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  1. A me sembrano davvero riuscite, peccato i motori...
  2. Leonardo Fioravanti: “Premetto che sono un sostenitore dell’elettrico, dal punto di vista ingegneristico, perché infinitamente più semplice ed efficiente della tecnologia del motore endotermico, e nella prima Ferrari elettrica riponevo grandi attese. Immaginavo che avrebbero spaccato il mondo... Ma non mi ha convinto”. Parlando di “rosse” non potevamo che partire da lui, da Leonardo Fioravanti, che ha firmato tanti dei modelli più iconici della storia del Cavallino, dalla Dino 206 alla 365 Daytona, dalla 365 GT/4 BB alla 308. “La prima reazione”, prosegue il designer, “che mi ha sollecitato è: che cos’è? Da dove arriva? Cioè, la storia della Ferrari è fatta di alti e bassi, più alti che bassi, ma qui non vi trovo riferimenti, e non intendo sul piano della meccanica, perché quello non è un problema: il mondo evolve e la Ferrari elettrica non mi scandalizza affatto. Intendo sul piano dell’estetica, dove l’unico richiamo esplicito alle Ferrari classiche è nelle luci tonde al posteriore, che però sulla Luce risultano espresse in modo vecchio, senza alcun trattamento originale o innovativo. Per dire, ricordo che già sulla concept F100, che risale al 1998, avevamo usato il neon per l’anello esterno e una carenatura tridimensionale trasparente”. Fioravanti di innovazione estetica sa qualcosa, avendo segnato con le sue Ferrari alcuni salti quantici nella percezione delle “rosse”, ma nella Luce trova “una copiatura di cose che esistono già, soprattutto da concept car di origine asiatica. Credo che l’estraneità al mondo automotive del team incaricato abbia condizionato il risultato. Mi chiedo quale sia stata la molla che, nella testa dei decisori, ha spinto a ricorrere alla collaborazione di persone che dell’automobile non avevano alcuna esperienza”. Mike Robinson: "La Luce non ha alcuna radice nel Dna Ferrari”, gli fa eco Mike Robinson, designer americano che ha vissuto buona parte della sua vita professionale in Italia - in Fiat, Lancia, Bertone… - e continua tuttora a fare base nel nostro Paese per la sua attività di designer indipendente. “È curioso, ma mi sembra che a Maranello abbiano fatto un passo falso simile a quello che hanno compiuto in Gran Bretagna, a Gaydon. Avevano l’esperienza Jaguar sotto il naso e hanno commesso lo stesso errore. Entrambi i marchi, per cercare l’innovazione, hanno fatto di tutto per andare fuori-brand, per negare le proprie radici, per annacquare il proprio Dna. La Ferrari Luce portava già in sé un concetto fortemente ‘disruptive’, quello dell’alimentazione elettrica. Secondo me, per convincere i ferraristi che abbracciare l’elettrico fosse giusto, ci sarebbe voluta un’auto fortemente emozionale, con riferimenti storici forti. Per dire, si poteva partire dalla tre volte vincitrice di Le Mans, la 499P, e renderla stradale. E non è vero che la propulsione elettrica non è prestazionale e quindi non si adatti a una interpretazione estrema”. Chris Bangle: Per nulla scontato - come ci ha da sempre abituati - il punto di vista di Chris Bangle, un altro americano che ha scelto il nostro Paese per vivere e lavorare e che ha sperimentato la gogna mediatica quando, da responsabile dello stile BMW, uscì con la sua rivoluzionaria Serie 7, in seguito ampiamente riabilitata come il resto del suo lavoro di costruzione dell’identità del marchio bavarese, sancito anche dai lusinghieri risultati commerciali delle sue auto. Il designer, con un passato anche in Fiat, ci ha detto: “La Luce non è una Ferrari? E perché mai? No, non sono d’accordo. Ricordo una riunione a Torino in cui si parlava di un nuovo prodotto GM - un pick-up con motore Corvette - e Paolo Cantarella (allora ceo di Fiat, ndr) chiese ai presenti se, secondo loro, un marchio come Alfa Romeo avrebbe mai potuto uscire con qualcosa di simile. Quelli del marketing si affrettarono a escluderlo, ma l’architetto Mario Maioli, sorta di zar del car design, dal fondo della stanza emise il suo verdetto controcorrente: ‘L’Alfa Romeo è ciò che l’Alfa Romeo fa’. Come dire, la forza del marchio è tale che può permettersi tutto. Un brand deve avere una dose impressionante di coraggiosa auto-consapevolezza per fare un’affermazione del genere." “Ecco”, prosegue Bangle, “mi sentirei di dire che anche Ferrari is what it does. La Luce è una Ferrari semplicemente perché la Ferrari l’ha fatta. Punto. Non dico che mi piace, ma difendo il loro diritto a farla e a farla così. Questione di scelte, basta essere consapevoli che questo è il frutto di un team di product designer che hanno fatto un’auto-mobile, cioè un ‘mezzo che si muove da sé’. Il car design è qualcosa di diverso. Dove sta la differenza? Personalità, carattere, la capacità di riflettere l’io di chi la possiede. La Lamborghini Countach ha segnato l’inizio dell’era delle supercar non perché esprimesse centinaia di cavalli ma perché usava ogni centimetro quadrato del suo oltraggioso corpo vettura per fare una solenne dichiarazione estetica, per gridare la negazione del politically correct. Difficile pensare che un marchio emozionale come Ferrari si risolva in un ‘parallelepipedo con gli angoli smussati’, come loro stessi hanno detto della Luce. Ma forse a noi osservatori manca un pezzetto della storia: ricordo quando in BMW, il ceo Joachim Milberg mi diceva: ‘Non mostrarmi la prossima BMW, ma quella ancora successiva, così che io sia in grado di capire la prossima’. I marchi che fanno ricerca seria sul design fanno - o, almeno, facevano - così. Forse per inquadrare nel modo giusto la Ferrari Luce dovremmo sapere che cosa verrà dopo la Luce”. Walter De Silva: “Il tema non è se l’auto sia bella o brutta. Il problema è che la macchina risulta anonima, sembra una vettura qualunque, ed è gestita male come disegno”. È tranchant nel suo giudizio, ma anche molto “tecnico” Walter De Silva, un’esperienza pluridecennale nella gestione di marchi di ogni tipo, generalisti, premium, sportivi e di lusso. “Ci sono regole di architettura - dimensione, passo, sbalzi, dimensioni delle ruote in rapporto alla carrozzeria… - e bisogna proporzionarle con professionalità ed esperienza. E si vede che qui manca totalmente. Poi non capisco come, per un marchio dal cuore italiano e avendo in casa un designer italiano dal grande talento, qual è Flavio Manzoni, abbiano deciso di affidare questo compito a un team di, forse sopravvalutati, designer stranieri. Che, aspetto non secondario, non sono car designer. E questo è un problema, perché mentre un car designer può fare product, un product designer non può fare il car designer”. Perché?, chiediamo. “Semplicemente perché si tratta di una materia estremamente complessa, fatta di dinamica, ergonomia, tecnica, normativa, tutte cose che vanno oltre il disegno. Bisogna saperne molto di carrozzeria per studiare un nuovo design.” Non serve cercare di difendere la scelta deliberata di un lusso contemporaneo, controllato e non gridato, che punta all’understatement. “Lusso? Con i tre posti dietro? Mah… Alla fine, però, quello che più manca è il sogno, e la Ferrari ha sempre fatto sognare. L’automobile è una leggenda e la Ferrari è una leggenda nella leggenda. In quest’auto fatico a vederla”. Io sto con De Silva Fonte: 4R
  3. Senza alcuna polemica, ma se questa è mediocre non oso immaginare cosa puoi pensare delle cugine Citroen e Opel. Per una generalista com'è giusto che sia una FIAT io non potevo sperare di meglio. Onestamente preferisco una vettura onesta, pratica e adeguatamente piacevole alla vista che tutti quegli accrocchi in salsa 500 "anni 60 style" che cercano personalità solo tramite bandierine tricolore, cromature e nomi che riportano alla Dolcevita dei miei nonni. Detto ciò: la mia paura è che questo corso stilistico "boxy" invecchi troppo in fretta per i tempi di vita medi di una Fiat.
  4. con questi due mezzi esauriamo le troiate impostate sotto il portoghese oppure abbiamo altra roba mediocre in arrivo ? in tre anni si riesce ad azzerare il danno fatto dal porto francese ? ( lo so è pura utopia perchè ci vorrà molto ma molto di più )
  5. Vedo un sacco di questi scarrafoni con ruote storte e che consumano quanto una petroliera, la Fastback se spinta con pubblicità serie e martellanti potrebbe avere un buon successo
  6. I famosi SUV 4x2 monomotore senza compromessi
  7. Lancia Musa Concept 2026
  8. mamma mia... quei tergicristalli mi fanno sanguinare gli occhi... e noi qui che ci immaginavamo chissa quale brevetto fantascientifico ad ultrasuoni per eliminarli.. invece hanno scopiazzato la soluzione di Altea di 20 anni fa e senza nemmeno realizzarla come era stata fatta (magnificamente) da seat... scandaloso
  9. da ferrarista son contento, da tifoso di Charles... mi spiace per lui, sarà il nuovo Stirling Moss
  10. Messa così non sarebbe neanche male, come Fiat Marea degli anno 2030...
  11. OT vedo che ci sono diversi anziani qua dentro 😆 Ti immagini se fosse esistito YouTube nel 1991 ? "Non avete capito nulla della KITT 2000" " Voto? 20 e lode! ❤️ Nuova KITT 2000" "KITT 2000 Con quest'auto FANNO LA STORIA"
  12. Nel 2026 con le mascherine FFP1? Vecchia foto di un mulo di M189
  13. I think it's a rebranded STLA Small because originally the STLA Small was a Europe-only, BEV-only, B-seg-only platform. But we've known for some time that there is a new version of the STLA Small being developed, which will be multi-energy and will accomodate C-seg hatchbacks and crossovers, because it turned out the STLA Medium is not flexible at all. So they renamed both platforms to STLA One to avoid confusion
  14. Beh, niente male. Il montantone C è più inclinato di quel che pensassi, probabilmente alleggerendo un po' ( bisogna aspettare altre foto). Riguardo ai motori... Scusate ma che motori dovrebbe montare secondo voi, un'auto così? Un 2.0 turbo? Il problema per molti, secondo me, è che stiamo parlando del vecchio Puretech, altrimenti abbiamo un motore declinato in tre varianti di potenza, da 100 a 145cv (se avrà tutte le versioni...). Manca un 4x4? Vero ma 'sto coso non è un aggeggio pensato per l'off road (e comunque non si diceva che sarebbe arrivata su Frontera?). Manca il GPL? Vero e questa probabilmente è la mancanza più pesante, rispetto alle concorrenti (intendo quelle del gruppo Renault). Mi chiedo se non possa essere implementata, una variante a GPL del Turbo 100? Comunque alcune critiche le ritengo un po' pretestuose (opinione mia, ovviamente).
  15. Ma infatti io non ci vedo nulla di male in una frizione servo-assistita come in un camion. D'altronde anche la FF aveva la presa di forza anteriore fatta da Carraro
  16. Secondo me, l'unica discriminante sarà il prezzo. Se sarà prezzata bene, non ho dubbi che sarà un successo. A margine dico una cosa..... il week end scorso sono stato nel sud della Francia.....sono sincero....ho visto tantissime nuove Panda e 500 (BEV)....anche con targa monegasca, non me lo aspettavo sapendo quanto sono nazionalisti i francesi. Panda non costa pochissimo...per cui la cosa mi ha sorpreso.
  17. Mi sembrano molto riuscite e se la giocano bene raccogliendo l’eredità sia di Tipo che 500X, manca una versione tamarra tipo Sport/Abarth Line che sulla Fastback starebbe benissimo
  18. E qui casca l'asino nella Vigna. Già sono pochi al mondo che possono spendere 550 mila euro per una macchina e quelli che lo fanno è perchè sono ovvio ricchi, ma anche appassionati. E quindi sono ancora di meno quelli ricchi, non appassionati che spenderebbero una cifra del genere per una macchina. Magari spendono per una barca, o gioielli, o ville e girano con un suv, o con la TEsla.
  19. Bah, non vedo perchè debba fare peggio del Duster, o comunque non meno di C3 AC/Frontera.
  20. a dirla tutta, mi sa che tutti questi prodotti pensati sulla linea della grande panda non credo faranno il botto di vendite (un pò come sta succedendo alla grande panda che non mi sembra stia facendo sfracelli di vendita ). Sono linee discutibili un pò come tutto il nuovo corso ex fca degli ultimi anni.
  21. Sarà pure tecnicamente ineccepibile (e non vedo l'ora che venga fatta provare per leggere di come va), ma ancora non mi capacito di quanto sia malamente disegnata. Concordo con tutto quello che hanno detto i designer riportati qualche messaggio sopra: persino quello famoso per fare le cose più strane, pur essendo il meno "sprezzante" per ovvi motivi (appunto perché anche lui fa cose strane) alla fine comunque si esprime con un "non dico che mi piace" Condivido anche l'associazione mentale con KITT2000 di @A.Masera e relativa delusione. Infine, guardando le foto con pellicola aderente: non era facile fare un'auto così brutta, che neanche da camuffata migliora.
  22. Ma guarda che quanto a numeri e quanto a prestazioni non è la prima Ferrari che "fa schifo", anzi... Youtube è pieno di video di Ferrari che mangiano la polvere di auto che costano la metà. Ricordo anche il video di una RS6 che brucia la Ferrari Nonsoquale sul dritto. E la RS6 costa meno ed ha 5 posti comodi. Semplicemente una Ferrari non si giudica dai numeri, perché TECNICAMENTE è superiore. E questa superiorità tecnica la vedi nei dettagli nel modo in cui sta in strada, nelle prestazioni COMPLESSIVE. Altrimenti bastava mettere un motore più grosso e finiva lì. Ma così sono bravi tutti, no? Quelle che chiami "proporzioni da sportiva" sono le proporzioni che hai visto sulle auto sportive finora. Ma le auto, finora, erano a combustione, quindi la sportiva doveva avere il cofano lungo lungo per contenere il motore grosso grosso. Un'auto elettrica non ha bisogno di un cofano lungo perché ha 4 motori elettrici compatti. Il design di quest'auto DOVEVA essere diverso, altrimenti non sarebbe stato altrettanto efficace. Ed è questo che è così disturbante. PS: basta poco per essere più belle di Panamera... Se avesse avuto proporzioni in linea col "car design" sarebbe stata un'auto sbagliata. Per un'auto del genere si doveva partire da foglio bianco.
  23. La dimostrazione che quando si è davvero ricchi non servono ventidue schermi per ostentare la ricchezza. 😀
  24. Sommario dello Zeitgeist: Tesi "Buuu, schifo, caccapupù, tradimento, frigorifero, indegna, maledetti, meglio la Multipla, è un mouse, il rumore, alla forca!" Antitesi "Ma non capite una cippa: il target, il prodotto, il design appositamente disruptive, silicon valley, diversification, tanto voi siete povery: non è roba per voi!" Sintesi "Buona idea, fatta ad minchiam."
  25. Comunque, Lancia c'è, e questo è l'importante, Lancia ha un futuro, dopo varie vicissitudini che la davano per chiusa svariate volte, invece vedremo nuove Lancia, derivate Fiat o meno non importa, importa che il marchio continui a vivere, e questo per me è una grande gioia.
  26. é un'altra cosa che noto rispetto alle cugine. almeno in foto sembrano avere meno un'effetto ruotine. qualche giorno fa ho incrociato una Frontera coi lattoni e, ok che si tratta dell'opzione base disponibile per i cerchi, ma nella vista laterale secondo me era imbarazzante...
  27. sul design Ferrari, lasciando stare la luce, io penso che Manzoni abbia fatto il suo tempo. Per quanto abbia lavorato bene, un direttore dello stile dopo una decina d'anni dovrebbe dare le dimissioni, altrimenti si rischia di incartarsi sempre sulle solite idee. Detto questo noto troppe patacche nere sulle Ferrari attuali e quando, invece di lavorare sui volumi, sulle proporzioni, sulle superfici della carrozzeria, si finisce col mettere patacche e fasce nere di qua e di là, lavorando sulle grafiche e sui contrasti, per correggere delle forme che non funzionao, credo bisognerebbe farsi da parte. Sulla 296...non mi ha mai convinto: sembrano 3 pezzi di macchine diverse messi insieme, con 3 stili diversi che non c'entrano nulla uno con l'altro. Il muso è semplice e spigoloso con fari "taglienti", la fiancata invece è morbda, bombata quasi retrò nelle forme, la coda invece è moderna, stilizzata e piuttosto complessa nelle linee. Ma dico: se mi fai una fiancata dal gusto retrò con forme morbide, ance il muso deve essere così e anche la coda. Invece no. Quello che no nsopporto delle Ferrari diManzoni è che sembrano sempre fatte a pezzi con volumi nettamente seprati, ma senza quelle linee di raccordo. Faccio un mirabile esempio di prototipo Ferrari fatto con due volumi che si compenetrano, come piace a Manzoni, ma che ha anche quelle linee che li raccordano: Nelle Ferrari di Manzoni ci sono solo i volumi seprati, ma mancano le linee di raccordo che uniscono visivamente le varie parti della carrozzeria
  28. Che andrebbe benissimo, basta che le rendano disponibili da subito con il cambio manuale per tenere basso il listino d'attacco...
  29. fino a che ci sarà il greco rancoroso, Ferrari non vincerà mai nulla... Spero di vedere Charles un giorno trionfare nel WEC in rosso (BoP permettendo...)
  30. Un qualcosa si riuscirebbe a gestire con superfici mobili, ma vero è che anche alle velocità allegre che anche una moderna segmento C pepata potrebbe gestire, dove la deportanza ha effetto quasi trascurabile, l'autonomia di un'elettrica comunque picchia come subbuteo falco su topolino allo scoperto.
  31. Dire che GPanda non sta vendendo benissimo è totalmente falso. Nel 2026 (YTD) risulta terza per vendite in Italia, dopo Panda e Avenger.
  32. Rieccomi a distanza di un anno per quel rumore al mio 1.4 multiair. Ebbene, dopo l'ultimo tagliando il rumore è sparito. Questo mi fa suppore che fosse un problema di olio motore. Premetto che ho cambiato l'olio dopo circa 8 mila km, invece dei 15 mila previsti. Anche se l'ho cambiato dopo 2 anni, invece che dopo un anno. E che cacchio dopo un anno avevo fatto solo 4 mila km, mi pareva eccissivo cambiarlo. Insomma sono giunto alal conclusione che forse nel penultimo tagliando fatto non mi avessero messo l'olio coretto. il multiair 1.4 esige il 5w40, che si comporta meglio alle alte temperature, invece del 5w30. Infatti guarda caso il rumore lo sentivo a motore caldo in estate e non a freddo e meno evidente in inverno. Un'ipotesi ancora peggiore è che non mi avessero proprio cambiato l'olio, ma qui si tratterebbe di una vera e proprio truffa. La cosa che mi puzza è che in questo ultimo tagliando sulla ricevuta è specificato chiaramente marca e modello di olio e devo dire mi hanno messo un olio di buona qualità con specifiche corrette come da manuale. Invece nel penultimo tagliando fatto, c'era scritto solo un generico "olio motore" senza specificare ne marca, ne tipo, ne gradazione. I tagliandi li ho fatti sempre nella stessa officina del cocnessioanrio ufficiale presso il quale ho comprato l'auto, anche se usata è sempre della marca che tratta il concessionario.
  33. Il problema è che qui il target principale (dichiaratamente di non-ferraristi per ammissione stessa di Vigna & co.) potrebbe essere invece più attento alle specifciche tecniche sulla carta che a fascino del marchio e comportamento stradale superlativo, cose che finora hanno fatto preferire ai più Ferrari anche contro numeri sulla carta superiori. Ma appunto: c'erano le possibilità di disegnare qualcosa di eccezionale senza i vincoli del termico e loro hanno tirato fuori una balenottera di 5 metri alta come un crossover anni Duemila con proporzioni che neppure i cerchi da 24" riescono a dissimulare, e dettagli da concept fine anni Ottanta... Concordo ma fino ad un certo punto: doveroso farla fuori da qualsiasi schema e precedente (i render AI alla "bastava poco a farla bella!" sono infatti tutti "sbagliati", per me), ma nessun designer è superiore alle regole. Sacrosanto partire dal foglio bianco , ma per quanto mi riguarda il foglio lo hanno dato a quello sbagliato... E anche gli interni stile Dieter Rams de noaltri hanno sì il loro perchè, ma con poco sarebbero stati eccezionali. Ecco per me proprio gli interni con una quasi stucchevole ricerca autocompiaciuta del concetto sopra il disegno, mi hanno fatto l' effetto Aprilia Motò, oggetto con il quale ho un rapporto amore-odio. Ma visto l'esterno li ritengo quasi riusciti, specie se neri...
  34. purtroppo questo ragionamento non funziona. anche Apple, che era uno dei pochi brand realmente premium, sta entrando nel mercato con nuovi modelli entry level (vende portatili a 600 euro ormai, mai visto prima da loro) e samsung e xiaomi vendono letteralmente prodotti su OGNIn fascia di prezzo, parlando di smartphone vanno dai 100 ai 2000 euro. proprio i top di gamma xiaomi toccano cifre intorno ai 1500 euro e vantano collaborazioni con case della fotografia storiche come Leica. non sono due mercati paragonabili purtroppo
  35. Il film in sé mi ha deluso ancora più del nuovo KITT. E questo la dice lunga. P.S. Come mai la Seat è riuscita a integrare correttamente i tergicristalli verticali, mentre la Ferrari no?
  36. Credo abbia problemi con il sensore pioggia, i tergicristalli sono in azione nostante non stia piovendo... (ironico)
  37. In un mondo in cui l’elettronica è ormai alla portata di tutti e la meccanica sta progressivamente passando in secondo piano, distinguersi diventa davvero complicato. Proprio per questo, secondo me, il valore va ricostruito lavorando di fino su altri aspetti: materiali, dettagli, qualità percepita, interfacce fisiche, meccanica ancora presente ma integrata con il digitale, senza trasformare tutto in uno schermo con quattro ruote. Un po’ come succede con gli orologi: tecnicamente un digitale fa tutto meglio, costa meno ed è più preciso. Però continuiamo a pagare molto di più un meccanico, perché lì dentro c’è materia, lavorazione, complessità, fascino, ritualità. Ecco, l’auto premium dovrebbe andare in quella direzione: non solo prestazione o software, ma oggetto desiderabile. Certo, se poi il premium europeo moderno diventa fare ambientalismo di facciata abolendo la pelle, infilando due tessuti colorati e vendendoli come nuova frontiera del lusso sostenibile, allora il problema non è l’elettrico, ma proprio l’idea di lusso che si è un po’ persa per strada....
  38. Sai che è una domanda che mi sono posto diverse volte cui faccio davvero fatica a trovare una risposta adeguata ormai? Nel mondo delle auto, trovi finiture negli interni, e potenze, di auto da 200 mila euro su auto da un quarto del prezzo. Questo è un bene, ma anche un male, nel senso che la definizione di Lusso, probabilmente, oggi sta solo nell'esclusività che la limitazione all'accesso di un certo bene comporta, quindi la difficoltà a possederne una. In un mondo, quindi, costernato di youtuber che sfoggiano da Ferrari a Lamborghini come se le trovassero al posto del riso soffiato dentro la scatola dei cocopops alla mattina, ha davvero sminuito il tutto. Ecco perché magari, io personalmente, considero come "premium" una 296 Speciale, ma non una 296 normale. O non considero premium una M3 come la mia, quando invece una e46 lo era ai tempi.
  39. Charles ❤️ Speriamo che questa dedizione sia ripagata prima o poi
  40. È il momento di proporre un segmento C-suv in casa Lancia... Ecco la Lancia Beta10 E rinasce anche la Lancia Delta05...
  41. Mi sa sempre di piú di Brava del III millennio 😅
  42. il problema non sono le elettriche ma è il marketing di chi vende le elettriche. E poi il problema siamo noi che crediamo alle cazzate dei markettari l' elettrico dovrebbe essere spinto per l' aspetto ecologico, quando questo sarà totale, sostenibile e di pratico utilizzo, non a mostrare chi ce l'ha più lungo, o in questo caso a chi arriva prima in una gara che il cliente normale comunque non farà mai
  43. Il problema delle elettriche è che semplificano tutto l'aspetto delle prestazioni al numeretto dello 0-100. Quando al di sotto dei 3 secondi ti serve il fisioterapista quando scendi dalla macchina e quindi è del tutto inutile andare al di sotto di quella cifra. Io non ho dubbi che quest'auto abbia un livello di messa a punto e di bontà telaistica superiore a Tesla Plaid o anche alla Yangwang, ma se dall'altra parte arriva il cinese con più cavalli e meno 0-100, il punto difficile sarà comunicarlo. O anche, banalmente, vedere se interessa al cliente quel tipo di superiorità.
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