Sono esattamente i miei dubbi, ma poi mi dico: non è già così? La percentuale di evasione reale è talmente alta che di fatto la fiscalità già paga e controlla l'intero sistema... A questo punto tanto vale "certificare" il tutto e smetterla di buttare soldi per inseguire un sistema che tanto nella realtà non esiste.
Forse solo le metro a Milano e Torino offrono un livello di evasione veramente basso, e comunque anche quello ha un costo: il sistema dei torneli è tutt'altro che gratis, per non parlare della necessità di sprecare enormi e costosi spazi sotterranei per il livello dei tornelli (esattamente come i caselli autostradali sono orrendamente inefficienti nell'uso dello spazio).
In realtà, a parità di condizioni attuali (utenza vs. tasse) non ci sarebbe granché di diverso. La vera differenza la farebbe il potenziale di utenza in più, vuoi anche solo per un fattore psicologico (l'ho pagato, tanto vale usarlo...).
Questo è un punto vero ma abbastanza teorico. IN TEORIA tu potresti, specie con la bigliettazione elettronica, avere un riscontro diretto dell'utenza (e dei ricavi) di una linea e scegliere cosa farne in futuro. Nella pratica, è comunque una massa di dati da cui è difficile tirare fuori piani davvero raffinati... e così si ripassa dal via (vale a dire il controllo politico).
Questo è un approccio dibattuto nell'ambito dei trasporti, e hai i suoi meriti, ma a me non piace perché secondo me queste decisioni vanno prese con strumenti diversi, soprattutto di indagine.
Mi spiego meglio. Nella pianificazione dei servizi uno degli errori più grossi che vedo fare è basare i piani futuri sui riscontri storici. Questo è un ragionamento pericolosamente capzioso: banalmente, se oggi non metto il bus, ho buon gioco a dire che non l'ha preso nessuno e quindi non ha senso metterlo neanche domani.
E' un gioco che ha portato ad ammazzare il TP in molte aree, con un copione classico: comincio tagliando le corse estreme della giornata, naturalmente più scariche; così perdo anche i passeggeri che faranno ritorno con le corse più frequentate, che iniziano a scaricarsi... e così via finché la linea muore (vedi anche http://www.stagniweb.it/sulmona1.htm).
La pianificazione dei servizi invece va giocata tutta sull'utenza potenziale, con indagini regolari sul territorio e sui suoi desideri di mobilità (cd. studi di domanda) da cui deve poi partire tutto il disegno dell'offerta, e su cui poi si può calcolare il rapporto costi/benefici di ogni singola linea, oltre a darti già almeno un preventivo dei costi operativi.
Per il resto, biglietti o non biglietti, la gestione del TP è per forza di cose filtrata attraverso il livello politico... oggi la bigliettazione ce l'abbiamo ma nessun cittadino torinese ha controllo diretto sulla gestione dei costi delle officine GTT, che restano completamente intoccati dai biglietti in più o in meno.
Semmai una buona pianificazione, tramite gli studi di domanda, ti consente più facilmente di mettere a gara l'esecuzione del servizio, con un CdS di cui sai già i costi e in cui l'operatore deve risucire a stare (e non con il solito pié di lista in cui sguazzano le ex-municipalizzate oggi...).
Ma tutto questo è indipendente dall'esistenza o meno della quota di revenues dai biglietti. Nei sistemi tedeschi tipicamente ci si spartisce la torta sulla base delle indagini di mercato, non sul venduto dei singoli operatori (perché con la bigliettazione integrata il confine è impossibile da definire).
L'unica sfera in cui l'operatore può avere più o meno interesse ad essere attivo a seconda dei biglietti venduti è quello della promozione del servizio: in alcuni casi il CdS passa una quota fissa e la parte revenues va tutta all'operatore, ergo più biglietti più ricavi, e più incentivo ad attirare clienti paganti.
Ma io questa parte la vedo concettualmente più legata al lavoro di pianificazione, per continuità degli strumenti e per omogeneità della comunicazione all'interno del bacino, e quindi la lascerei in mano all'agenzia pubblica che fa la pianificazione, invece che ai singoli operatori (che possono essere attivi anche in una parte molto limitata del bacino).
Alla fine il discorso del TPL ad accesso libero è tutto una scelta politica: se si è o meno d'accordo a dividere i costi tra la collettività. L'efficacia del controllo del pubblico sui gestori è una partita fondamentale ma su cui la bigliettazione ha impatto poco o nullo.
Però ripeto, al netto dell'evasione e dei costi di bigliettazione e controlleria, la situazione reale è molto poco lontana da questo sistema...