Sticchi Damiani (ACI): “Sbagliato imporre l’auto elettrica”
Il Presidente dell'ACI Angelo Sticchi Damiani vedrebbe bene un incentivo all'acquisto per le Euro 5, in modo da togliere dalla circolazione le auto più vecchie
Il Presidente dell’ACI Angelo Sticchi Damiani è sulla stessa linea di Roberto Cingolani, Ministro della Transizione Ecologica, e Giancarlo Giorgetti, Ministro dello Sviluppo Economico, relativamente alle future regole dell’Unione Europea sulle emissioni auto. Secondo Sticchi Damiani, infatti, ci sarebbero motivi ideologici dietro alle norme che verranno; ritiene che le conseguenze di un’imposizione dell’elettrico, senza passaggi graduali, andranno a uccidere il settore della produzione e della componentistica. Inoltre mette in guardia sul fatto che l’energia necessaria alla ricarica non sarebbe ancora abbastanza ‘pulita’.
«L’esagerata spinta ambientalista è un killer per l’economia e brucerà milioni di posti di lavoro, perché senza passaggi graduali e studiati ci sarà un bagno di sangue. Io lo dico da tre anni, non ascoltato, che essere realisti, che guardare ai numeri, non vuol dire essere un anti-ambientalista. Non so se ci sono interessi economici miliardari che spingono a distruggere i pilastri dell’economia europea a vantaggio di altre. Io faccio un discorso pratico: la lotta all’inquinamento è un dovere di tutti, ma va programmata nel tempo», ha detto al quotidiano Libero.
Il Presidente Aci non è convinto, inoltre, della capacità infrastrutturale. «Le auto elettriche sono poche perché costano molto e non sono pratiche: le batterie non garantiscono un’autonomia concreta superiore ai 300 chilometri. Imporle, mettendo fuori mercato le altre, impedisce la mobilità alla maggioranza degli italiani, che non hanno i soldi per comprare un’auto verde. Le colonnine sono poche e ci vorranno anni per disseminare il Paese di stazioni di ricarica. E poi non si creda che l’energia elettrica sia gratis, disponibile in misura illimitata, e non inquini. Se circolassero solo vetture verdi, non ci sarebbe abbastanza energia elettrica per illuminare le città. Fare il pieno di elettricità equivale al consumo di una famiglia di 4 persone per 6 giorni, ossia circa 50 kWh».
Ecco dunque una controproposta. «La gente tiene le auto sotto la norma Euro 5 perché non può permettersi di sostituirle. Le euro 0 inquinano 28 volte più di un euro 5 e sono estremamente pericolose. Lo Stato dia 2000 euro a chi le rottama, denaro in contante non bonus. Come Aci abbiamo presentato una proposta che è ora allo studio in commissione parlamentare per favorire incentivi usato su usato. Se convinco un proprietario di euro 0 a prendersi un euro 5 senza fargli spendere troppi soldi, abbatto l’inquinamento, non uccido un settore e metto una persona in condizioni di guidare un’automobile più sicura. Lo Stato deve sostenere l’acquisto con consistenti incentivi e abbattendo almeno del 50% l’imposta provinciale di trascrizione».
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