Per terminare il discorso sulla W124, si tratta della base di allestimento più utilizzata tra la seconda metà degli anni ‘80 e la prima metà dei ‘90.
In genere la trasformazione poteva avvenire secondo due logiche: o da vettura di serie (nuova o usata che fosse) oppure da autotelai appositamente studiati per mezzi del genere, specie in caso si volesse un modello 2 porte a passo lungo o un 4 porte.
Quest’ultima variante si è diffusa soltanto in tempi ben più recenti: prima la preferenza andava alle normali 2 porte a passo standard o, nei primi anni ‘00, alle 2 porte passo lungo o alle 3 porte, una sorta di via di mezzo.
Buona parte delle vetture era rappresentata dalla 200E benzina e dalla 250d a gasolio: per quasi tutte, salvo rarissime eccezioni al tempo, con cambio manuale più riduttore.
L’affermazione del cambio automatico avrà il suo boom con la successiva W210.
Telaio standard:
Telaio a passo lungo:
Ecco poi alcune trasformazioni:
Pilato, 2 porte passo corto e 4 porte passo lungo, con diverse linee per il vano feretro e i fari posteriori:
Collalti 2 porte corto
A livello europeo troviamo, invece Rappold (con una S124 modificata) e Pollmann:
Ultimo dettaglio: spesso e volentieri, come leggera modifica o aggiornamento, si ricorreva alla sostituzione delle plastiche dei ripetitori angolari anteriori (che passavano da color ambra a bianche), dei fari posteriori con quelle fumè e del cofano motore con nuova mascherina, tutti elementi tipici degli ultimi modelli W124.