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Pawel72

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Tutti i contenuti di Pawel72

  1. In occasione della mostra dei lavori di laurea della RCA (Royal College of Art di Londra) del 1975, Pollock esponeva disegni, schizzi e un modello in scala del concept MPV. Era sponsorizzato da Chrysler UK e, l’anno successivo, il direttore dello styling Art Blakeslee lo inviò all’Highland Park Design Centre di Chrysler a Detroit. «Mentre ero lì, ho continuato a sviluppare l’idea del “monospace” che avevo iniziato a chiamare Supervan e, nel settembre 1976, mi è stato chiesto di presentarla a Burt Bouwkamp (sotto), direttore dello sviluppo prodotti della Chrysler.» Tornato nel Regno Unito più tardi quello stesso anno, Pollock fu assegnato allo Studio di Design Esterno sotto la guida di Geoff Matthews. «Geoff era affascinato dall’idea del Supervan e insieme lavorammo per un fine settimana alla realizzazione di un modello in schiuma trasparente a grandezza naturale. L’entusiasmo stava crescendo. «All’inizio del 1977 presentai la Supervan a Dick Macadam, vicepresidente del design, e a Hal Sperlich, il neo-nominato vicepresidente della pianificazione dei prodotti, che erano in visita nel Regno Unito», ricorda Pollock. «Qualche tempo dopo fu presa la decisione di stanziare le risorse per il programma e di avviare la realizzazione di un modello in argilla». Poi arrivò un momento cruciale. «Nel 1977, il presidente della Matra visitò Whitley e fu accompagnato in giro per lo studio a bordo del prototipo a grandezza naturale della Supervan. Gli piacque così tanto che portò il modello con sé in Francia. Si presume che abbiano iniziato a costruire qualcosa di molto simile, dato che l’Espace di serie presentava dimensioni che differivano di pochi centimetri rispetto al prototipo originale». Da Whitley a Romorantin: Matra raccoglie il testimone L’auto che tornò in Francia non era un prototipo completamente sviluppato, ma fornì a Philippe Guédon — responsabile tecnico di Matra — un punto di partenza concreto. Guédon rifletteva sulle tendenze dei viaggi in famiglia sin da un viaggio negli Stati Uniti alla fine degli anni ’70. Laggiù, i monovolume e le station wagon di grandi dimensioni erano i mezzi preferiti dai «guerrieri del fine settimana», carichi di bambini, giocattoli e cani. Guédon intuì l’esistenza di una nicchia per un equivalente su scala europea: spazioso ma non intimidatorio, con una dinamica simile a quella di un’autovettura e la capacità di contenere tutta la vita di una famiglia. Matra iniziò a lavorare su quello che internamente divenne noto come il P16, che presentava ancora molti elementi tipici della Chrysler-Simca. Si trattava di un prototipo costruito a mano che utilizzava componenti meccanici della Simca 1307/Alpine e manteneva il frontale in stile Alpine che richiamava così da vicino il modello di Whitley. Il pianale piatto e il profilo monoscocca erano in puro stile Supervan. Nel 1978, Chrysler UK e Simca erano state vendute a PSA Peugeot Citroën e il progetto si era arenato. Pollock è pragmatico riguardo a ciò che accadde in seguito. «Non ci fu alcuna collaborazione tra noi e Matra o [Antoine] Volanis. Due anni dopo fu presentato il primo prototipo Matra P16, seguito dal P17 e dal P18 – tutti costruiti con componenti Simca». Il modello successivo, la P17, perfezionò il design ma continuava a fare ampio ricorso a componenti Simca. Il grande passo avanti arrivò con la P18, presentata a Peugeot a Mortefontaine nel 1980. Jean Boillot di Peugeot apprezzò l’idea, ma si tirò indietro, giudicandola troppo rischiosa per Talbot. Anche Citroën si mostrò altrettanto disinteressata. A quel punto, la somiglianza con il prototipo in foamcore (polistirene) realizzato da Fergus Pollock nel fine settimana era sorprendente: le dimensioni differivano di pochi centimetri rispetto al modello Whitley del 1977. La differenza fondamentale era che Matra era ormai pronta a avviare la produzione, a condizione di trovare un partner per la produzione e la vendita. Quel partner si rivelò essere la Renault.. Bernard Hanon, amministratore delegato della Renault, ne intuì il potenziale e diede il via libera. Matra creò una piattaforma a pianale piatto completamente nuova (la gamma Renault non offriva nulla di adatto) e passò alle trasmissioni Renault con configurazione nord-sud. La sospensione anteriore fu presa in prestito dalla Fuego, mentre quella posteriore divenne un sistema semi-indipendente ottimizzato per una carrozzeria alta e con sospensioni morbide. Fergus ha ricordato che alla fine «… nel 1982 passammo ai componenti Renault per la P23. La Renault, ovviamente, svolse un enorme lavoro di ingegneria per produrre l’Espace partendo da quella base originale». Il prototipo P23, dotato di luci e finiture Renault, fu quindi presentato ai vertici della Renault. Hanon lo sostenne nonostante i dubbi dei suoi ingegneri riguardo all’omologazione del parabrezza e alla messa a punto del pianale piatto. Nel marzo 1984 la Renault Espace era pronta, ma il lancio si rivelò un disastro commerciale con sole nove unità vendute nel primo mese…
  2. Dopo 40 anni questa monovolume torna alla mente per le sue innovazioni.. Quando la Espace debutta è il 1984 e le berline veramente spaziose sono una novità nel Vecchio Continente. La rivoluzionaria architettura della carrozzeria, la generosa quantità di spazio a bordo e la grande flessibilità dei posti a sedere creano una sensazione di spazio e una qualità di vita a bordo senza precedenti, mai pensata prima. Una rivoluzione L'idea di base è nata negli Stati Uniti, ma la soluzione viene personalizzata per le esigenze europee. Gli interni spaziosi e gli esterni compatti della prima generazione di Renault Espace rappresentano un'innovazione, se non una rivoluzione, nel mondo dell'auto. Fino al suo debutto, infatti, i veicoli con più di cinque posti somigliano più a furgoni per il trasporto di persone; al massimo sono apostrofati come "minibus", come il Volkswagen Bulli. Nata nel 1978 La storia della Renault Espace inizia esattamente nel 1978: Philippe Guédon, direttore tecnico del gruppo automobilistico e tecnologico Matra, specializzato nella produzione di piccole serie, porta con sé l'idea dagli Stati Uniti. In contrasto con i maxi formati di quel paese, preferisce una soluzione adatta alle condizioni di spazio europee. Guédon incarica il designer Antoine Volanis di progettare un veicolo di questo tipo e i primi prototipi, il "P16" e il "P17", vengono completati già nel 1979. Tuttavia, Guédon non è ancora soddisfatto. Nasce così la "P18": interni continui, posizione di seduta alta, passo generoso e design futuristico.. Nel 1982, Guédon presenta il progetto all'allora capo di Renault Bernard Hanon. Questi ne riconosce il potenziale al primo sguardo: "Si arriva a quest'auto da sola, se si mettono da parte tutte le vanità automobilistiche". Non c'è da stupirsi, dato che Hanon è stato coinvolto in modo significativo anche nella Renault 5.. Aggiornamenti mirati e trazione integrale L'Espace viene rivista per la prima volta nel 1988. Le sezioni anteriori e posteriori vengono ridisegnate per essere meno spigolose. I paraurti e lo spoiler vengono adattati di conseguenza. Il coefficiente di resistenza aerodinamica, già esemplare (cW 0,34), si riduce a soli 0,32. Gli sbalzi della carrozzeria allungati favoriscono lo spazio disponibile e il portellone posteriore ulteriormente allargato facilita l'accesso al bagagliaio. Renault Espace I (1984-1991) : 191.694 Renault Espace II (1991-1996) : 317.225 Renault Espace III (1996-2002) : 365.323 Renault Espace IV (2002-2014) : 372.692 Renault Espace V (2014-2023) : circa 100.000 Renault Espace VI (2023-? ) Totale circa 1.345.000 (2023) motor1.com
  3. Alla fine della fiera non è male..., i fari posteriori secondo me sono troppo lunghi..., a mio parere l'attuale BMW X4 è piuttosto brutta in questo confronto.. Dentro non mi entusiasma..., come le altre Bmw...
  4. Adoro...., meglio questa Espace che i 50 vari SUV messi insieme...🤣
  5. Qualcuno, alcuni, diverse persone? hanno avuto qualche problema con questo motore, il 1.3 Multijet..,(2003-2009) poi però ho letto qualcosa per caso su Fiat Bravo 1.3 Multijet...,(20215-2026) vedi il post del 2026.., manco sapevo fosse disponibile con questo motore...😂 I motori Multijet vengono identificati anche dalle sigle M-JET, JTDm, DDiS (Suzuki), TiD (Saab), CDTI (Opel) Quadrajet (Tata)..
  6. Infatti che cosa hanno in comune vari motori: 1.0 Ecoboost, 1.0 VTEC Honda,1.2 Puretech, 1.2 TCE Renault (2012-2018) , 1.2 TSI (EA111) (2009-2015), 1.3 Multijet (2003-2009) ?....😅
  7. Scusa perché dovrei denigrarlo..., se uno scrive la verità (dolorosa)..., tu lo chiami denigrazione..?? Ho scritto con senno in poi...
  8. Se dovessi dare un voto sincero (da 1 a 10) 6.5 Il frontale ( la firma luminosa).., mi ricorda una Saab / Mitsubishi.. Purtroppo non regge il confronto con le BMW del passato..., non mi emoziona, non mi dice niente.., gli interni poi..., lasciamo perdere..🫡
  9. Con il senno di poi... 20.08.2026 Ciao a tutti, ho una Tipo 1.3 Multijet da 95cv e ultimamente mi sta dando qualche grattacapo. Spesso noto una perdita di potenza improvvisa in accelerazione e sento che il motore non è fluido come dovrebbe, come se avesse dei piccoli vuoti. Non si è accesa nessuna spia sul cruscotto per ora. Qualcuno ha avuto esperienze simili o sa da cosa potrebbe dipendere..? Qualcuno ha avuto problemi con il 1.3 Multijet da 95cv? - FIAT TIPO (160) | club.auto-doc.it Principali problemi del 1.3 Multijet Catena di distribuzione: Nelle prime versioni e se la manutenzione è trascurata, la catena può allungarsi. Si avverte un rumore metallico o simile a un cinguettio all'avviamento a freddo. Se trascurata, può rompersi o fare saltare la fase. Consumo e ricircolo olio (Euro 5 ed Euro 6): Nelle versioni con turbina alta, il sistema dei vapori d'olio può guastarsi. La rottura di una membrana di sfiato fa sì che l'olio venga aspirato nei cilindri, causando un consumo anomalo o l'autoaccensione. Intasamento del FAP / DPF: L'uso prevalentemente cittadino impedisce le rigenerazioni. Il gasolio incombusto può finire nella coppa dell'olio, diluendolo e riducendo la lubrificazione. Valvola EGR: Tende a sporcarsi o bloccarsi dopo alcune decine di migliaia di chilometri, causando perdite di potenza, singhiozzi o fumo grigio in accelerazione. Iniettori: Nei casi più trascurati o con chilometraggi elevati, gli iniettori possono presentare malfunzionamenti o trafilamenti. Differenze tra le versioni Euro 4: Considerato il più affidabile e robusto della categoria, privo di FAP nelle versioni iniziali o con un sistema meno invasivo. Euro 5 ed Euro 6: Più delicati a causa dei componenti antinquinamento aggiuntivi (FAP/DPF e, su Euro 6, AdBlue) e di tolleranze più strette che richiedono cambi olio puntuali.
  10. Alpine A110 è un'icona del mondo automobilistico.., compattezza, leggerezza e agilità hanno reso di Alpine una leggenda.. II 1955 è un anno che ricordiamo con piacere data la nascita della Alpine, casa fondata da jean Rédélé che negli anni a seguire avrebbe poi dato vita alla A110. Un berlinetta con forme e linee destinate a passare alla storia. Non si trattava di un'auto di sola apparenza, ma di un mezzo capace di calpestare i piedi a tanti costruttori più blasonati, uno tra tutti Porsche, come dimostrano i successi nel rally del 1973.. Alpine-Renault A110, storia (anche italiana) di un mito • Storie di Rally
  11. Vostri pareri, consigli (esperienze) per quanto riguarda questo prodotto.😉
  12. Non conosco affatto questo marchio..., ma vedo che ne parlano bene anche in America..., nonostante sia francese... E questo è davvero strano...🤣 Ma, a dirla tutta, gli americani non conoscono: le auto francesi, la musica francese, la cucina francese... ecc.... Devialet: dove tecnologia e artigianato diventano emozioneDevialet è un brand francese fondato nel 2007 con un unico, ambizioso obiettivo: riportare l’essere umano al centro dell’esperienza sonora. Non si tratta semplicemente di riprodurre la musica, ma di farla vivere. Dalle vette emozionali dei fortissimi alle sfumature impercettibili dei pianissimi, ogni dettaglio è pensato per essere vissuto intensamente, non soltanto ascoltato. Con oltre quindici anni di ricerca e sviluppo alle spalle e più di 250 brevetti depositati, Devialet ha ridefinito il concetto stesso di eccellenza audio. Gli ingegneri e i designer del brand provengono da esperienze significative nel campo dell’amplificazione analogica, della progettazione acustica, dell’elettronica di precisione e della user experience. Devialet | Diffusori e Amplificatori Hi-Fi di Alta Gamma iconici
  13. Se dovesse cambiare idea...🤣 Renault Clio E-Tech
  14. Le auto vanno provate .., la nuova Clio mi piace parecchio.., però siamo sicuri che faccia schifo (dinamicamente parlando)..?😉 Nel test su strade extraurbane la Renault Clio si è rivelata docile nel traffico, divertente e stabile nei tratti veloci, dove avremmo gradito la modalità manuale del cambio, che non è prevista.. Renault Clio (2026): recensione, video, consumi, design, interni Come vi dicevo prima la Clio è un modello che è sempre stato divertente da guidare e questa nuova generazione non fa eccezione. Lo sterzo è preciso, comunicativo, fa percepire bene cosa passa sotto le ruote anteriori, e l’assetto è un ottimo compromesso per chi ha piacere nel fare bene due curve. Se la si usa spesso in città però occhio alla scelta dell’allestimento perché questo Esprit Alpine è più aggressivo a vedersi ma ha i cerchi da 18 con la gomma dalla spalla bassa ed è più rigido. Occhio quindi alle buche, sono da evitare. Ci piace Non ci piace Si guida bene: assetto e sterzo sono ben tarati Freno poco modulabile Infotainment e tecnologia Non ci sono le bocchette dell'aria posteriori Dotazione di serie Satellite audio dietro il volante
  15. E' curioso il fatto che in tanti criticano esclusivamente ( o hanno sentito parlar male ) del motore 1.2 Puretech (la cinghia a bagno d'olio fino al 2023?).., mentre il 1.0 EcoBoost di Ford (fino al 2020) , il 1.0 VTEC (2017-2021)....?? Hanno avuto gli stessi problemi.., o mi sbaglio...?🤔 Motore 3 cilindri 1.2 di Stellantis Riconoscere i nuovi motori con catena di distribuzione non è facile; sappiate, comunque, che hanno il codice di identificazione EB2LTED per la versione da 101 CV abbinata al cambio manuale (EB2LTEDH2 è invece per gli esemplari della stessa potenza con cambio eDCT a doppia frizione e tecnologia ibrida). I motori a cinghia (disponibili con trasmissione manuale o automatica con convertitore di coppia) riportano invece le sigle seguenti: EB2ADTD (101 CV), EB2DT (110 CV), EB2DTS (131 CV), EB2ADTX (156 CV). Una delle verifiche più efficaci che si possono fare è quella di vedere direttamente di quale motore si tratta. Lo si può fare aprendo il tappo che normalmente serve per versare l'olio nel motore. Sbarciando all'interno è possibile vedere se c'è la cinghia o la catena.. MOTORI CON CATENA Cambio manuale Cambio eDCT CodicI EB2LTED EB2LTEDH2 MOTORI CON CINGHIA CodicI EB2ADTD (101 CV) EB2DT (110 CV) EB2DTS (131 CV) EB2ADTX (156 CV)
  16. Per chi ha ancora la nostalgia delle auto con motore Diesel..😅 Unitevi a Richard Hammond e Ginny Buckley in un’emozionante avventura alla scoperta delle migliori auto diesel d’Europa. Dalla famosa Volkswagen TDI all’elegante Peugeot 406, passando per l’affascinante Alfa Romeo 156 JTD.. 😉 Preparatevi a un’analisi approfondita delle prestazioni, della maneggevolezza e della praticità, mentre mettiamo alla prova queste eccezionali auto diesel.. Nell’agosto del 2002, una Peugeot 406 HDi stabilisce il record mondiale per la distanza più lunga percorsa con un solo pieno: attraversa l’Australia da Melbourne a Rockhampton coprendo ben 2.348 km..
  17. Solo per curiosità avete i dati sulle vendite della Ford Mondeo ? Peugeot 406 1995 - 2008 Europe : 1995 — 2004 : Phase 1 : 1995 — 1999 Phase 2 : 1999 — 2004 1 667 364 exemplaire(s)
  18. Non capita spesso che gli americani o gli inglesi parlino così bene di una band francese... Dogs - Different (1979) «Different» è un piccolo gioiellino discografico pieno di chitarre taglienti, tempi frenetici e una solida maestria compositiva.. Questo album è uno dei migliori dischi rock and roll usciti alla fine degli anni ’70. Al confine con il punk. Decisamente più di un semplice tocco di power pop. Se vedete questa copertina per la prima volta, è già tutto detto: questo album sarà fantastico. Lo è, e molto di più (e i Dogs hanno mantenuto la qualità altissima anche nei tre album successivi)..
  19. Raramente nella storia l’industria automobilistica britannica ha avuto un vantaggio così netto sulla concorrenza. Dopo aver surclassato i rivali a Le Mans per tre anni consecutivi, la Jaguar prese la struttura portante della sua dominante D-Type e la applicò a un’auto da strada. Il risultato fu un’astronave capace di raggiungere i 150 mph in un’epoca in cui i rivali faticavano a superare le tre cifre. Ancora oggi sorprendentemente veloce – e per sempre una valida candidata al titolo di «auto più bella mai costruita». La Jaguar E-Type, o più specificamente XK-E o anche perché (il nome iniziale), è una vettura coupé gran turismo prodotta in diverse serie e versioni, tra il 1961 e il 1975, dalla casa automobilistica britannica Jaguar. Era basata sulla Jaguar D-type da corsa, che vinse per tre volte a Le Mans (1955, 1956 e 1957), ma con una versione a 3,8 litri del collaudato motore Jaguar XK, in grado comunque di sviluppare 265 cavalli, che le garantiva una velocità di circa 240 km/h. Venne disegnata da Malcolm Sayer, al quale si deve il design anche delle precedenti C-Type e D-Type, con l'aiuto e l'occhio di Sir William Lyons, e fu inizialmente progettata come auto sportiva a due posti coperti. La versione 2+2, con il passo allungato, fu realizzata anni dopo nel 1966. La E-Type fu una vettura rivoluzionaria per la progettazione, l'estetica e le caratteristiche di guida; era in anticipo sui tempi. Al tempo, aveva il prezzo più basso tra le vetture concorrenti di pari classe, e ciò aiutò sicuramente le vendite, che raggiunsero circa 70.000 vetture nei 14 anni in cui rimase in produzione..
  20. FERRARI 250 GTO (1962) Pochissime autovetture al mondo possono vantare la stessa aura di mito che aleggia intorno ad una Ferrari 250 GTO. Il nome GTO doveva indicare una Gran Turismo Omologata, cioè, nelle intenzioni della Ferrari, costruita in almeno 100 esemplari, alla fine del triennio 1962-64 gli esemplari costruiti saranno però 39. E’ una tra le Ferrari più conosciute ed apprezzate di sempre, un’auto da competizione vincente sui circuiti di tutto il mondo che rimane godibile, divertente ed estremamente affidabile anche su strada, le sue quotazioni alle aste di auto d’epoca raggiungono oggi cifre da capogiro. La 250 GTO fu il punto più alto dello sviluppo raggiunto dalla 250 GT nei modelli da competizione, pur rimanendo una vettura utilizzabile anche su strade normali. Fece il suo debutto in pubblico alla consueta conferenza stampa che precedeva l’inizio della stagione, nel gennaio 1962, ed era l’unico modello presente con il motore davanti: tutte le sue cugine, monoposto e vetture Sport, presentavano il propulsore in posizione centrale. Motore: anteriore, longitudinale, 12V 60° Alesaggio e corsa: 73 x 58,8mm Cilindrata unitaria: 246,10cm3 Cilindrata totale: 2953,21cm3 Rapporto di compressione: 9,8 : 1 Potenza massima: 221 kW (300 CV) a 7400 giri/min Potenza specifica:102CV/l Coppia massima- Distribuzione: monoalbero, 2 valvole per cilindro Alimentazione: 6 carburatori Weber 38 DCN Accensione: mono, 2 spinterogeni Lubrificazione: carter secco Frizione: monodisco
  21. Bella dentro e fuori..! Si fa notare e credo venderà parecchio..👍
  22. Per quanto rigurda le famose corse/gare automobilistiche ecco la mia ''scaletta'' che seguirò. 1906 : Nasce la Targa Florio la corsa automobilistica più antica del mondo, ideata dall'imprenditore Vincenzo Florio. ALBO D'ORO - Targa Florio Classica 1911: Nasce la 500 Miglia di Indianapolis, si svolge il fine settimana del Memorial Day sul circuito ovale del Motor Speedway di Indianapolis. Statistiques et records des 500 miles d'Indianapolis — Wikipédia 1911: Nasce il Rally di Monte Carlo, organizzata dall’Automobile Club di Monaco, con partenza e arrivo nel Principato di Monaco, anche se la maggior parte del percorso si svolge più a nord, in particolare nei dipartimenti francesi delle Alpi Marittime, dell’Ardèche, della Drôme, delle Alte Alpi, dell’Isère o ancora delle Alpi dell’Alta Provenza, a seconda degli anni. Questa gara si svolge sistematicamente in inverno, nel mese di gennaio. Fu voluto nel 1911 dal Principe Alberto I e dalla sua nascita è un importante test per ogni vettura che si voglia cimentare in condizioni particolarmente avverse e vincere questo rally dà notevole popolarità alla vettura, dato che si può considerare il più importante rally del mondo a livello di notorietà. Dal 1973, anno di istituzione del Rally Championship, è la prima gara dell'anno e viene disputata in gennaio, motivo per cui non è difficile trovare avverse condizioni meteo. Rally di Monte Carlo - Wikipedia 1915: Nasce il Pikes Peak , l'uomo d'affari Spencer Penrose richiese al Ministero dell'Agricoltura Americano l'autorizzazione ad ampliare ed ultimare la strada che raggiungeva la cima, ottenendo in concessione per 20 anni la manutenzione della sede stradale e la riscossione dei dazi di transito per percorrerla. Nel 1916, una volta ultimati i lavori e resa carrabile la strada che si inerpicava sul Pikes Peak, a quel punto denominata Pikes Peak Highway, Penrose decise di organizzare una cronoscalata per autovetture e motociclette per promuovere il turismo nell'area, nasceva così la prima edizione della famosa corsa in salita, il vincitore fu Rea Lentz a bordo di una vettura autocostruita e spinta da un motore aeronautico, per coprire il percorso impiegò poco meno di 21 minuti, ricevendo in premio 2000 $. Tradizionalmente la corsa viene sempre disputata il 4 luglio, in occasione del Giorno dell'Indipendenza degli Stati Uniti d'America. Pikes-Peak-International-Hill-Climb-Historical-Results-2016-2024.pdf 1923: Nase la 24 Heures du Mans / 24 Ore di Le Mans è una gara di durata di automobilismo che si svolge annualmente al Circuit des 24 Heures du Mans, nei pressi di Le Mans, in Francia. Viene organizzata dall'Automobile Club de l'Ouest (ACO), ed è la gara, tra quelle attualmente in corso, più antica del Campionato del mondo endurance FIA. 24 Heures du Mans — Wikipédia 1926: Nasce la prima edizione del Gran Premio di Germania / Nürburgring si disputò invece nel 1926 all'AVUS vicino a Berlino per vetture sport, mentre la prima edizione per Vetture Grand Prix (progenitrici delle Formula 1 si svolse nel 1929 nel circuito originale del Nürburgring di oltre 20 chilometri che ne sarà la sede storica fino al 1976. Dopo il grave incidente di Niki Lauda durante il Gran Premio di Germania 1976 il Nürburgring fu abbandonato e la gara si spostò stabilmente all'Hockenheimring, a sua volta recentemente modificato. Tra il 1999 e il 2006 al "nuovo Nürburgring" si è svolto regolarmente il Gran Premio d'Europa. Großer Preis von Deutschland – Wikipedia 1953: Nasce il Safari Rally , detto anche semplicemente Safari, è una gara di rally istituita dalla East African Coronation Safari per celebrare l'incoronazione della Regina Elisabetta II. La prima edizione, svoltasi tra il 27 maggio e il 1º giugno del 1953, attraversava il Kenya, l'Uganda e la Tanzania (all'epoca Tanganica). Fino al 1974 la gara ebbe nome di East African Safari Rally; in seguito divenne "Safari Rally". Il Safari Rally è considerato da molti come il rally più duro del mondo. L'evento fu cancellato dal Campionato Mondiale Rally (WRC) nel 2003 per mancanza di fondi dell'organizzazione. Safari Rally - Wikipedia 1978: Nasce il Rally Dakar (o “la Dakar”, precedentemente noto come Parigi-Algeri-Dakar o Parigi–Dakar) è un rally-raid maratona, ideato da Thierry Sabine e disputato per la prima volta nel dicembre 1978. Da allora, si è disputato ogni anno, tranne nel 2008, tra la fine di dicembre e la metà di gennaio, con una durata compresa tra le due e le tre settimane. Inizialmente disputato in parte in Europa e prevalentemente in Africa, il rally si è svolto in Sudamerica dal 2009 al 2019, per poi trasferirsi in Arabia Saudita a partire dal 2020. Rally Dakar - Wikipedia
  23. Rischiare, dominare, vincere, è una vertigine ancora più affascinante se si utilizza lo strumento, dall’attrazione perversa, della velocità. Gli italiani lo sanno bene, tanto da essersi inventati le corse più belle del mondo, da annoverare, già a partire dall’inizio del Novecento, un grande numero di campioni delle due e delle quattro ruote, dall’aver realizzato per primi al mondo una strada studiata appositamente per sfrecciare in automobile, l”autostrada” (è la Milano-Laghi, inaugurata nel 1924). La Targa Florio è la corsa automobilistica più antica del mondo, ideata nel 1906 dall'imprenditore Vincenzo Florio. Si svolgeva in Sicilia sulle strade delle Madonie. Oggi la manifestazione vive attraverso competizioni di rally moderno, storico e rievocazioni di regolarità come la Targa Florio Classica. La Targa Florio portò il nome della Sicilia in tutto il mondo e partecipare significò ben presto entrare in contatto con una regione di immensa e selvaggia bellezza, e contemporaneamente con il bel mondo europeo che vi accorreva in massa. L’eleganza, la signorilità, l’ospitalità dell’organizzazione di Florio fecero di questa difficilissima competizione un “must” del mondo sportivo mondiale. Chi vinceva, e fu la Itala alla prima edizione del 1906, la Fiat alla seconda del 1907, la Isotta Fraschini alla terza del 1908, diventava per ciò stesso una marca sulla bocca di tutti. La 35/45 HP è un'autovettura prodotta dalla Itala dal 1907 al 1915 divenuta celebre per la vittoria al Raid Pechino-Parigi. La 28-40 HP è un'autovettura costruita dalla Fiat dal 1907 al 1908. Era una vettura di classe media, e fu commercializzata per completare l'offerta, formata principalmente da vetture di alta gamma e di lusso. Sostituì la 24-40 HP. La Fiat 28-40 HP prese il posto della 24-40 HP ed ebbe tra i suoi più prestigiosi interpreti in gara un uomo che si è ritagliato uno spazio nella storia dell’automobilismo mondiale: Vincenzo Lancia. Questa vettura montava un motore a doppio blocco di grossa cilindrata. Più nel dettaglio, era un cuore a quattro cilindri da 7358 centimetri cubi, che spingeva l’auto verso una velocità massima variabile da 75 a 85 km/h, in base all’allestimento. La versione portata in gara da Vincenzo Lancia era quella con l’interasse minore, ma alla clientela veniva offerta la possibilità di scegliere il modello in altre due declinazioni: allungata e superallungata. 1^ TARGA FLORIO 6 maggio 1906 ALBO D'ORO - Targa Florio Classica
  24. A quanto pare questo studio di design secondo Peugeot non era destinato alla commercializzazione ! La 106 Spider ha fatto da fonte di ispirazione per altri modelli della sua gamma.., poi secondo me la 106 Spider era troppo piccola e chissà quanti modelli avrebbe venduto..? ll frontale, in particolare, è servito come primo spunto per la 406, che si preparava al restyling di metà ciclo per il 1999. Il concetto della piccola «coupé-cabriolet» non sarebbe stato abbandonato dal marchio di Sochaux. L’azienda ha proseguito il lavoro con Heuliez sulla 206, più grande e spaziosa. La 206 CC è quindi apparsa nel 2000 e si è affermata come uno dei modelli di riferimento più noti del genere.. Peugeot 206 CC: Un sogno a cielo aperto. Una grande scommessa vinta da Peugeot: la prima coupé – cabriolet non più rivolta al solo mercato delle auto di lusso..
  25. Peugeot 106 Spider by Heuliez (1992 -1998?)
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