Provo a buttare giù un ragionamento. Anzi, no, ché i ragionamenti funzionano solo se hai qualcosa di concreto in mano, altrimenti sono solo delle seghe mentali. Butto giù una provocazione.
Un semplice esercizio mentale, una traccia su cui si potranno innestare innumerevoli argomentazioni a favore o contrarie.
Allora: da quanto è stato vociferato, il 2020 sarebbe dovuto essere per la Ferrari un anno di contenimento danni (aggravato dalle misteriose sanzioni FIA), in attesa del debutto del nuovo regolamento tecnico nel 2021, su cui sono state investite le maggiori e più efficaci risorse.
Adesso che le nuove regole sono state posticipate di un anno, allontanando quindi il momento in cui la scuderia dovrebbe raccogliere i frutti dei suoi sacrifici, la strategia è bella che saltata.
A questo punto:
- se il mondiale ricomincia direttamente a Melbourne nel 2021, significa presentarsi lì o con la stessa carretta del 2020 riveduta e corretta (così come gli altri avranno corretto - meglio - la loro) e prendere ancora più schiaffoni di quelli che si sarebbero presi quest'anno; oppure cogliere la palla al balzo e fare un'auto nuova, svenandosi, togliendo lavoro al progetto 2022, per poi dover cestinare tutto allegramente a fine anno.
- Se il mondiale ricomincia in versione concentrata nei prossimi mesi, l'auto sarà giocoforza la stessa SF1000, con meno tempo per migliorarla, coi limiti congeniti del porgetto ancora tutti lì, e la maggiore velocità con cui si succederanno le gare farà il gioco di chi ha la macchina migliore... e le pizze in faccia faranno ancora più male. Senza contare che peserà pure il ritmo con cui le fabbriche potranno riprendere a lavorare nei vari paesi, e noi da questo pdv non mi pare che siamo avvantaggiati.
Oppure... la SF1000 non era poi la macchina deludente che si è vista negli ultimi test, anzi questi mesi sono serviti per trovare l'uovo di colombo e accomodare il motore, il sottosterzo, il drag... Magari non si vincerà il mondiale, ma si perderà con onore e ci si leverà pure qualche soddisfazione.
Ma io, sinceramente, ho dei dubbi. Le dichiarazioni pre Australia di Binotto mi autorizzano ad averne.
La morale è la seguente, e non voglio fare polemiche o scoprire l'acqua calda: la sfortuna non esiste. Se sei in ritardo nel lavoro, qualsiasi imprevisto diventa una sfiga.
Non ha senso recriminare sui possibili colpevoli: in qualsiasi campo è normale avere degli insuccessi.
E' solo una constatazione amara su quello che ci aspetta nei prossimi mesi, con la sempiterna speranza di avere torto.