Tornando IT
Studente Magistrale in Management - 23 anni, vivo in Puglia, ho seguito con attenzione e curiosità l'evolversi in Cina. Ho intuito da subito la gravità e la virulenza di questo virus, ma mai avrei pensato che sarebbe arrivato in così poco tempo anche in Italia.
Appena venuto a conoscenza dei primi contagi in Italia, vuoi perché avevo già visto la curva epidemica in Cina, per mia scelta, dal lunedì successivo al primo contagio (mi pare sia avvenuto di giovedì o venerdì) non ho più frequentato le lezioni universitarie.
Nella stessa settimana ho rinunciato ad una laurea di un caro amico nel Centro Italia, nonostante biglietti, valigia e regalo già fatti.
Da subito ho cercato di evitare bar, luoghi affollati ma mi sono subito reso conto che avrei lottato contro un muro (di ignoranza e disinformazione), a causa anche di espressioni poco felici come quelle della sig.ra Gismondo del Sacco di Milano che ha minimizzato e banalizzato il virus ad una banale influenza ed ha autorizzato di fatto il contagio su più larga scala, oltre che dell'atteggiamento di quasi tutta la classe politica agli albori del contagio.
Dopo i primi casi nella mia provincia (Lunedì scorso), decido di uscire la sera, a piedi, senza portare amici in auto e viceversa. Giovedì, purtroppo, entro in una vettura e ci resto per una mezz'ora, sentendomi quasi "colpevole" di aver infranto un dovere sociale.
Per cui da venerdì, decido di NON uscire più, se non per la mia oretta di camminata a passo svelto quotidiana. Ieri sera, però, a causa di una ventina di evasi nella mia città decido di accompagnare in auto un amico a prendere il fratello in una zona isolata.
Stamattina, uscito per prendere il pane, ho visto molta più responsabilità, pochissimo traffico, poche persone in giro e TANTO senso civico, al contrario dei giorni precedenti, dove c'è stata una TOTALE sottovalutazione del problema.
Le leggi (o meglio le sanzioni) quando sono più rigide e severe funzionano. Non tutti sono dotati di BUONSENSO del sottoscritto.
Chiaramente, ho adottato, come potremmo definirle nel Codice Civile, "la prudenza del buon padre di famiglia", allo scopo di proteggere i miei cari.
In particolare, la mia nonna, che vive con noi e il mio papà diabetico, altre patologie minori e con un delicato intervento da fare che, senza un intervento in tempi rapidi, può causargli una paralisi.
Essendo una famiglia monoreddito e con partita IVA, di certo NON sono tempi felici, occorrerà fare dei sacrifici, ma nemmeno c'è la necessità di preoccuparsi in modo eccessivo, perché dopo una discesa c'è sempre una salita, e credo che l'ITALIA stia dando una lezione, non solo a tutta l'UE, ma anche al mondo intero, di come stiamo gestendo in modo più che adeguato l'emergenza sanitaria.