Credo che principalmente il problema siano i soldi: non ce ne sono, gli stipendi son troppo bassi, il lavoro è precario e il mantenimento di un'automobile troppo costoso (sopratutto carburante, bollo e assicurazione). E' logico pensare che la generazione dei millenials spenda i propri (pochi) soldi in beni di immediato appagamento: tech, viaggi, o quello che più comunemente viene chiamato "experience".
Ai miei tempi (classe '88) già in tanti non avevano il motorino seppur da molti desiderato (sopratutto la mitica Aprilia RS 125 o Cagiva Mito 125). Ma la questione era diversa: in una grande città il problema era principalmente il pericolo di un eventuale incidente. Quasi tutti ai 18 anni hanno preso la patente e successivamente l'auto, chi quella dei genitori, chi quella comprata dal papà. All'università idem. Sopratutto tra i più benestanti non vi erano problemi a spendere soldi in auto di indole sportiva (Abarth, Mini, BMW, Audi S, etc..). Le piccole bombette degli anni '80-'90 erano già sparite e si preferiva in ogni caso comprare una segmento A-B senza pretese (Panda, Polo, Ypsilon, Clio per intenderci). Ancora oggi, il 2.0 TDI da segmento C tra gli under 35 è sempre ambito, con il trio tedesco premium in testa. Anche le coupé sono ancora molto amate ma purtroppo inavvicinabili. Chi convive da qualche anno invece è già orientato al SUV/Crossover.
Oggi giorno in molti avrebbero ancora il grande interesse ad avere un'auto ma per l'appunto i soldi son troppo pochi ed insufficienti, oggi lavori e domani chi lo sa. Guardate le offerte lavorative ed i salari per un under30: anche chi è laureato ed ha una laurea ad indirizzo scientifico ha uno stipendio da fame.
Aggiungo anche che vi è interesse per le moto, seppur in misura minore.
All'ultimo salone dell'auto di Torino (Valentino) i giovani erano tantissimi e molti interessati. Anche alla meccanica e alle caratteristiche tecniche dei veicoli, non solo della parte tech.
Questa è la realtà, e giustamente il nostro paese non riesce ad assorbire l'offerta interna o estera.
Aggiungiamoci infine la lotta e la demonizzazione dell'automobile nelle città ed il risultato è tratto.
Banale esempio: Torino è una delle città più inquinate d'Italia ma il problema non risiede nelle automobili bensì nell'utilizzo di sistemi di riscaldamento antiquati e continui roghi tossici nelle baraccopoli della città. Non a caso in estate il problema diminuisce notevolmente. Ed infine: Autovelox, zone blu, ZTL, autostrade carissime, garage a prezzi esorbitanti.
Questa la situazione in Nord Italia.
P.S. Tutto ciò nelle migliori delle ipotesi poiché per un giovane trovare lavoro è diventato veramente difficile negli ultimi tempi.