Due cosette attorno al mondiale più cliffhanger della storia del nostro sport prediletto.
CAPITOLO MAX
Vero mattatore del campionato, secondo me. Contrariamente ad Hamilton che è in perfetta simbiosi con la sua macchina (quando lei va veloce lui la esalta, quando va piano si fa remissivo), con Verstappen si percepisce chiaramente dove finisce la macchina e dove inizia lui. A volte sporco, ma sempre spettacolare.
Versbatten è andato definitamente in pensione, per cui bravo.
CAPITOLO LEWIS
Non paragoniamolo a un agnellino. Se c’è uno abile a stare sul filo delle regole è lui. Soprattutto quando chi applica le regole si dimostra regolarmente non ostile nei suoi confronti.
Come pilota è una garanzia, il suo stile lo abbiamo potuto apprezzare (quasi) ininterrottamente dal 2014 fino a ieri pomeriggio, giro 64.
Ben venga una ventata d’aria nuova.
CAPITOLO FIA
Il solito scandalo. Con due elementi a sua parziale discolpa: quando la sfida è così serrata tutto l’anno, qualche inciampo può essere umano, ma soprattutto è difficile lavorare con i team manager che ti abbaiano continuamente dentro le cuffie.
Non è sbagliato ascoltare le parti, è sbagliato permettere che possano influenzarti in quel modo.
Quanto all’arbitraggio, salto le polemiche di tutto l’anno e mi limito alla gara di ieri.
La mancata sanzione ad Hamilton al primo giro è stata concorde al principio “e lasciamoli correre, cazzarola” che io sposo in pieno, ma molto censurabile sul piano della coerenza, allorquando un mega taglio di chicane come quello è sempre stato punito (non c’erano nemmeno dissuasori e blocchi di polistirolo che altrove abbondano).
Con la famigerata SC il pasticcio è stato tutto di gestione, ma la neutralizzazione in sé è stata in assoluto la scelta giusta, a mio parere.
Anzi, si è fatto bene a scongiurare un taglio del traguardo a posizioni congelate.
Piccola parentesi: la Mercedes non poteva fare niente di diverso (pensa se avessero fatto rientrare Hamilton, con Max che proseguiva, e poi avessero effettivamente concluso la gara sotto SC). La RB invece ha come al solito giocato a lascia o raddoppia, e gli è andata bene. Bravi.
CAPITOLO FERRARI
Voto 4 in valore assoluto, voto 8 se calata in concreto nella peculiarità di questo campionato a sviluppi bloccati.
CAPITOLO SAINZ
Sbertulato senza pietà da stampa e colleghi nel 2020 per aver scelto la Ferrari Baracca al posto della fenomenale McLaren, ha chiuso il suo primo anno in rosso 1) sul podio, 2) sopra il suo vecchio team 3) e sopra il suo nuovo compagno di squadra.
Ma che gli vuoi dire? Forse non un campione, sicuramente un fenomeno.
Bravo chi lo ha scelto senza pensarci due volte.
CAPITOLO VETTEL
Resterai sempre nel nostro cuore, i tuoi anni in rosso sono stati i più affascinanti della tua carriera. Non è colpa di nessuno se piove un Leclerc dal cielo e stravolge i piani a tutti.
D’altronde anche tu hai avuto il privilegio di essere stato enfant prodige e di aver prepensionato alcuni colleghi senior.
CAPITOLO SCHUMACHER
Riposa sereno vecchio cannibale, deve ancora arrivare qualcuno che ha vinto più di te.