Non voglio proseguire troppo con l'OT (che comunque è interessantissimo) e quindi prima di tornare ad Opel vorrei citare il curioso gesto di Peugeot quando cambiando la plancia di 405 prima serie (che da tante riviste era stata criticata per il materiale plastico di cui era fatta e soprattutto per il suo colore che la rendeva un po' poverella) in occasione del restyling sembrò che fosse andata indietro invece che avanti, realizzando una plancia assai simile a quella della ormai vetusta 505 che Angelo ha mostrato qui sopra.
La 19... quand'ero ragazzino e iniziavano a vedersi le prime in giro, quella plancia ingenuamente - forse anche complice il volante a due razze - mi ricordava pure quella della Ritmo del 1982 ma forse un paragone più azzeccato avrei potuto farlo con quella di Golf II.
Tornando ora al design Opel, ricordo tante sere fa di aver letto un interessantissimo intervento di Angelo sul loro pensiero stilistico, ma devo andarlo a rileggere perchè è rimasto coperto dagli ultimi post e devo fare un ripassino .
A mio parere comunque c'è stato un periodo in cui il design Opel pur mostrando un cambiamento in atto (chiamiamolo Ascona-Vectra, ecco) portava ancora i segni di un precedente pensiero fatto solo di razionalità. Le forme generali si erano evolute e non solo per l'aerodinamica (questo step lo possiamo attribuire, a mio parere, a Omega A, efficientissima ma anche molto fredda, mentre Vectra che nasce due anni dopo segue il concetto di un'elevata efficienza aerodinamica* ma in qualche modo riesce già ad essere più amichevole, soprattutto nel frontale) ma certi dettagli erano ancora tutti centrati sulla razionalità.
I fari posteriori ad esempio, per forma e composizione delle varie parti colorate li potrei definire "lo stretto indispensabile". Oppure le coppe delle GL-GLS. Se ascoltavi i loro "perchè" ti raccontavano che quelle aperture tipo Moulinex erano le più efficienti per il raffreddamento dei freni. Erano belle? NO.
(va da sè che ai tempi erano in parecchi ad accanirsi con le coppe... se pensiamo a quelle con cui è nata la Tempra, sia base che SX.... babba bia... soprattutto la SX... ma neanche al supermercato!!)
La plancia di Vectra A era la semplice conseguenza del posizionamento dei vari comandi e componenti secondo la loro (pur valida) visione dell'ergonomia. Quei quattro comandi in croce per l'impianto di ventilazione/riscaldamento erano comodissimi ed efficienti, ma che tristezza...!
Uniti alla validità (mediocre) dell'impianto stesso, uno dei nei della vettura in quanto privo sia di ricircolo che di blocco centralizzato dei flussi, sembravano dire "oh, per questo c'era poco tempo, va bene così".
Poi si ESALTAVANO con altri piccoli dettagli che a mio parere a quei tempi nessuno realizzava bene come loro nel segmento delle auto popolari, come le levette sul piantone dello sterzo. Chi può se le riguardi.
Uscivano dal "prosciutto" e con una sezione inclinata verso il conducente si avvicinavano alla corona del volante; il lato esterno delle levette era concavo per facilitare la presa col polpastrello in caso di lampeggio a sinistra o di lavaggio parabrezza a destra; dulcis in fundo, delle cuffiette a fisarmonica chiudevano lo spazio fra la levetta stessa e il foro tramite il quale si attaccava al piantone, evitando che la polvere ci entrasse e soprattutto coprendo alla vista quel brutto foro che vedevi da sinistra salendo in auto o da destra come passeggero.
Ricordo che una rivista inglese provando una delle Lotus prodotte con questo tipo di levette scrisse "è un po' triste vedere che Lotus continua a proporre sui suoi modelli certa componentistica Opel ma riguardo a questi dettagli - le levette appunto - v'è da dire che ancora oggi sono fra i migliori presenti sul mercato e quindi non c'è troppo da lamentarsi".
Era un design fatto di pensieri rivolti al consumatore e a volte il lato estetico passava in secondo piano, venendo poi criticato. I poggiatesta forati ad esempio: molti li trovavavano brutti ma sulla GLS che li aveva anche dietro aumentavano la visibilità. Una volta ho dovuto spiegare ad un passeggero casuale che i pulsanti dei vetri elettrici anteriori, posizionati sulla consolle dietro al freno a mano, non erano diversi perchè ne avevamo cambiato uno con quello di un'altra auto, ma essendo maggiormente in rilievo le zone da pigiare su quello lato guidatore rispetto a quello del passeggero, permettevano all'autista di pescare alla cieca o al buio quello giusto al primo colpo. Finestrini che avevano la sicurezza antischiacciamento ma anche un pulsante per disattivarla in caso di gelo nelle guide, che avrebbe fatto scattare la sicurezza stessa in caso di risalita faticosa. Premendo quel pulsantino - che stava dietro i due principali - momentaneamente la sicurezza antischiacciamento veniva esclusa e il vetro continuava a salire anche se incontrava resistenza.
Queste cose, insieme ad altre come le cinture di sicurezza regolabili in altezza anche al posteriore (valle a cercare oggi) non venivano quasi menzionate dalle riviste e manco dal Costruttore stesso (così come la possibilità di chiudere i finestrini o il tettuccio elettrico dalla serratura lato guida tenendo la chiave girata per i secondi necessari o il doppio blocco di sicurezza che agendo due volte sulla chiave svincolava anche le maniglie interne, quindi il ladro non la apriva nemmeno dopo aver rotto il vetro) ma erano quei dettagli che rappresentavano la filosofia Opel ai tempi e che era molto, molto difficile trovare su vetture della stessa categoria.