Permettimi di dissentire totalmente sul tuo ragionamento.
La crisi attuale è stata determinata proprio dal libero mercato, lasciato troppo libero in mano ai privati. Il privato se ne frega delle politiche industriali. il privato se ne frega dei posti di lavoro, se ne frega delle fabbriche e l'unica cosa che gli interessa è il profitto.
Il troppo liberismo eil capitalismo portato all'eccesso sta causando il crollo delle industrie occidentali e presto anche delle economie.
Il privato, dicevo, per sua natura pensa solo al profitto. L'avidità dell'uomo, che non si accontenta mai e vuole guadangare sempre di più, sta distruggendo l'industria e l'agricoltura in Europa e presto anche il terziario.
Questo accadde per un semplicissimo motivo: quale è l'attività legale, quindi escludendo il narcotraffico e roba simile, che garantisce il miglior profitto a fronte di un investimento di capitale iniziale? Non certo l'attività imprenditoriale, quindi non di certo le industrie, le aziende agricole o di servizi, ma sono gli investimenti finanziari, quelli che garantiscono il maggior profitto. Investire in un'impresa, in una fabbrica, in media garantisce un profitto del 2%, mentre invenstire in fondi speculativi, in fondi assicurativi, in prodotti finanziari, in azioni, obbligazioni, ecc...garantisce in media il 6% di profitto.
Chi ha i soldi, non li investe più nell'economia reale, non li usa per costruire fabbriche, per comrpare macchinari, per istruire il personale, ,ma usa i soldi per fare altri soldi facili, con il minimo sforzo.
Perchè la Cina ci sta asfaltando? Semplice, perchè in Cina le aziende e l'economia è condizionata, indirizzata dallo stato, che invece di investire i soldi nei mercati finanziari, con quei soldi ci costrusice le infrastrutture. Li investe in istruzione e ricerca, li reinveste nelel fabbriche per migliorare l produttività...in poche parole investi i denari nell'economia reale. In europa da troppi anni lo stato, anzi gli stati sono usciti dalle industrie, hanno privatizzato e svenduto tutto il privatizzabile, lasciando tutto in mano ai privati, che, come sciacalli, hanno fatto scempio ed ora paghiamo le conseguenze.
E poi si diecva che però ste aziende statali erano molto inefficienti, mangiavano un sacco di denari pubblici...tutto vero certamente, ma intanto creavano posti di lavoro, costruivano fabbriche, infrastrutture, formazione, creavano l'indotto necessario. Certo non erano un grande esempio di buona gestione, però almeno ci guadgnavano i dipendenti, gli operai, gli impiegati che potevano permettersi una vita dignitosa.
Ed oggi...forse lo stato non elargisce lo stesso enormi capitali di soldi pubblici sotto forma di incentivi? Ci stanno incentivi per qualsiais cosa: per le auto, per le case, per gli elettrodomestici...tutto è incentivato. Un fiume di denaro pubblico che finisce nelle tasche di chi? Non certo dei cittadini, che di questi incentivi non ne beneficiano nemmeno di un centesimo, visto che i prodotti incentivati, chissà come mai, hanno raddoppiato i loro prezzi. Sti incentivi finiscono direttamente nelle tasche degli imprenditori, anzi degli azionisti delle case automobilistiche i quali poi non li reinvestono nelle fabbriche, per miligorare ocmpetitività e produttività, ma li investono nella finanza, li portano nei paradisi fiscali, ecc..ecc..
Allora cosa sarebbe meglio: regalare direttamente i nostri soldi, sotto forma di incentivi ai soliti noti, oppure con questi soldi non sarebbe meglio ritornare ad un'industria statale, che, con tutti i suopi difetti, limiti ed inefficienze, garantirebbe almeno il funzionamento delle fabbriche?