Ricordo annate spettacolari anche in piena era "formula noia", quella dei sorpassi impossibili, delle perdite di carico stando in scia, delle gomme tassellate, dei rifornimenti, degli interi campionati senza un giorno di pioggia.
Il 2003, il 2006, il 2007, il 2008... Alla base di tutto non c'era il drs, le gomme o il regolamento tecnico, ma l'incertezza del campionato, il tendenziale equilibrio dei due team favoriti, con magari un terzo outsider che raccoglieva le briciole.
Se proprio vogliamo individuare la causa della progressiva perdita di appeal agonistico di questo sport, penso che questa sia dovuta all'inesorabile affinamento tecnologico e strategico. Monoposto sempre più affidabili, facili da guidare ma talmente affinate sulle condizioni standard che fuori dalla traiettoria ideale diventano inguidabili, necessità di una guida sempre più pulita e quindi uniforme (livellando gli stili di guida), supporto informatico che consente di minimizzare i margini di errore delle decisioni, congelamenti meccanici che rendono l'affidabilità fondamentale.
A cappello di tutto questo, mettiamoci l'abolizione dei test liberi e illimitati, la cui efficacia è solo in parte compensata dai simulatori.
E temo che non esista una rivoluzione regolamentare in grado di ridare spettacolo, perché è un controsenso pretendere di avere alettoni o motori come negli anni '80. Il regolamento potrà togliere questa o quella appendice, imporre altezze o distanze minime, ma in ogni caso il risultato verrà sempre estremizzato per tirare fuori il massimo da qualsiasi area della macchina, grazie a strumenti di calcolo e simulazione che spostano l'asticella a livelli di complessità inconcepibili.
Il DRS, per quanto farlocco possa essere, è stato l'unica rivoluzione funzionante, perché altera fittiziamente i valori in campo.
L'ultima speranza è il ritorno dell'effetto suolo, ma ho la sensazione che dopo un primo anno eccitante, progressivamente le monoposto verranno riempite di correttivi aerodinamici che ne ridurranno i benefici.