Concordo abbastanza nel merito. Un piccolo - e scherzoso - appunto sulla forma: "l'italiano medio" è un'espressione, oltre che inflazionata, anche un po' pericolosa, perché facciamo media anche noi Preferisco dire che la madre dei cretini è sempre incinta, o che siamo un popolo di pecoroni (o sostituire con l'epiteto preferito), senza correre il rischio di denigrare tutti gli italiani medi, che non saranno perfetti ma tirano silenziosamente il carretto nazionale al nostro fianco, e magari hanno solo la reputazione rovinata da qualche migliaio di teste di c***o che fa più rumore di loro.
Tornando al merito: il cambiamento parte sicuramente dal singolo. La metafora che se ognuno spazza davanti alla propria porta la città intera diventa pulita non fa una piega, e lamentarsi del basso livello dei nostri rappresentanti come salvacondotto per sè stessi è ipocrita.
C'è però da dire che la qualità della classe dirigente è proporzionale alla qualità dei provvedimenti che emanana, la quale è proporzionale alla qualità dei loro effetti nella vita della nazione e quindi nell'evoluzione/involuzione dei costumi sociali.
Il rapporto tra corpo elettorale e politici esiste, ma è biunivoco.
Troppo astratto? Faccio un esempio: io personalmente non mi bevo la storia che le tasse sono alte perché le evadono tutti. Le tasse sono alte perchè il sistema è inefficiente e corrotto e si nutre di denaro pubblico. Se il prelievo fiscale fosse proporzionato alla qualità dei servizi offerti, se i controlli fossero equi e capillari, e se le pene fossero certe, sparirebbero tutti gli incentivi all'evasione fiscale, o quantomeno frodare il fisco diventerebbe disagevole, pericoloso e socialmente squalificante.