La gara di oggi finirà in tutti i trattati di diritto penale e di criminologia, per questa singolare fattispecie che si è presentata ai nostri occhi: duplice omicidio cagionato allo stesso individuo, di cui uno colposo e uno doloso (si valuterà l'intensità del dolo).
La vittima se non fosse chiaro è Vettel. I due omicidi sono Verstappen, noto autolesionista compulsivo, e il muretto Ferrari.
Muretto Ferrari completamente rintronato dall'ineffabile quanto prevedibilissimo undercut Mercedes. Intendiamoci, quando te lo sparano nella giusta finestra non puoi far nulla se non subirlo, ma si potevano quantomeno limitare i danni.
Molto sommessamente facevo notare che la Cina è praticamente il GP di casa per Mercedes, tutto quello che non è venuto fuori in qualifica sarebbe arrivato in gara. Quando ne hai di più puoi anche giocare di rimessa, se hai il fiato sul collo devi attaccare. Lo ha fatto la Red Bull e i risultati si sono visti: se il loro delfino non si distruggeva da solo l'ennesima gara, era una doppietta.
Quando è entrata la safety car Vettel ormai aveva già passato la pit lane, ma Raikkonen no. Cosa costava differenziare la strategia e montargli le gomme gialle?
E ancora: come poteva Vettel finire la gara con quella sgommata che aveva tirato nel contatto col brufoloso? E' vero, mancavano 12 giri alla fine e avrebbe perso tante posizioni, ma perso per perso non conveniva montare le gialle anche a lui e fargli fare 10 giri da lupo?
E veniamo al signorino. Quando incontri un maledetto nigga (sia detto in senso benevolo) con le spalle molto più larghe delle tue, che in Barhein ti piega un cerchio, che una settimana dopo ti spinge fuori pista come avvertimento, tu che fai, non metti giudizio?
No, ti rifai su di un altro che sai già che - nel bene o nel male - non ti farà correre rischi (né, con quella dinamica, avrebbe potuto fargliene correre). Risultato, butti una VITTORIA nel cesso e comprometti la corsa al mondiale di un altro pilota.
Dico, ma avete visto la sottile ma essenziale differenza con i sorpassi sontuosi di Ricciardo? Da una parte uno che inventa il sorpasso, appropriandosi di ogni centimetro libero, scalzando l'avversario in maniera inesorabile. Dall'altra uno che semplicemente si infila dove non ha spazio né possibilità, costi quel che costi.
Ricciardo su Hamilton, Verstappen su Vettel. Stesso punto, stessa manovra. Le immagini televisive sono esemplari per apprezzare la differenza d'approccio.
Per trarne la morale, basta guardare la classifica piloti.