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  1. scusassero l'attesa ma l'ho ritirata sabato scorso e ho voluto fare qualche km prima di sentenziare e ad oggi siamo a 500 km circa. la jiiip è una Renegade e-hybrid 130cv Limited con function pack B (cambio automatico a doppia frizione a 7 rapporti,ACC, lane control, uconntect da 7 pollici) Come impressione generale la macchina è molto più "grande" di come me l'aspettavo. nel senso che sembra di segmento superiore e non un B-suv. Tenete conto che è la mia prima auto "moderna" (cioè un incrocio tra un tablet e un mezzo di trasporto) e quindi ci sto mettendo un po' ad abituarmi agli ADAS/connetc/android e compagnia cantante. Mia moglie appena l'ha guidata ha esclamato: "Ma è una macchina per guidolesi!"(versione censurata ndr)... in effetti tra cambio/tergi/fari automatici e ACC ti senti un po' inutile e forse diventa anche più facile distrarsi o bisogna solo farci l'abitudine... come anche ad android auto e all'iterazione con uconnect, il passaggio tra i due non è sempre intuitivo e preferisco, se non devo usare il navigatore o amazon music, rimanere con lo Uc. l'assetto è molto più rigido di quanto mi aspettassi e mi piace molto! assorbe le asperità senza ondeggiare e non si scompone mai, credo che i cerchi 17 siano ideali... ottimo! l'auto è molto silenziosa tranne per i frusci aerodinamici (penso abbia il cx di una mucca... grassa) e quando va in EV è proprio muta. in Ev riesce ad arrivare a 20-30km/h poi si accende il termico. il passaggio non è mai traumatico e praticamente non te ne accorgi quasi. il passaggio tra le due motorizzazioni e la loro gestione è completamente automatica e come direbbero gli anglofoni "smooth". in discesa e in veleggiamento il benza si spegne e accende con frequenza ma non si sentono mai forzature o impuntamenti. quando serve potenza il cambio scala ed interviene anche l'elettrico dando un boost notevole... anche perchè il benza in se non sembra proprio un fulmine di guerra. ma veniamo alla vera ragione per cui molti di voi sono accorsi siori e siori... I CONSUMI! premetto che non sono più abitutato ai benza e l'ultimo che ho avuto anni fa era a GPL e le percorrenze le calcolavo a gas, quindi non ho grossi parametri di confronto. il consumo medio totale da cdb per tutti i 500km è 14.5 km/l fatti su statali (per lo + a velocità autostradali... ma non ditelo alla polstrada vi prego!) e città. il suo ambiente comunque sembra proprio la statale a velocità codice o fino ai 100/110.. in alcuni trasferimenti di 20/30km con guida più tranqui sono arrivato quasi a 20 km/l e spingendo un po' di più si arriva comunque 16/17. credo siano numeri abbastanza buoni per un benza e comunque spero che aggiungendo km sul groppone migliorino anche le percorrenze. comunque dopo 15 anni di Autopareri recensisco una maghina nuova... che emozione!!
  2. Ho letto didascalie migliori su Tinder e Grindr … ….
  3. Ma perché uno dovrebbe comprarsi una phev e girarci con la batteria scarica?
  4. Singer ACS tutta la vita a questo punto
  5. Oh immagino sotto la gestione Geely le nuove LR1 e Jaguar One 😂
  6. boh a tal punto Binotto è davvero un genio machiavellico... Prima fa uscire quei rumors in cui si autoincula a favore di Vasseur, così Vasseur si brucia, nel frattempo sainz gli tira questo pompino e finalmente diventano ufficiali le gerarchie in ferrari. A tal punto si tolga dai coglioni Leclerc, vedano di sistemarlo in Haas o dirottarlo nel campionato GT, i tifosi già sognano con l'accoppiata Binotto/Sainz in ottica 2026...
  7. minchia veramente, ricicciano la roba presentata 2 anni fa. come se gli americani non avessero il webbe... la barbonaggine di Carlos è oltre quel che immaginavo.
  8. Ma allora sulla mancanza di senso delle PHEV possiamo anche parlarne e mi trovereste d'accordo, ma queste auto sono per chi le ricarica ogni notte e non ci fa viaggi lunghi. Che senso ha valutarne le prestazioni a batteria scarica? Poi se avete voglia di dar contro a prescindere, contenti voi. Scommetto che anche la Veyron dopo che hai fatto i 400 km/h per 15 minuti ha le gomme cotte e il serbatoio vuoto, e allora va più forte la balance bike di mio figlio.
  9. Beh... ora si potrebbe dire che con questa i suoi proprietari passeranno da "nerdfiglideifioriasociali" a "fighidihollywoodincarriera"! 🙃 Fra l'altro quel gruppo parabrezza-muso fa alquanto Lamborghini-style, il che...
  10. Ma scusa che senso ha fare questo tipo di confronti? Seguendo la stessa logica, bisognerebbe confrontarle anche a serbatoio di benzina vuoto, e lì secondo me (ma secondo me eh...) vince la PHEV
  11. Mica solo lei, pure una Geometry, qualche Polestar e magari pure la nuova Elise 😅
  12. Sbaglierò, ma secondo me Smart ha imbeccato una buona strada.
  13. E mentre noi europei abbiamo aspettato 6 anni per far cambiare i fari alla Giulia in Iveco China non dormono ed ecco che arriva il Nuovo TurboDaily con frontale completamente ridisegnato! Sarà disponibile sia col diesel Sofim 2.5 e 2.8 da 88 e 95 kW che in una nuova versione elettrica! Si attende la presentazione ufficiale
  14. Abbiamo lasciato Alpine affrontare gli anni Ottanta dalla prospettiva di sportiva di nicchia, mantenendo l'offerta di un solo modello che evolve dalla A310 alle successive GTA/A610, sulla solita caratteristica impostazione meccanica a motore posteriore. Nel 1987, l'arrivo di Patrick Le Quement allo stile Renault determina una nuova fase anche per Alpine, cui viene finalmente assegnato un progetto tutto nuovo. L'idea è affiancare alla GTA/A610 un secondo modello più piccolo, moderno e sportivo, da lanciare nei primi anni Novanta. Sigla di progetto: W71. Specifiche fondamentali: - motore centrale/posteriore, trasversale - trazione posteriore - motore 4 cilindri 2 litri aspirato, 140-150 CV circa (potrebbe essere il J7R o F7P) - scocca portante in acciaio - massa circa 900 kg E' del marzo 1989 questa maquette attribuita al designer Guy Greffier, qui in fase di definizione finale dei dettagli: L'aspetto definitivo eccolo qua: Molto futuristico, soprattutto nella soluzione del tetto a cupola effetto "tutto vetro", ma anche in dettagli come gli specchi retrovisori sospesi o la finitura bicolore. Quasi mi dà l'idea che in questa forma volessero presentarla come concept da salone. Ripeto, solo una mia idea, nessuna prova in tal senso. Qui sotto in altre foto dall'aspetto più "d'antan": Questa maquette forse è ancora conservata in qualche deposito... ...dove pare siano conservati anche due prototipi successivi, databili al 1990: Partiamo da quello in secondo piano, che pare l'evoluzione della maquette bicolore del 1989. Si tratta di un prototipo marciante, con tanto di interni completi e funzionali: Scusate adesso le prossime foto dalle dimensioni ridicole, ma di meglio non si trova... La plancia: Il vano motore: Il cofano anteriore con l'avantreno e i servizi: Dopo tutti questi dettagli, passiamo allora al secondo dei prototipi del 1990, quello in primo piano nella foto in deposito. Solleviamo un po' il cellophane... ed eccolo qua: Alcuni particolari appaiono differenti (targa, cerchi, faretti posteriori), ma l'esemplare qua sopra corrisponde al modello delle foto seguenti: E' una linea più aggressiva, con fari davanti orizzontali (anziché ovaleggianti) e doppi faretti circolari dietro, stile Ferrari. Anche l'effetto cupola di vetro qui è meno accentuato, con montanti e tetto più classici. Gli specchi sospesi riportano invece alla prima maquette dell'89. E soprattutto in queste foto si trova un indizio importante di quanto concreto fosse questo progetto: sul parafango anteriore di entrambi i prototipi vi era già la decalcomania del nome del modello: A710 Quindi il progetto W71 ha prodotto almeno tre modelli in scala reale, che per praticità indichiamo con le targhe: #1 (targa "1403 DA 89"): è la prima maquette, quella "futuristica" del 1989 #2 (targa "3005 BX 90"): è il prototipo marciante, con fari ovaleggianti del 1990 #3 (targhe "3005 DEP 90" e poi "1990 W 71"): prototipo con doppi faretti tondi al posteriore, sempre del 1990 Infine un piccolo confronto di coda, in ordine inverso: Ai risultati positivi delle prove dinamiche, fecero da contraltare le richieste provenienti dal marketing per nuovi contenuti orientati ad un maggior comfort (ad esempio dotazioni inizialmente non previste come aria condizionata, servosterzo, vetri elettrici...). Modifiche che fecero entrare il progetto in un circolo vizioso di aumento di pesi, necessità di meccaniche più potenti, e infine aumenti di costi che portarono alla chiusura del progetto. Anzi, meglio: paradossalmente, la sua riformulazione "a togliere" in chiave ancora più estrema, ebbe l'assenso del management e dette origine, sotto l'egida Renault Sport, al nuovo progetto W94 che nel 1995 uscì sul mercato come Renault Spider! In pratica, si tornò ad una delle idee originarie dei designer, che fin dai primi modellini in scala avevano pensato anche ad una versione roadster: (Fonti principali: IEDEIblog, Lignes/auto, Renaultconcepts, Cardesignarchives, Drives today)
  15. contando che non sarà un suv ho provato a renderla più "hatch"
  16. In realtà cambiava tutto il tunnel centrale comprendendo bracciolo che terminava con bocchetta per i posti posteriori.
  17. Ferrari ha sempre preso la fetta maggiore della torta, anzi, prima era oltre il 38%, con l'arrivo di Liberty Media hanno dovuto rinegoziare al ribasso, oltre al fatto che gli accordi economici li fai appunto con LM e non con la Federazione*. Quindi sta cosa che prendono i soldi e gli va bene così anzi, se alzano la testa gli tolgono pure quelli, non regge. Inoltre in passato, con Montezemolo Todt ecc, si facevano sentire eccome, ora pare vada tutto bene e si festeggia il giro veloce quando non portava ancora punti... * vi ricordo che il responsabile delle direttive tecniche è questo qui: che ha il dente avvelenato e non poco con Maranello, visto che è stato cacciato via malamente, aggiungiamoci che uno dei posti di vertice della federazione è ricoperto dall'ex fedelissima di Wolff... Una dirigenza degna di nome (Marchionne o anche Montezemolo) cose del genere non le avrebbero permesse, invece se Binotto si è detto preoccupato dalla situazione (ma più di quello che poteva fare?) dai vertici nessun segnale.
  18. Butteranno alle ortiche le ID.NUMERATE alla prima occasione utile, ossia quando l'intera gamma sarà BEV. E a quel punto abbandoneranno la sigla ID. 😂
  19. Ha capito che la Id3 è un cesso di estetica e interni.
  20. https://www.autocar.co.uk/car-news/new-cars/volkswagen-golf-return-electric-power-ninth-generation
  21. ...e la mitica diventera la nuova Daimler 2x6 in linguagio cinese.. 😂
  22. Non vedo l'ora di vedere l'Abarth con specifiche statunitensi (con l'ipotesi che seguirà). Spero che abbia un prezzo ragionevole per il nostro mercato. Probabilmente ne comprerò uno, o forse lo affitterò per alcuni anni. (Giulia è per sempre). Ho convinto mia madre nel 2011 ad acquistare uno dei primi 500 con specifiche statunitensi una volta arrivati anche qui.
  23. Tutto giusto, è l'ennesima conferma che le plug-in siano specchietti per le allodole. Peccato non fare, dato che verrebbe gratis, la Q4 2,0 T. Lo ZF9HP è così pessimo? l'ho provato su 500x e non mi sembrava malaccio.
  24. Devo dire che in grigio metalizzato sta molto bene. Il design moto affilato con parabrezza che segue la stessa inclinazione del cofano porta ad avere una accessibilità ed abitabilità non proprio ottimale.
  25. Non è una questione di dura o non dura, di facile o difficile. Si tratta di trovare il modo di starci che è un obbligo per un gruppo delle dimensioni e della diversificazione di Stellantis. Altrimenti fai la fine di GM che oramai è presente in maniera profittevole solo nel generalista e in due aree di mercato (NA e Cina) di cui una ad elevatissimo rischio geopolitico Se l'obiettivo di Stellantis è quello di avere un'area di business premium credibile, ed è questo l'obiettivo, stare fuori dal NA (o starci strutturalmente in maniera claudicante) è follia.
  26. Più Abarth questa che non la 500e...
  27. E SVR che viene spin-offata con l'innovativo modello 001
  28. non è solo fiat a dirlo esattamente...da quel pianale è venuta fuori pure la Gtv o il coupè pure la lybra aveva gli stessi motori della marea... si ma croma era una "sorella" di 605... quindi uno può intenderla come gli pare ma il suo segmento era lo stesso di Alfa 164,thema e 605 In che senso non era un segmento D? Per me lo era eccome.Sarà stata più scarsa secondo certi apsetti ma come motori ,potenze e raffinatezze (ma anche dimensioni) era segmento D pieno
  29. Ma tanto massimo un anno e Geely si compra l’altro 50% di Smart. Già oggi Mercedes ci mette solo il design
  30. che fra qualche anno non ci saranno più vetture termiche (e sparirà il v12). per un appassionato di auto e\o meccanica penso sia una grossa tragedia
  31. Fa tutto parte di un complotto dei poteri forti, sicuro.
  32. È semplicemente la versione USA. Infatti in USA di solito non ci sono le frecce posteriori ma a lampeggiare è direttamente la luce di posizione. Nel caso della Giulia, lo stop è stato esteso a quelle che, in Europa, sono le frecce.
  33. i segmenti sono come l'elastico delle mutande. e su questo argomento non ho altro da dire (cit).
  34. Premesso che io ho rinunciato in partenza all'idea di andare al lavoro in due ruote anche se risparmierei un sacco di tempo, vista la possibilità enormemente maggiore di riportare infortuni seri o di lasciarci le penne in incidenti che se fossi in auto finirebbero con zero danni o tutt'al più con un ritocco della carrozzeria (e tanta strada significa più probabilità di finire coinvolti in un incidente); vista la distanza e la durata maggiore dell'auto, dovendo scegliere terrei questa. Comunque non credo che sia un controsenso tenere sia le due che le quattro ruote a seconda della necessità.
  35. Collage di foto che mostrano la forma dello spoiler posteriore
  36. Questa era ancora in condivisione con Audi a4, infatti era superiore persino al modello successivo che iniziò ad avere pianale in comune con Golf ed A3.
  37. Il motivo è lo stesso per cui Google deve oscurare le targhe: consentono di localizzare una persona in un certo luogo a una certa ora, e questo potrebbe causare guai (il caso più frequente è qualcuno che sta mettendo le corna al coniuge).
  38. 1 punto
    mi ricorda molto questo concept Xingtu disegnato da Pinin Shangai, ma non ho capito se sono imparentati oppure no... comunque anche per quanto riguarda i mezzi pesanti, in Cina stanno spingendo tanto su elettrico ed idrogeno
  39. Education per chi crede nell'H2 per autotrazione. 125$ il pieno di una Mirai con lo stesso range di una model 3 LR il cui pieno costa 23$. Ma le fuel cell hanno vita limitata e richiedono manutenzione. N'affare.
  40. Volendo proseguire questa carrellata di progetti mancati con i quali Renault intendeva ristabilire la propria posizione nel mondo delle ammiraglie, il filo cronologico ci porta a recuperare un post antidiluviano, di cui si sono perse le immagini e che copiava/incollava semplicemente un forum in spagnolo (il quale a sua volta riportava come fonte un sito ormai scomparso...): Al di là della traduzione del testo che immagino non serva, foto e info del post si riferivano a un modello coupé, il cui prototipo si trova effettivamente nel citato museo argentino. Ma da allora le notizie e il materiale fotografico su questo progetto si sono arricchiti assai.* In sostanza, questa è la storia di un ennesimo tentativo di Renault di dotarsi di una grande ammiraglia, stavolta addirittura in collaborazione con la sua affiliata argentina IKA. Anzi, è proprio dal paese sudamericano che parte l'iniziativa: è il 1971 e IKA pensa alla sostituzione del suo modello di punta, la Torino, avviando - con l'approvazione di Renault - il progetto "Torino IV". Il quale però cambia presto denominazione e orizzonti geografici. Viste le difficoltà della casa madre in Francia di dare compimento ai suoi progetti di ammiraglie, Renault e IKA convengono che potrebbe essere l'occasione di condividere gli sforzi su questo nuovo progetto e dargli anche uno sbocco commerciale europeo. Diventa così il programma "Renault 40", cui Renault inizia a lavorare direttamente in Francia con i suoi designers. Vero è che la meccanica dovrebbe rimanere largamente basata sul precedente modello argentino (di origine americana...), ma carrozzeria e stile vengono ripensati da zero, per assumere una marcata impronta Renault, assai più moderna ed europea. Tra le proposte di stile (e relative maquette 1:5), viene selezionata l'idea del designer Robert Broyer per gli ulteriori sviluppi che portano nel gennaio 1972 alla presentazione interna delle maquette 1:1. E' proprio lo stesso Broyer che posa accanto alla sua creatura! Qui in configurazione 2 porte coupé: Ma basta girare intorno e come per magia... ecco apparire una grande berlina 4 porte! Eh sì, è la classica maquette asimmetrica, dove anche i cerchi erano differenziati e che vista da dietro appariva così: Le forme e il trattamento delle superfici appaiono molto vicini a quelli della futura R14 del 1976, che infatti fu sviluppata sulla base della proposta di stile dello stesso Broyer, elaborata appena qualche mese prima. E ancora più possono ricordare quelli della successiva R18, simile anche per l'impostazione tre volumi. La forma del frontale permise anche un'interessante possibilità di elaborare facilmente soluzioni alternative per l'insieme fari-calandra. Oltre alla versione con fari quadrangolari a sviluppo verticale vista sopra (che pare fosse quella destinata al mercato sudamericano), fu proposto anche un più classico insieme a doppi fari circolari inseriti in una calandra a tutta larghezza - e questa sarebbe stata la versione "europea". Chissà perché anche lo stemma cambiava, pur rimanendo entrambi sul tema del toro; un segno chiaro che il brand "Torino" era irrinunciabile, il cuore stesso del progetto... La maquette fu quindi spedita in Argentina, per fare da modello nella realizzazione di alcuni prototipi da parte della filiale sudamericana. Uno di questi, un prototipo marciante di una coupé bianca, completo di meccanica e interni, è conservato nel museo citato nel post originale. Nel 1974, immancabile, arriva la cancellazione di questo ennesimo programma. Partendo da una base tecnicamente obsoleta e di impostazione decisamente poco europea come quella della Ika Torino, una delle difficoltà maggiori era raggiungere gli standard (in termini di performance, consumi, omologazioni, sicurezza etc) richiesti dal progetto, che si sarebbe dovuto allineare alle aspettative anche del mercato europeo della seconda metà anni Settanta. Oltre a ciò, i motivi della decisione furono vari, molti già citati nel post preistorico in spagnolo: dalla crisi petrolifera del '73-'74, alla apertura del mercato argentino alle importazioni di auto straniere; dallo sfavorevole rapporto costi di sviluppo/profittabilità, fino alla prematura morte del principale mentore del progetto. In Argentina si accontentarono di continuare ad aggiornare via via la Torino, mentre il clima socio-economico in Europa rese più ragionevole la decisione di Renault di affidare il ruolo di ammiraglia ad un modello compatto e discreto come la nuova R30 del 1975. *Le principali fonti, oltre ai forum ispanici, sono LosangeMagazine e CarDesignArchives
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