Questa storia è una barzelletta cosmica tra gli addetti ai lavori europei ma poverino, non è davvero colpa del treno... è stato tutto il balletto finanziario e burocratico intorno.
Punto di partenza: probabilmente a causa della limitata estensione nazionale, in Olanda e Belgio le ferrovie sono sempre state drammaticamente lente rispetto al resto d'Europa. Ancora oggi sulla rete convenzionale olandese non si va a più di 140. Di conseguenza i collegamenti tra Amsterdam e Brussel sono sempre stati infelici, per quanto esista una forte domanda di movimento interna al Benelux.
Per cui nel momento in cui si è iniziata a vedere un po' di Alta Velocità in Europa è nata l'idea di creare una nuova linea tra le due città, che poi si sarebbe collegata alla Brussel - Lille che a sua volta permette di andare a Parigi e Londra.
Il problema è che i belgi sono litigiosi e gli olandesi sono contafagioli per cui per costruire 'sta cavolo di linea (uscita poi costosissima) e scegliere i treni da metterci sopra si sono impegolati in un casino di società finanziarie che avrebbero poi dovuto interfacciarsi con un'emanazione dei due operatori nazionali (NS e SNCB) per arrivare ad espletare questo nuovo servizio, chiamato Fyra.
Quel secchio di Ansaldo Breda ci è finita in mezzo per aver vinto la tipica gara al massimo ribasso, offrendo un prezzo misero per un treno completamente custom in piccola serie e senza nessuna precedente esperienza nel segmento AV.
Perché i criteri di selezione li hanno fatti le banche e non le ferrovie e lo sappiamo come finiscono le gare vinte a ribasso, no? Ritardi a non finire, capitolati non rispettati, budget sfondato, qualità non omogenea...
In più, a discolpa di AB, tra i NS e SNCB ci hanno messo moltissimo del loro per complicare la faccenda, perché da brave ferrovie statali sono burocratizzate oltre l'immaginabile e non si sono accontentate delle norme costruttive europee, ma ognuna ha voluto mettere in mezzo i propri standard progettuali, iniziando a caricare sul costruttore una marea di richieste custom e spesso pure incompatibili tra loro.
Mi narravano di un litigio infinito per capire quale norma applicare per definire la resistenza del parabrezza all'impatto con un volatile, incompatibile tra i due litiganti, al punto che ad un certo punto si era paventata l'idea di costruire i treni con due vetri diversi alle due estremità e una serie di cicli di prova sparando con un cannone pollastri congelati per testare i risultati
Oppure, al momento di fare i test, Ansaldo manda in Belgio tre treni per un ciclo di prove, e viene fuori che per legge non si può far circolare più di un treno in prova alla volta. Sull'intera rete nazionale. Hai visto mai che si incontrassero...
Ovviamente questo ha aumentato in maniera esponenziale i ritardi e gli errori di un costruttore che già di suo ha sempre fatto schifo in questo senso.
Nel momento in cui la finanziaria ha iniziato a pestare per avviare il servizio commerciale... l'assemblaggio è stato fatto ancora più coi piedi, per cui le prime unità consegnate hanno fatto platealmente pena, con soluzioni costruttive tra l'artigianale e il "Peppe 'o trinciamolle". Della serie: tubazioni nel sottocassa tenute ferme col fil di ferro da cantiere, accumuli di neve nei vani elettrici, percorsi dei cablaggi diversi in ogni singola vettura prodotta...
Fallimento clamoroso dei nuovi servizi e immediata corsa ai ripari tirando fuori carrozze desuete e locomotive da treno merci per fare i servizi in Alta Velocità, situazione che va avanti ancora oggi
E io all'epoca dicevo agli olandesi: ragazzi, niente panico. Dovete solo fare una cosa. Li dovete solo far trattare all'unica impresa ferroviaria al mondo che abbia esperienza nel far funzionare prodotti Ansaldo Breda: Trenitalia. La quale regolarmente riceve monnezze AB, smonta i treni nuovi pezzo per pezzo, li rimonta nell'ordine corretto e li fa andare.
Li mandate a Trenitalia, gli pagate un ciclo di manutenzione e vi tornano funzionanti.
Avrei dovuto farmi pagare una consulenza e loro oggi avrebbero il servizio avviato. Ma no, ormai era psicodramma tra pubblico, stampa, finanziaria, ministeri ed operatori, è saltato tutto e treni sono tornati all'ovile.
E comunque il pubblico di lassù oggi ha ben chiaro che la responsabilità del fallimento è solo parzialmente di AB, anche perché i ritardi nel progetto sono continuati anche ben dopo la sua uscita di scena. Troppi attori, poca comunicazione, burocrazie bizantine, interessi divergenti...
Nel frattempo Ansaldo è stata venduta per carità di patria ai giapponesi di Hitachi, i quali hanno fatto un punto d'onore il poter dimostrare che comunque il prodotto c'è. Per cui li hanno rimessi in sesto e proposti a Trenitalia ad un prezzo che manco le ultime Punto a km0 (anche perché l'alternativa era convertirli in lattine).
I test di TI hanno dato risultati sorprendentemente buoni, una volta eseguita la ricostruzione, perché comunque il progetto di base non è scarso, era solo assemblato col culo. Per dire, pur essendo tarati per i 250 km/h, nelle prove in notturna sulla TO-MI hanno superato di slancio i 300 con una qualità di marcia rimarchevole. Hanno un rapporto spazio/dimensioni molto buono, prestazioni adatte alle linee veloci italiane (200 km/h sulle linee ordinarie), pare siano pure comodi.
Se non fossero stati dei cazzoni in AB era un prodotto che poteva anche avere un suo successo in Europa...
Insomma, se riescono anche a farli funzionare, e secondo me ci riescono, per TI è l'affare del secolo... tipo quelli che con Thema II si sono comprati l'ammiraglia per un tozzo di pane.
Certo, sono brutti come la fame ma se vanno... io ho la lista di amici olandesi che non vedono l'ora di potersi fare un giro