Questo è un altro problema da non sottovalutare. Soprattutto nelle strutture pubbliche. Il cemento armato non è tutto uguale, anzi. La differenza sull’antisismica la fanno i ferri dei pilasti cui tocca il compito di contrastare le forze orizzontali, cosa che di fatto anni fa era inconcepibile. A questo si aggiunge cemento confezionato in loco che ha prestazioni molto variabili e la frittata è fatta.
Vedi Foto 1 in fondo
questo è un pilastro antisismico: notate quanti ferri ci sono, il loro diametro e le staffe che gli girano intorno per tenere l’accrocchio assieme. In più c’è una spirale (che fa smadonnare i posatori ) che da un ulteriore aiuto.
Vedi foto 2 in fondo
Questo è un classico pilastro anni ’70 (ma anche ’80) a cui hanno tolto il copriferro. E non è dei peggiori, solitamente la barra in mezzo non c’è nemmeno e spesso no è nemmeno ad aderenza migliorata. In più vedete che bei sassolini ci sono nel cemento? Adesso la granulometria della ghiaia deve essere rigidamente controllata. E non si deve aggiungere acqua una volta usciti dallo stabilimento se vuoi le cose fatte bene.
tuo padre dice una cosa giustissima: ogni casa è una storia a se. Io sono personalmente favorevole a una campagna di finanziamenti mirati per queste zone. Si può far tanto e norcia lo dimostra.
Si, per realizzare un tetto in legno devi rifare il cordolo in modo da distribuire i carichi dell’orditura principale e irrigidire “la scatola” se no si apre. Il tetto in legno come costi è abbastanza equiparabile a uno in c.a. , naturalmente varia dalla tipologia (caldo o freddo, abitabile o no) in ogni caso se si utilizza il sottotetto, la copertura in legno è infinitamente più piacevole
con 700k euro si fanno cose importanti. Giusto per capirci, 4 anni fa con poco più 700k euro ho realizzato la struttura di un edificio sensibile (equiparabile a ospedale) di 3000 mq in zona sismica, anche se meno critica . Era senza cantina e su un terreno molto prestazionale (marne e tufo), ma è per far capire che certi interventi mirati possono ridurre molto il rischio.
Logico che poi la scuola non sarebbe stata magari caruccia come quella crollata.
Ripeto: le intenzioni erano buone, ma l’ignoranza e la mentalità sbagliata sono a volte più pericolose del dolo.