Certo che al di là di tutti i discorsi su proprietà e quote, è evidente che la componente di nazionalità italiana in Stellantis è praticamente inesistente. Quei pochi di livello alto che c’erano (Altavilla, Gorlier, ecc..) sono andati via o relegati a ruoli secondari. Perfino nelle attività italiane del gruppo, la maggior parte dei manager sono stranieri, soprattutto francesi. E so benissimo che nelle multinazionali, la nazionalità delle persone dovrebbe contare poco, ma qui siamo ben oltre. FCA/Stellantis Italy è a tutti gli effetti una colonia estera.
Da una parte mi aspetto la sua rinascita grazie alle condivisioni e ai modelli che finalmente inizieranno ad uscire, dall’altra un minimo di amaro in bocca resta.
Allianz ha due italiani nel team esecutivo e Renault ha un CEO italiano, ma la radice tedesca e francese delle due aziende è innegabile. L’ex Fiat, al contrario, semplicemente non esiste più.
Ripeto, spero che, come una delle componenti principali del gruppo, riesca a sopravvivere il più possibile sia a livello di progettazione che di produzione, ma non sarà facile. Come detto all’inizio, il grande rischio è che Stellantis nel lungo periodo si riveli come il merger tra un’azienda americana e una francese.