Daimler ha ceduto a Geely il 50% di Smart.
Furbi i tedeschi.... fanno le joint venture con i marchi in perdita.
Qualsiasi cessione del controllo di FCA dalla famiglia Agnelli a costruttori stranieri significherebbe una accordo di 5 anni per il mantenimento degli stabilimenti, passato il quale alla prima crisi un costruttore Americano, Francese o tedesco, o anche Cinese, chiuderebbe al 100% prima i nostri stabilimenti di quelli dei paesi controllanti... come ex AD di Case new holland Riccardo Ruggieri ha ribadito ultimamente (e come lui stesso ha fatto durante le crisi del mercato).
Quello che mi stupisce delle classi dirigenti e politiche italiane è il non rendersi conto di quanto l'industria dell'auto sia strategica per l'aumento del PIL.
Ultimamente ho letto analisi che parlano di PIL piatto in italia anche dovuto al calo di vendite e produzione dovuto a normativa WLDP ed al ritardo nel lancio dei nuovi modelli FCA. Non si tiene in considerazione come a livello tecnologico, produttivo e di ricerca, l'indotto prodotto dall'auto sia strategico.
Ma anche in altri settori... prendiamo l'acquisizione di Chrysler... dopo quella operazione tantissimi imprenditori medio grandi si sono lanciati sul mercato USA seguendo la scia di FCA. In tanti chiedevano a Marchionne dei suggerimenti.
Vedi la Cina.... FCA non riesce a penetrare.... e tutto il sistema italiano è indietro in Cina rispetto a tedeschi e francesi.
Ai tempi dell'entrata del'Euro, il governo prodi aveva spinto sulla produzione italiana con sostanziosi ecoincentivi... la Punto era l'auto più venduta d'Europa....il PIL saliva, il paese cresceva.
Ora un governo che ne capisse di auto, dovrebbe prendere FCA e dirgli... ti stendiamo tappeti rossi, accordi per finanziare ricerca, ecoincentivi fatti su misura.... quello che vuoi.... hai bisogno di un azionista di sostegno che affianchi la famiglia? bene c'è la cassa depositi e prestiti (vedi ingresso in TIM) che può intervenire senza immischiarsi nella gestione.... ma tu in cambio rilanci i marchi italiani Alfa romeo, Lancia e FIAT perseguendo una strategia premium di nuovi modelli localizzati in Italia.