Ultimamente VW sta pasticciando parecchio tra i marchi, va detto, per una grossa crisi nelle strategie interne che riflette e amplifica quella di tutto l'automotive. Fermiamoci però, per fini di analisi, al recente passato: Audi è sempre stata ben differenziata da Volkswagen. I modelli da A4 in su erano ben distinti, gli interni hanno avuto sempre stile e tecnologie specifici (vogliamo citare l'MMI?), anche modelli come A3 e A1 tutto sommato non potevano essere confusi con i loro omologhi di piattaforma. Il discorso cambia se consideriamo Seat e Skoda, la cui parentela con VW è sempre stata molto visibile. Va però detto che tali marchi erano marginali ed esotici fino all'arrivo di VW: la gente ha imparato a conoscerli meglio e ad apprezzarli proprio come alias del marchio tedesco. Non c'era chissà quale identità preesistente da tutelare e difendere, non sono marchi "snaturati" dalle sinergie, anzi, sono fioriti (soprattutto Skoda) grazie ad esse. Discorso diverso per i marchi di Stellantis. Peugeot, Opel, Fiat sono marchi con storie di alti e bassi, però il mercato aveva sempre chiara una cosa: hanno sempre avuto offerte distinte e gamme che non avevano un bullone in comune. Questo era parte della loro identità. Questa cosa ora è venuta meno: su alcuni modelli lo si vede a occhio, in altri casi è il passaparola che fa rumore (anche l'uomo della strada gira e rigira viene a sapere che "la Panda è una Citroen"). Questo, secondo me, disorienta i clienti e fa perdere di profondità alla percezione storica dei marchi, e conseguentemente li indebolisce. E questo prima ancora che si arrivi a parlare di miglioramenti o peggioramenti nella qualità costruttiva.