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Peugeot 207 CC (Topic Ufficiale - 2006)


lucaf1
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Qualche giorno fa ho visto la Colt cc (chiusa)...Una delle auto più brutte che abbia mai visto...Non che questa sia uno splendore...

Bah, a me la Colt CZC non dispiace nemmeno chiusa ad essere sincero...

Però ammetto che la linea è strana, meno filante della 207 di sicuro... ;-)

mitsubishi_colt_czc_convertible02s_thumb.jpg

mitsubishi_colt_czc_31_01_06.jpg

<<Scarface>>

Non esiste peggior ignorante di quello convinto di sapere...

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Dopo aver debuttato nel lontano 1936 sulla 402 Eclipse, il tetto apribile metallico ricompare in Casa Peugeot nel 2001 sulla 206 CC, prima nel suo segmento a presentare questa soluzione così ardita, ma imitata subito dalle concorrenti.

La nuova 207 CC evolve ulteriormente l'idea di "Coupé-Cabriolet" compatta, diventando più auto. Il primo indicatore di crescita è il nome, "207", un numero in più che, come già accaduto per la versione berlina, racchiude grandi cambiamenti.

adview.php?what=zone:1&n=ad4d01fcL’ormai consueta lievitazione delle misure esterne ha portato la 207 ad oltrepassare la barriera dei 4 metri di lunghezza (4,03 metri per la precisione) e l’incremento di quasi 20 cm ha fatto sconfinare la versione CC nel terreno di concorrenti più importanti di quelle della 206. Noi comunque non ci sentiamo di definire la 207 CC una 2+2; la consideriamo piuttosto una vera spider con una zona posteriore capace, ben rifinita ed esteticamente gradevole dove poter riporre quegli oggetti che in una due posti secchi non riescono a trovare posto: soprabiti, borsoni, buste da shopping. Esseri umani è meglio di no, a meno che non si tratti di neonati o giù di lì, incapaci di esprimere compiutamente lamentele per le condizioni di viaggio.

La linea del corpo vettura risulta mutuata direttamente dalla 207 berlina, specie per quanto riguarda frontale, fiancate e luci posteriori. La coda è proporzionata, così come il muso, caratterizzato dalla fanaleria molto estesa in lunghezza, dalla grande calandra sportiva e dal bel cofano bombato.

Una nota di merito va anche ai retrovisori che oltre ad essere funzionalmente validi, presentano una linea accattivante.

Il parabrezza basso ed inclinato accentua l’immagine dinamica riscontrata anche a capote chiusa.

In generale, rispetto al modello precedente si ha la sensazione di trovarsi di fronte ad un mezzo di categoria nettamente superiore, oltre che esteticamente più filante ed equilibrato.

Un grande salto in avanti è stato fatto anche per quanto riguarda gli interni. Impressione enfatizzata nell’esemplare che abbiamo provato la cui plancia era interamente rivestita in pelle, in tono con i sedili. E questi ultimi sono ben realizzati e dalle dimensioni importanti, a beneficio del contenimento laterale. La consolle centrale, classica e dall’impostazione “tedesca”, contiene dal basso in alto i comandi del climatizzatore automatico bizona e dell’impianto audio, mentre le bocchette di aerazione e una palpebra con il display del computer di bordo o dell’eventuale navigatore sono incastonate, delimitate da una cornicetta satinata, nella parte superiore della plancia. Il cruscotto presenta tre quadranti circolari a fondo bianco, ben leggibili e visibili indipendentemente dalla posizione del volante, regolabile con ampie escursioni in altezza e profondità. Tutto ciò permette, in abbinamento alle regolazioni del sedile, di ottenere facilmente una posizione di guida adatta a guidatori di tutte le taglie. Molto buona l’accessibilità sia in entrata che in uscita, favorita dall’ampio angolo di apertura della grandi portiere, quindi niente contorsionismi tipici delle cabrio e nessun rischio di contatti con la cornice del parabrezza, giustamente distanziata.

Un abitacolo ben rifinito che trasmette una sensazione di qualità percepita molto elevata e soddisfa al 100%, specie nella versione bicolore nero/cuoio o nera/bordeaux.

I roll bar posteriori cromati si inseriscono nel contesto generale con discrezione, dato che il loro meccanismo di fuoriuscita automatica in caso di ribaltamento permette una posizione di “riposo” non invasiva per l’estetica della vettura.

Dal punto di vista tecnico bisogna rimarcare la rigidità torsionale aumentata del 30%, ottenuta anche tramite appositi tiranti presenti nel sottoscocca. Grande beneficio deriva anche dalla traversa longitudinale scatolata che contiene i già citati roll bar ad azionamento automatico pirotecnico.

La gamma dei motori si articola i due unità a benzina ed una a gasolio. Quest’ultima si avvale della nota unità 4 cilindri 1.560 cc 16V turbodiesel FAP common rail da 110 Cv a 4.000 giri, dotata di una coppia massima pari a 240 Nm a 1.750 giri ( temporaneamente 260 Nm grazie alla funzione “overboost”). I propulsori a benzina, di identico frazionamento e a 16 valvole, vedono la cilindrata salire al limite dei 1.598 cc e si presentano in versione aspirata e turbocompressa.

Ambedue di nuova concezione sono il frutto della nota partnership con BMW e, specialmente nella versione più potente, può vantare caratteristiche esclusive e raffinate come il sistema “Twin- Scroll”, l’iniezione diretta, la fasatura variabile sull’albero a camme di aspirazione e scarico e la tecnologia dell’alzata variabile delle valvole, stretta derivazione del concetto “Valvetronic” BMW.

Ciò si traduce in potenze di 120 Cv e 150 Cv espresse all’identico regime di 6.000 giri con rispettive coppie massima pari a 160 Nm a 4.250 giri e 240 Nm a soli 1.400 giri .

Velocità massima ed accelerazione 0-100 km/h. delle tre versioni: turbodiesel 193 km/h. e 10,9 secondi, benzina aspirato 200 km/h. e 10,7 secondi, benzina turbo 210 kmh. e 8,6 secondi.

Durante la nostra prova su strada nei dintorni di Jerez de la Frontera, abbiamo messo alla frusta la vettura nelle più svariate condizioni d’uso, alternando tratti autostradali ad altri più tortuosi degni di una prova speciale di rally; peccato solo di non aver potuto approfittare dell’omonimo circuito a due passi dal luogo della prova…

L’alternanza delle condizioni atmosferiche ha favorito una valutazione dell’auto completa. La mite temperatura da primavera inoltrata che ci accolti all’arrivo, ha consentito una gradevole marcia open air, mentre la pioggia del giorno seguente ci ha fatto apprezzare la validità di tenuta della capote metallica retrattile ad azionamento completamente automatico (anche in marcia fino a 10 km/h). Oltretutto non è necessario l’aggancio manuale in fase di apertura e chiusura, il cui ciclo si completa in circa 25 secondi.

Ben piantata sui pneumatici da 205/45/17 montati naturalmente su cerchi in lega leggera, la vettura CC dimostrata molto equilibrata e facile da guidare, agile al punto giusto e priva di quel nervosismo tipico della 206, che specie in assenza dell’ESP poteva mettere in difficoltà nelle manovre d’emergenza e su fondi scivolosi.

Con la 207 più ci si avvicina allimite e più la vettura risponde con sincerità. Anche in presenza di sollecitazioni importanti la CC segue con fedeltà le manovre impartite dal guidatore; il comportamento è sostanzialmente neutro, l’inserimento in curva rapido al punto giusto, così come la risposta dello sterzo. L’ESP ha una taratura sicuramente “sportiva” e lascia il giusto spazio alla creatività del pilota, permettendogli un sano divertimento.

La vettura rimane sempre abbastanza piatta, concedendo poco spazio al rollio e nessuno al beccheggio, con sospensioni ben frenate sia in estensione che in affondo.

In marcia abbiamo apprezzato anche il confort acustico della 207 CC, veramente notevole anche a capote abbassata. A proposito, consigliamo vivamente l’adozione del frangivento posteriore (optional), che abbatte in maniera sensibile, addirittura quasi definitiva, le turbolenze aerodinamiche nell’abitacolo.

Il motore turbodiesel ha mostrato una grande regolarità di funzionamento ed una buona vivacità pur senza impressionare particolarmente sul fronte delle prestazioni: godibile e parsimonioso vanta inoltre una grande silenziosità anche al minimo, particolarmente apprezzabile a vettura aperta.

Il turbo a benzina ricalca le sensazioni avvertite sul propulsore a gasolio, con il bonus di una maggiore cattiveria e prontezza che si manifesta specialmente ai regimi medio-bassi, mentre dai 4.500 giri in su manifesta una inattesa ruvidità accompagnata da una sonorità più sportiva.

I 40 Cv in più si sentono e si apprezzano, senza però perdere in fluidità e regolarità di marcia.

Da segnalare che la versione più potente, come sottolineato dai tecnici Peugeot, beneficia di un assetto diverso, leggermente più rigido, adeguato alle maggiori prestazioni.

Il cambio a 5 rapporti si è dimostrato sempre all’altezza, mostrando una notevole velocità d’innesto specie se sollecitato nella ricerca del limite prestazionale in accelerazione.

Due gli allestimenti disponibili: Tecno e Feline, con quest’ultima che si avvale della presenza di: climatizzatore automatico bi-zona, cerchi da 17”, radio-cd con MP3, indicatore perdita di pressione pneumatici, vetri laterali posteriori e lunotto oscurati a completare la già valida dotazione della Tecno che comprende ESP, fari fendinebbia, retrovisori elettrici e riscaldati, clima manuale con cassetto refrigerato, computer di bordo, chiusura centralizzata con telecomando e rete fermabagagli.

Prezzi: 18.950 EURO per la 1.6 16V Tecno, 20.300 EURO per la 1.6 16V Feline, 21.300 EURO per la 1.6 THP 150 Cv Feline, 21.200 EURO per la 1.6 HDi Tecno e 22.550 EURO per la Feline.

L’arrivo nelle concessionarie Peugeot è previsto per Aprile 2007.

omniauto.it

 News al 02/12/2015: Mazda 2.

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