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Le opere dello Studio Ghibli - スタジオジブリ


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Ponyo sulla scogliera: i disegni e i doppiatori italiani

L’adorabile pesciolina Ponyo sta per arrivare sui nostri schermi. Ponyo sulla scogliera (Gake no ue no Ponyo) di Hayao Miyazaki sarà al cinema il 20 marzo con tutta la sua dolcezza e la splendida animazione giapponese del maestro.

Vediamo di cosa parla il film: Sosuke è un bimbo di cinque anni; un giorno incontra Ponyo, un pesciolino rosso che sogna di diventare umana. Il piccolo cercherà di aiutarla.

Per quanto riguarda i doppiatori abbiamo: Ponyo (Agnese Marteddu), Sosuke: Ruggero Valli, Fujimoto (il padre di Ponyo): Massimo Corvo, Gran Mammare (la madre di Ponyo e la regina del mare): Sabrina Duranti, Lisa (la mamma di Sosuke): Laura Romano, Koichi (il papà di Sosuke): Carlo Scipioni, Toki: Franca Lumachi e Yoshie: Ludovica Modugno (due anziane signore), la giovane coppia: Gianfranco Miranda e Valeria Vidali, lo speaker TV:Edoardo Nordio.

da CineBlog.it

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]Ponyo sulla scogliera - di Hayao Miyazaki: recensione in anteprima

Ponyo sulla scogliera (Gake no ue no Ponyo, Giappone, 2008) di Hayao Miyazaki.

Sosuke, un bimbo di cinque anni, vive in cima a una scogliera affacciata su Inland Sea. Una mattina trova Ponyo, una pesciolina rossa con la testa incastrata in un barattolo di marmellata. Sosuke la salva e la mette in un secchio di plastica: ha deciso che se ne prenderà cura, vista la simpatia reciproca che subito scatta tra i due. Ma lo stregone Fujimoto, papà di Ponyo, è deciso a far tornare la figlia in mare…

Quando fu presentato in concorso a Venezia, dove fu snobbato dalla Giuria senza neanche un piccolo premio per il contributo tecnico, abbiamo definito Ponyo on the cliff by the sea, titolo internazionale della pellicola, il più infantile del film di Hayao Miyazaki. Riconfermiamo la nostra posizione, convinti che questa definizione sia solo una carta a favore delle intenzioni del maestro e dello straordinario risultato finale.

Di Miyazaki c’è chi ama un po’ tutto, e c’è invece chi ama di più il filone “maturo” di Mononoke e chi ama quello più “diretto” di Totoro. Pochi dubbi sul fatto che Ponyo sulla scogliera faccia parte del secondo ipotetico filone, e anzi ne radicalizzi tutti gli aspetti. Quindi dopo il già citato Totoro e dopo una perla del calibro di Kiki - Consegne a domicilio, Ponyo rappresenta l’estremizzazione totale della poesia fanciullesca di Miyazaki.

Realizzato per essere capito in modo immediato anche da un bambino di 5 anni, come ha dichiarato lo stesso regista, Ponyo sulla scogliera è un inno alla magia della semplicità raggiunto attraverso un lavoro sudato, studiato e puramente artigianale. In un’epoca di CG, Miyazaki prende carta e matita e realizza un film d’animazione a mano, e con 170000 tavole porta la favola della Sirenetta di Andersen nel suo mondo fatto di tematiche ambientaliste e magia irresistibile.

Chi storcerà il naso, perché ama il Miyazaki un po’ più cattivo di Mononoke, forse non ha mai capito del tutto il regista, o si è fermato solo ad uno dei risultati più estremi della sua filmografia: e forse non sarebbe azzardato definire Ponyo sulla scogliera l’altra faccia della medaglia di Princess Mononoke. Con questa consapevolezza in più ci si rende conto che il nuovo, grandissimo lavoro di Miyazaki funziona alla perfezione sia con i bambini, col suo mondo che bisognerebbe dare loro a colazione ogni mattina, sia con gli adulti.

Non si tratta di un addolcimento involontario, ma di una dichiarazione d’intenti fin dal prologo, praticamente muto, dolcissimo e geniale, con la pesciolina Ponyo e le sue adorabili sorelline. Non contando i titoli di testa, tra l’altro. E sotto la commozione, i momenti in cui anche i più duri si troveranno sciolti sulla poltrona e sotto le sincere risate ci sono ancora i mondi che rischiano di scontrarsi e, ora più che mai, si abbracciano in un fantastico inno alla speranza.

L’Occidente incontra l’Oriente (Andersen riletto da Miyazaki? Fermiamoci un attimo a pensare alla grandezza di questo fatto), il mondo del mare incontra la terra, e dopo lo tsunami -stupefacente la scena in cui il mare prende vita- arriva una riappacificazione solo dopo numerose prove. Prove che Sosuke (tenerissimo col cappellino da marinaio, ispirato alla figura del figlio Goro, e per questo si potrebbe aprire anche una lettura sulla famiglia nella filmografia del regista) dovrà affrontare per riuscire a salvare Ponyo e per salvare forse il destino di un mondo. Giungendo ad una consapevolezza in più, fatta di comprensione e attenzione, anche verso quelli che erano visti subito come i villain della situazione: quei valori che non appartengono agli adulti, in sostanza.

Miyazaki è ancora Miyazaki, con le sue invenzioni e le sue trovate che arricchiscono una base già ben calibrata e tutta da gustare. E ci regala un’altra personale iconcina da portarci dentro per sempre: quando parleremo di lui e dei suoi film, non si potrà non citare Ponyo stessa, in qualunque forma, pesciolina o bambina che ama il prosciutto, comunque personaggio già di culto. E c’è da dire che se effettivamente il personaggio Ponyo resterà nella memoria, è grazie anche alla canzoncina che, prima di vedere il film, aveva scatenato non poche riserve tra i fan.

Voto Gabriele: 9

Dal 20 marzo al cinema.

da CineBlog.it

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  • 3 settimane fa...

Il gran giorno è arrivato ma, da voi lo proiettano?

Io sono semi-fortunato: le 2 multisale di piacenza e quelle di parma lo proiettano ma...al pomeriggio :((( alle 17.30 che palle, l'orario più tardi è domani alle 18.30, penso che andrò a quello spettacolo.

Ciò però testimonia che i gestori dei cineman on hanno capito veramente un bel c... di niente mettendo questo spettacolo al pomeriggio, non è un cartone animato come i Porkemon ma amen, impossibile pretendere che capiscano che prodotto vanno a proiettare

 

花は桜木人は武士

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Ponyo sulla Scogliera, Hayao Miyazaki e l'indifferenza del botteghino italiano

Acclamato a Venezia, osannato sia dalla carta stampata che dall’immenso mondo dei blogger, per molti l’ennesimo capolavoro di un genio. Ponyo sulla Scogliera di Hayao Miyazaki è finalmente uscito venerdì scorso nei cinema italiani, floppando di brutto. 236,000 euro con 180 schermi a disposizione sono una miseria, per un film su cui la Lucky Red aveva giustamente puntato molto. Eppure il pubblico italiano ha per l’ennesima volta dimostrato di non amare questo autentico mito dell’animazione, acclamato e visto in tutto il mondo, tranne che in Italia. D’altronde sono i numeri a dircelo…

E’ il 2001 quando Miyazaki realizza il suo capolavoro assoluto. La città Incantata vince un Premio Oscar come Miglior film d’Animazione, primo anime della storia a riuscirci, battendo colossi hollywoodiani come L’era glaciale, Lilo & Stitch e Spirit - Cavallo selvaggio. Alla statuetta affianca un Orso d’Oro vinto a Berlino, per un film da molti considerato il Miglior film d’animazione mai realizzato, 60° film più bello della storia del cinema per gli utenti Imdb. Oltre ai critici la pellicola conquista anche i botteghini, incassando ben 275 milioni di dollari in tutto il mondo. E in Italia? Una miseria… appena 890.000 euro. Un record in negativo per un cartoon premiato con l’Oscar.

Nel 2004 il Maestro sbarca a Venezia con Il castello errante di Howl. Leone d’oro alla carriera, standing ovation alla prima stampa, altri 231 milioni di dollari incassati in tutto il mondo, tranne che in Italia, dove la pellicola si deve accontentare di appena 714,000 euro. Il perchè di tanta indifferenza risulta sinceramente inspiegabile. Con l’incredibile buco nell’acqua di Ponyo abbiamo ormai la conferma che Miyazaki non è adatto per il pubblico italiano. Forse è troppo “d’autore”, per essere amato ed apprezzato. La speranza è che la Lucky Red non abbandoni la pista Miyazaki, cancellando l’uscita al cinema, già programmata, de Il mio Vicino Totoro, altro gioiello d’annata, mai arrivato nei cinema italiani, firmato Hayao. D’altronde diciamocelo chiaramente, rimanendo anche in tema con il Maestro… qui stiamo dando perle ai porci.

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va detto che il fatto che quasi tutti i cinema lo propongono come un film esclusivamente pomeridiano fa si che la maggior parte del pubblico interessato venga cosi eliminato...

Appunto :roll: che cazzo si aspettano che tutti buttino via il sabato pomeriggio andando al cinema alle 15?

Da me lo hanno già tolto...2 proiezioni sabato e 2 proiezioni domenica e già oggi sono sparite le locandine, per fortuna sono riuscito ad andarlo a vedere.

Ora però possiamo anche salutare Totoro, se non altro spero che facciano qualcosa per l'home video

 

花は桜木人は武士

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