Situazioni assurde del lavoro in Italia, riporto la esperienza diretta delle difficoltà di mia figlia.
Si è laureata per la 3+2 in Biotecnologie Farmaceutiche a fine dello scorso anno, valutazione 110 e lode.
Ha fatto il tirocinio in ambito universitario, presso un poloclinico della zona, con cui si trovava e si trova tuttora bene, visto che sta continuando il tirocinio (gratuito) post laurea.
Prima della laurea il responsabile del laboratorio si è interessato per richiedere una borsa di studio nella struttura, tramite le procedure e burocrazia universitaria e statale, senza risultati.
A quel punto, visto che fare un tirocinio sottopagato in un altro posto in Italia e utilizzarlo per pagare l'affitto, non era, giustamente, di suo gradimento, ha provato, aiutato anche dal responsabile, uno sbocco all'estero.
Durante un esposizione di un lavoro di ricerca, fatto prima della laurea, l'hanno contattato degli esponenti di un importante centro di ricerca Statiunitense, per proporgli un dottorato post laurea.
Il dottorato viene coogestito dall'università Statiunitense e dall'università Italiana dove si è laureata.
Essendo molto interessata al lavoro ed alle prospettive, ha confermato e si è interessata a gestire le problematiche burocratiche, e, con i tempi e le regole della burocrazia Italiana e Americana, sembra concretizzarsi un tirocinio triennale a fine anno/inizio anno nuovo.
Tutto bene? No, c'è un problema assurdo! L'universita dove si è laureata ha posto un veto, motivato dal fatto che..... guadagnerebbe troppo!
Praticamente all'università locale non piace che il suo stipendio sia più alto di quello di alcuni docenti.
All'opposto, l'università Nordamericana, essendo un ente parastatale, deve garantirgli lo stipendio pattuito, per evitare di sottopagarla.
Praticamente si è arenato tutto, e vedremo i tentativi di fare partire tutto come andranno, sicuramente lei non intende continuare a lavorare gratis "per amore di Patria", quindi, pur continuando il tirocinio, sta cercando delle alternative.
Vediamo come si evolve, ma, in casi come questo, la burocrazia e la malgestione delle strutture Statali Italiane non invogliano sucuramente a lavorare qui.
Il prossimo politico che dice "puntiamo sulla ricerca" lo prendo a schiaffi!