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  1. Ciao a tutti, le mie impressioni. era da tempo che volevo provarla in quanto estimatore dell’elettrico. L’altro ieri complice un problema sulla Golf, surfo un profondo scazzo temporaneo e prenoto un test drive sul sito Tesla. neanche a farlo apposta a pranzo ho comunque l’occasione di guidarla per dieci km… ma ve ne parlo dopo. la sera alle 20 vengo ricontattato da un ragazzo di 20 anni dipendente Tesla che, conscio del problema del nuovo lockdown in Alto Adige e del fatto che in teoria non posso uscire dal comune mi dice “che ne pensi se te la lascio per un giorno?” Top. Me la consegnano a casa ieri mattina, mi dicono che posso tenerla fino a lunedì mattina, ma la carica è al 48% e la responsabilità del mezzo è totalmente mia.. niente full kasko. proviamo a scendere la rampa del mio garage e purtroppo ci passa al mm… ma ieri sera c’era giù un XC90… mah… Ma parliamo dell’auto. Sensazione iniziale di essere seduto in qualcosa di sottostimato, che viene dal futuro. Niente tasti, un solo schermo. Non è shockante ma non è nemmeno il massimo perché devi veramente cercarti ogni opzione in un menu molto complesso. La macchina si può gestire quasi totalmente via app: aprirla/chiuderla, accendere riscaldamento o raffreddamento, aprire portiere, cofano anteriore e posteriore, tutto. Aprirla da remoto e consentire a chiunque di guidarla è tanta roba. Mi lascia una tessera, va appoggiata sul montante per aprire l’auto e sul tunnel per accenderla. L’aspetto dentro è essenziale, è una 2021 e dal vivo è molto meglio di quanto non lo sia in foto. È possibile settare il posto di guida su un profilo personalizzato, quando sali il volante ed il sedile si ritraggono e poi si aggiusta. Ci sono motorini ovunque.. comodissimo. Dal punto di vista elettronico occorrerebbe un post apposito. Regolare la direzione del flusso dell’aria in tempo reale sul touchscreen può sembrare una cazzata ma personalmente mi risolverebbe al volo anni di diatribe con mia moglie che mi chiude le bocchette perché le arriva l’aria in faccia.. così per dirne una. alla guida senti le sue due tonnellate, abituato alla Golf. L’accelerazione è…. Non so come descriverla sinceramente. Come puoi spiegare uno 0-100 elettrico in 3,1s ? Mi rendo conto che sono alla guida di una supercar per diversi aspetti ma con il look di una berlina ed il prezzo di un suvvetto tedesco con un po’ di optional. alla guida è spaventosa. Ma veramente. Si guida con un solo piede, tu non freni praticamente più.. sfrutti il freno motore con la frenata rigenerativa. Pastiglie consumate mai più, veramente assurdo. Paradossalmente chi ha un monopattino si abituerà immediatamente. La spinta è poderosa, la velocità sale molto rapidamente per poi assestarsi, è 4x4, è un treno su binari, non si scompone MAI. Avverti il peso, lo sterzo è molto rigido così come l’auto che pare essere un pezzo rigido ed incazzato quando schiacci ma altrettanto sereno quando non lo fai. Tanto spazio interno, tanto bagagliaio, l’assenza dell’albero fa si che sia completamente piatto il pavimento e comodo. La guida autonoma funziona bene ma ho potuto provare solo quella parziale, sullo schermo appaiono gli altri veicoli in movimento, lei ti segnala acusticamente quando diventa verde e puoi partire, accelera frena riparte si ferma.. fa tutto lei nel traffico tu devi solo tenere il volante. Spettacolo. ma veniamo ai difetti. - rumorosità. Ai 120 il rumore è molto marcato. Non ha doppi vetri, mancano diverse isolazioni fonoassorbenti. - rigidità. So che la Performance è parecchio bassa ma le asperità si sentono tutte - qualità costruttiva generale.. non siamo ai livelli premium europei ma i pro sono infiniti: - assenza pressoché totale di manutenzione - potenza sbalorditiva - opzioni multimediali incredibili - aggiornamenti e richiami via software - servizio clienti impeccabile - consumi pacatissimi e grande autonomia - spazio interno sfruttato al massimo - ricarica a te e agli amici che porti di 1500 km al Suoercharger Tesla ( non immaginate in quanti mi hanno scritto privatamente su un gruppo FB quando ho manifestato interesse). concludo dicendo che vivendo in Alto Adige (se ne vedono OVUNQUE) acquistare oggi una Tesla è una operazione alla pari di una vettura normale. Con 580km di autonomia, la possibilità di caricarle ovunque e pianificare i viaggi lunghi con cariche al supercharger di mezz’ora massimo non vi è alcun problema di gestione. Personalmente non la comprerò perché troppo bassa per le mie esigenze, l’ideale sarebbe Model Y ma è troppo costosa per me, ma la comprerei oggi stesso senza pensarci due volte. Chi passa all’elettrico non riesce più a tornare indietro. Pensate che qui da noi se scendi dalla montagna recuperi in frenata praticamente l’energia spesa per salire. Trovo che dare contro all’elettrico preferendo frizioni, pistoni e rumore sia veramente stupido.
  2. L'accordo Ferrari-Fia è così oscuro che manco in Ferrari sanno in cosa consista.
  3. 6 punti
    Comunque questa Bmw iX mi ricorda ''qualcuno''...😅
  4. No. E sono costosissime da mantenere le milF hybrid. Vogliono il suv, vogliono l'appartamento in centro, vogliono l'abbonamento alla virgin.
  5. 4 punti
    Non fosse per la diversa curva del tetto ed il fatto che i lamierati delle porte della iX perdono molta più tangenza rispetto alla 3008 I, concorderei [emoji23] Che tempi quando la 3008 era la più orrenda delle C-SUV...
  6. E, seguendo questo ragionamento, con la Sprint Race non rischiamo di avere due gare noiose a weekend anziché una?
  7. Mi sa che ha confuso samsung serie 8 con una bmw. Tra l’altro Alfa ha avuto una storia di cellulari, se non sbaglio tra l’altro quello di inizi anni 90 usato dalla polizia si chiamava proprio Ar8 . Sarebbe un grande ritorno
  8. La console centrale della lexus è qualcosa di abominevole
  9. FB A7 Direzione Milano zona casello di Vignole Borbera
  10. Perché non l'hanno differenziata maggiormente se tanto hanno cambiato tutti i pannelli carrozzeria? A sto punto potevano pure riciclarli, sembra identica!
  11. Saper guidare col manuale è come andare in bicicletta o nuotare o sciare. Dopo 10 minuti torni capace esattamente come se l'avessi sempre fatto.
  12. Le Nissan riescono sempre a stancarmi e a sapere di già visto anche appena presentate e con stilemi apparentemente di rottura. Sono diventati la Opel pre-psa giapponese
  13. Nuove foto senza veli di Outlander! A me piace 😯 WS
  14. Eh ma la Panda del 90 di mio nonno è costruita megliohhhh11!!!!11 Ma poi dove la ricarichihhh???111??? E se devo fare Lisbona-Vladivostok tutti i giorni come facciohhh????11!! Le elettriche sono inutilihh..11!!! Ma vuoi mettere il rumore del motorehh!!!!111!!! (Come se tutti avessero un v8 Ferrari sotto al culo).
  15. 10/12/20h sono le ore di riposo, dopo un volo "lungo raggio". Dipende dai fusi orari attraversati. (Volo notturno o diurno) Quando arrivi sei "cotto" e dopo un giorno devi ripartire. Non hai voglia di "fare altro". Se la sosta si prolunga, ti portano a casa come passeggero. Costa troppo lasciare un equipaggio in albergo. Mia moglie, legge le c@zzate che scrivo e mi compatisce😂 Concludiamo in bellezza...
  16. Beh, di sicuro avrà offeso quella Clio che se lo ritrova proprio davanti al muso ! 😂 Con quella Land Cruiser fiorentina sei passato di nuovo vicino casa mia, anche quella ogni tanto sparisce per diverso tempo e poi ritorna. Ma ecco finalmente un mio piccolo contributo dopo tanto tempo : tutte dal Quartiere Ostiense ( zona Garbatella ) mentre ero in giro per una commissione assieme a un Amico, e tutte nel nel giro di 200m. Anche la R4 ereditò il "blu Oceano" dopo che divenne popolarissimo a fine anni '70 sulla sorella "5" , devo dire che me la rende quasi accettabile Un usato strasicuro. Una Dedra ( ormai rare ) tenuta più che discretamente, peccato solo per il paracolpi laterale leggermente fuori sede : bellissimo il colore, direi quasi un "Platino", che qui, con la poca luce ( infatti per quello risulta mossa ) sembrerebbe il solito Silver, invece no. Questo Cinquino me lo manda un altro Amico da Carbònia ( CI ) : una "L" molto rimaneggiata, ma senza sconvolgerla troppo, l' assetto mi sembra ribassato e quei cerchi in lega ( marchiati Fiat 😮 ) li trovo sfiziosi. Bello il giallo Positano che si adatta al carattere sportivo che ha voluto darne il proprietario.
  17. Che io sappia, si parla di qualcosa a marchio Alfa di dimensioni più simili a serie 8 che alla Giulia, da declinare in versione GTV (coupè) e Alfetta (Gran Coupè). Se poi sono cambiate le cose, boh !
  18. son partito dalla grand cherokee
  19. Amo ricordare che Angli e Sassoni eran gente che inseguiva nuda marmotte quando noi già s'ammazzava un Giulio Cesare...
  20. "Sport is dangerous, I've always said it's more dangerous than drinking beer. Normally, if you drink, you don't get injured, you just have a hangover" Kimi Räikkönen 😀
  21. ti sei perso il fatto che quando l'hanno presentata han detto che di fatto era un prototipo e che sarebbe stata sviluppata su quell'idea. In questo caso su cosa l'avresti fatto sviluppo e durata se non su di un motore modificato e su un assetto dedicato? la macchina è quella. Ripeto, sono puntualizzazioni sterili, visto che hanno detto agli interessati quali sarebbero stati i tempi di consegna. Se va bene a loro, va bene a me, in questo anno per me avrebbero potuto anche trovarsi solo per farsi l'aperitivo.
  22. già il fatto che l'abbiano realizzata davvero, di per sè, è un autentico miracolo. Io mi focalizzerei su questo aspetto ragazzi....
  23. in maserati hanno fatto smart working ad esempio. Poi se ti dicono che ci vuole un anno e chi l'ha presa lo sapeva benissimo fin dal primo giorno, non vedo il problema
  24. Da quel che vedo io, in tutto il mondo, la si mena tanto con l'infotainment e poi il 90% dei guidatori li vedi con la faccia sullo smartphone, tenuto rigorosamente in mano.
  25. Questa mattina mi è capitato di leggere un articolo su Elon Musk che credo racchiuda alla perfezione il mio pensiero su di lui ed il motivo per cui non riesco a non provare un po’ di antipatia verso Tesla. Antipatia che in realtà provo anche verso alcune realtà cinesi ( che poi magari ho nel portafoglio titoli) e che rappresentano quello che è il grande raggiro della finanza e dell’industria. Dove non si gioca e non si è mai giocato ad armi pari. Mio padre, insieme a quelli che sono stati di volta in volta i suoi team di collaboratori, è quello che in maniera un po’ infantile può essere definito inventore/scenziato. Ogni volta che sente parlare di musk come Genio fa un sorriso beffardo, lo stesso che ho anche io. L’autore dell’articolo riporta la vera dote di musk, che non sempre tutti ricordano. https://www.huffingtonpost.it/entry/elon-musk-il-troll-del-capitalismo_it_60227194c5b689330e329042?ncid=fcbklnkithpmg00000001&ref=fbph Elon Musk, il troll del capitalismo Dai razzi su Marte alle criptovalute: Musk è pieno di debiti e aziende in perdita ma è l'unico vincente. Ha scoperto come hackerare il mondo del business Riccardo Maggiolo Hannibal Hanschke / Reuters SpaceX owner and Tesla CEO Elon Musk arrives on the red carpet for the Axel Springer award, in Berlin, Germany, December 1, 2020. REUTERS/Hannibal Hanschke/Pool Cosa fareste se venisse da voi un imprenditore le cui aziende sono in perdita da anni, che avete visto lo scorso giorno spaccare un componente di un suo prodotto di punta durante un lancio mondiale in diretta TV, e vi chiedesse di finanziare coi vostri soldi un rivoluzionario jet supersonico a energia elettrica mentre fuma uno spinello? Se non avete risposto “Gli darei tutto quello che ho”, avete sbagliato risposta. L’imprenditore di cui stiamo parlando è infatti Elon Musk, oggi l’uomo più ricco del mondo, considerato da moltissimi un genio visionario. E un genio, Musk, in effetti lo è. Ma forse non nel modo in cui quasi tutti lo pensano. Musk è un genio non perché vede il futuro, sa fare business come nessuno, è un ingegnere eccezionale e allo stesso tempo un programmatore di grande talento. No: Musk è un genio perché ha capito come “hackerare” il capitalismo. O, come meglio si potrebbe dire utilizzando il gergo giovanile di oggi, come “trollarlo”. E, qualche giorno fa, ha raggiunto l’apice di questa sua impresa - tra tutte, di certo quella di maggior successo. Ma andiamo con ordine. Elon Musk ha fatto la sua prima fortuna cavalcando la “internet bubble” degli anni ’90. Prima grazie a Zip.2 - una specie di “pagine gialle digitali” – e poi con la popolarissima piattaforma di pagamenti digitali Paypal, che era il risultato della fusione della sua X.com con un’azienda concorrente e che nel 2002 fu acquistata da eBay rendendo a Musk circa 180 milioni di dollari. Con questo bel capitale e volendo continuare a fare impresa, Musk fu tra quelli che si buttarono nel nuovo modello di business che per i decenni successivi avrebbe fatto la fortuna di molti danarosi investitori e imprenditori: la disintermediazione. Qualcuno aveva infatti cominciato ad accorgersi che il prezzo finale di moltissimi prodotti e servizi era incredibilmente più alto del prezzo delle loro componenti, in quanto risultato di lunghissime catene di produzione in cui ogni intermediario doveva guadagnarci qualcosa. Disponendo di grandi capitali e sfruttando i vantaggi della globalizzazione e della digitalizzazione, era quindi possibile produrre da soli i componenti, “saltando” gli intermediari e mettendo sul mercato prodotti e servizi finiti a prezzi estremamente competitivi. Questa fase, che potremmo chiamare di “iper-capitalismo”, si basava anche su un altro assunto fondamentale: il potere della finanza. Sfruttando l’esplosione del valore dei mercati azionari innescato fin dagli anni ’80, si potevano creare aziende che fruttassero milioni pur essendo economicamente in perdita anche per decenni. Ecco come. Dal momento che nel mercato azionario c’erano sempre più capitali e i rendimenti erano mediamente bassi - o comunque c’erano tante persone con tanti soldi in cerca di rendimenti alti - “bastava” andare da loro e dirgli: «Ho un’idea rivoluzionaria per un’impresa. Mi servono un bel po’ di soldi e di tempo per farla funzionare, ma tra 7-12 anni sarò leader di mercato: se investi oggi per allora avrai i tuoi soldi decuplicati o centuplicati». E, con le giuste entrature e sufficiente credibilità, i soldi si trovavano. Dove sta però il vero trucco? Che, vedendo alcuni investitori che stanno mettendo molti soldi nella tua impresa, altri investitori fiutano l’affare e accorrono a darti altri soldi, magari anche a condizioni ancora più “pazienti” per ricevere gli interessi. Risultato: hai una liquidità enorme per entrare sul mercato a prezzi molto competitivi producendo buona parte delle tue stesse componenti, nonché la possibilità di andare in perdita per moltissimo tempo: la concorrenza non ha scampo. Diventa, quindi, una sorta di profezia che si auto-avvera. Amazon, per esempio, è un caso da manuale di questo tipo di “iper-capitalismo”. Musk si è avvantaggiato di questo meccanismo per le sue due imprese di riferimento, Tesla e SpaceX, ma è andato anche molto oltre. Egli infatti non è solo un’iper-capitalista: è un “ultra-capitalista”; è lo übermensch del capitalismo, proprio perché c’è dentro fino al collo ma allo stesso tempo è oltre; se ne avvantaggia ma allo stesso tempo lo distorce; lo esalta e insieme lo ridicolizza. È la bolla di tutte le bolle, l’emblema del business non-business, il joker del capitale. Un troll, insomma. E tutto questo perché ha capito che nella società post-moderna il valore fondamentale nel mercato capitalista non è il denaro, né il petrolio, né i dati: è l’attenzione. Anzitutto, Musk ha capito che l’era della complessità stava creando un moltiplicarsi di rischi incontrollabili, e che in ultima istanza chi avrebbe dovuto accumulare questi rischi e cercare di mitigarli per evitare che la società esplodesse sarebbe stato lo Stato. Lo avrebbe fatto soprattutto tramite l’immissione nel mercato di immense quantità di denaro, ma anche allo stesso tempo delegando alle aziende alcune delle sue funzioni tipiche. Questo per dare linfa al mercato e alla medio-piccola imprenditoria sofferente, ma anche e soprattutto perché lo Stato da solo non sarebbe stato in grado di gestirle efficientemente. Non solo: rispetto agli anni ’90, nei primi anni 2000 tra la popolazione stava crescendo una certa “insofferenza da capitalismo”, e quindi una diffusa richiesta a dare maggior attenzione ai valori che ai prodotti; al bene collettivo più che a quello individuale; all’ecologia più che alla produttività – si pensi al movimento “No logo”. Ma, per le ragioni di cui sopra, lo Stato avrebbe avuto sempre meno opportunità e capacità di occuparsene. Si apriva quindi uno spazio che consentiva sia di crearsi una reputazione molto positiva con grande visibilità verso i consumatori, sia di ottenere enormi investimenti con pochi vincoli da parte dello Stato e quindi dei mercati. In quel solco Musk si è buttato a capofitto con Tesla – produttrice di macchine elettriche - e SpaceX – azienda di razzi spaziali. Un’altra cosa di cui si è reso conto Musk è che è piuttosto facile riunire un po’ di bravi ingegneri e designer e presentare un progetto che su carta può funzionare e che sembri avveniristico e incredibilmente attraente. La cosa veramente difficile è produrre l’oggetto in questione, e poi renderne la produzione sostenibile, scalabile, sicura, legale, profittevole. Ma mentre ogni altro imprenditore se pensa che un modello di business non sia sostenibile o scalabile si ferma prima di partire, Musk non si fa questo scrupolo: l’importante è che il progetto generi attenzione e sia funzionale a una narrazione di futuro desiderabile in cui lui è il genio visionario che lo porta al mondo, così da poter continuare ad accedere a capitali e avere il sostegno del pubblico. Un ottimo esempio di tutto ciò è l’Hyperloop: un “treno” potenzialmente in grado di viaggiare alla velocità del suono muovendosi su un cuscino d’aria o magnetico all’interno di un tubo pneumatico a bassissima pressione, quasi annullando l’attrito dell’aria e del suolo. Musk lanciò l’idea nel 2012, e fu per lui un successo. Non da un punto di vista imprenditoriale, visto che non si lanciò nell’impresa (troppo impegnato, diceva), ma piuttosto comunicativo, avendo rinforzato la sua reputazione di genio visionario. Eppure, basta fermarsi un attimo a pensare per avere seri dubbi sulla sostenibilità sia economica che operativa dell’Hyperloop. Quanto costerebbe costruire e mantenere una simile struttura per migliaia di chilometri? Quante linee si potrebbero fare? Quanto costerebbe quindi un biglietto? Sarà mai davvero competitivo con un volo aereo? E ha davvero vantaggi concreti rispetto al treno? Ma poi, se c’è un incidente dentro il tubo? Come può funzionare la manutenzione migliaia di chilometri di tubi di vuoto pneumatico? E se qualcuno ci lancia una bomba contro in un solo punto dei migliaia di chilometri di linea? Più di otto anni dopo, nonostante alcuni pronosticassero un primo Hyperloop operativo per il 2020, non c’è ancora nessun vero prototipo, e il primo Hyperloop ad oggi è previsto in India…nel 2030 (con lo smart-working e il coronavirus che già oggi lasciano a terra molti aerei). Se pensate che effettivamente il progetto Hyperloop sembri strano, allacciate le cinture, perché è tra i meno bizzarri tra quelli che Musk ha lanciato o proposto negli anni. Ha parlato per esempio della possibilità di creare un reticolato di tunnel sotto le città in cui far scorrere tutto il traffico veicolare; tegole per tetti che sono anche pannelli solari (frutto peraltro dell’acquisizione dell’azienda del cugino, che ha dato adito a una lunga battaglia legale); voli con razzi passeggeri per andare da New-York a Shanghai in 40 minuti; un jet supersonico alimentato a sola energia elettrica; connettere il cervello umano con un computer tramite l’innesto nel cervello di dispositivi grandi come monete… Tutte queste idee sono diventate aziende o progetti di Musk; e tutte sono rigorosamente in perdita, ancora in stato prototipale e in clamoroso ritardo rispetto ai risultati promessi. Non di meno, ne hanno alimentato il mito. Ma se ancora tutto questo vi sembra tutto sommato ragionevole o plausibile, aspettate: c’è di più. Perché c’è una cosa che Musk condivide nel profondo con il capitalismo: il fatto di vivere solo grazie a una costante corsa al rialzo. Se il capitalismo per sopravvivere deve produrre sempre di più in maniera sempre più efficiente, Musk deve continuamente ad alimentare il suo mito; deve sempre stare al centro dell’attenzione. Questo sia per coprire i problemi di sostenibilità economica (e a volte anche di efficienza produttiva) delle sue aziende, sia per preservare la sua capacità di attrarre investimenti e fiducia da parte dei consumatori. Per questa sua esigenza di avere sempre i riflettori su di sé, Musk negli anni si è reso protagonista delle più incredibili uscite: ha fumato uno spinello in diretta durante un popolare podcast; ha dato un nome assurdo a suo figlio; ha sostenuto la candidatura del rapper Kanye West alla presidenza degli Stati Uniti; ha fatto rompere un finestrino teoricamente infrangibile di una sua auto durante il suo lancio in diretta mondiale (bestemmiando ad alta voce); ha proposto di salvare con un mini-sottomarino dei ragazzi bloccati in una grotta in Thailandia, provocando la profonda irritazione dei soccorritori; ha spedito e abbandonato nello spazio una delle sue auto; ha venduto lanciafiamme a prezzo scontato ai suoi fan… Questi “episodi” ben descrivono e giustificano la parola che più è associata a Musk e che ne costituisce parte integrante del mito: “disruptive”, cioè essere una persona che distrugge e sconvolge i paradigmi. In questo, Musk sembra essere il perfetto erede di Steve Jobs, ma avendo superato il “maestro”. Se infatti la narrazione che Jobs aveva costruito intorno a sé era il pensare diversamente il presente (“Think different”), per Musk è pensare diversamente il futuro. Negli ultimi 20-30 anni il futuro è diventato un luogo ostile – basta guardare un qualsiasi film di fantascienza per rendersene conto. Musk cavalca e insieme “distrugge” questo sentire comune creandosi una immagine di “eroe-ultima-risorsa-dell’-umanità” e sfruttando un altro mito Occidentale: quello dell’inarrestabilità del progresso tecnico e tecnologico. Un uomo (quasi) normale, come lo sono Iron Man e Batman, ma che proprio come loro ha dalla sua l’arma più potente di tutti: la tecnologia. Il futuro diventa così insieme promettente ma elitario (come lo sono, a pensarci bene, tutti i progetti di Musk); privatizzato, in un certo senso. Se Steve Jobs ha innovato il modo di fare imprenditoria grazie alla sua capacità di fare del marketing la pietra angolare di un business, Musk lo ha fatto negandolo; o meglio e di nuovo, trascendendolo. Musk infatti non ha mai fatto pubblicità ai suoi prodotti. D’altronde non ne ha avuto davvero bisogno, perché il “prodotto” vero da promuovere è lui stesso: è la sua reputazione l’asset fondamentale delle sue aziende. Una mossa, questa, che peraltro gli ha permesso di praticamente azzerare una delle voci di spesa maggiori per ogni grande azienda. Per fare questo, Musk è saltato a piedi pari sopra quasi ogni tema sociale e tecnologico dibattuto negli ultimi anni: dall’intelligenza artificiale agli alieni; dai diritti dei lavoratori al Coronavirus. E lo ha fatto con toni e idee sempre più estreme e provocatorie - spesso immortalate dai sui tweet – tra cui: dichiarare che le azioni di Tesla fossero sopravvalutate; sostenere di voler vendere tutti i suoi possedimenti e non aver più casa; dirsi convinto che le Piramidi siano state costruite dagli alieni; aver pubblicamente insultato come “pedofilo” un altro utente Twitter; aver annunciato di voler privatizzare Tesla acquistandola per 420 dollari ad azione (un numero che è un riferimento al consumo di marijuana) ricevendo una bella multa dalla Security Exchange Commission americana; aver dimostrato di apparentemente non conoscere la differenza tra investimenti e capitalizzazione di mercato; aver sminuito la pericolosità del Coronavirus e dichiarato di rifiutarsi di vaccinare sé e i suoi figli… Tutte queste dichiarazioni non hanno affatto spaventato pubblico o investitori – anzi - e Musk è recentemente diventato tra gli uomini più ammirati al mondo grazie agli ultimi successi nei lanci di SpaceX e il più ricco al mondo grazie alle recenti fortune borsistiche di Tesla, che oggi è l’azienda di produzione automobilistica di maggior valore al mondo. Eppure, a quasi vent’anni dalla sua fondazione, Tesla oggi detiene solo lo 0,5% del mercato mondiale dei veicoli a motore, non ha ancora chiuso un singolo anno in profitto economico ed è quindi ancora molto lontana dal pareggiare gli oltre 19 miliardi di dollari di investimenti ricevuti. Non fosse già notevole essere a capo dell’azienda di automobili di maggior valore al mondo pur avendo quote di mercato irrilevanti e un debito enorme e pluridecennale, c’è anche da dire che Musk ha ottenuto questo spettacolare risultato essendosi da sempre opposto ferocemente – e anche illegalmente - alla sindacalizzazione dei suoi dipendenti e avendo ricevuto generosissimi sussidi statali. Ciononostante, Tesla sembra aver perso il vantaggio competitivo nel micro-settore delle automobili elettriche di lusso, mentre l’avvento della tanto promessa e promossa guida autonoma viene continuamente rinviato. Ma è in questi giorni che Musk sta raggiunto l’apice della sua impresa, con due mosse che sono vere pennellate al suo capolavoro dadaista. La settimana scorsa, sulla scia della vicenda Game Stop - peraltro da lui stesso alimentata - ha twittato: «Non puoi vendere case che non hai, non puoi vendere auto che non hai, ma puoi vendere azioni che non hai? È una str***ata e una truffa!». Il che, detto dall’uomo che è diventato il più ricco del mondo vendendo sul mercato azionario un valore che le sue aziende non hanno pur avendo potuto godere di quasi 5 miliardi di sussidi statali senza dare in cambio quote di proprietà dell’azienda, è oltre il paradossale. Ma c’è di più: negli ultimi giorni è riuscito a far impennare il valore dei Dogecoin: una moneta virtuale nata per scherzo, per prendere in giro il successo dei Bitcoin, che come immagine ha la foto di un cane reso celebre dai meme di internet. A Musk è bastato twittare la parola “Doge” con l’immagine di un razzo in partenza e poi, successivamente, beffa della beffa, la frase «Dogecoin è la criptovaluta del popolo». Risultato: i Dogecoin a fine gennaio hanno aumentato il loro valore del 600%. Musk è così riuscita a estrarre un enorme valore convenzionale dalla distruzione di una convenzione come il denaro; a battezzare come “popolare” una tecnologia così elitaria da essere incomprensibile ai più; a creare fiducia tramite una burla. Siamo probabilmente nel genio artistico a livello di un Duchamp o di un Cattelan. Tutto questo si può spiegare in due modi: o Musk incarna alla perfezione il cliché (meglio: la narrazione) del genio lunatico, un po’ pazzo; o fa quasi tutto in maniera calcolata, per un fine. Potremmo pensare che effettivamente è una persona che ha solo a cuore il bene dell’umanità e vuole salvarla creando una colonia su Marte e fermando il riscaldamento globale; o potremmo pensare che sia un narciso in pieno delirio di hybris, che gode nel cavalcare ogni tigre che gli capita a tiro e che voglia solo vedere fino a quando può menare per il naso tutti. E ancora, potremmo pensare che ha capito in anticipo tutti i meccanismi qui descritti, oppure che si è trovato più o meno fortuitamente a cavalcarli e ora non può più scenderne. L’una o l’altra (o, non si può escludere, tutte insieme) il solo fatto che siamo qui a scriverne e a parlarne lo rende vincitore. Perché forse ha ragione lui: può continuare questo suo gioco all’infinito, finché si parla, bene o male, di lui. Finché ha il valore fondamentale: la nostra attenzione. Forse lui l’ha capito, e noi no. D’altronde, Elon Musk è un genio.
  26. Ricordi se avesse targhe Europee? Che poi diventò abbastanza comune anche sulla Renault 4 da fine anni '70 (direi che fu introdotto circa nel '79), sino al 1986 o 1987, seppur ne ho visto qualche sporadico esemplare anche degli anni successivi, ergo che rimase sino alla fine, ove però fu nettamente preferito il rosso e il bianco.
  27. Suggerirei anche Ford Mondeo, per caratteristiche mi pare la più simile alla Mazda 6.
  28. Grand Cherokee L is not cheap. If you want anything but base trim and if you want AWD you are already very close to $50k and it's without clicking on any option. Grand Cherokee L Limited AWD with 3.6 V6 Pentastar will start close to $50k.
  29. Già con 125cv ha sprint sufficiente, il 155cv è un di più ☏ SM-G985F ☏
  30. Un mio conoscente ha la 500X come unica auto, sono lui moglie un figlio ed un cane (Labrador) e sebbene inizialmente fosse un po’ preoccupato, all fine si trovano bene, l’unico inconveniente è il portellone posteriore inclinato. Io la 500X l’ha presa svariate volte a nolo (ah, quando si poteva viaggiare 😅), di solito 2-4 persone più bagagli e mi ci sono trovato molto bene.
  31. Guarda ti dico francamente che le DS non mi fanno impazzire .., non rispecchiano i miei gusti personali..., le trovo un po ' ''barocche '' ( nei dettagli )... , tranne la nuova DS4 .. Le Citroen secondo me hanno un design frizzante , allegro .., la C5 Aircross mi piace parecchio idem la nuova C4.. Mentre le Peugeot ..beh vedi la 508 mi sembra una signora macchina .., mi piace particolarmente lo stile sportivo ed elegante.., anche le altre hanno una personalità forte ..( design dinamico ecc..)
  32. A 7'45" parla di come è diventato costruttore, a 14'30" dei vincoli di design
  33. 500x fra l'altro consuma meno di Renegade e costa meno a pari dotazione, anche io la suggerisco.
  34. Ho letto che le vetture scelte sono queste due e leggo sempre bene della Puma, però vorrei anch’io suggerire la 500X, auto che avrebbe però il punto negativo del bagagliaio ridotto. Per il resto, io ho guidato spesso sia Renegade che 500X in varie versioni e le ho sempre trovare delle ottime auto, per me le Migliori del gruppo ex FCA se escludiamo ovviamente Giulia, Stelvio e Ghibli.
  35. Piccole modifiche all'assetto e la 300C 2021 è pronta.
  36. Azz!!!1!!! Un minimo di sensibilità, certi immagini a freddo possono provocare forti dolori al petto, il forum è frequentato anche da gente di una certà età!!!1!!! La prossima volta mettete un avviso "Non aprite questo topic", “Attenzione, le immagini che seguono potrebbero turbare la vostra sensibilità”, ecc.
  37. Veramente gradevole come versione, sarebbe molto bello vederla gialla. Avrei evitato il pataccone cromato, sostituendolo con uno in nero lucido, avrebbe dato un'aria decisamente più sportiva. In ogni caso hanno fatto un buon lavoro su una base che non spicca certo per bellezza.
  38. si, ma sti stracazzo di collaudatori non si mettono li a disegnare i paraurti e a costruire e montare le parti nuove, ci sarà qualche povero disgraziato a mettertelo su il mulo da provare
  39. E' tutta colpa delle pause caffè. So' quelle che ce fregano....
  40. Ma guarda che più che tecnologiche le remore erano di cash flow...Lui il razzo l'ha prodotto perché non gliene frega nulla di buttarci dentro soldi manco fossero il carburante. L'uomo non è più tornato sulla Luna per questioni economiche, non tecnologiche. E per finire, lo Space Shuttle lo considero nettamente superiore a questo dal punto di vista tecnologico. Però anche quello bruciava schei (e non solo...). Tecnologicamente davvero non sta facendo niente di eccezionale. Anche neuralink "ommioddio diventeremo dei cyborg", basta leggersi un attimo in cosa consiste e conoscere anche solo tangenzialmente la materia e cade il palco.
  41. ma allora facciamo correre Elsa che é sicuramente piú interessante!
  42. In effetti con quell'anno tranquillo, rilassato, noioso, privo di avvenimenti quale è stato il 2020....
  43. 1 punto
    poi dopo se cadono e si fanno la bua piangono.... L'ex pilota ducati si fece male nel 2020 per una garetta di cross senza far eil cojone...pensa tu
  44. 1 punto
    Dovizioso è un pilota più o meno in età da pensione. un buon pilota, che ha fatto cose molto buone per qualche anno, a fine carriera, grazie anche a una serie di circostanze che lo hanno fatto trovare al posto giusto nel momento giusto. tolto ciò resta un buon pilota che per i 3/4 della sua carriera ha sostanzialmente deluso le aspettative: come si possa continuare a costruire reotrspettive su quel che avrebbe potuto essere per me resta un mistero. aveva carte da giocarsi, nonostante tutto, e se le è giocate male. ci sono piloti giovani e capaci che ucciderebbero per una sella, e lui se la tirava, nel mentre. peccato per lui, ma pazienza. non è che un mondiale senza Dovizioso sia così tragico, eh? a me dispiace molto più un mondale senza Marquez per dire. piloti del suo livello se ne trovano, senza dover andare dallo psicanalista.
  45. Eccolo qui, senza veli. Molto vicino al Dinkleberg Concept 🤣 e, vi dirò, non mi dispiace!
  46. 1 punto
    Apprezzo il tentativo di passare da volumi ricchi di punti negativi (nervature etc) a forme positive ed organiche, una ricerca di evoluzione di brand che non è facile. Però è sgradevole rivedere i passaruota a mortadella tagliata di Peugeot di nuovo tra noi. Nel suo caos, apprezzo la forma inferiore del paraurti posteriore, ed il tentativo di lavoro del volume sporgente del portellone in cui sono presenti i fari. Ma fa schifo. Ci sto provando ad essere generoso, ma in pratica è una Subaru Forester con degli stilemi totalmente a random. Parliamo della vetratura bassa rispetto al tetto, che aggiunge molta massa visiva nella parte superiore. Parliamo delle comiche maniglie cromate/nere che aggiungono punti luce in più, parliamo della totale assenza di una narrativa tra il montante C ed il lunotto, del montante A molto avanzato, del tappo della ricarica in vista come un tappo serbatoio qualunque. Che disastro. La presentazione ufficiale la fanno su uno di quei siti per appassionati di immagini gore?
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