Attenzione, non ho detto che dipende dalla performance e dalle capacità tecniche, ma dalle competenze complessive, dove generalmente le soft skill pesano di più.
Per crescere di RAL tipicamente bisogna cambiare spesso lavoro, bilanciando cambi interni e cambi esterni per non apparire né come un impiegato col culo pesante, né come uno schizzato che salta da un'azienda all'altra senza concludere nulla.
Per cambiare lavoro spesso ci vuole un certo tipo di bravura che di solito non ha nulla a che fare con le competenze tecniche. In parte dipende dai risultati conseguiti, ma ancora di più dalla percezione che dai di poter portare risultati se messo nel posto giusto.
La mia esperienza probabilmente è l'altro lato della medaglia della tua.
Ho visto la differenza con un mio collega di università (ing. energetica) entrati nelle stessa azienda, lui da progettista prima di me, perché molto più bravo all'università, io in supply chain. A distanza di 5-6 anni lui era cresciuto come progettista, ma più o meno sempre nello stesso team e nello stesso plant; io grazie al ruolo trasversale ed a qualche competenza relazionale, mi sono fatto conoscere a vari livelli ed in varie funzioni, ho cambiato 3 volte ruolo, di cui l'ultimo in business strategy e con un trasferimento a Milano, grazie quale mi hanno infilato il valore del canone di affitto in RAL (il vero breakthrough della RAL). Quando ho visto che lo step di crescita successivo era lontano e non particolarmente stimolante, ho cambiato azienda (quindi dopo poco più di 6 anni) tornando in supply chain prendendomi un increase importante, più per via del profilo professionale abbastanza particolare e raro, che non perché io sia un bravo ingegnere. Anzi, non mi ritengo affatto tale, ma fortunatamente (per ora) guadagno probabilmente molto di più che se avessi fatto il medico.
Il mio collega di cui sopra all'università era uno di quelli bravissimi a fare i progetti e che immancabilmente ogni volta snobbava la relazione tecnica dicendo "un progetto non è fatto bene o male per la relazione tecnica, ma per come faccio i calcoli". Ecco, se vogliamo il problema è che ci decide della tua RAL non guarda i calcoli ma sente te che li racconti.
Se posso, il problema non è tanto confrontare gli stipendi dei medici a quelli degli ingegneri (che comunque sono una categoria abbastanza privilegiata, al netto del mazzo fatto all'università), quanto il fatto che ci siano categorie di professionisti laureati con stipendi che in alcune città come Roma/Milano sono al di sotto della soglia di povertà.
Si faceva prima l'esempio dei laureati in biologia, ma potrei farne altri in materie economiche, senza scomodare le varie "scienze delle merendine".
E la situazione degenera generazione dopo generazione: ho una sorella 40enne che fa sviluppo di prodotti finanziari in una banca di investimento e guadagna la metà dei suoi colleghi 50enni e oltre il triplo dei suoi colleghi 30enni.