Abbiamo parlato di Studebaker, e della coraggiosissima Avanti presentata al pubblico nel 1962. La gamma per il MY 1963 vedeva quindi un modello dall'aspetto rivoluzionario come la nuova coupé, accanto a modelli assai più tradizionali, per certi aspetti quasi obsoleti. Come questa Wagonaire, versione station wagon della Studebaker Lark: Come tutto il resto della gamma, per il MY63 anche la Lark aveva ricevuto una rinfrescata notevole, eppure anche questo ultimissimo aggiornamento mostrava una linea non certo innovativa, per non parlare di quello che c'era sotto, che sostanzialmente risaliva a dieci anni prima. Non bisogna però fermarsi alle apparenze. Il tentativo di rinnovamento del marchio, affidato al contributo di un altro noto designer - Brooks Stevens - volle toccare in modo del tutto speciale anche questa familiare, un segmento così centrale nel mercato USA. E l'idea di Stevens fu quella di dotare il modello di una soluzione unica nel panorama mondiale delle station wagon: il vano di carico con il tetto apribile a scorrimento! Era una caratteristica fornita di serie sul nuovo modello di questa familiare, per l'occasione ribattezzato "Wagonaire", a suggerire la possibilità di viaggiare open air. Effetto aumentato anche dal lunotto che poteva abbassarsi (anche elettricamente, a richiesta) scorrendo nello sportello a ribalta, un classico di tante altre wagon americane. Il risultato finale di tale combinazione, era la possibilità di ottenere una vano di carico quasi da pick-up, che permetteva una versatilità sconosciuta alle wagon tradizionali: Questa foto d'epoca è curiosa a sua volta, perché incrocia due mondi (auto e nautica) del designer Brooks Stevens, per lunghi anni collaboratore di Evinrude... Oltre poi a mostrare un altro dettaglio curioso di questa Wagonaire, forse proprio di ispirazione nautica: la scaletta ribaltabile. Che si ripiegava nell'apposita sede ricavata nel rivestimento della ribaltina. Era un optional comunque, così come lo era il sedile supplementare contromarcia, ripiegabile nel fondo del piano bagagli: Per godere di tanta aria e libertà, si doveva solo sbloccare questa manopola e spingere il tetto, che scorreva nell'abitacolo, lungo quei binari. (e poi sì, ribloccarla quella manopola... Tutto a mano, ché non era previsto nessun meccanismo elettrico, neppure a richiesta) E com'è che questa Wagonaire, che poteva vantare una serie di soluzioni davvero interessanti e uniche per una station wagon di quel periodo, non riuscì a salvare la Studebaker? Il problema fu proprio il tetto con quei binari... ci entrava l'acqua! E non ci fu modo di risolvere il problema in modo definitivo. Tanto che la casa corse ai ripari offrendo dopo pochi mesi dal lancio anche una versione identica all'apparenza, ma con il tetto fisso. Curiosamente come optional (a 100$ in meno..., ma comunque solo a richiesta): Vista la fine di Studebaker, che chiuse i battenti nel 1966, appena tre anni dopo il lancio di questa curiosa station wagon, questa storia mi fa tornare in mente quell'altra vicenda che abbiamo visto qualche mese fa sempre in questa discussione: quella della Kaiser Traveler/Vagabond (link). Una storia simile, di automobili con caratteristiche uniche e originali di versatilità, evoluzioni estreme di modelli ormai in obsolescenza, un po' come ultimi, disperati tentativi di salvare produttori in crisi irreversibile. E la chiusura del marchio dopo 3-4 anni. Un parallelo più tecnico - e ben più recente - può essere invece quello con la GMC Envoy XUV, un allestimento particolare della seconda generazione (2001-09) del SUV americano. Una cu***a inch*****ile, nata nel 2003 sulla piattaforma a passo lungo rispetto alla versione normale, con lo scopo di fornire una variante con capacità di carico ultra-versatile. Che vista da dietro, appariva così: Perché quegli strani montanti celano la struttura di un tetto scorrevole, che unito al tipico portellone separato tra ribalta e lunotto, consentono di creare uno spazio di carico configurabile in vario modo. E queste erano varie combinazioni possibili... Oltre a quella di poter abbattere i sedili posteriori e togliere la paratia con il vetro, per allungare il piano di carico: Questa versione "XUV" è stata in vendita solo per due anni a causa degli scarsi numeri, facendoci sospettare che alla fine tutta questa versatilità un po' macchinosa, non sia poi così attraente per i clienti americani...