50 centesimi da uno che in fondo rimpiange la Mi.to e pensa che, tutto sommato un'erede se la possa meritare.
Mi.to è stata abbondantemente criticata per essere una Punto ricarrozzata e vestita a festa, per non essere una vera "Alfa", per aver avuto solo 3 porte, per aver avuto i Fire 8v e i Twinair....
Però, lasciatemelo dire, è stata l'equivalente negli anni 2010 di quello che erano le Alfasud/33, auto che permettevano a dei giovani di accostarsi ad un Alfa senza andare di usato o in bancarotta. O a meno giovani, di averne una in garage senza dover avere auto più grandi.
Non aveva la TP? No, non ce l'aveva.
Ha fatto contenti i suoi proprietari? Tutto sommato, penso anche di sì, sia quelli che la prendevano per l'estetica, sia quelli che volevano qualcosa di più sfizioso e potente.
Non era una vera Alfa? Può essere. Ma al netto di tutto sapeva divertire con poco e senza essere particolamente raffinata tecnicamente.
In un mercato ideale, se ne sarebbe potuto fare a meno. Ma in un mercato dove le auto "sportive" sono gli Sport Utility Vehicles, di nome e di fatto, be' ha contribuito per un decennio a tenere in piedi il marchio.
Dirò di più. Per me, l'auto che più le si avvicinava, come filosofia era una Ford Puma (quella originale).
E per i ricorsi e controricorsi della storia, siamo giunti nel 2021 ad immaginare un'erede che, nel bene o nel male, vada a confrontarsi con l'erede di quella stessa Puma.
La cattiva notizia? Non sarà nemmeno questa volta un'auto da alfisti.
La buona notizia? Molto probabilmente sarà anche questa volta un'auto esteticamente "di tendenza", auspicabilmente divertente da guidare anche senza sbancarsi, acquistabile da persone diverse anche per ragioni molto diverse.
Ed esattamente come chi acquistava Mi.to, che probabilmente difficilmente sarebbe entrato altrimenti in un concessionario Alfa, idem succederà con questo B-uv.
Quindi, ben venga.