Allora, cerchiamo di fare un discorso che fili, evitando divagazioni opinabili.
E' normale il risentimento di Leclerc, perché essere scavalcato 1) dal compagno di squadra 2) grazie alla strategia 3) mentre si sta conducendo con merito una gara, è la cosa che più fa rodere il c*lo un pilota fra tutte quelle esistenti. Chiedere a Raikkonen (Monaco 2017), Hamilton (sempre Monaco, 2015), Webber (Suzuka 2013), et alios. Musi lunghi e polemiche col muretto si sono sempre sprecate.
Detto questo, fa parte delle corse, e magari Leclerc dovrebbe ricordarsi che due settimane fa fu lui a godere di una consistente situazione di privilegio in qualifica a Monza. Oggi si riceve, domani si dà. Forse, un po' della sua celebre umiltà del passato ieri sarebbe servita, se non altro per evitare certe frasi dette via radio.
D'altra parte Vettel, sia pure favorito dalla strategia, la vittoria se l'è guadagnata tutta. Ha fatto un giro di rientro supersonico dopo il cambio gomme, ed è finito davati a Leclerc malgrado un pit stop di "ben" 3 secondi. Le gare si vincono anche così, cazzarola. E non dimentichiamoci che nel togliersi di torno il trenino Stroll-Ricciardo-Gasly-Giovinazzi è stato un veleno, ha surclassato sia Leclerc sia Verstappen sia Hamilton.
Il sorpasso su Gasly poi è stato qualcosa di magico, ha avuto due palle così e ha rischiato non poco. Tanto di cappello.
E in tutto questo s'innesta la regola cardinale della Scuderia Ferrari dal 1929 ad oggi, in base alla quale l'interesse del team prevale su quello del singolo pilota. L'obiettivo - raggiunto - era portare le due macchine più avanti possibile, e la doppietta credo non fosse nemmeno nei piani.
Se poi, per soprammercato, il muretto ottiene anche il recupero mentale del suo primo pilota (che tale è, almeno a livello economico), tanto di guadagnato.
Vettel è stato fatto pittare prima per coprire il pit stop di Verstappen e per fare undercut su Hamilton. Se la mossa ha funzionato tanto bene da farlo passare da terzo a primo, onore alla strategia e al pilota, che ci ha messo del uso. Non c'è altro da dire.
Se poi qualcuno preferisce veder infierire sul secondo pilota (in battaglia per il posto di vice campione), affinché il compagno di team con già il mondiale in tasca rosicchiasse la bellezza di 2 (due) punti in più sul traguardo, è liberissimo di tifare Mercedes.