Inizio [OT] In realtà ho solo cercato qua e là su internet, dove comunque c'è pochissima garanzia di certezza. Per la natura stessa di questo modello (età, rarità, esclusività, modalità di produzione e vendita), le informazioni sono piuttosto scarse e sparpagliate, spesso fumose e coperte da una discreta (leggi: ossessiva) dose di riservatezza. In alcuni casi si sfocia nel giallo (vedi le notizie di quest'anno sulla denuncia per una delle Stradali che erano in Italia e che con un raggiro poco chiaro è finita chissà dove fuori confine...😒) o addirittura nei misteri della storia (lo Scià di Persia e l'Iran della rivoluzione khomeinista). Ad ogni buon conto, c'è da riconoscere che proprio grazie ad internet, certe informazioni sono diventate disponibili ad una platea amplissima e globale, cosa prima inimmaginabile. Un sito che forse può aiutare più di altri è questo (https://tipo33blog.wordpress.com/), di un tipo norvegese. Giusto un commento sui telai utilizzati dalle carrozzerie: ci sono ancora alcuni dubbi e dibattiti, ma è certo che sono stati più dei tre che hai menzionato. Pininfarina avrebbe usato almeno 2 differenti telai, per fare 3 concepts: dovrebbe averne realizzati due sullo stesso telaio (il 750.33.108), usato prima per la P33 Roadster di Paolo Martin del 1968, e poi riciclato per la P33 Spider (detta "Cuneo") di Leonardo Fioravanti, del 1971. E poi il 750.33.112 per la 33.2 Speciale sempre di Fioravanti del 1969. Bertone invece, oltre al 750.33.109 usato per la Carabo, nel 1976 ha realizzato anche la Navajo, a lungo ritenuta basata su una 33 Stradale; in seguito è stata confermata la parentela con il Tipo 33, ma non il telaio di una Stradale, bensì un probabile derivato di una T33 da corsa. Fine [OT] Tornando ai dettagli curiosi, citare lo Scià di Persia mi ha fatto fare dei collegamenti a catena che arrivano fino ad una Maserati esclusiva quasi quanto una 33 Stradale... E' la 5000 G.T. carrozzata Frua che Karim Al-Hussaini, Aga Khan IV, ordinò alla Maserati nel 1962. E' esattamente quella ritratta in questa foto, telaio AM103.060. Una delle 34 prodotte in totale dal costruttore modenese, e addirittura una delle sole 3 "vestite" da Frua. Che c'entrano l'Aga Khan e questa Maserati con lo Scià di Persia? Potete cercare e trovare facilmente la risposta su internet, ma in breve la 5000 G.T. è nata da un'idea di quest'ultimo, su specifiche e gusti del quale venne realizzato il primissimo esemplare. Poi Maserati rese la sua esclusiva meccanica (telaio&motore) disponibile perché altri facoltosissimi clienti potessero acquistarla "vestita" dai più rinomati carrozzieri del periodo. E l'Aga Khan fu ovviamente uno fra tra questi - pochi - clienti. Al di là delle qualità tecniche e "storiche" di questo modello, vorrei condividere i dettagli più curiosi e adatti a questa discussione. Che sono tre. Il primo è comune ai tre esemplari di 5000 GT disegnati da Pietro Frua - i quali condividevano la medesima carrozzeria - ed è lo stemma della casa sul frontale: Piazzato non al centro della calandra come di consueto, ma incastonato nella presa d'aria sul cofano, con il tridente forgiato in una forma concava, per adagiarsi in maniera particolare in quello spazio. Ed è un dettaglio che rimanda ancora allo Scià di Persia, perché ispirato alla primissima 5000 GT, cioè quella realizzata dalla carrozzeria milanese Touring su speciale commissione dell'allora sovrano dell'Iran, Reza Pahlavi appunto. Il secondo dettaglio è nel vano motore, ma non è strettamente "meccanico"... Finora sapevo solamente di alcuni - più o meno famosi - motori con la testata dipinta di rosso, ma poi ho visto questo: Le testate dipinte di verde non sono specifiche degli esemplari Frua, bensì delle 5000 GT prodotte a partire dal 1961 circa. Forse un modo per rendere più caratteristico ed esclusivo questo modello, tutto centrato sull'eccezionale motore V8 da quasi 5 litri derivato dal modello da competizione 450S. Infine un dettaglio unico ed assolutamente esclusivo di questo specifico esemplare commissionato nel 1962 dall'Aga Khan, che volle installato direttamente in plancia un mangiadischi Philips da 45 giri, Evidentemente desiderava in tutte le maniere riprodurre in auto la sua musica preferita, e non solo ascoltare ciò che passava il conv... volevo dire... la radio. Del resto i nastri per la musica erano ancora là da venire... ma sarebbero arrivati sul mercato solo pochi anni dopo. E lui non poteva aspettare!