Questo è corretto ma faccio solo una precisazione: non bisogna dare peso eccessivo al concetto dei corridoi europei.
Non è che sia sbagliato in tronco, le indicazioni di base sono corrette, ma nel momento in cui bisogna mettere mano alle linee (o pensarle da zero) ho visto che spesso c'è la tendenza a mettere l'esigenza del TEN-T davanti a tutto, dimenticando che magari per quell'asse la domanda di trafffico prevalente è più forte per la media percorrenza (o addirittura quella locale) rispetto alle lunghissime distanze. Tendenza sia del pubblico che di molti addetti ai lavori.
Un esempio su cui ho lavorato: la linea Venezia - Trieste è parte del Corridoio V, e ci si è fatti un mare di pippe sul concetto "Lisbona - Kiev" nel momento in cui moltissimi intendevano proprio DA Lisbona A Kiev.
Ovviamente non ci sarà mai, in questa vita, nemmeno un treno tra Lisbona e Kiev (anche perché si incontrano tre scartamenti diversi... ). Nella realtà quella linea ha una rilevanza soprattutto regionale, poi a scendere per gli IC nazionali, e poi -si spera in crescita- il merci internazionale, che peraltro va su Udine e non su Trieste, ed è giusto progettare un'evoluzione avendo in mente di servire prima queste esigenze più locali.
L'indicazione europea va letta semplicemente come "fate in modo che tutto il corridoio si presenti con degli standard moderni ed omogenei, senza colli di bottiglia o restrizioni particolari", ed è perfettamente di buon senso, ma è tutto lì. Può tranquillamente essere che per un paese/regione sia MOLTO più prioritaria una linea non inclusa nella rete TEN rispetto ad una inclusa.
Notare che non è per nulla richiesto che il corridoio sia servito da una linea nuova, e men che meno Alta Velocità.
Tutto questo per dire: occhio al "Corridoio V", pesa fino ad un certo punto e nel caso Valsusa le esigenze locali per esempio mancano quasi del tutto (anche potenziali) ed è per questo che ho delle riserve sulla LTF. Anche per passeggeri: Torino - Lione è un conto, ma con che traffico? Altro discorso è Milano - Parigi, ma lì anche con l'AV non si è competitivi con l'aereo (e magari si passa dalla Svizzera), insomma: è fragile giustificare un'opera così grossa con una domanda regionale/nazionale debole.
Poi, altro discorso.
Nella terminologia italiana ci siamo incasinati perché praticamente tutte le linee nuove sono state automaticamente AV e quindi c'è un'associazione tra i due concetti.
La scuola tedesca, di cui faccio parte io , distingue le linee potenziate tra NBS (Neubaustrecke, tratta di nuova costruzione) e ABS (Altbaustrecke, tratta di vecchia costruzione), laddove una ABS è una linea esistente che però può essere evoluta a standard anche elevati (con rettifiche e tecnologie di distanziamento).
E a sua volta non è scontata l'associazione al concetto di AV: vedi la NBS Betuweroute Rotterdam - Germania solo per merci, o la ABS Monaco - Augsburg, evoluta a 4 binari e 280 km/h...
E' una valutazione di convenienza tecnica nell'evolvere una linea o farne una da zero.
Il casino concettuale linguistico fa sì che da trent'anni si discuta della "TAV Milano - Venezia" intesa come nuova costruzione, ma che non trova un senso perché, specie tra Verona e Venezia, l'Alta Velocità è una boiata
Nella regione alpina è pressoché scontato che un potenziamento richieda una NBS e siccome i tunnel li fai dritti hai l'AV quasi per forza però in pianura non c'è nulla di scontato.
Per dire una scelta che non mi ha convinto al 100%, tra Colonia e Francoforte hanno deciso che la terza (!) linea doveva essere una AV (e quindi NBS a causa delle colline), ma l'hanno fatta con soluzioni che escludono il traffico merci. Ora, hai Francoforte a un'ora da Colonia ed è un grosso miglioramento, ma intanto le due linee lungo Reno scoppiano di merci e ancora in aumento. Insomma, col senno di poi forse sarebbe stata meglio una soluzione più di compromesso, secondo me qualcuno si sta un po' mangiando le mani.