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FIFA World Cup 2010: Sudafrica


Navarre75

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Inviato (modificato)
Esordio vincente per l'Argentina

Heinze di testa mette ko la Nigeria:1-0

Vince ma convince a metà l'Argentina di Maradona nell'esordio mondiale. Una delle favorite al trionfo finale ci mette cinque minuti a sbloccare il risultato con la Nigeria di Lagerback ma a dispetto dell'attacco atomico con Messi e Tevez è un difensore' date=' Heinze, ad andare a segno di testa sugli sviluppi di un corner. Poi tante azioni di Messi fermato però da un Enyeama in versione super. Brivido finale per Maradona sui destri di Taiwo e Uche.

[b']LA PARTITA

Tutti temevano il super attacco argentino. Messi, Tevez, Higuain solo per citarne alcuni, tutta gente capace di segnare a ripetizione durante questa stagione nei rispettivi club, per non parlare di Milito lasciare in panchina. Nessuno però poteva immaginare che Maradona dopo la partita d'esordio contro la Nigeria dovesse ringraziare un difensore, Gabriel Heinze, per aver portato a casa i primi tre punti iridati.

La rete dell'improvvisato terzino sinistro è arrivata in apertura, su azione d'angolo, lasciando presagire una semplice goleada contro gli africani. "El Gringo" però è stato l'unico in grado di superare la resistenza di Enyeama. L'estremo difensore nigeriano per i restanti ottantacinque minuti ha chiuso la porta a tutti, Messi su tutti. Se al 21' Higuain si è precluso da solo la possibilità di raddoppiare con un controllo "dilettantistico" a pochi passi dalla porta, la "Pulce" ci ha provato in tutti i modi: da destra, da sinistra, saltando tutti i difensori come birilli ma invano. Il muro alzato dal portiere dell'Hapoel Tel Aviv ha resistito anzi, si è esaltato.

La netta superiorità tecnica sudamericana ha fatto il resto con un prolungato quanto lento possesso palla a centrocampo che ha addormentato gli spettatori, oltre che il gioco in campo. Buon per Maradona e per tutta l'Argentina che il destro di Taiwo e quello di Uche a cinque dalla fine abbiano solo spaventato i tifosi biancazzurri. Per una volta gli dei del calcio - amici del Pibe de Oro - hanno voluto chiudere un occhio, ma l'Albiceleste dovrà imparare la lezione e cercare di chiudere le partite, altrimenti saranno dolori. Più avanti s'intende.

LE PAGELLE

Messi 6.5 È vero non siamo abituati a vedere la Pulce sbagliare una valanga di gol ma è anche vero che è stato l'unico a cambiare ritmo in una partita compassata al limite dell'immobilità. Con i suoi spunti ha intrapreso uno spettacolare duello con il portiere nigeriano, purtroppo per lui per una volta ha dovuto alzare bandiera bianca e inchinarsi all'avversario.

Enyeama 7.5 Eccolo l'eroe nigeriano. A metà purtroppo visto com'è andata la partita dal punto di vista del risultato ma fermare uno come Messi non è roba da tutti, anzi. Grande esplosività e senso della posizione ha più volte blindato la propria porta portandosi a casa la palma del migliore in campo.

Gutierrez 4.5 Se la Nigeria ha avuto una piccola possibilità di fare il colpaccio gran parte del "merito" è anche del buon - si fa per dire - difensore del Newcastle. Probabilmente Zanetti si starà chiedendo cos'ha il "capellone" in più di lui; il campo per ora non ha fornito una risposta convincente...

Di Maria 5 Il suo nome riempie i giornali da tempo immemore. Per averlo al Real Mourinho farebbe carte false costringendo Perez al solito folle esborso. Per quanto visto - o meglio non visto - in campo ci si chiede il perché ma si sa che una partita storta può capitare a tutti. L'esterno, sarà perchè meno carismatico di Messi e Tevez, non la vede praticamente mai.

Odemwingie 4.5 Nonostante il destino, sottoforma di Maradona e Lagerback, gli affidi il compito di firmare il primo risultato a sorpresa dal Sudafrica, il buon attaccante della Lokomotiv Mosca pensa bene di sprecarla sbagliando tutto ciò che è stato umanamente possibile sbagliare. Difficile che lo stesso destino bussi di nuovo alla sua porta, di Jonas Gutierrez ce n'è uno solo.

IL TABELLINO

ARGENTINA-NIGERIA 1-0

ARGENTINA (4-2-3-1): Romero 6; Gutierrez 4.5, Demichelis 6, Samuel 6, Heinze 6.5; Veron 6 (28' st Maxi Rodriguez sv), Mascherano 6.5; Di Maria 5 (40' st Burdisso sv), Messi 6.5, Tevez 5.5; Higuain 5 (34' st Milito sv). A disposizione: Pozo, Andujar, Rodriguez, Bolatti, Garcè, Otamendi, Aguero, Palermo, Pastore. All.: Maradona.

NIGERIA (4-3-3): Enyeama 7.5; Odiah 6, Yobo 6, Shittu 5.5, Taiwo 6.5 (29' st Uche sv); Haruna 5.5, Etuhu 5.5, Kaita 6; Obasi 6 (14' st Odemwingie 4.5), Yakubu 6, Obinna 5.5 (6' st Martins 6). A disposizione: Aiyenugba, Ejide, Kanu, Afolabi, Utaka, Brown, Yussuf, Echiejile, Adeleye. All.: Lagerback.

ARBITRO: Stark (Germania)

MARCATORI: 6' Heinze

AMMONITI: Gutierrez (A), Haruna (N)

ESPULSI: nessuno

12 giugno 2010

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Passare per idiota agli occhi di un imbecille è voluttà da finissimo intenditore. - Georges Courteline -

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Inviato (modificato)
Prima sorpresa: Inghilterra solo 1-1

Gli Usa fermano la squadra di Capello

Da Rustenburg' date=' la prima sorpresa del Mondiale 2010: gli Stati Uniti bloccano sull'1-1 l'Inghilterra di Capello, una delle grandi favorite dei campionati. La Nazionale dei Tre Leoni ha pagato molto cara una papera del portiere Green, che al 40' del primo tempo non ha bloccato una facile conclusione di Dempsey: l'Inghilterra conduceva grazie alla rete in avvio di Gerrard. Nella ripresa, occasioni inglesi, ma anche un palo degli Usa con Altidore.

[b']LA PARTITA

Sbattere dentro il pallone è il problema principale, non solo lo scopo, del gioco del calcio. Qualcuno, l'Inghilterra, non riesce a venirne a capo per errori, fretta, un po' di tremarella e di piedi così così. Qualcun altro, gli Stati Uniti, non deve complicarsi più di tanto la vita: un portiere inconsapevolmente amico, alleato come ai tristi tempi della guerra può aiutare a sentirsi alla stessa altezza di volo dell'Inghilterra, prima grande a steccare, almeno parzialmente, nel mondiale 2010.

Gerrard, al quarto minuto, aveva ricordato quel famoso spot del tonno così tenero tagliato con un grissino: il tonno erano gli Stati Uniti, e la British Army sugli spalti ha inevitabilmente pensato alla guerra-lampo facilmente vincibile grazie alla superiorità tecnica e tattica, a uno con tro uno che, specie sul lato sinistro della difesa yankee, venivano puntualmente vinti dal vivacissimo Lennon e da Glen Johnson. Proprio Lennon ha sprecato il cioccolatino del 2-0 offertogli da Rooney, come sempre a disposizione della squadra: e magari è anche la distanza dalla porta, il ruolo di prima punta lasciato al grezzo Heskey (autore però dell'assist dell'1-0) che alla sitanza è costato caro a Capello. L'Inghilterra fa il match, ma non realizza il raddoppio. E consente agli Usa di uscire dall'angolo. Gli americani non sono una squadretta, la Confederations Cup non è stato un felice incantesimo. Sui calci piazzati, King e Terry soffrono da matti le palle a girare del pregevole Donovan, sulla fascia destra Dempsey e Findley mettono alle strette Milner: Capello, approfittando di un'ammonizione, non ci pensa né uno, né due a metterlo fuori a vantaggio di Wright-Phillips, che almeno punge davanti.

L'1-1 più o meno a sorpresa degli States viene fuori dalla paperaccia di Green: ma da lì in poi è partita in bilico tra continue spallate degli inglesi (ma le palle-gol, come quelle avute da Heskey e Wright-Phillips nel secondo tempo, continuano a capitare sui piedi sbagliati) e resistenza intelligente degli stelleestrisce, capaci di scuotere i sudditi di Sua Maestà con Altidore, autore di una percussione terrificante spenta da Green e dal palo. La leadership caratteriale e tecnica di Gerrard e Rooney non è sufficiente a imporre i diritti dell'Inghilterra, a dare un senso concreto alla presenza pressoché costante nella metà campo degli avversari. Capello prova a vincere fino all'ultimo, ma il cambio Crouch-Heskey dà la misura, ancora una volta, che per sognare alla grandissima manca il centravanti "vero" da affiancare a Rooney. E sul portiere, come si è capito, è meglio stendere un velo pietoso. Algeria e Slovenia dovrebbero aiutare a risolvere i problemi, a dare tempo all'Ammiraglio Capello di ragionare, scuotere chi di dovere, trovare diverse tattiche per vincere la guerra sudafricana. Dovrebbero.

LE PAGELLE

Donovan 7 L'aria frizzante del Sudafrica risveglia inventiva e dinamismo di questo Sneijder dei poveri. Non troppo poveri, però: come in Confederations Cup dodici mesi fa, l'ottimo Landon cuce, ispira, taglia palloni interessantissimi e prova le conclusioni. Non smettendo mai di correre, tra l'altro. Club italiani, continuate a dormire.

Gerrard 6,5 Quattro minuti per legittimare la fascia di capitano piovuta sul suo bicipite per le differenti disgrazie di Terry e Ferdinand: gol degno dei tempi migliori del Liverpool Rafa-Style e qualità a centrocampo. Il presunto duello interno con Lampard si risolve a suo favore.

Onyewu 6 Un accenno di sorriso sul volto del Milan: dopo un anno di inattività e alle prese con clienti non facilissimi, il buon Oguchi fa il suo senza combinare danni. Si fa valere nel gioco aereo, nel primo tempo si avvicina anche al clamoroso gol

Green 4 Se quello rimasto in panchina viene chiamato "Calamity James", per lui si potrebbe tirare fuori un "Green Zero" o qualcosa del genere. Per il gollonzo di Dempsey non si dia colpa al pallone stile "supertele": è tutta farina del sacco vuoto di questo "intruso" con addosso la maglia dei Tre Leoni.

Capello 6,5 I suoi predecessori ammiragli stile Nelson parlavano ai soldati, come ha fatto lui, e poi bombardavano lanciandosi alla testa della truppa. Sir Fabio non si limita alla chiacchiera o alla sbracciata da bordocampo: chi stecca, va fuori. Milner dura mezz'ora, King un tempo. Dopo avere assistito al tremebondo attendismo di Domenech o all'ostinazione di Maradona, ecco finalmente qualcuno che prova a cambiare sul serio la gara anche in giacca e cravatta

Beckham 7 Per la gran bella presenza in panchina, impeccabile completo grigio, crestina e profilo buono in favore di telecamera che si indurisce quando Green combina la frittata sull'1-1. A parte gli scherzi, incoraggia i compagni ed è un degno "capitano non giocatore".

IL TABELLINO

INGHILTERRA-STATI UNITI 1-1

Inghilterra (4-4-2): Green 4; G.Johnson 6,5, King 5 (1' st Carragher 5,5), Terry 6, A.Cole 5; Lennon 6, Gerrard 6,5, Lampard 5,5, Milner 5 (30' pt Wright-Phillips 6); Heskey 5 (34' st Crouch sv), Rooney 6,5. A disp.: James, Hart, Dawson, J.Cole, Warnock, Barry, Upson, Defoe, Carrick. C.T. Capello

Stati Uniti (4-2-3-1): Howard 6,5; Cherundolo 6, DeMerit 6, Onyewu 6, Bocanegra 5; Bradley 6, Clark 5,5; Dempsey 6, Donovan 7, Findley 6,5 (32' st Buddle 6); Altidore 6,5 (41' st Holden sv). A disp.: Guzan, Hahnemann, Spector, Beasley, Gomez, Bornstein, Torres, Edu, Goodson, Feilhaber. C.T.: Bradley

Arbitro: Simon (Brasile)

Reti: 4' Gerrard (I); 40' Dempsey (SU)

Ammoniti: Milner (I), Cherundolo (SU), Demerit (SU), Carragher (I), Gerrard (I), Findley (SU)

12 giugno 2010

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Follia Kuzmanovic' date=' sorride il Ghana[/size']

Mondiali: mani e rigore, Serbia ko

Ingenuità di Kuzmanovic (mani in area) e rigore realizzato da Gyan: a Pretoria il Ghana la spunta nel finale sulla Serbia per 1-0 in un match valido per il gruppo D del Mondiale. Tanta noia nel primo tempo, qualche sussulto in più nella ripresa, con Ayew da una parte e Zigic dall'altra che sprecano due buone occasioni. Poi il palo esterno di Gyan. Dal 74' gli uomini di Antic restano in 10 per rosso a Lukovic. E dieci minuti dopo il gol partita.

LA PARTITA

Nessun sussulto nel primo tempo: lo spettacolo è soltanto sugli spalti, dove spiccano i balli e i colori sgargianti dei sostenitori del Ghana. Sul campo poco ritmo, gioco nullo, per non parlare di emozioni: non pervenute. In compenso tanti errori grossolani, da una parte e dall'altra: si sbagliano i controlli di palla più elementari. Solo colpa del pallone 'da supermercato'? Tra le due squadre sicuramente meglio il Ghana, organizzato nella costruzione delle manovra e solido in difesa. Anche se l'attacco della Serbia non rappresenta certo la prova del nove: Pantelic è impalpabile e Zigic si fa notare soprattutto in fase di copertura. In mezzo al campo Stankovic e Milijas sono fermi; stesso discorso per Krasic, un po' meglio Jovanovic. I pericoli, se così si possono definire, arrivano dai calci piazzati: va fuori di pochissimo una punizione del laziale Kolarov al 29'. Il Ghana dal canto suo ci prova dalle fasce, ma mancano le deviazioni.

Si vede qualcosa di meglio nella ripresa, di sicuro le occasioni da gol. Ma anche qui regna sovrano l'errore, prima del ghanese Ayew, che sbaglia l'impatto di testa su ottimo cross di Tagoe dalla destra, poi del serbo Zigic, che su servizio di Pantelic sbaglia clamorosamente la conclusione sotto porta. Al 60' brivido per la Serbia, con Gyan che colpisce il palo esterno su colpo di testa. Al 74' gli uomini di Antic restano in 10 per espulsione di Lukovic per doppia ammonizione e paradossalmente da quel momento si rendono più pericolosi: Krasic, nell'unico lampo di una partita scialba, costringe Kingson al miracolo, poi Ivanovic sfiora la traversa con un siluro da fuori. Ma al 39' ecco l'episodio che condanna la Serbia: l'ex viola Kuzmanovic la prende di mano in area e l'arbitro Baldassi decreta il rigore: sul dischetto va Gyan che realizza. E prima del triplice fischio il Ghana sfiora il raddoppio con il secondo legno colpito sempre da Gyan. Finisce così, con la prima vittoria africana al Mondiale. E la prima delusione per una Serbia davvero brutta.

LE PAGELLE

Gyan 7 - Sua la firma del rigore che regala la vittoria al suo Ghana. Ma la prestazione dell'ex Udinese non si limita a questo: due pali e tanto movimento.

Stankovic 5,5 - Un paio di lanci in profondità dei suoi e poco altro. Troppo fermo sulle gambe, nessuno dei suoi spunti e delle sue incursioni che spesso hanno fatto la fortuna dell'Inter.

Krasic 5 - No, non può essere questo il giocatore che la Juve vuole per rafforzare le fasce. Primo tempo tre controlli da censura e a inizio ripresa un buon cross. Fino a quel momento tanto movimento della chioma bionda e basta. Si infiamma con quella conclusione al veleno che Kingson respinge. Poco.

Vidic 5 - Male il centrale del Manchester United. Prima si perde Ayew, poi Gyan e per fortuna sua non sono dolori. Buchi clamorosi, non degni della sua fama.

Kuzmanovic 4 - Imperdonabile l'ingenuità che condanna la Serbia alla sconfitta. Un gesto tanto folle quanto goffo.

IL TABELLINO

Serbia-Ghana 0-1

Serbia (4-4-2): Stojkovic 6; Ivanovic 5,5, Vidic 5, Lukovic 4,5, Kolarov 5,5; Krasic 5, Stankovic 5,5, Milijas 5 (17' st Kuzmanovic 4), Jovanovic 6 (31' st Subotic sv); Zigic 5 (24' st Lazovic 5), Pantelic 5. A disposizione: Isailovic, Djuricic, Rukavina, Kacar, Tosic, Obradovic, Ninkovic, Petrovic, Mrdja. Ct.: Antic.

Ghana (4-4-2): Kingson 6,5; Pantsil 6, Mensah 6, Vorsah 6, Sarpei 6; Annan 6, K.Asamoah 6,5 (28' st Appiah 6), Ayew 6,5, Boateng 6 (46' st Addy sv); A.Gyan 7 (48' st Owusu Abeyie sv), Tagoe 6,5. A disposizione: Agyei, Ahorlu, Inkoom, Mensah, Muntari, Amoah, Ayew, Adiyiah. Ct.: Rajevac.

Arbitro: Baldassi (ARG)

Marcatori: 39' st rig. Gyan (G)

Ammoniti: Zigic, Kuzmanovic (S), Vorsah, Tagoe (G)

Espulsi: 29' st Lukovic (S) per doppia ammonizione

13 giugno 2010

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Mondiali' date=' ruggito della Germania[/size']

Australia asfaltata: finisce 4-0

Arriva grazie alla Germania la prima goleada del Mondiale. La nazionale tedesca batte l'Australia 4-0 e vola in testa al Gruppo D insieme al Ghana. Ottima la prova della Germania, in rete dopo appena 8' con Podolski. Al 26' Klose trova il gol che chiude una partita che per l'Australia si complica ulteriormente al 56', quando l'arbitro Rodriguez espelle Cahill per un fallo a centrocampo. Di Muller al 68' e Cacau al 70' le altre due reti tedesche.

LA PARTITA

Finisce che siamo alle solite. Tutti ad aspettare il talento della Seleccion di Maradona e Messi e la concretezza dell'Inghilterra di Rooney e Capello e, al terzo giorno, tocca già rivedere la hit parade delle pretendenti al Mondiale. Achtung, la Germania fa paura. I giovanotti di Loew fanno paura. Poi, chiaro, si può perfino pensare che non faccia testo questa specie di amichevole contro un'Australia parsa obiettivamente troppo debole. Ma i tedescacci, che ai Mondiali non deludono mai, sono un undici temibile, ben disposto in campo, veloce, tonico e, in alcuni elementi, anche talentuoso. Altro che Germania operaia. A Durban s'è visto un gran bel gioco. E dire che l'Australia non era nemmeno partita male e al 3' aveva provato a spaventare i "crucchi" con una deviazione da pochi passi di Garcia respinta da Lahm. Il problema, se di problema si tratta, è che la partita degli Aussie è finita lì. Perché alla prima occasione, minuto otto, la Germania ha messo subito avanti la testa: cross dalla destra di Muller dopo un bel taglio in area premiato da Ozil (a proposito, sarà leziosetto, ma questo è bravo davvero) e prima pallonata in rete per la firma di Podolski.

Una volta in vantaggio la formazione di Loew ha fatto il bello e cattivo tempo. Aspettando l'Australia con nove uomini regolarmente dietro la linea del pallone e con ripartenze stile-Inter. Il giochino, infatti, è sembrato un po' quello di Mourinho: recupero del pallone in mezzo al campo, verticalizzazione rapida su Ozil, lo Sneijder di Germania, e assist nello spazio per le punte. Tra queste Klose fa un po' il Milito, nel senso che si porta sulle spalle i due centrali avversari e aiuta la squadra a salire. Del Principe, però, non ha la precisione sotto porta, perché prima di infilare il raddoppio (zuccata da centro area al 26' agevolata da un'uscita disgraziata di Schwarzer) il puntero del Bayern si mangia due gol grandi così. Però, e non è un dettaglio irrilevante, Klose è sempre Klose che, tradotto, fa uno che ai Mondiali ha infilato 11 biglie. Mica noccioline...

Fatto sta che all'ora del the (leggasi intervallo), la Germania aveva già archiviato la pratica. La ripresa, dunque, tra l'altro agevolata dall'espulsione incredibile di Cahill all'11' - fallo da nulla in mezzo al campo: al massimo da ammonizione -, vale per quel che vale. Meglio, serve ai tedeschi per tenere tonica la gamba, divertirsi un po', e massacrare l'Australia con il 3-0 di Muller al 23' e il 4-0 di Cacau due minuti dopo. Giù il sipario e giù il cappello. Poi, a partire dalla prossima sfida contro la Serbia, la questione sarà certamente più complicata. Sempre che non finisca come ogni volta: tutti ad aspettare Argentina, Inghilterra, Brasile e Spagna e a ritrovarsi, alla fine della fiera, con la solita Germania in finale.

LE PAGELLE

Podolski 8 - Se la partita è subito in discesa il merito è tutto suo. Intanto perché spezza l'equilibrio con un sinistraccio che fredda il portiere australiano. Quindi perché, da lì in avanti, corre come un dannato tra centrocampo e attacco e non fa mai nulla di scontato. Bravissimo: almeno due assist solo da buttare dentro per i compagni

Klose 7,5 - Oddio, ha sulla coscienza almeno un paio di gollettini. Però Miro è micidiale. Suo il 2-0 e suo, soprattutto, il grandissimo lavoro a ridosso dei centrali avversari. Gioca un'infinità di palloni e aiuta la squadra a salire. Se registra il piedino son dolori per tutti

Ozil 7,5 - Il suo limite è che si specchia nel suo talento. Ma il talento, appunto, è indiscutibile. È il collante tra mediana e attacco tedesco, ha piedi finissimi e cerca sempre la verticalizzazione nello spazio per i compagni. Quando arriva a tu per tu con il portiere avversario, forse, chiude gli occhi: due occasioni, due bestialate... Ha 21 anni: se matura questo è un fenomeno

Moore-Neil 4,5 - La cosa migliore della loro partita è il triplice fischio di Rodriguez Moreno. Prima novanta minuti da incubo con i tedeschi che arrivavano da tutte le parti. Tradotto: una specie di Seconda Guerra Mondiale prima dell'arrivo dei nostri...

IL TABELLINO

GERMANIA-AUSTRALIA 4-0

Germania (4-2-3-1): Neuer sv; Lahm 7, Friedrich 6, Mertesacker 6,5, Badstuber 6; Schweinsteiger 6,5, Khedira 6,5; Muller 7, Ozil 7,5 (29' st Gomez sv), Podolski 8 (36' st Marin sv); Klose 7,5 (24' st Cacau 6,5). A disp.: Wiese, Butt, Jansen, Aogo, Tasci, Kiessling, Trochowski, Kroos, Boateng. All.: Loew.

Australia (4-2-3-1): Schwarzer 5; Wilkshire 5, Moore 4,5, Neil 4,5, Chipperfield 5,5; Valeri 5, Grella 5 (1' st Holman 6); Emerton 5 (29' st Jedinak sv), Culina 4,5, Garcia 5,5 (19' st Rukavytsya 5); Cahil 5,5. A disp.: Federici, Galekovic, Beauchamp, Kennedy, Kewell, Milligan, Carney, Vidosic, Bresciano. All.: Verbeek

Arbitro: Rodriguez Moreno (MES)

Marcatori: 8' Podolski, 26' Klose, 23' st Muller, 25' st Cacau

Ammoniti: Moore, Neil, Valeri (A), Ozil, Cacau (G)

Espulsi: 11' st Cahill (A), per gioco scorretto

13 giugno 2010

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Altra papera: la Slovenia ringrazia

L'Algeria battuta dal suo portiere

La Slovenia è la capolista del girone C dei Mondiali dopo la prima giornata. Dopo l'1-1 di Inghilterra-Usa' date=' la squadra slava batte l'Algeria per 1-0 a Polokwane grazie a una rete di Koren al 33' del secondo tempo. Gol, ancora una volta, nato da una colossale papera del portiere algerino Chaouchi e scaturito dopo una partita assolutamente grigia, mal giocata, vivacizzata solo dall'ingenua espulsione dell'"italiano" Ghezzal al 72'.

[b']LA PARTITA

La voglia di globalizzazione del pallone legata al mondiale si perde, purtroppo, in partite come questo Algeria-Slovenia. Ci si attende sorprese, qualche giocatore che colpisca: e invece ecco noia, calcio così così o peggio, emozioni rarefatte come l'ossigeno a seimila metri di altezza. La nazionale nordafricana e i nostri "vicini di casa", al di là dell'episodico risultato finale che premia questi ultimi, confermano di essere gli "imbucati" di un Mondiale agguantato in extremis da entrambe.

La partita è riuscita a superare nel ranking della bruttezza anche Uruguay-Francia, che, seppur disputata nella giornata inaugurale, prometteva di aggiudicarsi l'ideale premio "90 minuti da buttare" del Mondiale 2010. Slovenia bloccata su un 4-4-2 scolastico, tutto corsa: fantasia zero, le punte Novakovic e Dedic (ex Cremonese, ex Parma, ex Frosinone: si è capito il perché) incapaci di arrangiarsi da sole contro i tre difensori centrali algerini, dotati di fisico e di decente senso dell'anticipo. Dal canto suo l'Algeria non ha mai davvero preso per il bavero partita e avversario. La superiorità tecnica - per modo di dire - era evidente: ma anche ai maghrebini è mancato il minimo sindacale di voglia, di imprevedibilità, il passaggio o l'intuizione giusta. Ziani, l'elemento di maggior classe, è stato un fantasma; il "senese" Ghezzal è stato messo in campo solo nella ripresa e ha compiuto una delle due imprese del pomeriggio riuscendo a farsi espellere nel giro di un quarto d'ora, con il secondo "giallo" conquistato per uno sciocco, inutile tocco di mano volontario su cross totalmente sballato.

L'episodio si è collocato al minuto 72 e, fino a quel momento, ha rappresentato il clou della partita. Figuratevi il resto. Brividi, come detto, assenti, anche quelli di freddo vista la giornata tiepida di Polokwane. Qualche mischia in area, un buon sinistro dello sloveno Birsa, una punizione dell'algerino Belhadj, il migliore in campo, nel primo tempo. Un filo più di Slovenia nella ripresa, ma niente che potesse sconvolgere il portiere Chaouchi, apparso già un fantasista del ruolo nelle pochissime azioni che lo avessero coinvolto. Poi, Koren, ci ha provato: un tentativo abbastanza ciabattato, al 79'. Chaouchi ha emulato "Calamity Green" lasciandosi andare come un tronco abbattuto, braccia attaccate al corpo su una palla bassa e molle che ha terminato la sua corsa in rete. Non è sempre domenica, si dice: ma per la Slovenia lo è stata davvero, in tutti i sensi. Per gli ex- jugoslavi, prima, storica vittoria in un Mondiale da celebrare con grande gioia al termine della non-contesa. Contenti loro, inferociti gli algerini, perplessi i neutrali, quindi la quasi intera totalità della platea del pianeta. Rimasta con la voglia di ticchettare sulle spalle di qualche protagonista e chiedere: "Scusi, ma che ci fate qui?"

LE PAGELLE

Belhadj 6,5 Anche se sei solo una collinetta, in mezzo alla pianura spicchi per forza. È quello che capita all'esterno sinistro dell'Algeria, che in tanto piattume esprime qualche buona qualità tecnica e dinamica. Spunti decenti e grande disciplina anche in fase difensiva

Ziani 5 Si presenta al mondo con capello platinato e già questo dovrebbe insospettire fin dal principio. Invece il capello frizzantino è l'unica prova che si ha di non essere di fronte a un fantasma: la tenuta completamente bianca dell'Algeria poteva essere scambiata per il lenzuolo di prammatica. Doveva essere l'additivo, è l'uomo in meno.

Ghezzal 4 Milita nel campionato italiano, ha mezzi, ha fatto bene nel Siena: perché non gioca, ci chiediamo, come si fa a tenerlo in panchina? Ecco, perché. due cartellini gialli inframezzati da zuccate scentrate su cross decenti. Ma la totale incapacità con la testa la dimostra in occasione del "rosso", beccato per il gesto, dettato dall'istinto a briglie sciolte, di fermare a braccio teso un cross troppo lungo. Roba che neanche nei tornei dei bar

Chaouchi 4 Altro originalone, nel look e nello stile. Di professione fa il portiere, e agli svolazzi a vuoto sulle uscite alte dimostra di potere abbinare tentativi di parate in bagher, fedele alla scuola del peggior Dida. Al 33' della ripresa, l'esercizio gli riesce alla perfezione e a palme aperte accompagna il tiretto di Koren nell'angolino della sua porta. Complimenti e alla prossima.

Cesar 5,5 Il neo-acquisto del Chievo non impressiona per tempismo e cattiveria. Basta Ghezzal, nella ripresa, a fregarlo un paio di volte. Pioli ci dovrà lavorare sopra parecchio

IL TABELLINO

ALGERIA-SLOVENIA 0-1

Algeria (3-4-1-2): Chaouchi 4; Bougherra 6, Yahia 6, Halliche 6,5; Kadir 5,5 (37' st Gu ediouira), Yebda 6, Lacen 5, Belhadj 6,5; Ziani 5; Mahmour 5,5 (36' st Saifi sv), Djebbour 5 (13' st Ghezzal 4). A disposizione: Gaouaoui, M'Bolhi, Mansouri, Boudebouz, Bellaid, Laifaoui, Medjani, Mesbah, Abdoun. C.T.: Saadane

Slovenia (4-4-2): S.Handanovic 6,5; Brecko 6, Cesar 5,5, Suler 4,5, Jokic 6; Kirm 6, Koren 6, Radovsavljevic 5,5 (42' Komac sv), Birsa 5,5 (39' st Pecnik sv); Novakovic 5,5, Dedic 5 (7' st Ljubijankic 6). A disposizione: J.Handanovic, Seliga, Dzinic, Ilic, Krhin, Filekovic, Stevanovic, Mavric, Matavz. C.T. Kek

Arbitro: Batres Gonzalez (Guatemala)

Reti: 34' st Koren (S)

Ammoniti: Radovsavljevic (S) , Komac (S)

Espulso: 28' st Ghezzal (A) per doppia ammonizione

13 giugno 2010

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Basta parole' date=' tocca all'Italia[/size']

Stasera debutto azzurro con il Paraguay

Dopo amichevoli, allenamenti e polemiche, finalmente è arrivato il giorno dell'Italia al Mondiale 2010. Questa sera alle ore 20.30 gli Azzurri debutteranno a Città del Capo col Paraguay nel primo match del gruppo F. Lippi sembra non avere dubbi di formazione: 4-2-3-1 con Cannavaro e Chiellini centrali davanti a Buffon, Criscito e Zambrotta esterni. A centrocampo De Rossi e Montolivo. Iaquinta, Marchiso e Pepe alle spalle di Gilardino.

TEMPO PESSIMO A CAPE TOWN: ANNULLATO ALLENAMENTO

A Cape Town, città in cui gli azzurri fanno il loro esordio questa sera contro il Paraguay le condizioni meteo non sono le più ottimali. Temperatura intorno agli 8-10 gradi centigradi e per non bastare piove anche. Le previsioni dicono che le condizioni meteo non dovrebbero migliorare per la serata quindi per l'Italia ci si aspetta un esordio bagnato. Il ct Lippi ha deciso di annullare l'allenamento in campo degli azzurri per le condizioni climatiche quindi azzurri tutti in palestra per la rifinitura.

A LIVORNO GUFI ANTI-LIPPI

Stasera ci sarà qualcuno che si riunirà a cena per "gufare" ufficialmente contro l'Italia di Marcello Lippi. L'evento è in programma in un'enoteca di Livorno, dove è in programma il ritrovo dei gufi "anti Lippi". Il ristoratore precisa che si guferà in particolare contro Marcello Lippi, reo di avere lasciato a casa grandi campioni come Cassano e Balotelli. Particolare curioso è che i "gufi" di Livorno si riunirono anche nel 2006 e l'Italia di Lippi si laureò campione del mondo...

POCHI ITALIANI SUGLI SPALTI

Il Green Point non si presenterà con il tutto esaurito e c'è il rischio di vedere ampi spazi vuoti. Gli italiani che, secondo i dati Fifa hanno acquistato circa 1.200 biglietti, non dovrebbero essere tanti e la stessa cosa vale per i paraguaiani. Poi ci sono i connazionali che vivono a Città del Capo e gli appassionati locali, con molti che simpatizzano per la Nazionale azzurra. Insomma il pubblico dovrebbe essere dalla parte dei campioni del mondo.

GILARDINO PRIMO MARCATORE AZZURO PER I BOOKMAKERS

I bookie esteri scommettono su chi sarà il primo a segnare questa sera in Italia-Paraguay. Le quote dicono che il favorito è Gilardino a 5,50, ossia puntando 10 euro se ne vincono 55, poi seguono Di Natale, Iaquinta e Pazinni. Dopo questo poker azzurro troviamo gli attaccanti del Paraguay Barrios e Santa Cruz quotati a 8,00.

ABETE: "CONCENTRAZIONE E GIUSTA TENSIONE"

"C'è grande emozione, concentrazione perché il Mondiale è Mondiale. Più si avvicina la partita più cresce la tensione, ma è normale sentire una partita così importante. Siamo tutti concentrati sull'obiettivo". Il presidente della Figc, Giancarlo Abete, intervenuto a Radio Anch'io lo Sport su Radiouno, parla del suo stato d'animo in vista dell'esordio con il Paraguay. "Dal punto di vista climatico l'atmosfera non è delle migliori, speriamo migliori nel corso della giornata - continua - Lippi mi è sembrato molto motivato, carico, la preparazione è stata fatta con serietà e determinazione e ci sono le condizioni per fare bene. Partire bene è importante, anche se la prima partita non è decisiva. Lo spirito? Nel 2006 si viveva una situazione di maggiore isolamento per una situazione pesantissima, qui fortunatamente non abbiamo avuto certo tipo di tensioni, ma si percepisce la preoccupazione di stampa e tifosi che ci possa essere un livello di competitività inferiore, ma l'autostima cresce nel corso del torneo. Abbiamo già visto che a parte la Germania, squadre come Inghilterra e la stessa Argentina hanno sofferto. Il Mondiale non è un campionato lungo, quindi non si possono commettere errori". Nazionale senza leader e dualismi? "Abbiamo una Nazionale gruppo che si sa comportare. Quando si sta tanti giorni insieme può arrivare il momento di maggiore difficoltà, ma questo è un gruppo di persone di qualità, professionali, che sanno cosa ci si attende da loro. Non ci sono Totti e Del Piero ma anche questo gruppo ha punti di riferimento come Cannavaro, Buffon e Gattuso". Sul rischio "vendetta" dopo le critiche alla Fifa per la Coppa del Mondo consegnata da Vieira: "Non penso ci siano collegamenti tra la gaffe della Fifa, episodio analizzato in maniera critica, e il percorso dei Mondiali dell'Italia. Abbiamo per la partita con il Paraguay un ottimo arbitro e tutte le condizioni per fare bene".

LE PROBABILI FORMAZIONI

ITALIA (4-2-3-1): 1 Buffon, 19 Zambrotta, 5 Cannavaro, 4 Chiellini, 3 Criscito; 6 De Rossi, 22 Montolivo: 7 Pepe, 15 Marchisio, 9 Iaquinta; 11 Gilardino. (12 De Sanctis, 13 Bocchetti, 2 Maggio, 23 Bonucci, 8 Gattuso, 17 Palombo, 16 Camoranesi, 10 Di Natale, 20 Pazzini, 18 Quagliarella, 14 Marchetti). All.: Lippi.

PARAGUAY (4-4-2): 1 Villa, 6 Bonet, 14 Da Silva, 21 Alcaraz, 3 Morel, 13 Vera, 16 Riveros, 15 V. Caceres, 17 Aureliano Torres, 19 Barrios, 18 Haedo Valdez. (12 D.Barreto, 22 Bobadilla, 2 Veron, 4 Caniza, 5 J. Caceres, 20 Ortigoza, 8 E. Barreto, 11 Santana, 10 Benitez, 7 Cardozo, 9 Roque Santa Cruz, 23 Gamarra). All.: Martino.

Arbitro: Archundia (Messico).

14 giugno 2010

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Passare per idiota agli occhi di un imbecille è voluttà da finissimo intenditore. - Georges Courteline -

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Olanda brava e fortunata: 2-0

Autorete e Kuyt stendono la Danimarca

Un'Olanda bruttina' date=' ma fortunata conquista il primo successo nel gruppo E dei Mondiali sudafricani. A Johannesburg gli "oranje" superano per 2-0 una buona Danimarca. A dare una svolta all'incontro è una beffarda autorete di testa di Simon Poulsen che al 2' della ripresa rinvia di testa sulla schiena di Agger col pallone che finisce in rete. La squadra di Olsen prova a recuperare il danno, ma poi arriva il raddoppio di Kuyt al 39'.

[b']LA PARTITA

Sulla carta è probabilmente la partita più interessante di questo primissimo scorcio di Mondiale. Olanda e Danimarca si giocano con il Camerun il passaggio agli ottavi di finale, tre formazioni in grado di impensierire chiunque. Forse anche per questo nessuno vuole correre rischi. Gli "oranje", nonostante un tasso tecnico decisamente superiore, fanno fatica a trovare spazi. "Colpa" dei danesi, che si chiudono bene e ripartono appena possibile. E alla fine il tabellino dice che le occasioni migliori sono proprio dei ragazzi di Olsen. Della spettacolare armata arancione non c'è traccia, anche perché Sneijder non è quello ammirato in nerazzurro quest'anno.

La Dea Bendata, però, dà una mano agli olandesi in avvio di ripresa. Simon Poulsen rinvia di testa un angolo, ma colpisce sulla schiena Agger (che era andato a vuoto): palla in rete e Soerensen gelato. La Danimarca incassa, ma non riesce a restituire il colpo e si fa imbrigliare da un'Olanda monocorde. Che non sia la giornata giusta per i biancorossi lo si capisce nel finale, quando un tiro di Sneijder viene deviato ancora da Agger e va a stamparsi sulla traversa a portiere battuto. E' il primo di due legni ravvicinati perché quasi allo scadere il neo entrato Elia centra il palo, con Kuyt pronto a ribadire in rete e a chiudere il match definitivamente.

Una punizione fin troppo severa per i danesi, che però sono venuti un po' a mancare nel secondo tempo. Per Van Bommel e compagni si mette in discesa, in attesa che anche Robben si riunisca alla squadra e permetta a Sneijder di tornare a fare lo Sneijder.

LE PAGELLE

Sneijder 6 Fuori dal gioco per tutto il primo tempo, è disinnescato anche su punizione. Nella ripresa sale di tono: assist al bacio per Elia e una traversa in comproprietà.

Elia 6 Solo uno sprazzo di partita per lui, ma il "Balotelli olandese" dimostra di non aver paura di nessuno. Si presenta con un dribbling e chiude con un palo.

Kuyt 6,5 Sembra il più insipido dei giocatori, invece sa fare tutto e bene. Non si nota quasi mai, ma quando lo si fa per gli avversari è troppo tardi.

Jorgensen e C. Poulsen 5 I due, in coppia, dovrebbero unire la qualità alla quantità, ma alla fine anche mettendoli assieme non si riesce a capire chi faccia cosa.

Agger 5 Fare autore o non farla. Il centrale del Liverpool risolve l'amletico dilemma optando per la prima soluzione e ci riesce benissimo. Cecchino incolpevole.

IL TABELLINO

Olanda-Danimarca 2-0

Olanda (4-2-3-1): Stekelenburg 6; Van der Wiel 6, Heitinga 6, Mathijsen 6, Van Bronckhorst 6; Van Bommel 6, De Jong 5,5 (43' st De Zeeuw sv); Kuyt 6,5, Sneijder 6, Van Der Vaart 5,5 (22' st Elia 6); Van Persie 6 (32' st Afellay 6). (Boschker, Ooijer, Vorm, Boulahrouz, Braafheid, Schaars, Babel, Huntelaar, Robben). All. Van Marwijk.

Danimarca (4-4-2): Soerensen 5,5; S. Poulsen 5, Kjaer 5,5, Agger 5, Jacobsen 5; Jorgensen 5, Kahlenberg 5,5 (28' st Eriksen 5,5), C. Poulsen 5, Enevoldsen 5,5 (11' st Gronkjaer 5); Rommedahl 5,5, Bendtner 5,5 (17' st Beckmann 5). (Andersen, Christiansen, Kvist, Mtiliga, J. Poulsen, Kroldrup, Jensen, Kahlenberg, Tomasson). All. Olsen.

Arbitro: Lannoy (Francia).

Marcatori: 2' st autogol S. Poulsen (D), 39' st Kuyt (O)

Ammoniti: De Jong, Van Persie (O), Kjaer (D)

Espulsi: -

14 giugno 2010

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Mondiali: Honda stende il Camerun

Basta un lampo e il Giappone vince

Va al Giappone la sfida di Bloemfontein col Camerun' date=' valida per la prima giornata del gruppo E dei Mondiali. Spettacolo scadente sul terreno di gioco. L'unico lampo è il gol-partita di Honda, che sfrutta al meglio un traversone dalla destra di Matsui e al 39' di sinistro batte Souleymanou. Nella ripresa Eto'o fa vedere qualche numero dei suoi ma non basta per svegliare i Leoni indomabili, che però nel finale sfiorano il pari con Mbia (traversa).

[b']LA PARTITA

Minuto 38: prima conclusione nello specchio della porta. Questo la dice tutta sullo spettacolo offerto da Giappone e Camerun. A provocare gli unici sussulti sono i portieri, che ancora una volta confermano il pessimo rapporto con il pallone dei Mondiali: uscite imbarazzanti sia di Souleymanou ma soprattutto di Kawashima. Niente sconti, insomma. Il Camerun non c'è, Eto'o è in ombra: l'unico lampo è appunto quello di Enoh, che al 38' dal limite dell'area fa partire una conclusione centrale, parata senza problemi. Dal canto suo il Giappone insiste con i cross dalle fasce. Ed è proprio da un traversone dalla destra di Matsui che arriva il vantaggio dei nipponici: Mbia e Nkoulou vanno entrambi su Okubo e si perdono Honda, bravo a insaccare di sinistro.

Segnali di risveglio di Eto'o a inizio ripresa e i Leoni d'Africa si rendono subito pericolosi: l'attaccante dell'Inter va via a tre, entra in area e serve Choupo Moting. Palla alta. Lo stesso Choupo Moting ci prova in un altro paio di occasioni ma sono tentativi velleitari. Nel Camerun dentro anche Emana e il Giappone è costretto sulla difensiva: prima un gran tiro di Hasebe dà il la alla conclusione sul palo di Okazaki (ma era in fuorigioco), poi Mbia fa tremare la traversa a kawashima battuto. E prima del triplice fischio Webo viene fermato in posizione favorevolissima: fallo di Eto'o. Il Giappone porta a casa la vittoria e raggiunge l'Olanda in testa al gruppo E. Camerun da rivedere. Che delusione.

LE PAGELLE

Honda 7 - Bravo a farsi trovare al posto giusto al momento giusto. Se contro l'Inter in Champions aveva molto deluso, qui fa vedere che non è proprio l'ultimo arrivato.

Eto'o 5,5 - Primo tempo nell'assoluto anonimato. Poi si ricorda chi è e regala una fuga sulla destra che ubriaca tre avversari e offre un assist d'oro. Non sfruttato. Ma manca di spunti e di potenza.

Nkoulou 5 - Il gol di Honda è colpa sua e di Mbia (5,5): vanno entrambi su Okubo e lasciano l'altro indisturbato a calciare a rete. Ma in generale è uno sbandamento unico.

Choupo Moting 4,5 - Spreca un meraviglioso assist di Eto'o poi si fa vedere con un paio di tiri che definirli tali è un eufemismo. Impalpabile.

Kawashima 4,5 - Nelle uscite sfodera mosse da cartone animato, rischiando anche di far male a qualche suo malcapitato compagno che si trova nei paraggi. Per non parlare dei rinvii di piede a spazzare l'area. E la traversa lo grazia.

IL TABELLINO

Giappone-Camerun 1-0

Giappone (4-5-1): Kawashima 4,5; Nagatomo 5,5, Nakazawa 6, Tanaka 6, Komano 6; Matsui 6,5 (24' st Okazaki 6), Honda 7, Abe 6, Hasebe 6 (43' st Inamoto sv), Endo 6; Okubo 6 (37'st Yano sv). A disposizione: Narakazi, Yawaguchi, Uchida, S.Nakamura, Tamada, Iwamasa, K.Nakamura, Konno, Morimoto. C.T.: Okada.

Camerun (4-3-3): Souleymanou 5; Assou-Ekotto 5,5, Bassong 5,5, Nkolou 5, Mbia 5,5; Enoh 6, Makoun 5,5 (30' st Geremi sv), Matip 5 (18' st Emana 5,5); Choupo-Moting 4,5 (30'st Idrissou sv), Webo 5, Eto'o 5,5. A disposizione: Kameni, Assembe, R.Song, A. Song, N'Guemo, Bong, Chedjou, Mandjeck, Aboubacar. C.T.: Le Guen.

Arbitro: Olegario Benquerenca (Portogallo)

Marcatori: 39' Honda (G)

Ammoniti: Nkolou, Mbia ©, Abe (G)

14 giugno 2010

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Lippi ha scelto Criscito

Il genoano preferito a Maggio in difesa

È fatta l'Italia che giocherà questa sera contro il Paraguay. Nell'ultima riunione tecnica prima dell'esordio mondiale' date=' il ct azzurro Marcello Lippi ha infatti annunciato ai giocatori la formazione. Rispetto alle previsioni l'unica novità è rappresentata dall'inserimento di Criscito a sinistra. La difesa è completata da Zambrotta, Cannavaro e Chiellini. A centrocampo giocheranno De Rossi, Montolivo e Marchisio. Attacco con Pepe, Iaquinta e Gila.

LIPPI: "NON ESALTIAMO GLI ALTRI"

L'ultimo regalo, si spera ben augurante, è di Ivan Basso: "Mi ha mandato la maglia rosa con la scritta 'Marcello, adesso tocca a voi'". A svelarlo è il c.t. Marcello Lippi prima del debutto mondiale di questa sera con il Paraguay. "Cristiano Ronaldo ci vede favoriti? Fa piacere, questi sono grandi giocatori che sanno come gira il mondo ed il vento - ha detto il tecnico viareggino - . Questo non vuol dire che vinceremo, ma la maniera peggiore di approcciarsi al Mondiale è dire quanto sono forti gli altri". A chi lo considera l'autentico fuoriclasse della Nazionale, Lippi risponde cosi': "In panchina ci sono dodici giocatori, compreso Pirlo, fisioterapisti, medici o massaggiatori. Hai voglia a fuoriclasse...".

TEMPO PESSIMO A CAPE TOWN: ANNULLATO ALLENAMENTO

A Cape Town, città in cui gli azzurri fanno il loro esordio questa sera contro il Paraguay le condizioni meteo non sono le più ottimali. Temperatura intorno agli 8-10 gradi centigradi e per non bastare piove anche. Le previsioni dicono che le condizioni meteo non dovrebbero migliorare per la serata quindi per l'Italia ci si aspetta un esordio bagnato. Il ct Lippi ha deciso di annullare l'allenamento in campo degli azzurri per le condizioni climatiche quindi azzurri tutti in palestra per la rifinitura.

GLI AUGURI DI DEL PIERO

"Forza Azzurri, in bocca al lupo per stasera!". Le parole d'incitamento per l'Italia di Marcello Lippi, in vista dell'esordio mondiale contro il Paraguay, arrivano dal capitano della Juventus Alessandro Del Piero. Il campione bianconero, tra i protagonisti della rassegna iridata vinta nel 2006 in Germania, ha utilizzato il proprio sito internet ufficiale per spedire in Sudafrica un messaggio a Cannavaro e compagni: "Cari amici, adesso tocca a voi. Da oggi comincia un'altra avventura azzurra, da oggi davvero il nostro titolo di campioni del mondo è rimesso in palio, e voi siete lì pronti ad entrare in campo per difenderlo". "Non sono di quelli che fanno finta di niente, ho sempre detto che mi sarebbe piaciuto essere lì con voi - le parole di Del Piero -. Ma non sono neppure di quelli che, dato che non sono in campo, non fanno il tifo per i propri compagni di squadra. E allora forza ragazzi, in bocca al lupo per stasera!".

TUTTI GLI ESORDI AZZURRI

Il bilancio degli esordi azzurri è decisamente in positivo. Sulle 16 partecipazioni alle rassegne mondiali, l'Italia ha vinto 9 volte, pareggiato 4 e perso solo in 3 occasioni. Cominciò ottimamente Vittorio Pozzo che, nelle uniche due edizioni a scontri diretti sin dal primo turno, schiantò Stati Uniti e Norvegia. Due delle tre sconfitte risalgono agli anni '50: k.o. con Svezia e Svizzera nel decennio più nero della Nazionale, che mancò pure la qualificazione al Mondiale del '58. Dal 1962 prese avvio una serie positiva che fu interrotta solamente nel 1994 negli States dal gol dell'irlandese Houghton (poi l'Italia fu comunque finalista). Nelle ultime tre edizioni il sudato pareggio con il Cile, strappato da un calcio di rigore di Roberto Baggio, e le vittorie piuttosto facili con Ecuador e Ghana. Se può essere di buon auspicio, quando l'Italia ha affrontato all'esordio una sudamericana non ha mai perso (2 vittorie e 1 pareggio).

Di seguito il particolare degli esordi azzurri:

1934: Italia-Usa 7-1

1938: Italia-Norvegia 2-1 (Francia)

1950: Svezia-Italia 3-2 (Brasile)

1954: Svizzera-Italia 2-1 (Svizzera)

1962: Italia-Germania Ovest 0-0 (Cile)

1966: Italia-Cile 2-0 (Inghilterra)

1970: Italia-Svezia 1-0 (Messico)

1974: Italia-Haiti 3-1 (Germania Ovest)

1978: Italia-Francia 2-1 (Argentina)

1982: Italia-Polonia 0-0 (Spagna)

1986: Italia-Bulgaria 1-1 (Messico)

1990: Italia-Austria 1-0 (Italia)

1994: Eire-Italia 1-0 (Usa)

1998: Italia-Cile 2-2 (Francia)

2002: Italia-Ecuador 2-0 (Corea e Giappone)

2006: Italia-Ghana 2-0 (Germania)

LE PROBABILI FORMAZIONI

ITALIA (4-2-3-1): 1 Buffon, 19 Zambrotta, 5 Cannavaro, 4 Chiellini, 3 Criscito; 6 De Rossi, 22 Montolivo: 7 Pepe, 15 Marchisio, 9 Iaquinta; 11 Gilardino. (12 De Sanctis, 13 Bocchetti, 2 Maggio, 23 Bonucci, 8 Gattuso, 17 Palombo, 16 Camoranesi, 10 Di Natale, 20 Pazzini, 18 Quagliarella, 14 Marchetti). All.: Lippi.

PARAGUAY (4-4-2): 1 Villa, 6 Bonet, 14 Da Silva, 21 Alcaraz, 3 Morel, 13 Vera, 16 Riveros, 15 V. Caceres, 17 Aureliano Torres, 19 Barrios, 18 Haedo Valdez. (12 D.Barreto, 22 Bobadilla, 2 Veron, 4 Caniza, 5 J. Caceres, 20 Ortigoza, 8 E. Barreto, 11 Santana, 10 Benitez, 7 Cardozo, 9 Roque Santa Cruz, 23 Gamarra). All.: Martino.

Arbitro: Archundia (Messico).

14 giugno 2010

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