Non mi piace perché sono un ingegnere e so distinguere una cosa fatta bene da una stronzata.
Nel dettaglio:
1. Autonomia ridicola. Lascia perdere il "futuro". Adesso è ridicola. C'è garanzia che migliorerà? No. Non ci sono batterie miracolose all'orizzonte. E non è tanto ridicola perché è poca, lo è perché quando sei "a secco" non basta entrare al distributore e fare il pieno come su una ICE.
2. Ancora peggio: Ricarica lunga. Hai voglia a migliorare le batterie. Per fare 100 km servono quando va bene 15 kWh. Significa una ricarica a 15 kW per un'ora, o a 150 kW per 6 minuti. Per un pieno da 800 km servono 120 kWh, al netto dei consumi per aria condizionata, riscaldamento, ecc.. Contiamo solo i 120 kWh. Con un impianto attuale di casa servono 3 kW per 40 ore. Significa che per due giorni non puoi usare l'asciugacapelli, il condizionatore, il forno se ce l'hai elettrico come tanto va di moda adesso (e voglio vedere quanti ecologisti del bubù hanno il forno a gas come me in casa invece che bruciare metano in centrale per produrre energia per usare il forno invece di bruciare direttamente il metano, ma questo è un altro discorso), l'aspirapolvere, la macchina del caffè elettrica, e devi stare attento col televisore e ad accendere troppe lampadine. La ricarichi un po' per volta? Va bene. Io faccio 120 km al giorno per andare a lavorare. Mi servono 20 kWh sempre escludendo il condizionatore o il riscaldamento. Ho l'impianto da 3 kW. Significa che se la mettessi in carica alle 20 e la riprendessi alle 7 avrei ben 11 ore, quindi potrei caricarla per ben 36 kWh in un giorno. Ovviamente quando sto a casa dovrei rinunciare ad accendere qualunque cosa di quanto sopra, quindi dovrei vivere come un frate francescano. Nel frattempo mia moglie che usa l'auto per lavoro cosa fa? La attacca prima della mia e quando arrivo la stacca così attacco la mia? Questo tutti i giorni senza esclusione perché se ne salto uno resto a piedi. Ma soprattutto, io ho solo un posto auto interno (in cortile, non in box) e una delle due auto sta in strada (privata). Dove l'attacco la spina? Stendo un cavo? Così quando non ci sto arriva qualcuno e ci attacca l'auto sua? Posso usare le colonnine, dirai. Bene. Prendiamo una colonnina da 150 kW, senza esagerare. 150 kW sono una cabina di media tensione che alimenta una PMI industriale. Trascendiamo sul far girare i 4000 volt per le strade fino alle colonnine (pensate se un camion ne abbatte una e scopre i cavi), ma un distributore con 10 colonnine richiede la bellezza di un megawatt e mezzo. Un distributore con dieci colonnine. Che non sono tante, se pensate che con 150 kW per recuperare 100 km servono sei minuti nella più ottimistica delle condizioni, quindi saranno occupate molto più di una pompa. La situazione migliorerà, dici? Bene, facciamo che prima migliori la situazione e poi casomai mi imponi il passaggio all'elettrico, trascendendo sugli aspetti etici di un'imposizione del genere in uno stato democratico. Ma chi ha un barlume di infarinatura tecnica sa che per rendere sostenibile una situazione del genere ci vogliono decenni a essere ottimisti e a sbrigarsi, tra nuove centrali (ovviamente a gas, perché le rinnovabili sono già sfruttate a pieno regime), potenziamento delle infrastrutture perché le attuali non possono portare tutta quella potenza, e al netto della burocrazia.
3. Noi ci laviamo la coscienza con le auto elettriche e intanto i cinesi aprono mining farm di bitcoin in Iran alimentate a petrolio perché là costa meno. Ci bastoniamo gli zebedei da soli e intanto gli altri fanno come gli pare.