Francamente, poiche' nessuno ha la sfera di cristallo (quindi era tutto imprevedibile), la situazione attuale automobilistica non sta vivendo un periodo facile (mi riferisco al mercato europeo):
1) Il crollo delle vendite di settembre in Europa ha costretto le case automobilistiche a vendere a prezzi super scontati i motori non adeguati alle nuove norme antinquinamento. Certi modelli o addirittura interi marchi sono crollati e cio' non fa bene al portafoglio dell'azienda;
2) La maggior parte delle case automobilistiche stanno abbandonando il diesel, ma c'e' ancora chi ci sta investendo per difenderlo (vedere Mercedes Benz). E pensare che fino a qualche anno fa molti continuavano ad investirci sopra per ammortizzarne successivamente i costi sostenuti nel corso degli anni;
3) Tutti stanno correndo alle ibride e all'elettrico, quindi devono sborsare molto denaro per investirci nel complesso (pianali, motori, batterie...). Tuttavia chi propone l'elettrico non se la vede proprio bene: l'investimento di denaro e' tanto, ma le vendite ancora non sono sufficienti ad ammortizzarne i costi. Basti notare in che situazione si trovi Tesla.
4) Oramai a guadagnarci sono i marchi Premium o semmai anche quei marchi generalisti che propongono qualche modello in grado di essere venduto a prezzi esorbitanti da Premium (notare Fiat 500). Cio' che i gruppi stanno puntando e' di valorizzare i marchi di appartenenza verso il Premium (vedere Peugeot che punta a mettersi al pari livello di Audi), o concepiscono marchi nati dal nulla (DS e Cupra) proponendosi contro avversari con piu' storia alle spalle (Alfa Romeo, Abarth...), ma con vendite che faticano a decollare.
5) I dazi doganali imposti da Trump stanno dando molto filo da torcere a certi marchi europei, i quali devono rivedere certi piani.
6) Il mercato cinese, a quanto pare, sta andando contro corrente alle mode globali: pare che i SUV abbiano subito un enorme crollo di vendite, a discapito di berline a passo lungo.
Percio', analizzando le strategia del gruppo FCA (in riferimento ai punti esposti sopra):
1) Il 1.3 Multijet non viene piu' proposto su Panda, 500 e Ypsilon. Mi chiedo pero' se per 500L, Tipo, Renegade, 500X, Fiorino/Qubo, Doblo' non ci sara' alcuna variazione. Quando hanno deciso di fermare ogni investimento sulle motorizzazioni diesel?
2) Come puo' FCA ammortizzare i costi sostenuti per il diesel, la quale ha logicamente pensato di guadagnarci col passare degli anni, quando ora occorre fermare del tutto la loro produzione? Sara' sufficiente entro il 2021 senza rimetterci del denaro?
3) FCA sta correndo a grandi velocita' all'elettrificazione. Eppure, fino a poco tempo fa, Marchionne non trovava ideale investirci. Infatti ha sempre ammesso che la 500 elettrica succhiava troppi soldi dalle casse, appesantendone le perdite finanziarie. Invece ora, tra totalmente elettriche e ibride, al PP hanno detto che quasi tutti i modelli avranno una versione elettrica, al posto del diesel che andra' nell'antiquariato.
4) A parte Fiat, Chrysler, RAM e Dodge, tutti gli altri marchi nella galassia FCA sono Premium con una grande storia nel passato e certi know how. Per Alfa Romeo non hanno date precise per il lancio di modelli nuovi, ma hanno dimostrato di concepire ottimi prodotti superiori alla concorrenza come Giulia e Stelvio, nonostante i lunghi periodi d'attesa per averle su strada dai fogli bianchi.
Di sicuro in FCA non devono inventarsi alcun marchio. 11 anni fa sono riusciti a far rinascere Abarth e oggi certe case s'ispirano a tale operazione (vedere Cupra con Seat).
Avrebbero un marchio tutt'ora morente (Lancia). Tutti la diamo per spacciati, ma meglio non fasciarsi la testa prima di ferirla. Se gia' c'e' questo prolungato silenzio di modelli nuovi e non sanno hanno nemmeno fornito le date di presentazione e di lancio commerciale delle prossime novita' Alfa Romeo (manco ne sono sicuri loro), figurarsi se citano una probabile rinascita del marchio Lancia!
5) I dazi di Trump potrebbero far cambiare certi piani strategici come i modelli da concepire in loco (negli USA) o quelli da produrre altrove ma da destinare anche in USA... mi riferisco al concetto "Alfa Romeo e Maserati devono essere prodotte in Italia", quando queste due sono vendute anche negli USA. Se dovessero cambiare idea, hanno comunque impianti Chrysler in USA da usare.
6) La Cina sinora e' stato il mercato piu' doloso per il gruppo. Hanno pensato di entrare con prepotenza tramite Jeep, ma il settore dei SUV in quel mercato e' in drastico calo. Pensano percio' di accellerare con una Giulia a passo lungo e, chissa', anche sul progetto dell'ammiraglia Alfa Romeo erede della 166? A questo punto si troverebbero a correre per anticipare i SUV per i mercati USA ed Europa e, al contempo, le berline "grandi" per la Cina.
Inizio quindi a capire quanto il mercato attuale sia in costante cambiamento e, se comunque proponi una vastissima gamma, puo' comunque essere un'arma a doppio taglio per le proprie finanze.