il motore dietro anche su grandi berline, sperando di riproporre a scala più grande - in senso dimensionale, ma soprattutto di margini e profitti - il successo del Maggiolino. Poi, che sia stato Ralph Nader o altro, il tempo delle berline a motore posteriore stava tramontando comunque e fecero bene a fermarsi. Un modello del genere avrebbe potuto portare più problemi che vantaggi ad una casa che già faticava ad uscire da un'impasse tecnico-culturale dalla quale si risollevò con coraggio solo a fine anni Sessanta, con le acquisizioni di Auto Union prima e NSU poi, che portarono nuove persone, conoscenze, progetti e idee. La collaborazione con Giugiaro fece il resto. A questo punto, però, aggiungo del materiale. Cominciando da questa berlinotta dalle linee piuttosto antiquate, che secondo un articolo di curbsideclassic.com, sarebbe il prototipo di una VW 1500 a quattro porte realizzato attorno al 1960 (forse qualcosa prima?!?), poi cassato proprio a favore del successivo progetto EA128. Del progetto EA128, come dicevo all'inizio, si trovano immagini in quantità. Poi ad un certo punto mi è spuntata fuori anche questa... Una variante dalle linee meno squadrate, che io trovo più elegante ma meno moderna. In un post di Carsthatnevermadeitetc, però, la trovo abbinata alla versione fastback qui sotto, indicate come progetto EA151 del 1966, sebbene le caratteristiche del progetto sembrino identiche a quelle del EA128 (collaborazione con Porsche, motore posteriore, etc...). Un po' di mistero in queste storie non deve mancare mai...
  42. Ieri il club di cui sono socio ha prenotato mezz'ora in esclusiva il pistino di Lainate. Così ne ho approfittato per testarla per niente. Se ne sono dette tante di leggende sull'handling di questa macchina. Ma, non riescono nemmeno a renderle giustizia. E' qualcosa di fenomenale. La precisione di avantreno, la trazione, la resistenza al fading. Le palette in alluminio sempre lì, l'LSD meccanico che aiuta a chiudere le curve (e l'elettronica te lo lascia fare). Nel curvone si arrivava a inserirla in scivolata sulle 4 ruote tenendo poi tutto giù in trazione. Ma la cosa sorprendente è la facilità con cui si viaggia davvero forte. Ma facilità VERA, perchè non ti mette in difficoltà se esageri. Tutte cose figlie di auto di ben altre pretese (e prezzo). Lo ridico sinceramente, l'abbiamo massacrata per un sacco di cazzate e seghe mentali, ignorando tutto il mondo che aveva da dare. Dovremmo flagellarci. Qua il video del secondo turno, qualche giro a cannone, qualche giro soft. Per gli amanti del G (non Punto), 1.07g di picco con gomme di serie stradali.
  43. Utilitaria super basic, nessuno spunto particolarmente simpatico o intelligente, infine trappola mortale in caso di incidente. Non la rimpiangeremo neanche un po..
  44. 100.000 in meno di tre anni mi sembra un buon risultato al netto di tutto.
  45. beh non mi sembra che questa vettura sia stata sviluppata a chivasso o in corso marche [ chiusi ed adibiti ad altri usi ] ma partono da una vettura sviluppa e pensata nel reparto corse PSA Dopotutto la Ypsilon la vedemmo inabissarci in un lago francese e non a candia o sul lago maggiore o a viverone Che chi detenga i danè sia italiano , e pure su questo potremmo aprire infinite parentesi , non ci piove ma che abbiano pochissimo a cuore le sorti italiche è poco ma sicuro quanto alla grafica farlocca Martini vuol dire già tantissime cose
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