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Stai visualizzando i contenuti con il più alto punteggio, pubblicati in data 06/06/26 e localizzati in Risposte

  1. Che poi tutta questa innovazione non ce la vedo. Honda nel 2001 fece qualcosa di simile con la Dualnote, che aveva sia un motore termico che tre motori elettrici... P.S. Questa ha il tergictistallo centrale messo nel punto giusto...
  2. il posteriore mi ricorda...
  3. Il problema non é il design di "rottura" (rottura di cosa poi? Ci sono solo concetti visti e rivisti su tantissime auto nel passato...) ne la differenziazione, sacrosanta e dovuta. Qui é un discorso che il lavoro é stato fatto male, molto male, ignorando delle regole basilari del car design. Ed anche se queste regole la massa non le conosce, le percepisce eccome, e da qui le critiche e le domande a Vigna. PS la Testarossa direi che non è proprio l'esempio più azzeccato, quello si che era in disegno di rottura (come la countach) ma disegnata da gente del mestiere, secondo i crismi del caso, rispettandone l'identità. ne avevo scritto qua:
  4. non capisco il confronto, macchine completamente diverse, sia come tipologia, filosofia e anche anzianità, è come se prendessi foto di carpe a caso, tra sneaker, sandali, mocassini e scarpe anti infortunistiche e le buttassi li per non so quale motivo in cerca di un confronto
  5. Sinceramente non capisco questo parlare da parte di tutti, e idem trovo fuoriluogo anche la controintervista a Vigna da parte di Alessandro Lago, pare quasi un dover spiegare le cose.... quando Ferrari non devo spiegare niente. secondo me una volta presa la decisione di fare una BEV , secondo me era giusto differenziarsi dal design delle ultime nate a Maranello (secondo me non bellissime) e ci stanno pure le polemiche sul design che ci sono sempre state, vedi la testarossa anni 80 fu criticata per il design di rottura rispetto le precedenti BB. Per dire vedo stilemi Ferrari e credo che questo design possa evolvere sulla gamma anche normale, che scusatemi non ha partorito grandi bellezze ultimamente, vedi 296 speciale ipercarica, 12cilindri che trovo molto mazingastyle e F80 che trovo insipida. Per dire anche qui serviva aria fresca dopo la summa manzoniana secondo me raggiunta con Daytona sp3.
  6. personalmente mi avevano detto fosse una ciofeca, appena l'ho vista ne ho avuto conferma. Anzi, per me è peggio di quello che pensavo. Non ho mai commentato perchè non c'è nulla da commentare, siamo davanti al tentativo velleitario di un designer (per me sopravvalutato e derivativo) di fare una cosa per cui non ha competenze. Da cosa ne so, in Lovefrom un aiuto da maranello era pure arrivato all'inizio, ma è stato spocchiosamente rifiutato, probabilmente tentando di sfruttare il progetto che avevano cominciato a sviluppre per altri marchi. Da quel punto questo ridicolo pastrocchio è da considerarsi tutto merito di Ive & friends Quindi non posso che essere completamente d'accordo su quanto tu abbia detto. Disegnare oggetti e disegnare auto non è la stessa cosa e qui si è clamorosamente visto. Non è solo una questione di bruttezza conclamata, è proprio la precisa sensazione che il team che l'ha sviluppata non avesse nessuna idea di come si progetta un'auto e le si dona un'anima, ma, cosa ancora più grave, non abbia fatto niente per cercare di capirlo da chi lo sa fare. Tutti i designer che hanno progettato auto, mediamente non hanno avuto risultati eclatanti, ma di media sono stati attenti a sviluppare temi ben definiti, tipo l'auto compatti di Le corbusier. Qui si trattava di declinare lo spirito ferrari in una nuova tecnologia, compito non facile e ciccato in pieno. Sta merda potrebbe avere qualsiasi marchio e rimanere brutta. Le due idee che aveva avuto sugli interni a me piacevano, peccato poi le abbia annegate in un abitacolo degno di un commerciale da quanto è banale e mal disegnato
  7. sai cosa? Questa macchina ha un pregio, quella di aver evidenziato l'importanza delle competenze nel car design e di come sia una materia a se. Soprattutto in italia, c'è sempre stata una certa sottovalutazione del lavoro del car designer, a parte i nomi più conosciuti, il resto è spesso visto con un po' di leggerezza. Nei miei 20 anni di carriera mi sono trovato spesso davanti a diverse situazioni al limite del irritante, dal responsabile di piattaforma o quello dl marketing che ti dice : io l'avrei fatta cosi o colà (alla mia risposta: ah, ha studiato car design anche lei! si zittivano...), all'ingengnere che mi fa capire: io sono un ingegnere ed ho i numeri dalla mia (non sempre vero, anzi, ci ho trovato più spesso limiti menatli dall'pesnare fuori dagli schemi) tu fai i disegnini quindi si fa come dico io, fino ai conoscenti che ti dicono: va beh, ma tu disegni 8 ore al giorno, mica è un lavoro vero (un po' per fare uan battuta un po' perche lo si pensa davvero...) Ci si crede che basti saper tenere più o meno una matita in mano, avere delle idee più o meno buone, conoscere un po' le macchine ed ecco fatto, mi improvviso car designer (eh si, il rifermento alla proliferazione delle "proposte di design"ftet con l'intelligenza artificiale, è voluto* ). La Luce ha avuto il merito di scoperchiare il vaso di pandora. Prendi 2 dei product designer più famosi al mondo,(quindi si presuppone gente che la matita, le idee, ecc le sappiano far funzionare bene), dagli carta bianca, ed il risultato è una ciofeca totale. Questo perchè appunto, ci vogliono studi specifici (altra cosa positiva è che dal prossimo anno userò questa vettura come esempio di cose da non fare, dato che ne ha un bel poò messe tutte assieme...) esperienza che si matura con il tempo, e lavorando su auto "vere", non basta essere un nome di grido. PS, come dice Flippini durante l'intervista la Ford di Newson è stata "messa in bolla" da quelli di Ghia, storica carrozzeria torinese, che è quello che avrebebro dovuto fare qui, un approccio differente dall'esterno , messo in atto dal team di lavoro di Maranello. *non me ne vogliano tuttii "geminatori" del forum, ma trovo tutto questo proliferare di "proposte AI" inutli a dir poco, oltre al fatto che, se si pensa a quanto i data center siano energivori e di quanta acqua abbiano bisogno, risultano anche "dannosi"
  8. 3 punti
    OSCA ritorna con uno "Sportover compatto, il primo della specie". La O.S.C.A. MT6 misura 4.515 millimetri di lunghezza, 1.870 di larghezza, 1.565 di altezza, con un passo di 2.710 millimetri. Numeri che la collocano in un territorio inedito: una via di mezzo tra il crossover coupé e la berlinetta sportiva. La sigla MT6 richiama esplicitamente la prima vettura O.S.C.A. da competizione, la MT4, debuttante vincitrice nel Gran Premio di Napoli del 1948. Lo stile esterno è firmato dal Centro Stile interno di Fabbrica Italia in collaborazione con Italdesign. La griglia è realizzata in carbonio 100% italiano grazie alla collaborazione con Carbotech. Anche l'estrattore posteriore, che ingloba i quattro scarichi, è in carbonio italiano. I cerchi in lega da 21 pollici con pneumatici 245/40 R21, i cerchi nascono dalla collaborazione tra MAK e Pirelli, con il P-ZERO come pneumatico di serie. Gli interni sono il frutto della collaborazione con Recaro, che ha sviluppato dei sedili sportivi in pelle e alcantara per esaltare il carattere dinamico della vettura. Inserti in alcantara caratterizzano anche i pannelli porta e la fascia plancia, mentre il volante sportivo a tre razze è rivestito in pregiata pelle proveniente da concerie 100% italiane. Recaro sta inoltre sviluppando un sedile Racing che sarà disponibile come equipaggiamento a richiesta sull'intera gamma O.S.C.A., abbinato a cinture racing Sabelt, altra eccellenza italiana del settore. A completare il quadro tecnologico, fari full LED anteriori e posteriori, doppio schermo da 10,25 pollici per strumentazione e infotainment, ricarica wireless da 15 W, ADAS di secondo livello, sistema di parcheggio automatico "No Stress", sedili anteriori elettrici riscaldati e ventilati, tetto panoramico in cristallo con tendina elettrica. Il prezzo è di 49.000 euro tutto incluso, il cliente sceglie solo la personalizzazione esterna e interna. Il motore è un 1.5 TGDI, derivato dalla piattaforma fornita da Changan. La O.S.C.A. MT6 ne riprende le basi tecniche ma le evolve con un lavoro di sviluppo tutto italiano guidato dal CTO Roberto Fedeli, una delle figure più stimate dell'ingegneria automobilistica italiana, con un passato che lo ha visto protagonista in alcune delle più importanti case sportive nazionali. L'elettronica del motore è stata rivista in collaborazione con AVL e RE:LAB, per ottimizzare e massimizzare l'erogazione della potenza in tutte le condizioni. Sul fronte infotainment è coinvolta ART, eccellenza italiana. L'assetto è stato finalizzato per garantire un'esperienza di guida coinvolgente: corner specifici con molle e ammortizzatori dedicati, sistema frenante maggiorato in grado di esaltare il corredo Pirelli P-ZERO. È in fase avanzata anche lo sviluppo dell'impianto di scarico in collaborazione con Tubi Style, per garantire un sound più coinvolgente. Le consegne partiranno a settembre.
  9. In questi giorni mi sono visto i 3 video (Filippini, Giugiaro, Vigna) e hanno rafforzato quanto già detto anche dai nostri forumisti più esperti: Il design è approssimativo, privo di qualità, molto al di sotto dell'eccellenza del marchio e della tecnologia messa in campo L'impresa di creare qualcosa di completamente nuovo era molto difficile, ma l'obiettivo non è stato nemmeno sfiorato , con delle forme abbastanza insignificanti e un concetto di auto già visto e rivisto Mi sembra che anche Vigna di fatto confermi che qualcosa non è andato bene, tanto da dover ribadire che questo NON è il futuro della Ferrari. Se il feedback fosse stato più positivo avrebbe detto le stesse cose? Non penso. La comunicazione poteva essere migliore? Forse sì, ma la sostanza rimane L' apertura al nuovo: come detto già da altri, l' innovazione c'è sempre stata nel mondo del design auto, ma un conto è prendere un giovane designer e inserirlo in un contesto di professionalità (vedi Giugiaro e Bertone) che riesca a valorizzarlo altro conto è l'outsourcing completo a chi non ha mai disegnato auto (perché questo sembra) Insomma una Ferrari completamente diversa, anche in termini di aggressività, sarebbe stata una bella sorpresa, da assimilare e digerire nel tempo, ma questa per me non lo è . PS dopo 8 anni la gfg style Sibylla risulta ancora molto più interessante della Luce
  10. Ce la stiamo prendendo con il disegno e chi l’ha disegnata e va bene ma qui la responsabilità di questo capolavoro è secondo me da attribuire a chi l’ha approvato. Tuttavia spero che abbiano ragione loro perché si tratta della Ferrari
  11. no dai un conto è dire che la testarossa ebbe degli elementi di rottura, un altro dire che fu un fallimento nel design come questa luce. E chiaramente non vedo cosa potrebbe essere preso per riportarlo sul resto della gamma. Dovesse succedere sarebbe un disastro
  12. C'è da dire che ha avuto il merito di spostare l'attenzione dal fatto che sia elettrica. Lo sputtanamento è derivata dall'estetista, poteva avere anche un v12 sotto il cofano che sarebbe comunque stata oggetto di sbeffeggiamenti. Fatemi memare, diciamo che più che commuter di lusso o puro vezzo, potrebbe essere argomento di discussione. Sai quante serate che mi ha risolto? [Cit.]
  13. 2 punti
    E nessuna delle due è la coupé che ci avevano promesso 😍
  14. Mamma mia che merdone che abbiamo scampato con Newey. Non è solo colpa di Honda, è proprio la macchina che è un catorcio, la dimostrazione è questa qualifica a Monaco.
  15. A me questa fastback devo dire che piace e neanche poco
  16. Mi pare che non ci sia ancora nulla di chiaro su questo ibrido full che dovrebbe secondo bi piano alimentare decine di modelli. Onestamente non vedo come aumentare i cavalli del motore elettrico potrebbe fa cambiare l'architettura da mild a full. Certamente anche se non sarebbe una soluzione ottimale però riuscire a aumentare la potenza dei cavalli elettrici del mhev in modo da abbassare di 1-2 secondo lo 0-100 e consentire un po' di risparmi nell'urbano sarebbe molto utile soprattutto nelle auto su medium. Per me che ogni tanto uso un Avenger su quel tipo di auto il motore va già più che bene
  17. Una domanda(senza polemica eh!) ma tutte queste Geminizzazioni partono dalla base di un disegno vostro o state semplicemente chiedendo all'IA di inventarsi tutto in base al prompt che gli date? Lo chiedo perché, per quanto mi riguarda, la parte divertente per me è il vedere una mia idea che viene concretizzata in maniera realistica, il vedere cosa fa l'IA mi pare abbastanza noioso invece.
  18. Autobianchi A112 come E-Car di Pomigliano
  19. Questa Luce a quanto pare mette tutti d'accordo: siamo già arrivati a quarantadue pagine di insulti 🤣🤣🤣
  20. Riusciresti a snocciolarmene qualcuna? Sarebbe interessantissimo scendere nel dettaglio tecnico, io che sono un profano riesco solo a verbalizzare che la Luce sembra una che la Ferrari se l'è magnata
  21. Meanwhile, i ragazzi del muretto del box
  22. Questa Luce rappresenta per i car designer quello che il covid ha rappresentato per i virologhi: un'inaspettata occasione di visibilità
  23. EB2 Gen 3 dovrebbe avere testata e monoblocco ridisegnati, mi sembra strano abbia problemi "perché non era pensato per la catena" ...
  24. Dal comunicato stampa ufficiale sugli investimenti Stellantis in US: Via Stellantis.
  25. Ho visto questa su reddit (auto 2026) A me la luce pare la più riuscita a dirla tutta.
  26. Dopo anni finalmente apprezzo un' auto nuova Fiat. Molto molto razionale, concreta, senza cavolate stampate sulla carrozzeria, senza richiami al passato, disegnata molto bene, sia nella versione normale sia sulla Fastback, su cui nutrivo molte perplessità. Posizionata a dovere avrà successo e accoglierà i vecchi clienti di Tipo, Stilo + Stilo SW, Bravo ecc. sperando che non siano già migrati altrove... 2 modelli davvero azzeccati.
  27. No new info in this article, just guessing. I don't know what Capellano said exactly, but that the Euro hybrid isn't the same as the American Hybrid could also mean that the transmission and electric parts are different, but still based on the 1.6 EP. But as the American FHEV generates over 200 hp a smaller engine is likely. Depending on the needed speed of emission reduction they should bring both 1.2 FHEV for B/C segments and 1.6 for C/D segments.
  28. oppure potresti valutare una soluzione del genere
  29. La aP motorcompani li ha industrializzati in vibranio, superando tutti i vari test. 😂
  30. Yes, the presentation slides look like hastily cobbled together in parts. Lousy after so many months of preparation. The model overview is meant to show only range additions in the second row. So C-hatchback would have been correct instead of C-SUV. As Tonale is already in the top row.
  31. ha i copricerchi (secondo me molto carini per l'epoca) della 1.6 SX la Bravo/a 1 fase 1 aveva disegni di copricerchi (o cerchi in lega) diversi praticamente per ogni versione e motorizzazione Questa 60 S Smart ha copricerchi e sedili non suoi
  32. Foto sistemate, purtroppo ogni tanto l'hosting che utilizzo da problemi, ma è l'unico rimasto in attività che funziona "bene". 😅
  33. …..Alfa Romeo sta studiando soluzioni per continuare a competere nel segmento D con nuove interpretazioni dell’attuale gamma composta da Giulia e Stelvio, restando fedele al proprio DNA orientato alle prestazioni e adattandosi all’evoluzione del mercato. Il brand farà leva su piattaforme flessibili per introdurre progressivamente soluzioni multi-energia, incluse motorizzazioni ibride ed elettriche. Maggiori dettagli saranno comunicati in una fase successiva……. A me interessa questo segmento, le abbiamo avute praticamente tutte in casa dalla giulietta anni 50 all Giulia odierna Intervallate da varie gt sempre alfa ovviamente Credo che sia il segmento alfa per eccellenza senza queste non può esistere alfa Romeo
  34. Questi dovrebbero farsi un giro anche solo al Goodwood Vintage Revival, giusto per farsi un'idea su cosa si aspetta la gente da Alfa. Hanno un gioiellino in mano e non lo sanno.
  35. A me fa arrapare.
  36. come già detto vogliono far rivivere il nome gamma, ok questo per attirare attenzione e fare un pò di vendite ma la mossa più giusta sarebbe stata fare la gamma berlina su base ds8 , quella si che se sistemata sarebbe stata molto più in linea con il nome che stanno dando all'ennesimo suv..vedremo un pò quando verrà presentata... qua come il resto del gruppo il vero problema è il motore.. assurdo presentarla con un 1,2........
  37. Pensa se si incontrasse con la plafoniera abitacolo Fiat
  38. Concept C è un'altra cosa, sarà su base Porsche e completamente elettrica. Non c'entra niente con questa se non nel fatto che sono entrambe manifesti del nuovo stile Audi. In ogni caso reputo molto difficile che sarà in qualche maniera abbordabile. A naso viaggerà allegramente verso gli 80/100k€. Tornando a questa Nuvolari, io apprezzo moltissimo tutto quello che vedo. Peccato solo abbiano deciso di commercializzarla come una edizione limitata e non come una neo-R8 da posizionare poco sotto alla Temerario.
  39. Ragazzi ma voi le vedete le foto di @Renault ? Io vedo solo dei riquadri blu con la scritta: "Postimages under review. Ensuring it meets guidelines".
  40. visivamente è bella agressiva, il muso fa molto drag glitch di windows XP versione horror (tipo questo)
  41. OT Vorrei solo ricordare che il Freemont (versione italiana della Dodge Journey) era letteralmente regalata, altro che prezzata il giusto. Si pote' fare solo perche' bisognava soddisfare le condizioni per ottenere Chrysler
  42. Messa così non sarebbe neanche male, come Fiat Marea degli anno 2030...
  43. Leonardo Fioravanti: “Premetto che sono un sostenitore dell’elettrico, dal punto di vista ingegneristico, perché infinitamente più semplice ed efficiente della tecnologia del motore endotermico, e nella prima Ferrari elettrica riponevo grandi attese. Immaginavo che avrebbero spaccato il mondo... Ma non mi ha convinto”. Parlando di “rosse” non potevamo che partire da lui, da Leonardo Fioravanti, che ha firmato tanti dei modelli più iconici della storia del Cavallino, dalla Dino 206 alla 365 Daytona, dalla 365 GT/4 BB alla 308. “La prima reazione”, prosegue il designer, “che mi ha sollecitato è: che cos’è? Da dove arriva? Cioè, la storia della Ferrari è fatta di alti e bassi, più alti che bassi, ma qui non vi trovo riferimenti, e non intendo sul piano della meccanica, perché quello non è un problema: il mondo evolve e la Ferrari elettrica non mi scandalizza affatto. Intendo sul piano dell’estetica, dove l’unico richiamo esplicito alle Ferrari classiche è nelle luci tonde al posteriore, che però sulla Luce risultano espresse in modo vecchio, senza alcun trattamento originale o innovativo. Per dire, ricordo che già sulla concept F100, che risale al 1998, avevamo usato il neon per l’anello esterno e una carenatura tridimensionale trasparente”. Fioravanti di innovazione estetica sa qualcosa, avendo segnato con le sue Ferrari alcuni salti quantici nella percezione delle “rosse”, ma nella Luce trova “una copiatura di cose che esistono già, soprattutto da concept car di origine asiatica. Credo che l’estraneità al mondo automotive del team incaricato abbia condizionato il risultato. Mi chiedo quale sia stata la molla che, nella testa dei decisori, ha spinto a ricorrere alla collaborazione di persone che dell’automobile non avevano alcuna esperienza”. Mike Robinson: "La Luce non ha alcuna radice nel Dna Ferrari”, gli fa eco Mike Robinson, designer americano che ha vissuto buona parte della sua vita professionale in Italia - in Fiat, Lancia, Bertone… - e continua tuttora a fare base nel nostro Paese per la sua attività di designer indipendente. “È curioso, ma mi sembra che a Maranello abbiano fatto un passo falso simile a quello che hanno compiuto in Gran Bretagna, a Gaydon. Avevano l’esperienza Jaguar sotto il naso e hanno commesso lo stesso errore. Entrambi i marchi, per cercare l’innovazione, hanno fatto di tutto per andare fuori-brand, per negare le proprie radici, per annacquare il proprio Dna. La Ferrari Luce portava già in sé un concetto fortemente ‘disruptive’, quello dell’alimentazione elettrica. Secondo me, per convincere i ferraristi che abbracciare l’elettrico fosse giusto, ci sarebbe voluta un’auto fortemente emozionale, con riferimenti storici forti. Per dire, si poteva partire dalla tre volte vincitrice di Le Mans, la 499P, e renderla stradale. E non è vero che la propulsione elettrica non è prestazionale e quindi non si adatti a una interpretazione estrema”. Chris Bangle: Per nulla scontato - come ci ha da sempre abituati - il punto di vista di Chris Bangle, un altro americano che ha scelto il nostro Paese per vivere e lavorare e che ha sperimentato la gogna mediatica quando, da responsabile dello stile BMW, uscì con la sua rivoluzionaria Serie 7, in seguito ampiamente riabilitata come il resto del suo lavoro di costruzione dell’identità del marchio bavarese, sancito anche dai lusinghieri risultati commerciali delle sue auto. Il designer, con un passato anche in Fiat, ci ha detto: “La Luce non è una Ferrari? E perché mai? No, non sono d’accordo. Ricordo una riunione a Torino in cui si parlava di un nuovo prodotto GM - un pick-up con motore Corvette - e Paolo Cantarella (allora ceo di Fiat, ndr) chiese ai presenti se, secondo loro, un marchio come Alfa Romeo avrebbe mai potuto uscire con qualcosa di simile. Quelli del marketing si affrettarono a escluderlo, ma l’architetto Mario Maioli, sorta di zar del car design, dal fondo della stanza emise il suo verdetto controcorrente: ‘L’Alfa Romeo è ciò che l’Alfa Romeo fa’. Come dire, la forza del marchio è tale che può permettersi tutto. Un brand deve avere una dose impressionante di coraggiosa auto-consapevolezza per fare un’affermazione del genere." “Ecco”, prosegue Bangle, “mi sentirei di dire che anche Ferrari is what it does. La Luce è una Ferrari semplicemente perché la Ferrari l’ha fatta. Punto. Non dico che mi piace, ma difendo il loro diritto a farla e a farla così. Questione di scelte, basta essere consapevoli che questo è il frutto di un team di product designer che hanno fatto un’auto-mobile, cioè un ‘mezzo che si muove da sé’. Il car design è qualcosa di diverso. Dove sta la differenza? Personalità, carattere, la capacità di riflettere l’io di chi la possiede. La Lamborghini Countach ha segnato l’inizio dell’era delle supercar non perché esprimesse centinaia di cavalli ma perché usava ogni centimetro quadrato del suo oltraggioso corpo vettura per fare una solenne dichiarazione estetica, per gridare la negazione del politically correct. Difficile pensare che un marchio emozionale come Ferrari si risolva in un ‘parallelepipedo con gli angoli smussati’, come loro stessi hanno detto della Luce. Ma forse a noi osservatori manca un pezzetto della storia: ricordo quando in BMW, il ceo Joachim Milberg mi diceva: ‘Non mostrarmi la prossima BMW, ma quella ancora successiva, così che io sia in grado di capire la prossima’. I marchi che fanno ricerca seria sul design fanno - o, almeno, facevano - così. Forse per inquadrare nel modo giusto la Ferrari Luce dovremmo sapere che cosa verrà dopo la Luce”. Walter De Silva: “Il tema non è se l’auto sia bella o brutta. Il problema è che la macchina risulta anonima, sembra una vettura qualunque, ed è gestita male come disegno”. È tranchant nel suo giudizio, ma anche molto “tecnico” Walter De Silva, un’esperienza pluridecennale nella gestione di marchi di ogni tipo, generalisti, premium, sportivi e di lusso. “Ci sono regole di architettura - dimensione, passo, sbalzi, dimensioni delle ruote in rapporto alla carrozzeria… - e bisogna proporzionarle con professionalità ed esperienza. E si vede che qui manca totalmente. Poi non capisco come, per un marchio dal cuore italiano e avendo in casa un designer italiano dal grande talento, qual è Flavio Manzoni, abbiano deciso di affidare questo compito a un team di, forse sopravvalutati, designer stranieri. Che, aspetto non secondario, non sono car designer. E questo è un problema, perché mentre un car designer può fare product, un product designer non può fare il car designer”. Perché?, chiediamo. “Semplicemente perché si tratta di una materia estremamente complessa, fatta di dinamica, ergonomia, tecnica, normativa, tutte cose che vanno oltre il disegno. Bisogna saperne molto di carrozzeria per studiare un nuovo design.” Non serve cercare di difendere la scelta deliberata di un lusso contemporaneo, controllato e non gridato, che punta all’understatement. “Lusso? Con i tre posti dietro? Mah… Alla fine, però, quello che più manca è il sogno, e la Ferrari ha sempre fatto sognare. L’automobile è una leggenda e la Ferrari è una leggenda nella leggenda. In quest’auto fatico a vederla”. Io sto con De Silva Fonte: 4R
  44. Potrei sbagliarmi ovviamente ma io non metto la mano sul fuoco sul fatto che le Alfa dal D in su (se il "su" ci sarà e non credo) non saranno prodotte in USA. Il problema dei dazi non esiste solo per Jaguar.
  45. Il punto è che molti detrattori delle auto scoperte, spesso non ne hanno mai provata una. Diventa difficile dare un parere circostanziato. E' come se mi mettessi a dare un parere su una città che non ho mai visitato. Per capire un'auto scoperta va provata, anche a noleggio, magari in qualche percorso secondario (collinare, costiero, lungolago). E si scoprirebbero che molti dei minus che le si addebitano sono frutto più di dicerie che di realtà - non è sportiva. E perchè dovrebbe esserlo? senza tetto hai meno rigidità, non son mezzi che ti godi andando forte - le usi poco aperte. Non è vero. Tolto ferragosto ogni momento è buono - sono scomode. Dipende da modello, come ogni auto. - non hanno spazio. Dipende dal modello, come ogni auto. Sfido a dire che una Serie 2 cabrio sia in assoluto un mezzo piccolo e scomodo. Che vantaggi donano? Un'esperienza di viaggio completamente diversa. Dove conta il percorso e non l'arrivo. Dove non ti viene voglia di correre. Dove anzichè stare concentrato sul tablet in plancia ti guardi attorno. Diventa un'esperienza immersiva di colori, suoni e odori. Un viaggio scoperto riesce a migliorare persino una brutta giornata.
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