Se qualcuno mi chiedesse da dove nasce la mia passione per la Ferrari, forse risponderei dalla visione di questo film, in età probabilmente prescolare.
Nell’episodio “Toby Dammit” del film “Tre passi nel delirio”, Terence Stamp guida questa macchina meravigliosa.
È una spider one off su base 330 LMB, realizzata dalla carrozzeria Fantuzzi di Modena.
La storia di questa macchina è incredibile. Nata come 330 LMB (motore della 250 GTO portato a 4 litri), corse nel 63 a Sebring guidata da Parkes e Bandini, e a Le Mans guidata da Guichet e Noblet.
Dopo queste due gare venne venduta, come da prassi per Ferrari in quegli anni. Ad acquistarla fu un ricco romano che la portò da Fantuzzi per farla ricarrozzare. Il suo desiderio era qualcosa che somigliasse alla 250 P, e il risultato fu questo capolavoro. La fantastica vernice color oro fu un’esplicita richiesta del cliente.
Negli anni successivi, prima di diventare la protagonista del film di Fellini, farà la comparsa in altri due film, “James Tont” (all’epoca andavano molto queste parodie ) e “Capriccio all’italiana”, guidata nientepopodimenochè da Silvana Mangano.
Chiusa la sua carriera cinematografica, anni dopo venne acquistata da Fabrizio Violati (collezionista, per decenni proprietario di una GTO), che fece ripristinare da Fantuzzi l’originale carrozzeria LMB.
La spider d’oro però non andò perduta, ma finì a ricarrozzare una 330 GT, dipinta stavolta di rosso.
Qui le strade si biforcano, per cui abbandoniamo la LMB (che è ancora viva e lotta con noi, fra corse storiche e concorsi d’eleganza) e seguiamo la 330.
Nel 1989 trova una casa in Germania, dove resta fino al 2005, anno in cui viene acquistata da un americano. Resta poi abbandonata in un magazzino fino al 2008, quando grazie anche a Marcel Massini, che la vede e ne ricostruisce la storia, riceve finalmente il profondo restauro che merita.
Il risultato lo vedete nelle ultime tre foto.