E' la seconda volta che Verstappen canna di brutto la partenza, e poi vince la gara. Questo deve far pensare non tanto alla consistenza del ragazzo, che è nota, ma alla consistenza di tutto quello che lo circonda: muretto, meccanici, mezzo meccanico ecc.
Quando ognuno fa il suo, ogni rara battuta d'arresto di mamma Mercedes si trasforma automaticamente in una vittoria, e non c'è pioggia che tenga.
Quando invece l'intercooler si rompe, la pompa della benzina s'inchioda, le strategie toppano, i pit stop sono lunghi, i piloti cappellano, ti precluderai sempre quel banchetto fatto con gli scarti degli altri, che però messi insieme fanno lo stesso un buon menù: 3-4 vittorie l'anno e altri piazzamenti importanti che sono una manna per il morale di piloti e team.
E' chiaro che non si può parlare bene di un'uscita di pista, specie quando ci sono degli avversari tuoi coetanei che sulla pioggia danno il meglio di sé, ma l'episodio di Leclerc non è estremamente significativo. Non nella stessa gara in cui uno navigato come Bottas si spalma anche lui sulla barriera, e l'imminente esacampione del mondo fa una gara da latte alle ginocchia.
Credo abbia introiettato il motto del Fondatore, "il secondo è il primo degli ultimi", e che corra gara per gara, conscio che anche se si fa il culo per arrivare primo, ci sarà sempre un guasto o un pit stop sbagliato che lo può tradire. Se non altro così si diverte e fa divertire.
Supposizione mia, eh.
L'anno scorso Hamilton a Hockenheim parti 14° e arrivò 1°. Quest'anno Vettel è partito 20° ed è arrivato 2°. Siamo d'accordo che il mondiale 2018 non ce lo ridarà nessuno, ma almeno Seb ha fatto giustizia, una volta per tutte, del disastro dell'anno scorso. Concediamoglielo, su.
Ripenso alla famosa pressione che metteva Marchionne ai suoi sottoposti, contrapposta al relax binottiano, unito alla diafana impalpabilità del duo Camilleri-Elkann, e mi domando se almeno un buon 50% dei problemi odierni non derivi da ciò.