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Stai visualizzando i contenuti con il più alto punteggio, pubblicati in data 04/15/22 e localizzati in Risposte

  1. Sotto si nasconde la Tipo Abarth 😂
  2. Posto qui perché il thread di Tonale è chiuso e perché in un certo senso la versione base di Tonale è un prossimo modello non essendo ancora pervenuta. Sono visibili i patent dei fari led semplici, che mi sono permesso di accostare a quelli già noti
  3. Senza luci diurne; molto più cattiva
  4. Con questi chiari di luna, volendo il nuovo, farei il sacrificio e non me la lascerei scappare. Del resto, se Panda dev'essere, appare evidente che con questa situazione degli ordini sospesi, la situazione può peggiorare solo.
  5. Ti pare che si è capito? Secondo me sarà fastback. Nella stessa intervista Cobee ha delirato dicendo che la C5X ha un'ispirazione Saab mentre la C4 un'ispirazione giappo.
  6. c'è un controtelaio (2) nella portiera ben visibile nella foto: ovvero il "falso telaio" è incernierato dietro (1) e permette l'apertura controvento mentre la portiere vera e propria è incernierata - davanti - a questo telaio, per l'apertura tradizionale. vedi infatti che il gancio di bloccaggio (3) è visibile solo aprendo in avanti mentre scompare aprendo all'indietro, proprio perché fa parte del falso telaio che sorregge la portiera. in pratica è una fisarmonica o - se preferisci - una struttura a "Z"... spero di essere stato spiegato :))))
  7. Questo è quello che non capisco proprio... Perchè Stelllantis sugli altri marchi non ha fatto una roadmap totalmente elettrica, ma la fa su Alfa Romeo? Posso capirlo di gestirlo su uno dei marchi generalisti (Citroen, DS, Lancia), ma Alfa Romeo lo avrei proprio evitato. Differenziare ha senso, almeno fino a quando non sappiamo di dover fare lo switch per forza, non ne trovo la ragione.
  8. bisogna però considerare il fatto che qui sul forum appena compare una foto sul web la si mette nel 3d apposito e le visualizzazioni si accumulano. Gente non così interessata, potenziali acquirenti compresi, magari vede una foto ogni due mesi e nemmeno se ne accorge di tutto questo battage pubblicitario
  9. Il gatto migliore e' quello in una casseruola (e non sono neanche veneto) 😝. Ti chiedi cosa succedera' con questa? Ti divertirai un casino Ti annoierai da quanto non potrebbe andare meglio La venderai Ti darai del pirla per averla venduta ben sapendo in cuor tuo che l'avresti venduta comunque Prenderai altre auto che ti faranno impazzire, pensando a quanto andava bene quella. Ask me how how I know.
  10. 4 punti
    Confronto sezioni laterali nuovo modello vs Rekord '66. Confronto sezioni trasversali berlina vs coupè. Il modello berlina in scala 1/5 in prova nella galleria del vento di Stoccarda. Diagramma delle pressioni nel piano di simmetria longitudinale. Poi... i risultati del primo ciclo di prove aerodinamiche, per gli amanti dei numeretti. I dati furono rilevati su 6 diversi modelli in scala ridotta: dall'alto in basso, un coupè ed una berlina Rekord del modello in produzione, una nuova Rekord nella versione berlina, una nuova Rekord sperimentale a coda integrata (tipo "fastback") e due studi di carrozzeria a coda tronca e convenzionale. Nelle ultime tre immagini, la visualizzazione dei flussi su un prototipo della berlina. Ho finito
  11. Ehi ehi...la Granturismo per eccellenza è lei
  12. 3 punti
    Se lo vede BMW ci "cucina" una nuova generazione di Stehr grille... 😂
  13. grazie. meglio del previsto comunque
  14. Molto interessanti questi buoni dati di vendita, perchè spero facciano capire che EV non è solo una propulsione alternativa a ICE e venduta a caro prezzo, ma ha altre doti che convincono al plus di prezzo, e non è che sono tutti fessi.... e della CO2 non frega niente a nessuno. Guidare e gestire una EV è a tutti gli effetti un mondo nuovo e piacevole, ma ho paura che il concetto a tavolino non passa, passa per un pò di esperienza sul campo. E i troioni di @KimKardashian l'hanno colto al volo 😂
  15. Vabbè che Alfa si critica sempre a prescindere, ma siamo arrivati a criticare prodotti che non ci sono ancora, che vedremo se va bene tra 3 anni, destinati a chi potrà permetterseli, perché se uno compra una BEV di segmento D si suppone che un garage dove ricaricarla ce l’abbia e si faccia bastare gli 800 km promessi, facciamo anche solo 600 reali.
  16. Bene. Se li tengano. Ci faranno solo risparmiare tanti soldi facendoci tenere le nostre Alfa molti più anni. Una nuova specie di Youngtimer si profila … e ai soliti che diranno “tanto sarà uguale per tutti” (1) non è vero , vedasi giapponesi, coreani, bmw, Dacia e chi sdoppia l’azienda tra bev e no bev come Ford e probabilmente Renault (2) fosse anche vero, per un marchio ridotto al lumicino con meno di 60,000 vendite mondiali nel 2021 come alfa ogni errore può essere l’ultimo.
  17. Ferrari Roma in Rosso Dino. IG: @knapneder
  18. Ma non è che deve sviluppare nuovi motori; quelli che ha a catalogo oggi (solo exFca: 1.0, 1.5 Firefly, 2.0, 3.0 L6 ,V6 (magari col Nettuno su Alfa) e forse futuro 2.0 TD) arrivano facili al 2040... con piccolissimi adeguamenti; anche perchè le piattaforme in ogni caso rimarranno polivalenti sulla propulsione... Che poi basterebbe anche mettere dei modelli EREV, tra l'altro tipologia auto ampiamente sperimentata su vari prototipi dalle divisioni exFCA negli ultimi 2/3 anni
  19. Contando che la GTI paga 620€ di bollo, preventivare meno di 600€ per assicurarla mi sembra poco. Idem i solo 2000 per la R (che paga tra bollo e superbollo 1450€). A meno di non limitarsi alla sola RCA. Ma spendere più di 30 mila euro di auto e limitarsi alla sola RCA come una punto scassata mi pare volersi dare una martellata da soli. Senza andare sulla Kasko, come minimo F/I (visto che fari led e navigatori hanno il vizio di dissolversi) cristalli e eventi atmosferici. Di costi fissi (assicurazione, bollo, tagliando) è più realistico parlare di 2500€/anno per la GTI e 3500€/anno per una R.
  20. 2 punti
    sempre fiorano oppure l'hanno già portata a fare un giro al mugello?
  21. Dipende dal tuo percorso . se usi poco la macchina ,ma fai tratte abbastanza lunghette, allor apuò andare anche il diesel. o cerchi una tipo benzina il diesel dipende come lo usi...pochi km all'anno ma non spostamenti continui di 5km ,ma percorrenze decenti, il diesel non ti crea problemi. Io fra una segmento B e una C.....C tutta la vita...
  22. hanno riciclato i led sopra della Cherokee, potranno dire di essere green e di fare riciclaggio
  23. Continuo a pensare che questo marketing che parte dai prototipi ha frantumato abbastanza le scatole, va bene quando c'è da attendere un mese, di più è un boomerang.
  24. Ho contattato Genesis Europe per avere informazioni circa il debutto del brand in Italia. Hanno risposto in maniera vaga dicendo "years to come" e "other european markets". Per questa ragione spostiamo tutti i threads di Genesis nel forum apposito e qualora decidano di introdurli anche da noi, sarà nostra cura avvisarvi.
  25. Eh si, ovviamente, frontale molto elegante tranne il doppio rene. Ma il mercato vuole quello ed è giusto che lo diano.
  26. Dichiarazione che fa acqua da tutte le parti. Allora mettano una Panda come SC.
  27. Non ho mai capito a distanza di 20 anni come facevano ad aprirsi le porte del Concept Ellypse che potevano aprirsi in modo tradizionale o a libro, pur non avendo il montante centrale o bracci sulle estremità. Tutto sembrava molto pulito e leggero. Oggi scopro che nei bozzetti addirittura pensavano a porte piu' strane, diciamo a "sipario". La risposta piu' probabile ( visto che non esistono video) e' che che essendo una show car, venivano appoggiate su quel singolo perno visibile qua nella foto e che venivano aperte giusto nei saloni o per le foto di circostanza.
  28. 2 punti
    Qui vediamo invece la maquette asimmetrica della variante Commodore (sempre estate-autunno 1968), seguita dall'asimmetrica della coupè (primavera 1969, messa anche a confronto con il modello in produzione in quel momento). Oh... il montante B della prima Tigra Figurini e simulacro degli interni e i "clay" delle 2 porte, coupè e caravan. Si passa ai "fiberglass" asimmetrici (2 porte/4porte) che oltre al differente... numero di porte presentavano sulle due fiancate delle sezioni trasversali di carrozzeria leggermente diverse. Di seguito, il "fiberglass" della coupè.
  29. Parere spassionato. Cerca una Delta/500L/Focus a benzina usata poco uniproprietario con 7-8 anni di vita. Se trovi l'esemplare giusto, altri 7-8 anni li fai serenamente e il budget eccedente te lo tieni in tasca. Viaggi più comodo che in una B e l'unica mancanza reale che potresti avere, eventualmente, la risolvi con uno stereo 2Din aftermarket.
  30. x1 è una mini che di fatto è un segmento B allargato Q3 è MQB di seconda generazione nella versione media A2 che va dalla skoda alla VW tiguan. Se lo stringi diventa A1 che è quello del t roc, se stringi ancora diventa golf polo, cosa vuoi. In ogni caso una roba che copre dal B all D piccolo a seconda delle sottoversioni. Sulla modernità / efficacia di sti pianali stendiamo un velo pietoso su praticamente tutte le marche, perchè le figure barbine non sono mancate anche con roba che cominicia a costar soldi grossi. continuate disperarvi su di una macchina che sarà comprata prevalentemente da flotte e nlt in un momento storico in cui non si sa nemmeno che combustibile si userà tra qualche anno, poi avete un suv moderno e con un telaio come dio comanda a prezzi non troppo diversi, ma non lo comprate nemmeno sotto tortura quelli di alfa dovrebbero ricarrozzarvi un'indiana elettrica
  31. A chi critica le soluzioni range extender… si vede che non vi siete trovati a guidare una tesla a 90 km/h in autostrada con riscaldamento spento d’inverno con qualche % rimasta di carica di batteria … bella la teoria ma quando si parla di esperienze reali si cambia in fretta idea.
  32. 1 punto
    Torniamo a scrivere qualcosa, dopo taaanto tempo... Oggi andremo a parlare un po' di come nacque la Rekord VI serie, quella prodotta dal 1972 al 1977. Perchè proprio questa serie? Non c'è un motivo particolare che provenga dalla sua storia sul mercato o da una qualche importanza particolare possa aver avuto rispetto ad altre generazioni di questo modello o ad altre Opel. Più semplicemente, è uno dei modelli Opel di quegli anni sul quale si trova un po' di materiale, soprattutto dal punto di vista del “mai visto”, cioè mai nato, che è poi il tema di questo topic. Infatti pur andando a finire con la realizzazione di un'auto che non è affatto una mai nata, lungo il cammino di “mai nate” ne troveremo. Ai tempi in cui venne presentata la sesta generazione, l'Opel Rekord risultava essere la vettura di classe media più venduta in Europa. La generazione in età pensionabile aveva raggiunto, dall'autunno del 1966 all'inverno 1971/72 un totale di 1.400.000 unità prodotte, che sommate alla produzione delle generazioni precedenti portava ad un totale di 4 milioni e mezzo di esemplari. Quando il Centro Stile Opel ricevette l'incarico di progettare la nuova carrozzeria, apparve evidente che il “re-design” di un modello di tale successo richiedeva il massimo impegno. L'inserimento fra la Kadett e la Rekord della Manta/Ascona quale proposta di “intermedia” europea, aveva assicurato i dirigenti Opel sulla politica aziendale da seguire nel futuro; una politica basata sulle qualità intrinseche del prodotto derivanti da un'accurata ricerca di migliorie tecniche e di una maggiore abitabilità, nonché di uno stile di carrozzeria aggiornato al gusto europeo contemporaneo da mantenersi invariato a più lunga scadenza. Peraltro il re-design della Rekord, proprio in quanto leader già affermata nella sua classe, poneva tutta una serie di problemi diversi rispetto a quelli presentati da un progetto interamente nuovo. Nel corso delle discussioni iniziali con i responsabili tecnici e commerciali – riguardanti i criteri d'impostazione della nuova Rekord – l'Opel Styling respinse il tradizionale approccio del “più lungo, più basso, più largo” (in controtendenza, se vogliamo, allo spirito “giaguaro” con cui era stata immaginata l'erede – mai nata – delle KAD riportata alla luce da Angelo). Al contrario lo spazio interno doveva essere ampliato senza aumentare gli ingombri esterni, e si doveva incrementare l'abitabilità longitudinale senza allungare la vettura. Si sarebbe comunque potuto ridurne l'altezza totale abbassando i sedili con un'opportuna conformazione del pianale al fine di ottenere un baricentro più vicino al suolo con ovvi vantaggi di maneggevolezza e prestazioni. L'aspetto esterno doveva esprimere una semplicità intelligente ed evidenziare quel carattere internazionale della vettura che le avrebbe consentito ovunque la stessa favorevole accoglienza, e ciò nella convinzione che uno stile essenzialmente puro non doveva essere appannaggio esclusivo di costose vetture fabbricate artigianalmente in piccola serie. Dopo queste riflessioni preliminari i designer ed i tecnici del Centro Stile Opel stabilirono nel corso di approfondite valutazioni e dibattiti interni gli obiettivi di base del progetto Rekord 1972, che si possono riassumere nei punti seguenti. Si trattava di elaborare un veicolo funzionale di aspetto agile e sobrio che sostituisse la Rekord esistente badando in particolare alla compattezza delle dimensioni esterne ed a soddisfacenti caratteristiche aerodinamiche. La forma risultante doveva conservare il suo equilibrio estetico anche a veicolo scarico (considerazione non banale e raramente riportata... mi viene in mente la 132 “in picchiata” anche da fermo che risultava più gradevole a pieno carico) Doveva migliorare l'abitabilità – senza superare i limiti d'ingombro esterno – così come l'accessibilità all'interno (davanti e dietro). Doveva restare immutata la capienza del vano bagagli pur abbassandone la soglia. La visibilità doveva essere incrementata tramite una nuova proporzione fra cristalli e lamiera. L'interno doveva essere funzionale con tutti i comandi facilmente accessibili dal guidatore anche se munito di cintura di sicurezza (altra riflessione quasi mai condivisa dai testi che raccontano la genesi degli interni). Particolarmente curata doveva essere la sicurezza passiva dei passeggeri, così come quella dei pedoni all'esterno (maniglie incassate, protuberanze ridotte ai minimi termini, spigoli smussati, ecc.). Una stabiliti con precisione questi obiettivi, il loro sviluppo venne affidato all'ufficio progettazione carrozzeria in collaborazione con il cosiddetto “engineering packaging group”. Il confronto fra le rispettive sezioni (che vedremo in seguito) mostrava le differenze fra il nuovo modello e quello precedente; la più evidente era riscontrabile in sezione trasversa. Grazie alla rastremazione verso l'alto del padiglione (consentita dalla curvatura dei cristalli laterali e dall'abbassamento dei sedili) il contorno delle sezioni trasversali venne conformato in modo da mantenere uno spazio adeguato alle spalle pur con una riduzione dell'area di sezione maestra, con ovvio beneficio aerodinamico. L'impiego di cristalli curvi consentì inoltre di ridurre lo sbalzo della “cornice” rispetto al vetro, il che contribuì non poco a diminuire la rumorosità aerodinamica alle alte velocità. E' interessante notare come un simile concetto funzionale di forma della carrozzeria abbia richiesto da parte dei suoi artefici l'assoluta rottura con l'approccio tradizionale della “scatola sopra scatola” (padiglione su corpo vettura come entità distinte) ottenendo una vera e propria “monoscocca” con tuttii vantaggi ad essa inerenti. Definito lo schema architettonico del veicolo i designer iniziarono la consueta elaborazione sotto forma di schizzi o figurini stilistici delle varie proposte sul tema base. Gli indirizzi di progetto lasciavano sufficiente libertà ad ognuno di esplorare una varietà di idee alternative, ma l'intonazione stilistica generale si orientò verso una linea slanciata e sportiva. Diverse soluzioni formali suscettibili di durare a lungo in produzione senza cambiamenti, furono valutate tridimensionalmente su modelli in scala ridotta. Nel corso di queste prime valutazioni squadre di stilisti, tecnici e modellisti furono inviate presso le gallerie del vento di Stoccarda e Parigi per acquisire nei confronti della nuova carrozzeria la massima esperienza aerodinamica, in una fase in cui fosse ancora possibile integrarne i risultati nello sviluppo del progetto Rekord. Dopo le prime incoraggianti ricerche si effettuarono numerosi studi al tunnel: ogni variante di carrozzeria, incluse alcune versioni alternative di coupè, venne attentamente sperimentata sotto forma di modelli in scala (che poi vedremo). L'esecuzione di questi modelli venne curata con attenzione particolare, il che si riscontrò essere di vitale importanza per il conseguimento di risultati probanti in rapporto alle successive prove su modlli in grandezza naturale, di cui vedremo in seguito le prove di visualizzazione del flusso. In concomitanza a questi eventi ed in stretta collaborazione con gli autori degli stessi, l'Interior Studio elaborava un interno consono allo stile ed alla classe della Rekord '72. La sua impostazione venne determinata in funzione dei requisiti sia del traffico degli anni '70 che del mercato internazionale dell'automobile. Si doveva cioè soddisfare le esigenze di sicurezza protettiva nonché di abitabilità e comfort moderni, il tutto entro dimensioni esterne compatte. Basandosi su questi criteri, i progettisti Opel svilupparono le loro idee per un abitacolo spazioso e funzionale nel pieno rispetto della miglior tradizione europea nel settore. Queste prime proposte fornirono un'importante base di partenza per il raggiungimento del miglior compromesso possibile sul piano della funzionalità e della realizzabilità. I primi schizzi e relativi simulacri d'abitabilità al vero mostrarono quale miglior soluzione una strumentazione raggruppata davanti al guidatore, che liberava da ogni componente accessorio il resto della plancia, interamente imbottita e priva di asperità. Una costante disamina critica ne migliorò gradualmente il concetto base, risultandone un ambiente interno rispondente ad ogni esigenza. La plancia portastrumenti fu impostata in base a criteri strettamente funzionali, senza inutili “gadgets”; essa era raccordata al rivestimento delle porte, conferendo un'identificazione formale all'intero abitacolo. Adesso un po' di foto, iniziando da un mix di bozzetti che però a mio parere è composto da illustrazioni più vicine all'auto che si intendeva mettere sul mercato ed altre appartenenti ad una ricerca più avanzata, perchè ci sono lavori datati 1970 (secondo il testo che mi ha fatto da fonte) che mostrano vetture assai futuristiche per l'epoca... e la suddetta Rekord viene presentata due anni dopo. Per cui... credo ci siano delle divagazioni futuristiche in queste immagini, realizzate in un momento in cui l'auto era già stata definita. A seguire altre immagini... intanto guardatevi queste. Qui vediamo altri studi di frontale e coda, insieme al primo schemino di configurazione spazio abitabile e meccanica, seguito dalla stessa ipotesi sotto forma di figurino laterale aerografato. A seguire, i primi modelli in clay (estate-autunno 1968).
  33. 1 punto
    per me no, presentare nel 2020 un'auto vecchia di 3o anni, a mio avviso non va bene...
  34. Ho la vaga impressione che questa macchina sia una delle tante vittime di cyber-bullismo 😂 Io non la trovo né brutta né scialba; sto dalla parte della bullizzata 😄
  35. Il mondo è pieno di motori senza la tecnologia MultiAir e senza la turbina a geometria variabile, anche con potenze specifiche elevatissime. Stai parlando a caso senza sapere il motivo per cui non è stata adottata.
  36. 1 punto
    probabilmente il senso è nell’autonomia, nella velocità di rifornimento, e nella mancanza di necessità di un box privato in cui ricaricare nottetempo: i punti deboli dell’elettrico.
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