Arrivo arrivo! Sono un po' in ritardo... l'altra sera avevo dato un'occhiata a questo nuovo ed interessante post (Angelo è sempre Angelo ) ma poi, sommerso dalle cose da fare, prima non ho trovato il tempo di rispondere e poi me ne sono proprio scordato. Finalmente ce la faccio.
Anzitutto grazie ad Angelo perchè per l'ennesima volta ha arricchito con immagini per me assolutamente INEDITE (è da tanto che non "surfo" alla ricerca di chicche, troppo preso con le scansioni del vecchio cartaceo) e, come sempre, con considerazioni interessanti.
Devo dire di essere pienamente d'accordo riguardo la preferenza tra le due fiancate della maquette asimmetrica. La destra, quella andata in produzione, vince a mani basse secondo me.
La vetratura laterale a filo era una delle "colonne portanti" della pulizia stilistica di Calibra... mettere in produzione la fiancata sinistra con delle cornici tradizionali e con il montante centrale a vista secondo me avrebbe significato buttare via parte dell'ottimo lavoro svolto. Indi per cui, fecero bene a scegliere la soluzione più moderna. Al massimo avrei aggiunto la scomparsa (o tolto l'aggiunta... ) del finto deflettore. Non dava fastidio alla fine, sulla Calibra andata in produzione, nè alla vista e neppure nell'utilizzo, però sarebbe stata ancora più pulita.
Probabilmente optando per la soluzione della portiera senza cornice fu necessario optare per una parte di vetro fissa, chissà... può essere che quel divisorio tra parte fissa e mobile del finestrino aiutasse a tenere la mobile "in riga" e con la giusta pressione sulle guarnizioni una volta chiusa la portiera.
Può essere che in tutto l'insieme di soluzioni avanzate tipiche della carrozzeria di Calibra questa sia stata una scelta un po' conservatrice e prudente... del resto pochi anni più tardi uscirà una E36 coupè che le cornici porta non le ha e ha pure il finestrino in un pezzo solo, dettaglio che credo non abbia mai dato problemi di tenuta. Probabilmente sarebbe stato possibile osare, ma la scelta fu quella di lasciar perdere.
Alla ricerca di un'elevata pulizia stilistica, il deflettore (questa volta sulla porta posteriore, che a quei tempi continuava ad esistere mentre l'anteriore era ormai scomparso dalla produzione) Opel sulla Vectra A aveva deciso di levarlo, e probabilmente si era trattato di una decisione presa poco prima del lancio, perchè molti prototipi ormai definitivi avevano ancora il finestrino posteriore diviso in parte mobile e fissa.
Lo levarono, ed insieme alla fiancata più pulita arrivò anche il "neo" di un finestrino che ovviamente non scendeva completamente nella portiera.
(questo prototipo presenta anche una lieve differenza nella forma del passaruota posteriore, ma direi che come Vectra ormai ci siamo).
L'assenza del divisorio nel finestrino posteriore rendeva la Vectra particolare all'interno della gamma Opel, perchè le altre vetture a listino lo avevano. A quei tempi c'era in gamma Kadett E, e lo aveva, così come la prima Omega ed anche la seconda, e lo stesso vale per le versioni a cinque porte della Corsa A.
Sarà poi la prima Astra, la F del 1991, a seguire Vectra presentandosi sul mercato con un finestrino posteriore in un pezzo unico. Così rimarrà solo una soluzione a rendere Vectra "unica" nel design Opel 80-90: quella delle portiere avvolgenti "alla Giugiaro".
Con la Kadett E e la prima Omega le Opel si erano fatte aerodinamiche e arrotondate, ma conservavano una soluzione piuttosto tradizionale per la struttura delle portiere. Un telaio che non saliva sul tetto (in tinta sulla Kadett, nero sulla Omega).
Nascerà poi la Vectra con le porte avvolgenti, seguita dalla Calibra che... beh abbiamo già visto ampiamente.
Astra F nel 1991 arriverà con i telai neri.
Corsa B nel 1993 avrà una soluzione "iso-Kadett" con i telai in tinta ma che non salgono sul tetto, identica a quella che avranno poi l'Astra G nel 1998 e anche la H nel 2004.
Seconda Omega con i telai neri.
Vectra invece manterrà le porte avvolgenti anche con la seconda generazione (probabilmente anche perchè la scocca non era del tutto nuova).
Astra J e K, telai neri. Il resto è storia recente.
Vectra è stata l'unica.
Ma torniamo alla protagonista del topic, e vediamo se mi è rimasto qualcosa da appiccicare qui (i 25 anni di Calibra ai tempi dell'apertura di questo topic ormai sono diventati più di 30.... magari nel frattempo ho recuperato altro).
Ah... ecco. Dei prototipi (scusate la penna sul cerchio nella prima foto... non sono stato io) ed un paio di schemini da AutoTecnica che mostrano le (secondo gli addetti ai lavori) eccellenti capacità di illuminazione ed ampiezza del campo visivo data dall'estensione delle superfici vetrate, basse ma vaste, separate da montanti sottili.
Valutando il pacchetto generale, credo che Calibra rappresenti bene quale fosse la capacità progettuale Opel dei tempi. Vetture che senza scordare la tradizione di affidabilità tipica del Blitz (non si nega che ci siano stati problemi sulle versioni Turbo e 4x4, ma va detto che sono state tantissime le Calibra - viste anche qui, in officina - ad essere "versate" per qualcosa di nuovo dopo aver superato i 300 mila km lasciando un ottimo ricordo ai proprietari) avevano voltato pagina dal punto di vista dell'appeal estetico ma erano sempre concepite cercando di offrire tutto il possibile sotto i più svariati punti di vista.
Calibra era veloce ed affidabile sulla strada. Bella da guidare, ma anche piuttosto spaziosa per essere una coupè (vogliamo confrontare la sua abitabilità posteriore con quella di una GTV 916 - che io amo eh - la quale se vogliamo esser cattivi non aveva nemmeno un bagagliaio degno di essere chiamato tale?? oppure con quella di una E36 nella quale si erano semplicemente dimenticati lo spazio per i piedi dei passeggeri posteriori - provato di persona - perchè i sedili anteriori erano praticamente "per terra"??).
Aveva dei consumi - caratteristica tipica delle Opel dei tempi - bassissimi per la tipologia di vettura.
Era tanto "brava" lei quanto era "brava" la Vectra come berlina media.
Era una Opel fatta da quella Opel che sapeva costruire buone/ottime automobili.
Poi... poi.