La Grecale incidentata a Torino provava la raccolta dati
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Il fatto. La Grecale è stata di fatto speronata, tanto che il driver ne ha perso il controllo ed è andato a sbattere contro un palo nella rotonda: un crash test tra i più severi, per tipologia d’urto, visto che l’energia si concentra in un solo punto e non viene dissipata su un’area più ampia. "La vettura coinvolta nell’incidente", spiega Ettore Dezza, responsabile Sports Car Segment Maserati, "non era un prototipo in senso stretto, perché usciva già dalla linea di produzione, quindi da processi definitivi sia dei fornitori che della fabbrica. I test nel traffico urbano, infatti, arrivano solo dopo accuratissime verifiche in pista, che garantiscano la sicurezza dei sistemi attraverso un metodo progressivo di autorizzazioni che passano dal virtuale ai controlli in pista ai test su strada per fasi successive". La missione di quell’esemplare della Grecale, racconta Dezza, "era in particolare verificare la diagnostica a bordo: determinate situazioni del traffico cittadino, come frenate, accelerazioni, marcia stop & go, servono per raccoglie informazioni su come lavora quel modello". Fatto curioso, nelle immagini relativa all’incidente si vede come la Suv fosse seguita da un’altra Maserati, ma di tipo completamente diverso: una MC20. Come mai? "Essendo missioni di tipo ripetitivo”, spiega il responsabile dei progetti sportivi della casa modenese, "con elementi ripetuti come la tipologia e la durata del tragitto, non è raro che si formino dei caroselli di vetture, che consentono di ottenere set di dati comparabili nelle stesse condizioni attraverso una lettura trasversale di come l’esperienza è stata catturata in dati da ogni modello".
Il virtuale non basta. Oggi, comunque, i test fisici sono un po’ meno necessari rispetto al passato, visto il livello di sofisticazione raggiunto dai software di simulazione. "La Maserati", spiega Dezza, "è un po’ la punta di diamante del gruppo Stellantis grazie all’Innovation Lab di Modena, dotato del simulatore 3D, di quello statico e di tantissimi banchi di simulazione elettrica ed elettronica, che rappresentano la nuova frontiera per il mondo dell’automotive. Tuttavia, anche se Modena rappresenta per la parte europea del settore una punta di eccellenza in tema di simulazione, rimane comunque la necessità di provare il veicolo su strada, pure in condizioni di traffico cittadino. Per questo vengono realizzati molti veicoli, destinati anche ai colleghi, che si comportano come normali clienti e non da collaudatori, destinati a specifiche missioni, per dare un contributo alla definizione delle caratteristiche finali della vettura". Il processo richiede almeno un anno di test, con quella che Dezza definisce una "maturità progressiva" delle vetture: dai muli, veri e propri prototipi, si passa a esemplari sempre più definiti nei componenti fisici e nei software: i primi nascono nei "proto-shop", con un livello diverso di maturità, sia dal punto di vista della lamiera e della plastica, sia dell’elettronica. È un processo la cui durata varia anche in base al diverso contenuto d’innovazione dell’auto. I prototipi sono, comunque, centinaia e vengono testati in condizioni estreme nei diversi angoli del mondo: per la Grecale si è trattato di location in quattro diversi continenti, dalla Lapponia a zone di caldo umido fino alle prove condotte attualmente a Dubai. "È ancora importante", sottolinea Dezza, "cercare il clima giusto per testare i componenti correttamente, fuori dalle camere climatiche e dentro condizioni reali: ci sono sistemi che possono essere provati solo sul posto, per esempio la connettività, che varia molto in base alle infrastrutture dei diversi Paesi e alle modalità di scambio dei dati”. La presenza degli Adas ha incrementato la necessità di test sul campo della componentistica anche negli ambiti urbani: dalla semplice frenata automatica iniziale si è passati a dover tenere conto dei comportamenti di pedoni e ciclisti, che sono completamente diversi rispetto a quelli di un veicolo e aggiungono complessità alle logiche di funzionamento dei dispositivi. Tocca poi ai collaudatori, scelti per la Maserati tra quelli più adatti ai livelli prestazionali delle vetture, dare i corretti feedback non solo sulle reazioni del veicolo, ma anche su aspetti come i livelli di rumorosità e gli eventuali scricchiolii, mettendo il team di ingegneria in grado di risolvere gli eventuali problemi segnalati.
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