Vi prego basta citare la DAnimarca
Ma andateci a vivere qualche anno e poi la potete citare come esempio virtuoso, se ne avrete ancora lo stomaco per farlo
Ma non è così come la credono in molti nel loro immaginario.
Vi sono cose che sono oltre le statistiche OCSE e bias cognitivo dei paesi scandinavi. Ma per realizzare meglio di cosa si parla, bisogna parlare con loro, dialogare con le organizzazioni sindacali e tributarie, con i gruppi di pressione e poi con i dirigenti di azienda e i responsabili ambientali, avvocati e commercianti, vicini di casa, immigrati di pirma e seconda generazione, rappresentanti di aziende degli altri fratelli scandinavi. Giorno per giorno. E' un contesto non esportabile e meno male che è così. E' una questione di kilometri quadrati, di strutture, di identità, di stratigrafia economica storicizzata, di risorse disponibili, di posizione geografica, di pregiudizi radicati e inestirpabili verso il sud d'Europa, di relazione con altri paesi e sovrapposizione di interessi con gli stessi, di quantità di persone, di ruolo nello scacchiere della real politik.
Non voglio scivolare in una invettiva contro un popolo, ma non se ne può più di vedere sbandierata questa storia della Danimarca e della Norvegia. Torniamo vi prego a i KW, alla filiera, a chi controlla le riserve di litio, a quante colonnine ci sono in italia, alle ripercussioni sulle fasce più deboli della popolazione, all'effettivo risparmio in termini ambientali, a quanto sia intelligente e responsabile abbracciare l'innovazione e la responsabilità. Convinciamoci a vicenda ad andare con i pattini o monopattino, a prendere gli autobus. Cerchiamo i geni di Fidippide e proviamo a farne un'ibridazione con i nostri e poi diveniamo tutti maratoneti... altro che elettrico o ICE