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  1. AleMcGir

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Stai visualizzando i contenuti con il più alto punteggio, pubblicati in data 06/21/22 e localizzati Tutte le aree/sezioni

  1. Rumorosa e grossa 😅 ma mi hanno detto che è scenica da paura, super muscolosa e sarà di tutt’altro livello rispetto a Urus & co. p.S. Sappiate che c’è chi legge autopareri 😂🤫
  2. 😂 Ne approfitto per ribadire che il presunto nome è brutto brutto 🤭🤭🤭
  3. Il dramma di Fiat è la NON gamma spesso se parlo di Fiat fatico a ricordarmi macchine oltre alla famiglia 500 , non dico presidiare tutti i settori ma ridursi così a nicchia mi sembra folle poi , diciamolo, Tipo specie SW non sarà una bellezza ma chi l'ha presa ne era contentissimo => un'onestissima vettura generalista per spostarsi ( ricordo un amico cui SM la "impose" nelle liste bloccate per dipendenti , era furente per dover viaggiare su quella roba lì , dopo 12 mesi si rammaricava di darla indietro perchè era un'ottima macchina ) per dire se dovessi prendere una NLT 15000 km anno cosa mi darebbe Fiat? .. Renegade ( infatti hanno fatto così ) e parliamo di rata da 400 € mese per 48 mesi E' la mancanza di prodotti a preoccuparmi e non da oggi
  4. Tanto riuscita la prima generazione, tanto anonime le successive.
  5. Già. Un prezzo totalmente illogico. Nel dubbio, ho giocato al Superenalotto... 😍
  6. Il problema di fondo è che appena si da libertà nei regolamenti i costi diventano insostenibili e il giochino si rompe quasi subito. Una volta tutto era relativamente più semplice e c'era molta più sperimentazione sul campo, oggi sono quasi certo che tutta questa sperimentazione venga fatta a priori al simulatore. L'endurance ha avuto un piccolo periodo d'oro sotto questo aspetto tra il 2013 e il 2017 con il regolamento LMP1, un regolamento molto tecnico e per certi versi contorto visto da fuori. Si aveva libertà di sviluppo e il limite era il totale dell'energia da sfruttare per ogni giro e che le macchine dovevano essere ibride (obbligo di partenza sempre in modalità full electric). Si sono avuti nel tempo diverse modalità di recupero e accumulo dell'energia, Toyota usava i super condensatori Audi un volano meccanico col tempo si sono tutti adeguati alle batterie al litio (ma chissà fossero andati avanti magari avrebbero iniziato a provare le batterie allo stato solido). Anche lato motori si è avuta una discreta evoluzione Audi arrivava da un V10 Diesel che poi ha fatto diventare un V6, Toyota è partita da un V8 Aspirato per arrivare ad un V6. Idem lato aerodinamico, con tante piccole e grandi "furbate" per sfruttare a pieno il regolamento, con l'estremizzazione del prototipo Nissan che per sfruttare il più possibile le concessioni del fondo schierò un prototipo a trazione anteriore (lo sviluppo fu stoppato subito, ma teoricamente avessero investito sulla parte elettrica l'idea non era così impraticabile) Il problema è che i costi sono quasi subito diventati insostenibili e il giochino si è rotto portando ai regolamenti iper conservativi e semplificati di ora che viceversa hanno attratto parecchi costruttori. Spesso sono proprio i costruttori a voler spendere poco e ottenere il massimo ritorno economico e di marketing e soprattutto vogliono essere certi di non uscirne umiliati (da qui nascono i vari Bop ecc ecc), una volta erano gli stessi a spingere per poter sperimentare le proprie soluzioni in gara.
  7. 3 punti
    Geely è palesemente invidiosa di tutti i marchi inutilizzati di Stellantis
  8. Senna, Schumi, ecc., hanno commesso molti errori in carriera, sono umani. I fuoriclasse non sono tali perchè non fanno errori, ma perchè fanno la differenza. O lo sei, o non lo sei, è una cosa che non si può imparare. Leclerc è un fuoriclasse, Sainz no, nessun episodio cambia questo fatto. Poi Sainz domenica ha fatto una gara eccellente, e la cosa non può che far piacere.
  9. È arrivata in Brasile?
  10. Voci dicono che alla Tofas (>2025 in poi) faranno una nuova Tipo sedan (senza hatch e SW) e un C-CUV vero e proprio oltre ai futuri CVAN elettrici
  11. Per tale scopo ho un collega che ha preso una Ka+, pagata due lire, auto che non da nell'occhio, meccanica semplice e robusta.
  12. THE PRODRIVE P25 – A RECREATION OF THE ICONIC BLUE SUBARU IMPREZA The Prodrive P25 will make its debut at the Goodwood Festival of Speed this Thursday 23 June. It’s 25 years since Prodrive debuted the two door Impreza World Rally Car (WRC), which inspired the Subaru Impreza 22B. Only 424 of these special edition road cars were manufactured and over time it has achieved cult status as the ultimate turbo charged four wheel drive car of its era. Now 25 years later using the latest technology and materials, Prodrive has reimagined what this car would have been today. Just 25 cars will be produced, each with an original two-door Impreza WRX chassis at its core. This is the very same chassis used in the first Impreza WRC, but now with reduced weight, a more powerful engine and improved vehicle dynamics. Extensive use of carbon composite means the car weighs less than 1200 kg. The use of the latest 2.5 litre flat four ‘boxer’ engine producing over 400 bhp and 600 Nm of torque, combined with a six speed semi-automatic gearbox, WRC-derived launch control and turbo anti-lag, means the P25 will reach 100kph from rest in under 3.5 seconds. Weight has been removed from the chassis by manufacturing the boot, bonnet, roof, sills, door mirrors, front and rear quarters, WRC style rear wing and bumpers from carbon composite, while inside there are optional lightweight race seats with carbon door cards and a lithium-ion battery. The engine is based on Subaru’s latest 2.5 litre cylinder block, but has been totally re-engineered by Prodrive’s powertrain team with bespoke internal components, including new cylinder liners, pistons, con rods, and a valve train with variable cam timing. There is a Garrett motorsport turbo with a high performance intercooler and airbox and an Akrapovic titanium and stainless steel racing exhaust system. The engine is mated to a six speed sequential gearbox with helical cut gears and semi-automatic shift via a paddle on the steering column, giving precise gear changes in 80 milliseconds. The car has a WRC-style launch control system, which combines the fly-by-wire throttle and clutch in the floor mounted pedal box to automatically take the car through first, second and third gear to achieve the optimal acceleration from standstill without any driver intervention. Power is delivered to all four wheels via a drivetrain which features an adjustable active centre differential and limited-slip differentials front and rear. McPherson strut suspension has been retained, but with machined aluminium uprights which can be tuned for camber and geometry optimised for the wider track. The Bilstein dampers are adjustable for compression and rebound while the springs and anti-roll bars optimise the tarmac handling. Stopping power is provided by AP Racing brakes with 380mm vented discs and six piston calipers at the front and 350mm vented discs and four piston calipers at the rear with floating bells and multiple pad options. Prodrive 8.5 x 19 rims are fitted with Bridgestone Potenza 235/35/19 tyres which are matched to the dampers. The driver dashboard is a full width high-definition multi-page display including a data logger. For those wishing to take the car on track the driver can select from various throttle response and engine performance maps, including anti-lag adjustment. There is also a WRC style ‘fly-off’ hydraulic handbrake, which automatically disengages the centre differential to remove drive to the rear wheels. This is in addition to the standard electric park brake. While Prodrive’s focus has been on the driving experience, the interior has also been upgraded, recreating an authentic late 1990s Impreza interior using a combination of leather, alcantara and carbon trim. The P25 can carry four passengers, but there is also the option to remove the rear seats and have a partial safety cage fitted. Peter Stevens, who styled the original Impreza WRC in 1997, as well as subsequent Prodrive limited edition Subarus, has restyled a number of features of the P25. Peter has worked alongside the Prodrive engineering team, overseen by technical director, David Lapworth, who was responsible for developing the first Impreza WRC 25 years ago. David Richards, Prodrive chairman, said: “The iconic blue Subarus bring back memories of an extraordinary era of the WRC and it was the Impreza 22B that brought this rally car performance to the road. By reimagining this car using the latest technologies and materials the Prodrive P25 pays homage to its roots and there will be little else able to match its performance on the open road. I therefore believe we have achieved our vision of creating our own modern interpretation of the most iconic Subaru Impreza ever.” The first P25 development car will make several runs up the hill at the Goodwood Festival of Speed, before embarking on an extensive test and development programme. The 25 production cars will be built at Prodrive’s headquarters in Banbury, UK with the first being delivered to customers later this year. The P25 will be UK road registered and priced at £460,000 + VAT. SPECIFICATION Engine 2.5 litre 4 cylinder horizontally-opposed ‘boxer’ Variable cam timing Garrett motorsport turbo with anti-lag Akrapovic racing exhaust with active silencer by-pass Power >400 bhp Torque >600 Nm Chassis & bodyshell Subaru Impreza WRX steel monocoque Carbon fibre: Bonnet, boot, front and rear quarters, roof, front & rear bumper Impreza WRC rear wing Transmission 4 wheel drive Six speed X-shift sequential gearbox with helical gears Semi-automatic paddle shift gear change AP Racing twin plate clutch Active and adjustable electronic centre differential Plated limited slip differentials front and rear Suspension MacPherson strut front and rear Bilstein two-way adjustable dampers Upright adjustable for toe and camber Changeable springs and anti-roll bars Wheels & Brakes AP Racing front: 380 mm vented discs, six piston calipers rear: 350 mm vented discs, four piston calipers Bridgestone 8.5 x 19 rims Bridgestone Potenza 235/35/R19 tyres Interior Motec widescreen high definition multi-page driver display Data logging capability Full electronic power management system WRC style fly-off hydraulic handbrake Optional lightweight racing seat Optional partial safety cage Lithium-ion lightweight battery https://www.prodrive.com/post/the-prodrive-p25-a-recreation-of-the-iconic-blue-subaru-impreza
  13. Considerato che il cetaceo EQC si sia arenato da qualche parte vicino Stoccarda, sì
  14. 2 punti
    Perchè si: oggi viene annunciato UN ALTRO nuovo marchio della galassia Geely! Non basta Radar, ecco LIVAN! Livan è il secondo marchio con cui saranno vendute le vetture della Chongqing Ruilan Automotive Technology (una joint venture tra Lifan e Geely Auto - il primo marchio è Maple). Mentre Maple rimarchia vetture elettriche Geely (unica differenza il battery swap), Livan sviluppa modelli indipendenti (no rebadge ma sempre con battery swap) Ecco la Livan 7 a cui faranno seguito sicuramente altri modelli elettrici Vorrei fare una conta dei marchi di Geely Group (settore auto) -Geely Auto -Geometry -Maple (con Lifan) -Livan (con Lifan) -Volvo -Polestar -Zeekr -Link & co -Proton (50%) -Smart (50%) -Lotus -Zhidou Auto -Farizon -LEVC -Radar -Ouling -Geely Ming Motorcycle -QJ Group -Benelli -Keeway
  15. Non me ne intendo molto, ma penso sia perché partendo da un livello basso è facile salire, partendo da un livello già alto aumentarlo è molto più difficile e di conseguenza più costoso. Inoltre credo che una volta girassero in proporzione molti più soldi, c'era più disponibilità a spendere
  16. cosa Hai tirato fuori! La Nissan LMP1 a trazione anteriore 😅
  17. Oh ragazzi! 'sta cosa di cercare la pagliuzza nell'occhio di Sainz vi sta sfuggendo di mano eh!
  18. Leggono e spesso se la ridono 😂 comunque un progetto in pochi pezzi, prezzato molto in alto… credo che molti dovranno ricredersi
  19. Anche la Fiesta di quella generazione è molto affidabile e maschera bene gli alti chilometri quindi fai attenzione. 1.4gpl da 75cv non esiste, vedi bene che motore monta se è un 1.2 può essere 60cv o 82cv e sicuramente è stato trasformato a GPL in un secondo momento ed eviterei di prenderla, se è una 1.4 ha circa 95cv e in quel caso è una versione GPL della casa ed è valutabile, ma visiti i lavori da fare pagherei massimo 3000/3200 euro. Yaris è sempre molto affidabile e consuma poco. Entrambe le auto sono vecchiotte quindi devi mettere in conto che potranno dare qualche problemino.
  20. 2 punti
    So che stanno aprendo un Centro Stile a Milano
  21. The lack of Fiat products is an outrage. It just starts on the B-cars. The Punto is gone for how many years?? Look at the sales of the Dacia Duster, Clio or 208. A new Fiat would sell as much or more than those. It's a disgrace that Fiat in Brazil has more products, and that better suit Fiat than Fiat in Europe.
  22. ... che mi devo concentrare
  23. 2 punti
    Io ora pretendo suv sportivi a marchio Benelli
  24. Non capisco proprio la strategia Citroen, dovrebbe essere nei brand rational assieme a Fiat (e infatti tirerà fuori la C3 indiana), e poi si mette a presentare la C5X, questa suv coupè rivale della Arkana e mo mi dite che la nuova C5 Aircross sarà pure un balzo in avanti. Invece Fiat che è nello stesso segmento di mercato non può uscire dallo stretto segmento B?? (si sto copando lo so già da me, però e che cavolo)
  25. Bisognerebbe vedere quante ne hanno fatte e quante sono disponibili al momento sul mercato europeo. Inoltre, come hai giustamente sottolineato, altra variante da tenere in considerazione sarebbe l’effetto negativo del chilometraggio. In generale io direi: Se volessi rivenderla, o lo fai ora oppure la conservi, la fai muovere relativamente poco e ci riprovi tra qualche anno quando viene fuori la nuova Giulia EV. Ovviamente è un po’ una scommessa. Se Invece hai già adocchiato qualcosa che ti piace e la somma che potresti intascare con la Giulia (ad occhio 45-50k euro) ti fa comodo, proverei a venderla ora (perche’ tanto una Giulia “Speciale” di certo non ti manca 😍)
  26. 460k sterline più tasse? ho letto bene? pheega è pheega (perché lo era già) , meccanicamente tanta roba, ma esteticamente potevano fare qualcosa in più oltre ai cerchi grandi, anche e soprattutto viste le cifre in ballo...
  27. dunque dopo la zetina (e la serie 6) entra un altro rottame nel box ... S2R "tenuta bene" e senza pasticciate nel rarissimo [emoji38] colore Tangerine Red [emoji33] adesso una bella ispezione tecnica, un bel tagliando, un bel service desmo e poi iniziamo a scoppiettare in pratica ho comprato quella che costava meno ...tanto mi dicono che le Ducati sono affidabili come le Kawasaki [emoji782] [emoji38] ☏ motorola razr 5G ☏
  28. Nel lontano 1958 Renault avviò gli studi per la sostituta della sua ammiraglia dell'epoca, la Frégate. Una prima proposta di stile arriva da Ghia, che in quel periodo collabora molto attivamente con Renault. Se il frontale è relativamente classico e americaneggiante, con i parafanghi protesi in avanti, dietro la linea si distingue in modo assai originale per la forte modanatura sulla fiancata e soprattutto per la coda spiovente quasi a due volumi, pur non prevedendo un portellone. Il modello asimmetrico qui sopra, rivela anche il fatto interessante che la proposta prevedeva sia la soluzione a due porte (qui sopra), sia quella a quattro porte e sei luci (qui sotto): Il presidente Renault dell'epoca, Pierre Dreyfus, pensa in grande però, e intende sviluppare un'auto di livello superiore, in grado di competere anche nel ricco mercato statunitense, nel quale Renault si è lanciata da poco. Il Progetto 114 viene avviato secondo questi obiettivi e prende corpo come una berlina tre volumi da 4,50x1,72 metri, dotata di un nuovo motore 6 cilindri in linea da 2,2 litri e 110CV circa, classica trazione posteriore con cambio a 4 marce, freni a disco sulle quattro ruote con servofreno Hydrovac. Nel 1961 i prototipi sono già numerosi, con varie proposte di stile. Dal prototipo denominato "Bagatelle": ...che ha tutta l'aria di essere la trasposizione in scala reale del modellino già postato da @PaoloGTC tempo addietro, attribuito a Gaston Juchet e Luc Louis: Poi quello del designer Michel Beligond: Non molto distante nell'impostazione generale da quest'altra, su cui aveva lavorato ancora Ghia (attribuita a Sergio Sartorelli): ...poi ulteriormente evoluta nel frontale e nella forma/dimensione del terzo finestrino laterale: Tuttora ne esiste un prototipo in colore azzurro nei musei della Régie: Visto che siamo in questa sezione, è chiaro che niente di tutto ciò ha mai visto la luce, perché nel 1961 il progetto 114 fu cancellato. Perché? Le motivazioni furono ricondotte ai risultati deludenti di abitabilità, a previsioni sui costi di produzione giunte a livelli eccessivi, mentre la situazione di Renault nel mercato americano era assai meno rosea di pochi anni prima e tensioni attraversavano anche i mercati europei. Dreyfus e i responsabili della Régie ritennero quindi necessario riformulare l'idea del nuovo modello di punta Renault, puntando un settore di mercato che si stava rivelando centrale nell'Europa di quel periodo, quello delle berline medio-superiori da famiglia, di cilindrata media, interpretato però in forme originali e innovative. Nacque così il nuovo progetto 115, che fece tesoro di alcune delle esperienze del precedente 114 e finalmente portò nel 1965 alla presentazione della nuova R16.
  29. Il problema grosso è che a meno di non sventrare le case per mettere il riscaldamento a pavimento (bassa temperatura di mandata con grande scambio termico e ritorno basso), forzare le PDC con termosifoni spesso rimasti al dimensionamento per caldaia a gas (temperatura di mandata alta e basso scambio termico) fa crollare il rendimento (cop) . Idem quando le temperature scendono per davvero. Col risultato che con una casa non cappottata al nord italia, occorre una PDC trifase se non si vuole battere i denti. Se poi qualcuno si vuole addentrare nel mondo mistico dell'acqua calda in produzione istantanea (senza accumulo), addio. Però col 110% ne ho viste fare tante di queste soluzioni...
  30. Riprendo col postare le auto presenti alla mostra. Finita la parte del ''museo'' riservata alle Alfa, ci ritroviamo in quella dedicata agli stand singoli che sono misti tra club e rivenditori. E iniziamo oggi ancora con un'Alfa, una splendida Alfa Romeo Alfetta 1.8 I Serie '73 che sfoggia le eccezionali targhe quadre originali e delle condizioni veramente sbalorditive, non vedevo un'Alfetta a targhe quadre da almeno dieci anni. Tutt'altra categoria ma stesse splende condizioni per questa Fiat 850 '69 in una livrea estremamente tipica, mio padre è stato particolarmente ammaliato da tale esemplare visto che mio nonno, quando lui era piccolo, ne aveva un esemplare identico targato PE. Ha ricordato quando lui da piccolo viaggiava nello scomparto sopra il motore e il calore che lo stesso emanava. Molto classica questa Alfa Romeo Spider 1.6 III Serie '87. Non ci è dato sapere se questa splendida BMW M3 Cabriolet E46 sia già storica a tutti gli effetti data la mancanza delle targhe, segno di una probabile recente importazione. Lo stesso stand, due edizioni fa, aveva una M3 identica e precisa ma in versione Coupe e da sempre italiana. Veniamo ora allo stand del 500 Club Italia, dove sono sempre presenti versioni non scontate della piccoletta torinese, cosa che apprezzo visto che le 500 sono ancora presenti in massa sulle nostre strade. La prima che vediamo è una Fiat 500 Gamine Vignale '68, una piccola spider che all'epoca riscosse un buon successo, a mente mi sembra che sia una delle ultimissime opere ''in serie'' del noto carrozziere Vignale prima della chiusura. Sempre opera di carrozziere è questa bella Fiat 500 MY Car Francis Lombardi in versione tetto rigido, già presente alla prima edizione della fiera. Assai anziana è questa Fiat 500 Giardiniera '65, di solito le Giardiniera rimaste son quasi tutte a marchio Autobianchi, molto raro vederle originali Fiat. Non ci è dato sapere l'anno di questa Fiat 500 D data l'odiosa pratica di coprire le targhe di alcune auto, resta in ogni caso un interessante esemplare di ''porte controvento''. Molto probabilmente questa è un'originale Fiat 500 Giannini TV, gli elementi stilistici ci sono tutti, anche il colore pare fosse abbastanza tipico. Se lo è davvero, si tratta di un'incredibile rarità, a mente la prima che vedrei originale. Altro stand ma sempre di 500 si tratta, un'altra Fiat 500 Gamine Vignale '69, questa in una tinta gialla che personalmente trovo più accattivante del rosso di quell'altra. Convenzionalmente conosciuta come ''Topolino'', ma è anche lei una 500, seppur diversa da quella che classicamente associamo a tale nome. Una Fiat 500 C '52 con le incredibili targhe originali a quattro cifre che hanno ben settant'anni sulle spalle! E concludo la tranche odierna con l'ennesima 500, l'unica che potremmo definire classica dato che è una Fiat 500 F '68 (si presume sia una F data l'elaborazione pesante), fotografata esclusivamente per le targhe quadre beneventane abbastanza rare da vedere.
  31. Parlo per me ma penso di rispondere a nome anche di qualcun altro. Non siamo noi ad essere "estimatori" di Sainz. Forse sei tu che oggi sei un po' prevenuto nei suoi confronti, o sbaglio? Continui a confondere la prestazione della gara di ieri (oggetto della discussione) col voto al pilota per la sua intera carriera, o quantomeno per la sua intera stagione. E comunque, che la Ferrari fosse leggermente più veloce lo dici tu, ma a molti altri (me compreso) è sembrato invece che IERI (perchè stiamo sempre parlando della gara di ieri) la sua macchina avesse - diciamo così - una mappa un po' più "conservativa" di quella delle gare precedenti (forse come conseguenza del ritiro in doppietta della scorsa gara? per precauzione?) Per spiegarti cosa mi sembra di leggere nei tuoi messaggi: se stessimo parlando di un altro pilota, sembra di sentirti dire "Latifi va sempre a muro, è un idiota" e noi a risponderti "ma ieri non è andato a muro, povera stella, non critichiamolo sempre e a prescindere" e tu "ma voi estimatori di Latifi, vi ricordate un duello o una manovra spettacolare?"
  32. 1 punto
    Dagli Spy direi che è lui
  33. 1 punto
    È un bel ritorno alle origini dopo la Trumpchi sul pianale di 166
  34. Va beh dai tanto il nuovo logo è in pratica un adesivo, devono imparare da quelli di DR. 🤣
  35. stai guardando altre curve, secondo me 😅
  36. Mannaggia arrivo tardi in questo thread. Io ho avuto l'Aprilia rs250, venduta per passare alla classica Supersport 600 4 cil giapponese che non mi ha mai dato le stesse soddisfazioni e, quindi, al posto tuo non avrei avuto dubbi. Penso anche che, in ottica rivalutazione futura, sia una buona scelta (o forse lo era fino ad un po' di tempo fa). Complimenti comunque per la bella Monster e buon divertimento!! A me al tempo non piaceva per nulla (una moto stradale con telaio e motore di un enduro) sia per l'equilibrio delle linee che perché immaginavo che non fosse granché come piacere di guida. Oggi, viceversa, ne apprezzo la modernità del design e, tutto sommato, non mi dispiacerebbe averla in garage
  37. Nelle massime categorie Hypercar e GTE no. Il V10 lo usa attualmente Lamborghini e Audi nel GT3/GT4/GT2 (di fatto è lo stesso motore). Tutti gli altri sono per la maggior parte V8 o V6 quasi tutti turbo o biturbo. Se non erro in GT4 le Ktm hanno un L5 e Alpine un L4 ma non ne sono sicurissimo. L'ultimo V12 usato nelle competizioni è quello dell'Aston Martin Vantage GT3 (modello precedente) ed ed è sparito dalle competizioni da due/tre anni. In Hypercar attualmente c'è un V8 (Glikenhaus) mentre Toyota, Peugeot e l'anno prossimo Ferrari usano dei V6. Dall'altra parte dell'oceano Porsche, BMW e Cadillac useranno dei V8. Acura, Alpine e Lamborghini non hanno ancora detto nulla a riguardo. C'è da considerare però che l'attuale regolamento "top" nell'Endurance ha ridotto di parecchio l'elettrificazione di conseguenza sono rispuntati i V8 e seppur ancora consentito abbandonato il Diesel. Con il vecchio regolamento i frazionamenti erano inferiori, V6 per Toyota e Audi, V4 per Porsche ma si parlava di auto con 500cv termici + altri 500 elettrici ora si viaggia intorno ai 680cv complessivi circa. Questo, sempre se ricordo bene, dovrebbe essere il resoconto dei frazionamenti nel motorsport 😀 p.s. nel turismo ormai ridotto alla sola classe TCR sono tutti dei 2L 4cilindri in linea, mentre il WRC è l'unica classe rimasta ad utilizzare il "motore unico per il motorsport" promosso dalla FIA anni fa (e che doveva equipaggiare pure la F1) ossia un 4cilindri in linea 1.6 turbo, stessa cilindrata per le Rally2, mentre le categorie a scendere usano cilindrate minori anche a 3cilindri.
  38. Recuperare decimi di secondo a ogni giro con una macchina leggermente più veloce di quella dell’avversario non lo definirei esattamente “guizzo”, ma comunque. Chiedo agli estimatori di Sainz: quanti sorpassi di Sainz vi ricordate? Quante manovre spettacolari? Quanti duelli ruota a ruota? Non è il suo campo da gioco, è un buon regolarista, niente di più. Ma quando riuscirà ad essere davvero utile alla causa andrà benissimo anche così, tanto il fenomeno ce l’abbiamo già.
  39. La rivincita dei turchi e della Tipo sedan 😈
  40. Adesso che ci ho prestato attenzione ne ho viste in giro , pensavo fossero dei tamarri che mettono le scritte EVO sulle vetture invece sono proprio marchiate così , forse sono un automobilista troppo snob per guardarle
  41. Ho visto la jeep-ina. Vi posso assicurare che dal vivo farà la sua figura (oltretutto quella che ho visto non aveva le barre). Con i dovuti esterni mi ha dato un retrogusto di Suzuki Jimny: piccola, squadrata, spigolosa. Sfruttando l'appel jeep che non hanno Mokka e DS3 crossback venderà bene.
  42. nel livello 3 della ds la macchina è in grado di andare dallo sfascia carrozze e di rottamarsi autonomamente. Anche se la vera evoluzione sarà Con il livello 4, dove pare riesca anche a calcolarsi autonomamente l’incentivo rottamazione per l’acquisto di un altro brand, anche se ci credo poco
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