L'esito della gara di ieri ha improvvisamente reso tutto il weekend più comprensibile: se Verstappen non avesse sbattuto in Q3 mentre aveva la pole in tasca, se non ci fosse stata la prima o la seconda bandiera rossa, se avesse montato le bianche invece delle gialle, se avesse avuto cinque, dieci o zero secondi di penalità, non sarebbe cambiato nulla: avrebbe vinto sempre e comunque Hamilton.
La sua macchina, oltre a essere un razzo su qualsiasi rettilineo, è fatta chiaramente di marshmallow.
Ho aspettato a commentare per far sedimentare un po' la ridda di eventi nel mio cranio. Ho la fortuna di tifare per una squadra che non vince mai, per cui non mi si potrà dire che mi fa velo la simpatia/antipatia per Tizio o Caio.
Io ho goduto e godo nel vedere un pilota in inferiorità meccanica che si inventa l'iradiddio, fluttuando oltre le leggi della fisica, per non cedere la posizione.
Guardo questo sport per sobbalzare sulla sedia, per godere e perfino per incazzarmi. Assistere a sorpassi sul dritto, con 150 km/h di differenza, con DRS e motorone, su un rettifilo largo mezzo chilometro e lungo dieci, non lo posso accettare come standard.
Viva Verstappen. Per me, quando nessuno si fa male e quando la manovra non mette fuori combattimento il rivale, bisogna tentare TUTTO. Poi al massimo arriva la sanzione, amen. Ma le emozioni restano.
Anche sostituire più volte la PU viola il regolamento.