Marchionne è un genio della finanza ma, ovviamente, non è Ghidella. Per stare IT effettivamente non ci sono modelli deliberati. I motivi sono due: uno è generale e riguarda il famoso rientro debito 2018, l'altro è la necessità di avere motorizzazioni ibride per i nuovi prodotti, alto gamma in particolare. Che nel frattempo la piena occupazione degli stabilimenti italiani promessa per il 2018 sia diventata chimera è evidentemente secondario, i superbonus il manager li incassa su altro. Andando OT, e chiedo scusa da ora ma non interverrò più su questo post, diciamo che in fin dei conti con i numeri finanziari questa gestione è sempre stata più brava che con quelli di vendite. Sappiamo che con Lancia si è sbagliato quel poco che rimaneva da sbagliare e che non avere una B Fiat può avere sul breve un senso finanziario ma non ha logica industriale alcuna. E non è neanche vero che sia una logica riservata ai marchi italiani, cfr Chrysler e Dodge.
Io non so se Alfa, come qualcuno sostiene qui, debba fare solo altro di gamma, non pensare al mercato interno e non avere paura di numeri bassi.
So però che con questa strategia sparagnina certamente farà numeri bassi, non so se anche profittevoli e che, comunque, il suo successo storicamente lo deve, dalla Giulietta 55 all'Alfetta, al fatto di essere la berlina che vince le corse ma adatta anche alle famiglie.
Personalmente, avendo una Giulia Super del 65 ed avendo imparato a guidare su una Alfetta 2000L, ed avendo avuto in famiglia, dagli anni 50, una ventina di Alfa, mi sento alfista.
E però, dopo le ultime sei Alfa personali consecutive, in questi giorni ho tradito il Biscione ma solo perché, intimamente, sono stato io a sentirmi tradito per primo. Avendo famiglia e qualche passione sportiva della piccola bocca del baule della Giulia non saprei che farmene e, con tutto il rispetto, non so che farmene neppure del panettone Alfa Stelvio, anche se siamo sotto Natale (la Giulietta poi fa venire l'orticaria solo a vedere come è fatta la leva del freno a mano, lasciando perdere il volante e le portiere difettose di chiusura esattamente come dal primo anno di produzione...). E ciò malgrado, a costo di avere sempre le barre portatutto montate, la Giulia (che esteticamente mi convince solo in parte) stavo pure per prenderla. Poi, valutando meglio i chiari limiti di versatilità, ho anche verificato che l'italiano, malgrado compri ancora il 30% del prodotto (guardate che le mille Giulia di novembre sono un numero importante, davvero) deve pagare a parte, in un'auto che ha tante qualità ma non certo la versatilità ed anche sulla versione più accessoriata, un poco di tutto, dai sedili abbattibili al cassettino portaoggetti, dalla pantina con specchio agli specchi ripiegabili elettricamente (che ha di serie anche una utilitaria, ormai), con prezzi degli accessori molto alti e spesso non logici (e sulla benzina 200 cv che stavo valutando mi ha sorpreso la taccagneria del monoscarico, col secondo a pagamento e finto e il coperchio del motore tutto nero, ben più triste di qualsiasi Multiair). E sempre questo fesso di italiano, un poco schifato quando si tratta di pensare alla gamma ma poi utile col suo 30% di prodotto acquistato, compra la vernice metallizzata a mille euro mentre l'americano la prende a 500 dollari e sempre l'italiano si becca due soli anni di garanzia contro i tre e 150milakm dati altrove; ma l'elenco sarebbe molto lungo e la sensazione che col cliente (italiano) ci si stia comportando come una casa tedesca (in negativo) molto netta.
Insomma, io tutto questo schifo verso un mercato che acquista il 30% (o il 30, non il 3 !) del prodotto non lo comprendo proprio.
So però che nel 2011 ho comprato, e non mi è stata regalata, una fantastica (e come linea dà ancora la paga) Alfa 159 SW 2.0 jtdm 170 cv: in genere, le auto le cambiamo dopo tre anni. Nel 2014 la D di Alfa era in mente dei e rinvio, nel 2015 viene presentata Giulia Q ed aspetto, nel 2016 il conc dice che la SW gliela hanno promessa per metà 2017 e poiché sono anni che si fa la fame la ritiene una versione essenziale perché, ma qui pare complesso capirlo, i numeri servono, a tutti. Adesso, per amor di Alfa, mi sarei accontentato anche di una 5p ma in cui, almeno, infili una bici se serve senza stare lì a montare e smontare accessori o una cassa di vino senza staccare il collo alle bottiglie. Ma niente: anzi, ci viene detto che esiste la SW e si chiama Stelvio (ah già, il cassone invece rispetta la tradizione del marchio, dimenticavo...). Cioè questi vengono anche a prenderti per il kulo. E che pro futuro al più ci sono Coupé, segmento E vari e al più una C rialzata. Ma l'Alfa nel cuore degli italiani è entrata anche per sua la sua relativa accessibilità, non stracciona come da anni '80-90 ma neanche così elitaria come si prefigura. In questo forum alcuni non distinguono Maserati da Alfa, almeno pare. E questo tendere così tanto all'alto di gamma, che sembra la famosa rincorsa del posto al sole, fa perdere di vista le stesse origini della tua fortuna commerciale e, temo, posti di lavoro. L'Alfa correva per vendere la Giulietta 1.3, non solo la Sprint 1.6.
Per cui, per ora, sperando di riaverti e che l'ingresso in F1 sia prodromico al lancio di molti modelli, arrivederci amata Alfa, e perdonate l'OT