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  1. Noi la stiamo aspettando così.
  2. lol mi sa che questa non era Trail Rated, l'influenza italiana si fa sentire https://www.autoblog.com/2020/06/05/jeep-wagoneer-spied-mud-tow/ PS questa è la Wagoneer, non la Grand W ma non c'è la sezione dedicata
  3. Dire che verranno sostituite da un unico modello è un modo elegante per dire che 500L non avrà un'erede e che 500X sarà più spaziosa di adesso. I tempi sono lunghi, di sicuro si parla di 2022 e oltre
  4. Resoconto "Veloce" dopo i primi 10.000 Km. Come già accennato all'inizio del topic, non posso non confermare l'ottimo lavoro fatto con la My2020. La Stelvio è a dir poco perfetta. Né uno scricchiolio, né un'avaria, né il benché minimo segno di usura. Tutto all'interno trasmette un senso di solidità e di qualità. La mia paura più grande era legata all'usura dei fianchetti dei sedili ed alle inevitabili grinze che si formano sulla pelle già da subito, ma devo dire che ad oggi sono perfetti (lo so, è presto per parlare, ma con altre auto, in meno di 10.000km l'usura era già evidente). Continuo ad apprezzare moltissimo il nuovo tunnel, sopratutto l'alloggio per la chiave Keyless e la fessura per la ricarica wireless. E' davvero comodo entrare in macchina ed avere sempre a disposizione uno spazio per sistemare immediatamente telefono e chiavi. Capitolo consumi: anche qui la Stelvio non fa altro che stupirmi (a dire il vero ero già abituato agli ottimi consumi del 2.2 con la Giulia). In questi 10.000 km ho avuto una media di 13.8 Km/L guidando in modo piuttosto allegro. Nonostante questo, nel percorso casa-lavoro (260km in totale tra provinciali, statali e superstrada), sono riuscito a raggiungere anche i 18 Km/L. Mi scuso per la pessima qualità delle immagini ma ho dovuto ridimensionarle a causa dei limiti di grandezza massima.
  5. La vettura sarà sostituita solo se in Serbia ritorneranno gli incentivi per lo stabilimento. Altrimenti sarà destinato alla chiusura.
  6. 4 punti
    Premetto che tutto il messaggio è OT, e me ne scuso in anticipo, perché non ha niente a che fare con le [MAI NATE], si tratta bensì di una divagazione sullo stile Opel di modelli effettivamente prodotti innescata dalle dichiarazioni di gusto di Pavel72 su Kadett E. ...e poi con le luci posteriori di Vectra A e le loro mille versioni siamo entrati in un giro alquanto pericoloso, quello dell'impallinamento da dettaglio estremo. E così esprimo la mia posizione (peraltro non richiesta, ma tant'è...) su questo inutile argomento. Il prospetto di coda - e in particolare i gruppi ottici posteriori - sono stati per me uno dei punti deboli del design Opel nel decennio esatto che va dalla presentazione di Kadett D (1979) a quella di Calibra (1989). Con Kadett D inizia infatti quella fase di code tronche e faretti verticali alquanto anonimi e monotoni che Opel ha riproposto quasi senza tregua con Corsa A, Kadett E, Omega A, Vectra A. Escludendo i restyling 1982 di Rekord e Senator che seguivano vincoli dettati dai precedenti modelli, tra i modelli totalmente nuovi si distaccarono solamente - Ascona C, i cui fari dietro, pur senza originalità particolari, avevano una loro presenza, riprendendo tra l'altro lo stile proprio di Senator A - e poi ancora Senator B del 1988, che voleva rimanere nel solco dei fari "importanti" a sviluppo orizzontale, ma nel tentativo di adattare l'impostazione di coda di Omega, risultò un plasticume di banalità, pesantezza e approssimazione piuttosto deprimente. Con Calibra tutto cambiò, e da quel momento i nuovi modelli mostrarono code e fari ben più curati e interessanti dal punto di vista estetico. Solo con Astra F (e un po' anche G...) non riuscirono forse a esprimere un granché. In questo senso esprimo quindi il mio personale apprezzamento per lo sforzo del face lifting 1992 per rendere un po' meno banali la coda e i fari di Vectra A. Non tanto per l'applicazione della lunetta in plastica nera, allungamento del maniglione portatarga, anzi. Quanto per l'aggiunta di quel piccolo trapezio che ingrandiva e movimentava il gruppo ottico ispirandosi appunto a Calibra. Confermo che era puramente estetico, solo catarifrangente, ed era parte del fascione plastico aggiuntivo (nero o nel colore della carrozzeria) che adornava solo gli allestimenti più ricchi. Sia mai che il tradizionale spirito spartano dei marchi teutonici venisse meno... Dovessi dare la mia preferenza, andrebbe alla combinazione fari/fasciaportatarga della Turbo, quella cioè con trapezio catarifrangente, frecce e retro brunite, fascia portatarga in colore carrozzeria (apparentemente poco sensata, ovvio, ma era semplicemente il supporto di quel trapezio catarifrangente...). Ma senza lo spoiler, che per quanto discreto, mi ha sempre dato un'aria un po' posticcia. Una Vectra A totalmente personalizzata a mio gusto sarebbe una CD prima versione, cerchi in lega originali a quattro razze, paraurti prima versione con gli spoiler inferiori neri. Poi i profili sottoporta neri (come la GT prima versione) per continuità con li spoiler dei paraurti. Abbinando invece le varianti face lifting per i fari anteriori, la calandra, i fari dietro trapezoidali con frecce e retro brunite, fascione portatarga in tinta, stemma Opel anche sul baule bagagli. E poi le maniglie porta in tinta, anche se queste ultime non sembrano essere mai state disponibili su Vectra A... Mi rimane il dubbio sugli specchi retrovisori: grigi o in tinta? I retrovisori esterni, ecco un'altro dei punti critici Opel di quel periodo. Gli specchi massicci e fissi delle Opel anni Ottanta, montati a partire da metà '81 su Senator A e Rekord E, poi su Ascona C, Corsa A, Kadett E, Omega A, Vectra A... Tutti retrovisori dal disegno finalizzato al miglior rendimento aerodinamico, ben levigati e coerenti con lo stile della carrozzeria, ma dal profilo molto pesante, con attacco alla portiera effetto "collo taurino", e il difetto di non essere ripiegabili (solo si sganciavano per piegarsi in caso di colpo violento). Spesso inoltre erano disponibili solo in plastica grigia, colorati in tinta carrozzeria solo per gli allestimenti sportivi. Di nuovo è Calibra che interrompe la catena, con degli specchi finalmente più sagomati, ancora più aerodinamici e dall'aspetto comunque più "leggero" e integrato nello stile della linea. Forse erano anche ripiegabili a mano (?). Sembra però un'eccezione, perché Astra F di nuovo torna agli stessi identici specchi di Kadett E. Poi Corsa B segna una nuova evoluzione verso integrazione estetica e aerodinamicità, ma rimane l'impostazione con attacco massiccio e non ripiegabile. Ancora più estrema e spettacolare la soluzione di Vectra B, ma con limiti pratici ancor più evidenti (non ripiegabili e pure con visibilità ridotta). Finalmente è col face lifting 1994 di Astra F che appaiono nuovi specchi dalla forma più modellata, con attacco più sottile e snodo ripiegabile. E qui la sorpresa... notate qualcosa di particolare in queste immagini? (sono riprese da cataloghi ufficiali Opel) Immagino abbiate trovato "l'anomalia"... ? Non so se si tratti sempre dello stesso identico componente per tutti i modelli, né se sia parente di quello di Calibra, o se sia ripiegabile o meno... ...ma è certo che Opel aveva già usato questo tipo di specchi ben prima di Astra-F '94 ! Se siete curiosi di capire, si tratta di immagini riprese dai cataloghi Opel per il paese del Sol Levante ?? e per quanto possano dare adito a sospetti di photshop più che fondati (notare il posto guida a sinistra...), mi sono accertato che le Opel di quel periodo in Giappone hanno effettivamente quel modello di retrovisore. Esistono foto in rete, tipo questa, e non è l'unica (anche se si contano sulle dita di una mano) La domanda nasce spontanea: perché in quegli anni Opel ha usato di quel tipo di retrovisori in Giappone? Onestamente non ho una risposta certa, solo un paio di congetture: a. necessità di specchi ripiegabili per gli angusti spazi del Giappone? b. vantaggi assicurativi? (per la stessa ragione...) c. diverse regole di omologazione per visibilità? Continuando con i punti deboli che erano un po' una costante di Opel di quel periodo, io vedevo anche gli interni. A cavallo del 1980 i designer Opel avevano adottato la serie delle grandi plance con cruscotto e console comandi integrati, con una iperrazionale e ripetuta impostazione ergonomica fissa, nelle interpretazioni più basiche, squadrate e robustissime di Kadett D e Corsa A, e quelle più raffinate ed evolute di Senator A2 e Ascona C. Una serie che tuttora mi pare riuscita, con stile certo non originale ma adeguato ai tempi, con un risultato efficace ed estremamente ben realizzate. A partire da Kadett E, Opel cercò un giustificabile rinnovamento anche all'interno, ma i risultati a mio avviso non furono adeguati, anche sugli altri modelli lanciati negli anni successivi. Linee poco armoniche, talvolta troppo pesanti, o superate, aspetto più dimesso, materiali più scadenti, componentistica antiquata... Ad esempio, nei modelli a trazione anteriore (Kadett E, Vectra A e Calibra), il mobiletto del tunnel rimaneva sempre troppo basso, quasi assente, e di conseguenza la console centrale di quelle plance appariva decisamente troppo allungata e verticale, con un effetto "stretto e lungo" poco piacevole. Anche Vectra, che certamente appariva più moderna e piacevole, tuttavia scontava una scarsa attenzione nella realizzazione (troppe superfici diverse che la componevano, nessuna o scarsa continuità con i pannelli porta o il tunnel centrale), o ancora comandi di impostazione antiquata come le levette per la climatizzazione. Mentre i grandi modelli a trazione posteriore (Omega e Senator), avevano sì un tunnel centrale più alto, ma soffrivano di una pesantezza estrema nello stile dell'intera plancia e in particolare della console centrale, troppo larga e massiccia, così come di un aspetto dimesso, un po' antiquato e a volte troppo dozzinale per la classe di quelle vetture. Astra F segnò la ripresa di una attenzione particolare allo stile degli interni, con un risultato finalmente riuscito, equilbrato e moderno. Tuttavia, pur nel palese miglioramento generale, il confronto con la concorrente diretta che Opel si era chiaramente prefissata di sfidare ad armi pari, a mio avviso veniva perso non tanto nello stile, quanto nella varia componentistica di aspetto meno curato e solido rispetto a una Golf III che aveva alzato di molto l'asticella. Fine del super OT.
  7. su richiesta di @ISO-8707 posto l'immagine che era nascosta nel garage del mio post sono andato abbastanza sul classico con Emily non si sbaglia mai
  8. questo è il "virtual-cockpit virtuale", per la versione barbon: ci sono dieci diverse schermate su carta patinata, intercambiabili.
  9. Visti i tempi di Fiat presumibilmente l’erede della 500X arriverà nel 2025 se tutto va bene
  10. Chi fa 11 con un litro con il 1.0 ecoboost o guida nel traffico perennemente congestionato, oppure è una capra a guidare. I consumi sono simili tra il 1.0 turbo e il 1.1 aspirato, con prestazioni nettamente a favore del 1.0 Quindi è da scegliere sicuramente il 1.0 turbo con 100 o 125cv pagando quei 1000 1500€ di differenza rispetto al 1.1 Se non la trovi con la telecamera, pazienza. Basta che abbia i sensori. Se tra gli usati della rete ufficiale trovi un esemplare con la garanzia di 7 anni, fai bingo ☏ SM-G985F ☏
  11. Da ragazzo extracomunitario, con molti traslochi alle spalle e genitori di due nazionalità diverse (e diverse dalla mia), trovo davvero triste e riduttivo pensare che la nazionalità - nel senso di essere nato in un luogo, e non come senso di appartenenza identitaria della persona - definisca caratteristiche cognitive come questa. Il design si può imparare ovunque, non c'entra il luogo di nascita. Vi pregherei dunque di chiuderla con pregiudizi di questo tipo. E con questo non voglio giustificare quel disagio su ruote che è questo budino traforato BMW: Incoerente, scialba, con una fiancata morta ed un posteriore strabico e sciatto. Alla fine dei giochi l'anteriore, nonostante i difetti visibilissimi, è la parte migliore: figuratevi. (Ovviamente imo)
  12. Sacco, Spada, Giugiaro, lo so, però ripeto però è roba di 30 anni fa! Sai di che nazionalità è il capo del centro stile Fiat? e quello che è a capo di italdesign? esatto... e Pininfarina? No, non è tedesco ma inglese. Gli esterni della italianissima Tonale sono stati disegnati da un greco, gli interni da un coreano, ormai il design è globale, davvero credi che la sola nazionalità di un designer faccia la differenza? chiudo ot
  13. Who knows... I presume that P2 MHEV technology will be mated to both 1.0 and 1.5 liter engines. I'm not fan of a small 1.0. Smaller doesn't mean better fuel economy. This new Magna hybrid DCT is non other than ex-Getrag.
  14. Le monovolume sono morte...estinte. Sono cassettoni del secolo scorso. Ora vogliono tutti SUV, il segmento principale è quello del Qashqai che vende nonostante questo nome impronunciabile. Station Wagon estinte. Coupe e Spider sotto gli 80.000, in UE estinte, nel resto del mondo sono in via di estinzione. Tutti vogliamo spazio, comodità, bagagli. Poi se vogliono buttare i soldi fanno una nuova 500L o una 500 Giardiniera station.... ma sono auto che nascono morte
  15. I would like to see 1.6 MJT P2 MHEV.
  16. 2 punti
    A me sembrano più piccole, ad ogni modo l'ispirazione è chiara.
  17. Il 1.6 è difficile che sparisca,è un motore che consuma poco, affidabile e ben si sposa con le caratteristiche della Tipo ☏ MAR-LX1A ☏
  18. Bella, ma fino ad ora l'ho vista andare solo in retro.
  19. Figata. Ma ogni volta che vedo spuntare questa discussione, non riesco a non leggere Koenigsegg GAMERA 2020 ?
  20. Potrebbe aiutare molto un'immagine del genere
  21. Ogni volta che leggo queste cose mi rovino la giornata. I marketers Alfa del 2016 sarebbero da fucilare.
  22. Beh con Giulia sono stati a primi a fare una berlina segmento D che si guida come una supercar, è che le mode arrivano da altrove.
  23. Contano sull'innalzamento della soglia media emissioni, dovuta alla massa dell'auto: perché a volte parlando di CO2, "ingrassare è salutare"
  24. La voglio ! Faccio da Beta Tester... ?
  25. hai vinto il premio per il messaggio più stupido e campanilista del 2020. ti dico la mia? Gli olandesi al momento sono il punto di riferimento per il design europeo. PUNTO. Poco importa che si parli di sedie o di auto. Gli italiani non hanno il design nel sangue così come i neri non hanno la violenza. Accumunare paese e capacità è roba da Lombroso. e non sto dicendo che il tizio in questione sia talentuoso. ps- se le auto non rispettano le idee dei designer non è colpa loro ma di una combo mortale fatta da omologazione/gusti/normative/meccanica.
  26. Hai ragione, parlare di design e paesi, globalizzazione, scuole è argomento complesso, che ci porterebbe lontano (anche se io ritengo che le macchine più belle siano state disegnate, e continuino ad esserlo, da italiani). Restiamo sul punto: il marketing detta la linea. Questo è il problema, e forse anche il motivo per cui BMW non sente il bisogno di mettersi in mano a un grande carrozziere. A Van H. hanno detto che il calandrone funziona, che un segno forte serviva, e quindi la strada da seguire era quella ... Si trova qualche aggancio con quanto fatto in passato (anche se non c'entra una beata fava), così anche i puristi del marchio sono contenti, e via andare. L'ho messa giù semplice semplice per spiegarmi ma secondo me è quello che purtroppo succede. D'altronde è quello che vivo io stesso, nel mio piccolo, tutti i giorni. Faccio l'architetto e quando lavoro per qualche immobiliare c'è poco da stare a inventare. Quello che si vende si progetta, punto e stop ... Che sia bello o brutto. C'è un piattume totale perché la gente non è più abituata a ragionare con la sua testa ... Compra quello che è abituata a vedere e che diventa lo standard E le grandi aziende, come BMW, ovviamente non si sottraggono a questo gioco al massacro che svilisce la qualità del lavoro dei designer, ridotti a interpreti del cattivo gusto imperante. Non è un caso se tutte le automobili ormai si assomigliano.
  27. Scusami...ma quante auto del segmento D in su con marchio italiano si produce al giorno? E quante si produce con stemma Tesla, Lexus, Volvo e BMW? Forse il problema fondamentale per riconoscere i desideri della clientela di questi segmentin sono gli esperti del marketing italiano, non i designer olandesi, giapponesi e ceci. ...quale in dettaglio? Ghia, Frua, Bertone che erano grandi, si, ma purtroppo non ci sono piu. O Pininfarina, Giugiaro che sono finite in mani al estero? Secondo me ghiaccio molto sottile argomentare cosi.
  28. dire che Van Hooydink non è bravo è una cosa, dire che non è bravo perché olandese e non ha mai avuto a che fare con l'Italia è un'altra, tutto qui
  29. 28 anni di lavoro nello stile bmw, un trentennio di lavoro nel brand non basta?
  30. Il treno di gomme unico con pit stop per il carburante provarono a rimetterlo nel 2005, e fu una delle stagioni più avvilenti e disgraziate di sempre, senza contare i pericoli. Su qualifiche e test invece sono d'accordissimo, soprattutto i test, ma adesso comandano quelli col braccino corto. I simulatori non li eliminerei: ognuno li usi secondo bisogno. La vera bomba sarebbe dare il 100% di libertà ai progettisti, anche nella scelta del tipo di propulsore. E dare la possibilità di vendere la monoposto ai team minori, i quali a loro volta potrebbero apportare tutte le modifiche che vogliono. In questo modo i top team coprirebbero almeno parte dei maggiori costi di sviluppo, e i piccoli, con le stesse risorse impiegate per progettare da zero una macchina mediocre, ne acquisterebbero una già pronta, e valida. Ma le cose belle sono immorali, non vanno bene per questi mentecatti che aspirano solo a dare un ordine al mondo.
  31. Eccomi qua! Ho ritardato un po la pubblicazione, non perché il mio povero vecchio Mac era in affanno, anzi, ha fatto un superlavoro, ma perché nel progetto, ho iniziato a crederci un po di più, ed ho ben pensato di stalkerare su LinkedIn addirittura Mr. Brabham jr. in persona (o meglio in chat ?) per proporgli il progetto... ma purtroppo con scarsi risultati... perciò ve la beccate voi miei amati forumisti, anche se siete la seconda scelta bando alle ciance, ecco a voi la Bt44b Homage https://www.behance.net/gallery/96398025/Brabham-BT44b-Homage per scelta sono rimasto abbastanza fedele all'originale, rivedendo le proporzioni nei volumi e con ruote più grandi ok ora potet insultarmi
  32. Sarà quella a passo lungo ?
  33. Prima di tutto serve libertà progettuale. Adesso è regolamentata persino la carta da culo. Se prendi la monovelo a inizio campionato te la porti fino alla fine. Abbiamo una categoria che dovrebbe essere il top della sperimentazione a cui negli anni gli è stato sempre più vietato sperimentare.
  34. Solo io trovo assurdo dare 15.000 € di incentivi, cioè soldi dei contribuenti, per un'auto? Un incentivo pari se non superiore al prezzo di un' utilitaria ICE! è come se regalassero una Panda a tutti i milanesi che ne fanno richiesta!
  35. Ecco la '' nonna '' della e-208 ..! ? Peugeot 205 Electrique (1984) Il piccolo motore con una potenza nominale di 8kW (ovvero 11 cavalli) e con un picco a 17,5kW (23 cavalli), fornito da Leroy-Somer (ancora partner del gruppo PSA grazie alla partnership con la società madre Nidec ), aveva una velocità massima di 100 km / h, che già garantiva un raggio di poco superiore a 100 km. Meglio, nel ciclo urbano, l'autonomia annunciata era di 140 km ad una velocità media di 70 km / h, mentre nelle grandi città L'autonomia stimata era di 200 km ad una velocità media di 40 km / h. Questa autonomia è stata resa possibile all'epoca da una batteria Nickel-Iron (già fornita da Saft), composta da 12 blocchi da 6 V con una capacità nominale di 230 A e del peso di 300 kg, che ha permesso di raddoppiare l'autonomia rispetto alle batterie classici al piombo. Durante la ricarica sono state impiegate circa 10 ore su una presa elettrica da 16A. Un sistema di recupero di energia nella Peugeot 205 elettrica! Questo sistema di frenatura è stata probabilmente la più grande innovazione della Peugeot 205 elettrica. Molto prima dei primi veicoli ibridi, il sistema di recupero dell'energia di decelerazione e frenata era già funzionante sui prototipi. Questo sistema, che è molto semplice sulla carta, immagazzina l'energia persa durante la decelerazione nelle batterie, consentendo di risparmiare miglia preziose di tempo di guida. Meglio, in frenata, un distributore elettronico ha permesso di distribuire la necessità tra il freno motore e il sistema meccanico, per migliorare le prestazioni e l'usura delle pastiglie. Un peso contenuto Ma la più grande impresa della Peugeot 205 elettrica è stata quella di riuscire a preservare la sua massa totale. Annunciata a 850 kg sulla bilancia, è appena 100 kg più pesante rispetto alle versioni termiche di base della city car. …………………...………………...…...………………………………………...…………………………………………………………………………... Peugeot Ion (1994) Fiche technique : DIMENSIONS (m) Longueur hors tout 3,320 Largeur hors tout 1,600 Hauteur 1,450 PROPULSION : Moteur à courant continu SA13 à excitation indépendante Puissance maximale 20 kW à 1500 tr/mn Couple moteur 127 Nm à 1500 tr/mn BATTERIE : Nickel-cadmium SAFT CARACTERISTIQUES MECANIQUES : Réducteur par train épicycloïdal 7,2 Vitesse maxi (estimée) 105 km/h Pneumatiques spécifiques MICHELIN Proxima 155/65 R 14 T MASSE : En ordre de marche 850 kg CHARGEUR EMBARQUE : Alimentation 230 V AUTONOMIE : (selon utilisation) entre 110 et 150 k
  36. Yes. Magna has acquired Getrag a while ago
  37. Me ne sono dimenticata una che sarà passibile di rottamazione: Mia suocera usa quella che era di mia moglie...una 1.2 del 2008, Lounge, con ESP. Neanche 100.000km, tolto il volante spellato (difetto di quelli bianchi) ancora in ottima forma. Potrebbe rottamarla per una 500 restyling davvero, forse i soldi degli incentivi (e delle multe CO2) andrebbero usati per ridurre la sovracapacità produttiva (sostenendo gli esuberi). Si potrebbe dar fiato al mercato dell'usato cancellando l'IPT e riducendo il bollo dopo X anni dalla prima immatricolazione Si potrebbe dare fiato ai concessionari e officine liberandoli da molte stupide imposizioni delle case.
  38. ma vedi che gli studi sono una cosa, la carriera è un'altra, la nazionalità conta niente poi secondo me, uno dei migliori designer su piazza e Libanese, che cultura automobilistica hanno in Libano? Ho visto designer venire dalle migliori scuole fare dei lavori di bassissima qualità e ragazzi che avevano fatto disegno industriale e poi un master di basso livello diventare degli ottimi car designer. Van Hooydonk è nato ed ha studiato in Olanda ok, ma ha sempre lavorato in bmw che è in gemania, e li un po di auto ne sanno eh
  39. Stev infatti le palle mancano anche all'italiano medio.. questo è indubbio. Ma qui mi sembra di essere nello stesso filone, ovvero tutto è teso a trovare un motivo per non fare, piuttosto che vedere i buoni motivi per fare.
  40. 1 punto
    Buonasseeeera uh quante cose tutte insieme! Andiamo con ordine, cioè insomma più o meno. Proprio vero, i fari posteriori della Vectra A 2 volumi erano gli stessi della 3 volumi per motivi di costi (ovviamente) ma per un diverso "posizionamento" di tutto il posteriore si erano alzati un po', staccandosi dal paraurti ed ovviamente ci avevano infilato in mezzo qualcosa. Sempre riguardo la fanaleria posteriore della Vectra A, c'è da dire che sul face lifting del 1993 (se non ricordo male, quando due anni prima della fine carriera perse il 1.400 e cambiò calandra - ora con il marchio al centro - oltre a subire piccole modifiche) ci fu già un tentativo di gruppi ottici "simil Calibra", perchè le versioni più ricche sul plasticone nero che stava attorno alla targa avevano un inserto trapezoidale che trasformava la forma originaria facendola sembrare più simile ai fari della coupè. Inserto inutile fra l'altro, puramente estetico, perchè se la memoria non mi inganna non vi era alcuna lampadina inserita sul portello mobile. Un'operazione a basso costo in stile Punto 188 restyling, insomma. Le versioni base invece mantenevano il pannello in lamiera verniciata attorno alla targa, ma era stato aggiunto un profilo di plastica nera all'altezza della serratura, che si accoppiava con una lunetta sempre in plastica nera sulla parte alta dei fanali che avevano mantenuto il contorno originale come componente, ma appunto per via della lunetta si erano ridotti un pochino in altezza. La Turbo 4x4 invece, curiosamente, somigliava più alla base che alle versioni ricche perchè tale pannello (più gonfio, a filo con i fari perchè applicato sulla lamiera) era verniciato in tinta e appariva simile alla lamiera di quelle che avevano... solo la lamiera. Una volta valutato il tutto, le sempre trovate soluzioni ben poco migliorative, anzi... appesantivano e complicavano una vettura che aveva fatto della pulizia (pur scontando, insieme a mio parere ad una certa misurata eleganza, una faccia un po' anonima) uno dei suoi "credo". Il classico "dobbiamo fare qualcosa". Per me la soluzione migliore resta l'originale, dall'allestimento GLS che aveva il fascione nero. Certo i gruppi ottici multicolor avevano un aspetto un po' economico, ma il fumè della 2000 16v insieme al pannello nero creava a mio parere un bel piano di coda. Forse sarebbe stata meglio con qualche scritta in meno, ma vabbè... gli anni Ottanta erano ancora lì. Qui sotto, nell'ordine, Face lifting GL, Face Lifting ricca, Tubbo , GLS prima maniera e 2000 16v. Passando ad Omega... ci torno domani, perchè ho trovato troppe robe. Tra cui altre viste della "brindisi" e qualche bozzetto che mi porta a pensare che quel pezzetto di muso appartenga ad una ipotesi praticamente priva di calandra. Ci aggiorniamo
  41. Non solo Maserati. C’è anche Jeep e Dodge. Volendo si potrebbe fare senza problemi 1/1.5M di unità all’anno su base Giorgio tra tutti questi brand.
  42. Troppo difficile come concetto. Molto meglio tirare fuori ogni volta l’ipotetico viaggio da 1000 km in un colpo solo che se va bene si effettua 2 volte l’anno. L’elettrico non va bene per tutti, ma per un buon 70-80% della popolazione si. Quando le persone capiranno che è inutile avere auto elettriche da 400-500 km con una carica, anche le case automobilistiche potranno proporre mezzi più economici. E se 2 volte l’anno bisogna farsi 1000 km in auto (al posto di farseli in aereo...) si noleggia una vettura adatta allo scopo e amen.
  43. Piccola chicca, difficile da avvistare Daihatsu Charade GTti Turbo. Penso si presenti da sola (per chi non la conoscesse, consiglio di informarsi a riguardo perché è un'auto molto interessante e particolare). Le condizioni sono sufficienti, un po' di ruggine superficiale qua e là, fascioni laterali scoloriti e senza le scritte, interni un po' 'cotti', però udite udite, l'auto ha più di 250.000km!
  44. a Fano hanno bloccato anche le auto elettriche come le Tesla... https://www.automobilismo.it/blocchi-del-traffico-fano-stoppa-anche-le-elettriche-35140 Inoltre a Fano dentro il parcheggio di un albergo c'è il supercharged, ovvero il caricatore rapido per tutte le tesla della regione Marche. I politici sono dei cialtroni e basta.... adesso vogliono fare spendere barche di soldi per modificare garages e piazzali ben sapendo che poi quando tutte le auto saranno elettriche cominceranno a dire che inquinano lo stesso perché rilasciano usura dei freni e degli pneumatici... a me non mi avranno mai... se devo spendere 100.000 euro mi ci compro un appartamento, non un'auto che in caso di incidente o prende fuoco o si apre in due come una lattina...
  45. Avevo notato anche io una certa somiglianza... Pero' se guardiamo il sotto delle due è diverso tonale Compass
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