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Stai visualizzando i contenuti con il più alto punteggio, pubblicati in data 08/06/26 e localizzati in Risposte

  1. Bocchette posteriori e canalizzazioni sotto i sedili is the new “parafiamma”, “prosciutto”, ecc. Anche questa volta sarà dura portare a casa la pelle dell’orso (Grizzly)…
  2. Le bocchette posteriori sono una cosa, le canalizzazioni sotto al sedile un'altra... Mettetevi d'accordo........
  3. Stamattina ho provato la Zeekr 7GT nella versione top: 646 CV, 0-100 in 3,3 secondi, sospensioni regolabili, sterzo configurabile, dotazione davvero completa e 10 anni di garanzia. Non scrivo per parlare dell'accelerazione, che è semplicemente impressionante. Quello che mi ha colpito è altro. Sono uscito dalla concessionaria con una sensazione quasi di smarrimento. Non perché sia "l'auto perfetta", ma perché ho avuto la percezione di trovarmi davanti a un progetto nato dopo molte vetture europee attualmente sul mercato. La cosa che mi ha fatto riflettere è il connubio tra capacità industriale cinese, design di scuola svedese e piattaforma tecnologica sviluppata con una forte componente software. Tutto sembra pensato come un sistema unico, non come la somma di tanti componenti. Per questo motivo, oggi considero seriamente la Zeekr 7GT come possibile erede della mia Stelvio. Non avrei mai pensato di scriverlo, da alfista. Ma dopo anni di rinvii, promesse e una gamma che si è evoluta molto più lentamente di quanto mi aspettassi, è inevitabile guardare anche altrove. La fedeltà a un marchio è importante, ma non può sostituire l'innovazione. Oggi scelgo di valutare il prodotto, non il logo sul cofano.
  4. Come vi avevo anticipato, oggi vediamo l'ultima tornata di auto presenti al raduno, che sono più casuali delle precedenti in quanto appartengono quasi tutte ad un secondo giro fatto più in serata dove si erano aggiunte altre auto. Ancora piuttosto insolito vedere un'Alfa Romeo 155 2.0 TS '97 ad una manifestazione di storiche, tuttavia la motorizzazion prestante e l'esemplare molto ben tenuto la rendono comunque interessante. Questa Lancia Dedra 1.6 I Serie '93 era stata messa in fondo a tutto lontana dalle altre auto, mi ha fatto quasi pena, purtroppo data la scarsissima luminosità le foto sono venute un po' mosse. I copricerchi non sono quelli originali ed appartengono alla terza serie. Altre due Alfa Romeo Spider 2.0 II Serie identiche tra loro, la prima con targhe più recenti è del 1982, quindi una delle ultime; La seconda è più anziana essendo del 1973, anche in questo caso le targhe non sono di prima immatricolazione. Aggiuntosi accanto agli altri Maggioloni questo classico Volkswagen Maggiolone 1302 Cabriolet '71 in una configurazione davvero standard per il modello. Mentre scattavo le foto mi ero chiesto come mai non ci fossero i classici Deltoni a questo raduno, la risposta mi è presto giunta vedendo arrivare i tre esemplari presenti insieme. La prima è questa Lancia Delta 2.0 HF Integrale EVO '92 che è stata immatricolata per la prima volta all'estero, un raro caso di importazione in Italia di un'italiana e non di un'esportazione. La seconda è questa più interessante Lancia Delta 2.0 HF Integrale '90, l'ultima Delta sportiva prima delle Evoluzione uscite da lì a poco. La terza è invece la mia preferita, ovvero questa splendida Lancia Delta 2.0 HF 4WD I Serie MY86 '87 che è stata la prima Delta sportiva "appariscente"; questo esemplare sembra in condizioni di assoluta originalità (compresi gli adesivi laterali) e potrebbe essere un conservato! Con delle belle targhe messinesi questa Fiat 124 Spider 1600 III Serie '71 identica alle altre esposte, tanto che a una prima occhiata non mi ero accorto fosse un altro esemplare rispetto quelle due già fotografate (e pubblicate). Rientra senza alcun dubbio nella categoria delle Youngtimer questa Mercedes E200 Cabriolet W124 MY93 '94 configurata divinamente, ultima evoluzione della W124 già venduta come Classe E, ne ho viste davvero poche in versione scoperta. Faccio un piccolo intermezzo con due trattori piuttosto interessanti. Con targhe agricole originali questo Hanomag R45, trattore di un marchio tedesco ormai fallito oltre quarant'anni fa e che nel "nostro" settore è ricordato soprattutto per i rebadge dei commerciali Mercedes degli anni '60. Il secondo invece è questo clamoroso Fiat 702, che se ho capito bene dalle fonti che ho trovato sul web dovrebbe essere il primo trattore prodotto dalla divisione Fiat Trattori a partire dal 1919! Credo sia davvero rilevante trovarne uno ad un raduno essendo ormai un pezzo da museo. Riprendiamo con le auto e lo facciamo con questa Fiat X 1/9 1.5 '81 che ha perso le targhe originali, e che purtroppo non sono l'unica pecca estetica considerando la dubbia aggiunta dello spoiler posteriore. Molto bella questa Alfa Romeo Giulia Super 1.6 '68 che si è anch'essa aggiunta alle altre Giulia già presenti e che vi ho adeguatamente documentato nei precedenti post. Altra auto che non ti aspetti di vedere ad un raduno ma che vista l'ormai indubbia rarità, e la mia passione per le vetture del marchio, mi ha fatto particolarmente piacere incontrare. Parlo di questa Rover 214i Cabriolet II Serie '92 clamorosamente ben tenuta, il bianco non lo ricordo propriamente diffuso su questa versione, al contrario della berlina dove ce n'erano abbastanza. Ve ne ho già proposta una qualche reportage fa, ecco un'altra Autobianchi Bianchina Trasformabile I Serie '60 in un abbinamento cromatico abbastanza classico, notevoli le targhe di prima immatricolazione. Si continua con le scoperte ma in questo caso estremizziamo il concetto, difatti questa Mini Moke 1.0 '87 è quasi del tutto priva di carrozzeria. Colore piuttosto bello e che fatico a ricordare su altri esemplari visti dal vivo. Un vero bijou questa Innocenti Mini 1001 MK3 '75 nella classica configurazione delle ultime Mini italiane e con targhe quadre originali! Non sono espertissimo ma credo che sia anche totalmente originale nei dettagli. Mastodontica, tanto che ho avuto difficoltà a farla entrare per interno nelle fotografie, questa Cadillac Eldorado 8.2 IX Serie '72 importata in Italia circa vent'anni fa, non amo questo genere di auto ma questa è un verso must della produzione statunitense. Una rarità tutta italiana questa splendida Lancia Flavia Convertibile Vignale, modello prodotto in appena 800 esemplari dalla carrozzeria Vignale, purtroppo non conosco l'anno di immatricolazione di questo in foto, potrebbe essere stato recentissimamente riesumato dopo decenni di abbandono. Concludo questo lungo e variegato reportage del raduno con un modello che sicuramente piacerà a Stefano (alias @Mazinga76), trattasi infatti di una spettacolare Fiat Abarth 850 TC Nurburgring '63, versione della 600 preparata da Abarth per le competizioni e che disponeva di cilindrata maggiorata a 850 cc per 54 cv, questa è una delle prime versioni di 850 TC, negli anni l'elaborazione estetica diventò sempre più vistosa e diversificata dalla 600 normale. Una vera e propria chicca, considerando anche le quotazioni assurde che hanno raggiunto gli esemplari originali come questo, che sicuramente è stato restaurato accuratamente e rispettando l'originalità di ogni minimo dettaglio. Per quanto riguarda la pubblicazione di avvistamenti mi fermo qui per ora, riprenderò con gli avvistamenti "per strada" al ritorno dalle vacanze a Settembre. Buone vacanze a tutti!
  5. Abbiamo parlato di Studebaker, e della coraggiosissima Avanti presentata al pubblico nel 1962. La gamma per il MY 1963 vedeva quindi un modello dall'aspetto rivoluzionario come la nuova coupé, accanto a modelli assai più tradizionali, per certi aspetti quasi obsoleti. Come questa Wagonaire, versione station wagon della Studebaker Lark: Come tutto il resto della gamma, per il MY63 anche la Lark aveva ricevuto una rinfrescata notevole, eppure anche questo ultimissimo aggiornamento mostrava una linea non certo innovativa, per non parlare di quello che c'era sotto, che sostanzialmente risaliva a dieci anni prima. Non bisogna però fermarsi alle apparenze. Il tentativo di rinnovamento del marchio, affidato al contributo di un altro noto designer - Brooks Stevens - volle toccare in modo del tutto speciale anche questa familiare, un segmento così centrale nel mercato USA. E l'idea di Stevens fu quella di dotare il modello di una soluzione unica nel panorama mondiale delle station wagon: il vano di carico con il tetto apribile a scorrimento! Era una caratteristica fornita di serie sul nuovo modello di questa familiare, per l'occasione ribattezzato "Wagonaire", a suggerire la possibilità di viaggiare open air. Effetto aumentato anche dal lunotto che poteva abbassarsi (anche elettricamente, a richiesta) scorrendo nello sportello a ribalta, un classico di tante altre wagon americane. Il risultato finale di tale combinazione, era la possibilità di ottenere una vano di carico quasi da pick-up, che permetteva una versatilità sconosciuta alle wagon tradizionali: Questa foto d'epoca è curiosa a sua volta, perché incrocia due mondi (auto e nautica) del designer Brooks Stevens, per lunghi anni collaboratore di Evinrude... Oltre poi a mostrare un altro dettaglio curioso di questa Wagonaire, forse proprio di ispirazione nautica: la scaletta ribaltabile. Che si ripiegava nell'apposita sede ricavata nel rivestimento della ribaltina. Era un optional comunque, così come lo era il sedile supplementare contromarcia, ripiegabile nel fondo del piano bagagli: Per godere di tanta aria e libertà, si doveva solo sbloccare questa manopola e spingere il tetto, che scorreva nell'abitacolo, lungo quei binari. (e poi sì, ribloccarla quella manopola... Tutto a mano, ché non era previsto nessun meccanismo elettrico, neppure a richiesta) E com'è che questa Wagonaire, che poteva vantare una serie di soluzioni davvero interessanti e uniche per una station wagon di quel periodo, non riuscì a salvare la Studebaker? Il problema fu proprio il tetto con quei binari... ci entrava l'acqua! E non ci fu modo di risolvere il problema in modo definitivo. Tanto che la casa corse ai ripari offrendo dopo pochi mesi dal lancio anche una versione identica all'apparenza, ma con il tetto fisso. Curiosamente come optional (a 100$ in meno..., ma comunque solo a richiesta): Vista la fine di Studebaker, che chiuse i battenti nel 1966, appena tre anni dopo il lancio di questa curiosa station wagon, questa storia mi fa tornare in mente quell'altra vicenda che abbiamo visto qualche mese fa sempre in questa discussione: quella della Kaiser Traveler/Vagabond (link). Una storia simile, di automobili con caratteristiche uniche e originali di versatilità, evoluzioni estreme di modelli ormai in obsolescenza, un po' come ultimi, disperati tentativi di salvare produttori in crisi irreversibile. E la chiusura del marchio dopo 3-4 anni. Un parallelo più tecnico - e ben più recente - può essere invece quello con la GMC Envoy XUV, un allestimento particolare della seconda generazione (2001-09) del SUV americano. Una cu***a inch*****ile, nata nel 2003 sulla piattaforma a passo lungo rispetto alla versione normale, con lo scopo di fornire una variante con capacità di carico ultra-versatile. Che vista da dietro, appariva così: Perché quegli strani montanti celano la struttura di un tetto scorrevole, che unito al tipico portellone separato tra ribalta e lunotto, consentono di creare uno spazio di carico configurabile in vario modo. E queste erano varie combinazioni possibili... Oltre a quella di poter abbattere i sedili posteriori e togliere la paratia con il vetro, per allungare il piano di carico: Questa versione "XUV" è stata in vendita solo per due anni a causa degli scarsi numeri, facendoci sospettare che alla fine tutta questa versatilità un po' macchinosa, non sia poi così attraente per i clienti americani...
  6. Chiedo.. le canalizzazioni sotto il sedile sarebbero le fogne?? Una bella innovazione per i viaggi lunghi…
  7. Molto carica di dettagli, ma sembrano tutti dettagli belli e ben amalgamati tra loro.
  8. I miei genitori hanno una Civic VIII che proprio quest'anno ha tagliato il traguardo dei 18 anni e si avventura tra i 190 e i 200mila km. E anche loro la usano per intensi giri estivi, nell'ordine dei 3000-4000 km. Ok il segmento superiore e alcuni comfort in più, ma pur con una serie di acciacchi minori, e alcuni aspetti in cui si percepisce che è inevitabilmente invecchiata, alla fine gira anche lei ancora come un orologio e tutta questa voglia di cambiarla ad oggi non ce l'hanno. Di base, a mio avviso nelle Honda c'è proprio una qualità progettuale e costruttiva che poche altre auto coeve, anche di prezzo superiore, avevano (e tuttora, a mio modesto parere, è così).
  9. visto il casino che sta facendo Fiat con le presentazioni e commercializzazioni potrebbe essere tranquillamente 😄
  10. Ma seriamente il vostro problema di oggi sono le bocchette posteriori? Seriamente, quest'auto obiettivamente ha tutte le carte in regola per essere un buon prodotto. Lo stile Può piacere o meno, ma rispetto a tutti i troiai cloni usciti negli ultimi anni, questo è l'unico che si distingue.
  11. Segnalo forti sconti sulla Giulia. 🤣
  12. I due modelli non hanno una singola riga in comune, e neanche somiglianze generali, se non il baffetto sotto il faro ma anche di forma diversa. Inoltre il Rifter del quale ha messo la fato è pre restyling, adesso il muso è completamente diverso. Pensare che i designer fiat nel progettare quello che dovrebbe essere il loro mezzo di più ampia distribuzione, debbano lavorare condividendo qualcosa con un veicolo commerciale, per altro in comune con almeno 5 marchi diversi, è francamente senza senso.
  13. eBoost_Air_Animation.mp4 Comunicato stampa Via Stellantis.
  14. Vicino a dove abito io ce n'è spesso una gialla parcheggiata, probabilmente del proprietario di un locale.
  15. 1 punto
    Come io ho sempre sostenuto, l'alieno non esiste più. Molto pensano che, siccome Marc 93 vince, sia ancora lo stesso pilota. Tanti commentatori , a partire dal.Dovi, confermano la guida menomata. Dopo l'ennesima operazione e riabilitazione, è Marc stesso a dire che il Braccio NON TORNERÀ PIÙ COME PRIMA.
  16. Dalle mie parti ne ho già incrociate alcune.
  17. *** possibile spam *** moderazione automatica ***notizie/mini-cooper-avra-trazione-gemella-new-serie-1-894332.html Sostanzialmente si vocifera di un passaggio alla piattaforma Neue Klasse semplificata (come la prossima ix1) anche per le mini ev/aceman in sostituzione dell'attuale great wall.
  18. Peggio dicono che Marchionne lo abbia inquadrato in 5 minuti e abbia fatto fare un po' di verifiche, poi fa 2+2 sul ruolo che aveva in fiat e sulle società di cui deteneva quote. Poi magari incrocia per puro gossip con certe versioni speciali di macchine e ti fai il film. Per finire fa mente locale sui continui attacchi ai tempi del suo amico marchigiano contro i Marchionne e del suo assoluto e compiaciuto silenzio e il quadro è fatto
  19. Certamente. Ma, per quelle che sono le vostre percorrenze annue, l'apporto del full hybrid in termini di consumi sarebbe abbastanza relativo Dal punto di vista tecnico, la vecchia S Cross, soprattutto se parliamo di un esemplare del 2020, teoricamente già con una suite di aiuti alla guida molto completa, non ha queste gigantesche differenze rispetto alla nuova, che anzi può essere considerata più che altro un aggiornamento profondo della vecchia Tanto più se dal punto di vista estetico vi piace di più la vecchia e che con la nuova full hybrid perdereste in bagagliaio per voi invece prezioso. Per cui non vedrei motivi particolari per escludere la s cross dal novero delle candidate.
  20. 1 punto
    Inizia la produzione della i3! Comunicato stampa Via BMW.
  21. Voglio quella rossa!!
  22. da vedere dal vivo.....ma mi pare esagerata 'sta calandra......... ok i richiami alla 190....ma la cosa sta sfuggendo di mano. A mio avviso, l'unico "centro" lo hanno fatto con il VLE. Il resto è proprio un BAH.....
  23. probabile che diventi la BMW bestseller in Europa.
  24. citofonare Oliviero..lui sa tutto.
  25. È probabile che qualcuna sia stata già consegnata a qualche cliente finale... 😂
  26. La yaris non ha le bocchette aria posteriori E anche tra le B suv, buona fortuna per trovarne di recenti con le bocchette dell’aria posteriori … anche delle C come le Duster non le hanno Pensare che le grizzly tra 25k€ e 30k€ debbano per forza avere equipaggiamento che le concorrenti più costose NON hanno, è assurdo
  27. mmm a regola si ma dipende cosa significa personalizzazione. Ti porto un esempio : il volante : dare più optional/scelte è un costo perchè hai più codici d'approvvigionare, gestisci le scorte e i ricambi , ma alla fine per la linea si comporta nello stesso modo , la stazione lo monta, la stazione monta airbag e finita li, un volante povero si monta come uno "ricco" vale l'altro. Idem un freno tra un carboceramico e uno di ghisa non cambia l'assemblaggio cambia solo il suo costo puro. DIverso le personalizzazioni che prevedono stazioni di montaggio/lavorazione aggiuntive, il tettuccio per esempio, ma pure stazioni intermedie che servono a montare ad esempio supporti per motori "extra large" o isolamenti particolari per motori "non base". Sono questi che alla linea "costano" perchè magari questa stazione lavora 1 auto su 5, e nel resto del tempo l'auto scorre senza far nulla o fai un lavoro molto più semplice. Ma del resto sei obbligato a fare cosi anche sula linea motore / sottosistemi powertrain + sospensione, hai la 4wd devi assemblarla e sull'auto che non l'ha? Certo voler offrire auto modulari da 100cv a 400cv , con 4 alimentazioni non è semplice mixare tutte le richieste. Per questo dico che l'elettrico semplicificherà tutto, concettualmente è semplicissimo.
  28. a me fa storcere di più il naso l'assenza del contagiri
  29. Magari il cinefilo incallito e appassionato d'auto d'epoca potrebbe essere proprio il proprietario, o quantomeno cultore incallito di quella pellicola di Tony Curtis nella quale appare la Dino. La riproduzione della targa, più che per catturare l'occhio del pubblico, credo serva ad appagare l'occhio del proprietario, proprio in ragione di quella passione per quel film.
  30. Infatti è la teoria che ho esposto anche io a quelli di Facebook che mi hanno suggerito la compatibilità con quella di Curtis, però c'è anche da dire che non so quanta gente, ad eccezione di cinefili incalliti e contemporaneamente appassionati di auto, riescano a cogliere a colpo d'occhio il dettaglio della targa corrispondente, il che mi pone qualche dubbio sulla scelta di riprodurre quella targa solo per apparire. Sicuramente sotto c'è un'altra targa, questo lo do per scontato, ma ciò non toglie che quella riprodotta possa essere la prima targa a libretto. Comunque resto anche io estremamente scettico, anche perché di quella di Curtis non si ha nessuna notizia ufficiale da oltre 50 anni. Confermo che quella utilizzata era Rosso Dino, ma se ho imparato qualcosa leggendo le storie delle singole Ferrari è che quasi nessuna arriva al giorno d'oggi col colore di fabbrica.
  31. Prime impressioni. Premessa: l'ultima volta che ho guidato un'auto con queste caratteristiche è stato nel 2016, al lancio della Giulia. Ho ritirato l'auto ieri dopo lavoro e ho fatto 300 km di autostrada, da Praga a Zlin. I primi 50 km ho avuto una sensazione strana, quasi di "instabilità", penso dovuta al vento a raffiche e al fatto che l'auto copia l'asfalto come non ricordavo da tempo. Per esempio, secondo me la Q3 SB di mio suocero è molto più filtrata in questo senso. Prendendo confidenza, ho notato che a 130 sembra come passeggiare ed è molto facile ritrovarsi a velocità ben più alte. Poi sono arrivate le curve 😁 Consumi meglio delle aspettative. Nonostante avessi provato a tirare le marce e i vari test del primo giorno, 27 litri per 300 km. Srciverò le mie impressioni nei prossimi giorni.
  32. Dopo 4 anni aggiorno il topic. Con l’arrivo della Giulia é oramai seconda auto. Ha 49 mila km. Adesso gomme all season. Difetti….zero nada nisba. A parte i segni di carrozzeria nell’uso urbano (soprattutto paraurti anteriore) l’auto non si direbbe che va per i 7 anni. Zero scricchioli, consuma sempre poco. L’unica manutenzione straordinaria il terzo stop perché maldestramente avevo rotto la plastica. A settembre faccio la cinghia per precauzione, in vista di un viaggio a Parigi durante le vacanze di Natale
  33. Esatto, passando agli esterni della Studebaker Avanti, questo è uno dei suoi aspetti più caratteristici! E, come altre che abbiamo già citato o che vedremo adesso, era una delle "espressioni plastiche" dello spirito dinamico e aggressivo di questa coupé. Tra queste si possono annoverare il profilo appuntito del frontale - fin quasi ovvio - ma anche lo strano andamento del brancardo "a salire" verso il dietro, ulteriormente accentuato dal taglio inferiore della portiera, che sale con un angolo ancor più pendente... ...che stranamente non si allinea neppure con la piega a metà fiancata, che idealmente collega i paraurti. Il tutto si può vedere già nella foto di @v13, ma il punto di ripresa di questa fotografia sotto chiarisce in modo esemplare quello che ho appena descritto: Insomma, è tutto il profilo dell'auto che pare "tirato" in su da dietro, come da un'invisibile forza aerodinamica! Ma dicevamo dei paraurti... ...beh, quasi scontato notare anche il loro profilo a freccia, nella vista di fianco. Ancor più strana però la forma di quelli anteriori, se visti in pianta. Ecco quindi il famigerato frontale che @v13 non voleva farvi "godere" 😁 Frontale su cui spiccano tante nuove stranezze! sempre l'aerodinamica a dominare la scena: e quindi ecco il muso carenato, privo di calandra (in realtà sostituita da una presa d'aria sotto il paraurti...) Non una primizia assoluta comunque - per le auto a motore anteriore intendo - perché la Citroen DS era già sul mercato da 8 anni! la moda space-age - tutta pinne dietro e paracolpi a ogiva davanti - era già in declino, e la Avanti lascia a dei parafanghi sottili e affilati il compito di "tagliare l'aria" e sporgere a protezione del muso. e poi ci sono le asimmetrie! la più evidente è la protuberanza sul cofano spostata sul lato del guidatore, che si prolunga fino al parabrezza e finisce per raccordarsi idealmente con la forma del cruscotto nell'abitacolo quindi asimmetrica pure la posizione del marchio della casa, piazzato proprio all'inizio di quel rigonfiamento e se lo stemma è su un lato, su quello opposto c'è il nome del modello, con la stessa grafica vista già negli interni Lo stemma: studiato apposta per questo modello, è una raffinatissima reinterpretazione grafica del marchio Studebaker, inserito in questa "maschera" dalle forme affilate e futuristiche, a seguire proprio le linee del cofano e soprattutto suggerendo atmosfere fumettistiche. Talmente avanti da essere una Batmobile? 😜 Altri due dettagli caratteristici, messi in risalto dalla foto qui sotto: il montante anteriore cromato (un classico di questa discussione, trattato anni fa in più messaggi) la sottile piega sulla lamiera del tetto, che estende - e richiude - le linee della vetratura laterale. Siamo arrivati a parlare di tutto ciò senza ancora aver citato l'uomo cui fu affidato il compito di dare un vestito a questa vettura: Raymond Loewy. Il noto designer, tra le sue mille commesse, aveva lavorato anche alla riprogettazione della bottiglia della Coca Cola nel 1955. E le curve di questa coupé vi ricordano qualcosa? Esatto, la Studebaker Avanti è proprio indicata come il modello iniziatore del Coke-bottle style, che avrebbe dominato le scene del design automobilistico negli anni a seguire. Poi in realtà, se andate a cercare un po' di storia, vedrete subito che l'acclamato designer di origini francesi non deve essere considerato l'autore diretto delle idee e dei disegni originali di questa vettura, che sono da attribuire ad alcuni suoi collaboratori. A lui va riconosciuto piuttosto un ruolo di indirizzo e di supervisore dello stile della Studebaker Avanti. "America's most advanced automobile", secondo gli slogan pubblicitari dell'epoca.
  34. Un buon pomeriggio a tutti in questa torrida estate, ormai alla quarta ondata di calore... 😰 La questione delle plance con rivestimento cannettato risollevata da @3volumi3 , mi fornisce l'occasione per continuare la carrellata di modelli più o meno storici che si distiguono per la particolare concentrazione di curiosità. Parto ovviamente dall'argomento scatenante, cioè la plancia cannettata: (foto: hymanltd.com) Cos'è? Forse l'avete riconosciuta, forse no... è la Studebaker Avanti, la coupé del 1963 dello storico marchio americano. Fu il modello con cui - nel tentativo di sollevarsi da una situazione economica difficile - l'azienda dell'Indiana giocò il tutto per tutto. Una coupé di forte impatto, sia estetico che prestazionale, nella speranza che la sua immagine si riverberasse sul resto della gamma. Quindi possiamo dire che ogni cosa per cui quest'auto si faceva notare, non fu un guizzo di qualche designer o ingegnere che era riuscito a emergere fortuitamente dal progetto fino alla produzione, né una caratteristica tradizionale del marchio, bensì una scelta deliberata per creare un'auto che si distinguesse e potesse attrarre attenzioni e clienti! Ormai che siamo partiti con gli interni, possiamo intanto notare la modernità del disegno e dell'impostazione generale (siamo nel '63...), ma se siamo qui è per soffermarci sulle particolarità di questa Avanti. Quindi cominciamo con la console centrale, che sotto l'autoradio disponeva di una luce dedicata, con un effetto ambientale incredibilmente attuale! (foto: hemmings.com) Naturalmente lo scopo pratico era di illuminare i comandi sul tunnel, che erano dedicati alla climatizzazione e si facevano notare per lo stile avveniristico delle levette cromate a forma di freccia, decisamente ispirate al mondo aeronautico: Del resto era l'intera automobile che doveva suggerire un'idea avveniristica di dinamismo, stile e prestazioni, a partire dal nome, che a noi italiani risulta fin troppo ovvio... e che campeggiava proprio al centro della consolle, con quei caratteri inclinati e la freccia che non lasciava dubbi sul significato. La stessa sensazione "aeronautica" dovevano darla gli interruttori dei comandi piazzati sul padiglione: ...che di notte diventavano così: (foto: hemmings.com) La sensazione di pilotare ad alta quota veniva anche dal trovarsi di fronte a una strumentazione che nella dotazione, nella grafica e nella forma avvolgente, voleva ricordare palesemente il cockpit di un aereo: Tra i quadranti, faccio solo notare i due laterali, orientati verso il pilota: a sinistra l'orologio, con la grafica che ricorda una bussola; mentre a destra si trova uno strumento estremamente raro: è l'indicatore della pressione nel collettore d'aspirazione. Il passeggero, invece poteva godere di amenità da prima classe, come l'esclusivo cassetto con contenitore e specchio a scomparsa per toilette: Finora pensavo che simili stravaganze fossero roba da show car, avendo vista una cosa del genere soltanto nelle fotografie del prototipo BMW Garmisch di Gandini, presentato nel 1970 (e poi riprodotto qualche anno fa). Ma alla Studebaker erano ...avanti! 🤭 Per chiudere il capitolo "interni", un paio di dettagli meno eclatanti ma comunque curiosi: il disegno molto stylish della leva del cambio automatico una sezione della brochure originale di lancio, che ci mostra la botola sulla cappelliera per l'accesso diretto al bagagliaio, oltre al particolare sistema di chiusura delle portiere: Per non farlo esplodere, chiudo qua il post, rimandando al prossimo messaggio i dettagli degli esterni, che sono altrettanti se non di più. 😎
  35. ...qualcuno l'aveva comprata?!?!?!
  36. Della AX Tricorps alla fine andarono oltre al disegno....😨😨
  37. Di seguito la lista delle compatte a trazione posteriore prodotte da Alfa Romeo nella sua storia:
  38. sai cosa? Questa macchina ha un pregio, quella di aver evidenziato l'importanza delle competenze nel car design e di come sia una materia a se. Soprattutto in italia, c'è sempre stata una certa sottovalutazione del lavoro del car designer, a parte i nomi più conosciuti, il resto è spesso visto con un po' di leggerezza. Nei miei 20 anni di carriera mi sono trovato spesso davanti a diverse situazioni al limite del irritante, dal responsabile di piattaforma o quello dl marketing che ti dice : io l'avrei fatta cosi o colà (alla mia risposta: ah, ha studiato car design anche lei! si zittivano...), all'ingengnere che mi fa capire: io sono un ingegnere ed ho i numeri dalla mia (non sempre vero, anzi, ci ho trovato più spesso limiti menatli dall'pesnare fuori dagli schemi) tu fai i disegnini quindi si fa come dico io, fino ai conoscenti che ti dicono: va beh, ma tu disegni 8 ore al giorno, mica è un lavoro vero (un po' per fare uan battuta un po' perche lo si pensa davvero...) Ci si crede che basti saper tenere più o meno una matita in mano, avere delle idee più o meno buone, conoscere un po' le macchine ed ecco fatto, mi improvviso car designer (eh si, il rifermento alla proliferazione delle "proposte di design"ftet con l'intelligenza artificiale, è voluto* ). La Luce ha avuto il merito di scoperchiare il vaso di pandora. Prendi 2 dei product designer più famosi al mondo,(quindi si presuppone gente che la matita, le idee, ecc le sappiano far funzionare bene), dagli carta bianca, ed il risultato è una ciofeca totale. Questo perchè appunto, ci vogliono studi specifici (altra cosa positiva è che dal prossimo anno userò questa vettura come esempio di cose da non fare, dato che ne ha un bel poò messe tutte assieme...) esperienza che si matura con il tempo, e lavorando su auto "vere", non basta essere un nome di grido. PS, come dice Flippini durante l'intervista la Ford di Newson è stata "messa in bolla" da quelli di Ghia, storica carrozzeria torinese, che è quello che avrebebro dovuto fare qui, un approccio differente dall'esterno , messo in atto dal team di lavoro di Maranello. *non me ne vogliano tuttii "geminatori" del forum, ma trovo tutto questo proliferare di "proposte AI" inutli a dir poco, oltre al fatto che, se si pensa a quanto i data center siano energivori e di quanta acqua abbiano bisogno, risultano anche "dannosi"
  39. Eh, ma vuoi mettere? Con 500k€ hanno anche trasformato la scocca portante di Giulia in un telaio a longheroni, ma solo fino alla mezzanotte del 24 giugno, poi torna a scocca portante 😁
  40. Fiat 500 5p (con nuovi fari posteriori dalla design story)
  41. Liberi di modificarla come preferite Questo era lo sketch di partenza
  42. Terzo prototipo per svelare il culetto: Ora smetto:
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