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  1. Gli interni rimandano chiaramente alla tradizione culinaria anglosassone, la zuppa inglese 😐
  2. Ho sempre apprezzato l'ultimo corso Cadillac, quello dei fari "a boomerang" per intenderci, ma lo trovavo molto distante dall'epoca d'oro del marchio: negli ultimi anni hanno fatto macchine belle ma molto serie, spigolose, austere, "grigie". Se penso a Cadillac penso agli anni 50-60, alle Eldorado, Coupe de Ville, alle Fleetwood, auto lunghissime con vernici metallizzate sgargianti, cromature a pioggia e le mitiche pinne al posteriore. Pacchiane, eccessive se volete, ma simboli della loro epoca. Questa Celestiq per me riesce a fare l'impossibile: restituisce quello spirito, quella filosofia, senza ricorrere in alcun modo al retro-design e senza nessuna citazione esplicita, anzi lo adatta perfettamente ai nostri giorni, restituendo una vettura splendida, un concetto nuovo, una ventata d'aria fresca nel settore delle full-size sedan, il tutto con una coerenza rispetto alla storia del marchio invidiabile. Insomma, potendo me ne prenderei una domani, la porterei sulla Route 66, e me la godrei con Chuck Berry nello stereo. Che bello poter dire una cosa del genere di una nuova Caddy.
  3. F1 | Audi pensa di vincere al terzo anno, magari con Sainz (motorsport.com) Felice che Sainz dopo l'impegno in Dakar con Audi si dedicherà alla F1
  4. Io sono per il libero mercato, ma deve esserlo per tutti. Se Cina e USA chiudono il mercato per ciò che proviene dall'esterno e noi non lo facciamo, semplicemente siamo fessi. Così come siamo fessi quando facciamo discussioni fra stati all'interno della UE su ogni cosa, anzichè essere uniti come lo sono le superpotenze economiche extra UE.
  5. ...questo protezionismo e comprensibile in vista suo, ma protezionismo non ha mai funzionato. Secondo me esattamente questo protezionismo (in epoca contro i Giapponesi) e la spiegazione, perche in lungo termine la industria automotive italiana e a questo punto dove e arrivata fino oggi. Serve solo in breve termine, ma alla fine vince il mercato.
  6. 5 punti
    Il fatto che non sia una maquette e che abbiano prodotto una prototipo in lamiera con tanto di interni voleva dire che e' andata veramente vicina alla produzione. Curiosa la maniglia della porta annegata in verticale nel montante. Per fortuna poi' hanno bocciato tutto e rimesso mano al Fiorino cosi come lo conosciamo ancora oggi. La Samurai della Fiat Panda...
  7. 5 punti
    Dei brutti Concept anni 90 ..salvo solo la Ecobasic di Giolito
  8. 5 punti
    Metto su un po di fotine da recente visita al Heritage Hub di Mirafiori...
  9. Si di buon senso… bisogna impedire ai clienti di comprare suv tra i 25k e i 30k quando i concorrenti stellantis costeranno almeno 10-15k di più. Certo protezionismo concepito per far pagare molto di più il consumatore finale è proprio una meraviglia.
  10. Io l’ho capito perché hanno dimenticato di camuffare la targhetta con il nome nel baule. Per il resto concordo con te, davvero irriconoscibile rispetto al Suv che tutti noi abbiamo apprezzato…
  11. Posso chiederti da cosa hai capito che si trattava di una stelvio? a vederla con quelle camuffature potrebbe essere di tutto
  12. Continuiamo con un'altra Renault - che proprio Renault non sarebbe - e che non è mai venuta alla luce. Però giace ancora negli scantinati delle Régie: Qui sopra in posa per un servizio fotografico... (foto verner_oscar/Flickr, 2010) ...ma normalmente conservata sotto cellophane, al pari di molte altre curiosità! Qualcuno la conoscerà già, altri forse no. Bene, dicevo che proprio Renault non è, perché in effetti si parla della sua affiliata di Dieppe, Alpine. In particolare si tratta dell'unica maquette rimasta del progetto A480, per una moderna e compatta sportiva a motore posteriore-centrale, da lanciare nel 1980 come parte del programma NGA (sigla per Nouvelle Gamme Alpine), avviato a metà anni Settanta e orientato a rinnovare il marchio per portarlo anche negli USA e magari sfidare Porsche. Nei vari mesi di lavoro, varie proposte e modelli furono valutati e persino messi a confronto con la concorrenza dell'epoca... Come rivelato da questo disegno del 1976, con il centro stile interno collaborò anche Trevor Fiore (pur da consulente esterno, essendosi ormai messo in proprio). Nel maggio 1977 furono confrontate due proposte in forma di maquette a scala 1:1 La maquette in primo piano è ovviamente quella delle prime foto tuttora conservata nei magazzini della casa, frutto della proposta interna cui aveva lavorato Marc Deschamps, allora nello stile Renault; mentre quella in secondo piano pare ragionevole associarla alla proposta di Trevor Fiore del disegno precedente. Anche i carrozzieri vengono chiamati in causa e agli inizi del 1978 Bertone si propone per la produzione delle scocche in Italia, da consegnare poi alle officine di Dieppe per il montaggio della meccanica e l'asseblaggio finale. Assieme alla proposta industriale, però, gli italiani arrivano in Francia con una maquette 1:1 firmata Gandini... Una shooting break molto moderna e originale, ma piuttosto lontana dai concetti Alpine... Interessante comunque, perché siamo all'ennesima modulazione delle idee di Gandini/Bertone di quel periodo. Nel 1978 il progetto doveva essere ancora ben attivo, tanto che la maquette "Deschamps" girava ancora nei capannoni del centro stile a fianco di altre maquette allora in elaborazione come quella di Renault 9 (e di altri progetti coevi...) Che nel 1978 il progetto fosse ancora in pieno fervore, lo si può dedurre anche dall'attività di Trevor Fiore attorno a questo progetto, per il quale evidentemente non si dava per vinto, nell'ovvio intento di ottenere risultati più sostanziosi dalla sua consulenza. E qui entra in gioco un'altro personaggio di rilievo: Peter Stevens. Quello che ha disegnato la McLaren F1 di Murray, per intenderci, e che attorno alla metà degli anni Settanta lavora per Trevor Fiore e ha già collaborato con Alpine per alcuni progetti. Bene, quello che è interessante è che proprio nell'estate del 1978, Trevor Fiore lo coinvolge direttamente anche nel progetto A480, chiedendogli di realizzare un'ulteriore proposta. Il lavoro di Stevens arrivò fino alla realizzazione di modelli in scala 1:5, che vediamo qui sotto: Non si andò oltre, né per questa ulteriore proposta, né per l'intero progetto A480. Renault decise di cambiare totalmente strada chiudendo il programma e virando verso una più semplice evoluzione/restyling della A310. Fonti e immagini: Christophe Bonnaud (LIGNES/auto e Concept cars et prototype d'études Renault), Don Andreina (Curbside Classic), Car Design Archives, verner_oscar/Flickr.
  13. Più che altro, direi che rimandano a questa zuppa inglese...
  14. Beh del "maiale" non si butta via nulla
  15. C'é davvero tanto potenziale, ma che scelta cromatica aberrante.
  16. ho pensato la stessa cosa, può piacere o meno (a me non dispiace) ma di sicuro restituisce lo spirito delle auto di lusso soprattutto Cadillac di una volta senza scimmiottarle
  17. Confermo, in questo colore mi piace molto. Qui qualcuno prova a sistemare la targa.
  18. La discussione è diventata surreale, le maniglie a cui si faceva riferimento non sono quelle per aprire le portiere, ma quelle in alto sul tetto per aggrapparsi, la Avenger le ha davanti, ma non dietro, la MG 4 non ne ha nessuna.
  19. io spero che sia unisex perchè le ultime due serie son troppo "femmehoriented"
  20. In linea di massima concordo, il problema è che i cinesi però il protezionismo lo applicano eccome. E questo non va bene, si passa solo, giustamente, per fessi.
  21. Da un intervista di Autoappassionati. https://www.autoappassionati.it/intervista-ploue-capo-design-stellantis-lancia-futuro-ypsilon-delta-hf/ “In Italia, invece, il mio lavoro è differente, visto che sto replicando ciò che ho fatto in Francia con Citroen, DS e Peugeot, ovvero riuscire a dare una personalità unica ad ogni brand. Sostanzialmente, si tratta dello stesso lavoro, ma molto più in grande. L’obiettivo principale e più difficile di questa nuova avventura è quello di dare ai nostri marchi italiani uno stile che sia il più italiano possibile.“ “Io e il team che ho costruito con le persone giuste stiamo cercando di preparare al meglio il futuro del Gruppo Stellantis. Da designer francese, poi, sto mettendo tutto il mio impegno e la mia esperienza per riuscire a catturare l’italianità. Mi assicuro che Lancia sia molto Lancia, che Alfa Romeo sia Alfa e che FIAT sia FIAT. Sono tre Case molto diverse, ma tutte e tre sprigionano italianità.” Cosa significa per lei “italianità” dal punto di vista del design? “L’italianità, per me, è formata da uno stile personale, fatto da cose semplici. Il design francese è più sofisticato, più complesso tecnicamente. Possiamo paragonarlo alla cucina, o al mondo della moda. La cucina italiana è fatta da ingredienti semplici, con materie prime di altissima qualità, come l’olio d’oliva, il pomodoro, la mozzarella. Questi ingredienti sono usati con semplicità nelle ricette, per esaltarne i sapori senza snaturarli. Un designer FIAT ha usato proprio questa similitudine per farmi capire l’essenza del design FIAT.” “La cucina francese, invece, è più complessa, più tecnica, fatta di salse, di condimenti, ingredienti trasformati, un po’ come la cucina piemontese. Anche nella moda, lo stile italiano è semplice, rilassato, ma pensato. Dietro la semplicità di facciata dello stile italiano c’è una ricerca di materiali e forme e una filosofia molto profonda. Lo stile italiano, nella cucina come nella moda, è elegante, raffinato, ma semplice e rilassato. Quello francese, invece, è molto più complesso.“ “L’italianità nel design è come il cibo italiano: ingredienti semplici, materie prime di qualità e usate con semplicità e pulizia per esaltare i sapori. L’italianità è eleganza e raffinatezza, ma senza complessità o tecnicismi.” “Tutte queste cose che abbiamo detto si riscontrano anche nel design industriale. I prodotti italiani sembrano a volte anche un po’ naif, ma funzionano nella loro semplicità. Prendete ad esempio il design d’interni. Semplice, leggero, ma con qualità e un’unicità caratteristica. L’obiettivo del mio team è quello di evolvere ognuno dei nostri brand italiani in maniera differente, ma catturando quell’italianità che stiamo poco a poco scoprendo. Metterò tutte le mie capacità e la mia esperienza per essere certo che ogni Brand possa esprimere sé stesso e il suo DNA, senza sembrare una mera copia degli altri.“ Può farci qualche anticipazione sul prossimo linguaggio stilistico di Lancia? “Assolutamente no, nessuno spoiler. Vedrete tutto nei Lancia Design Days del prossimo novembre. In quelle giornate (attese per fine novembre, ndr.), non proporremo nessun modello, ma vi presenteremo la nostra filosofia. Idee, colori, proposte di design… vedrete tra poche settimane a cosa stiamo lavorando, siate pazienti. Se però siete perspicaci, già dalla locandina si possono vedere due o tre teaser delle Lancia che verranno…“ “Il nostro obiettivo sarà quello di conservare il DNA Lancia e, in generale, quello delle mitiche carrozzerie torinesi che fino a pochi decenni fa dettavano legge nel mondo dell’auto. A mio parere, il punto più alto del design automobilistico è stato raggiunto proprio dalle carrozzerie italiane come Giugiaro, Pininfarina o Bertone. A un certo punto, però, qualcosa è cambiato, si è persa questa tradizione. Si è persa l’italianità nel design, forse perché queste carrozzerie non erano più coinvolte come prima, e si è persa la “scuola italiana” nel car design.“ “Vogliamo far rinascere la scuola italiana nel design automobilistico. Stiamo collaborando con istituti di design e università di Torino, per sviluppare una nuova generazione di talenti dotati dello spirito italiano.” “Noi stiamo lavorando anche per far rinascere questa tradizione. Stiamo collaborando infatti con alcune scuole di design e università a Torino. Supportiamo queste realtà, e cerchiamo di aiutarli a sviluppare una nuova generazione di talenti che possano avere lo spirito italiano nel loro design. Stiamo infatti cercando di mettere uno stile italiano unico in ogni Brand. Lancia ha il suo stile, che prende ispirazione dall’incredibile tradizione di vetture Lancia degli ultimi 116 anni. Alfa Romeo è un’altra storia, così come FIAT, che ne ha tutta un’altra. Vedrete a novembre il nostro nuovo corso, e poi nei mesi successivi lanceremo alcune novità e teaser per farvi capire meglio il nuovo design Lancia.“ C’è tanta pressione attorno a Lancia. Sente tante aspettative e pressioni su di lei? “Si, sento la pressione e le aspettative degli appassionati. Come mi aspettavo, le pressioni principali arrivano da voi italiani, ma anche da Germania, Regno Unito, Francia… Questa è stata una vera sorpresa per me. Alfa Romeo è iconica, conosciuta in tutto il mondo, ma non mi aspettavo di vedere così tanta attesa e curiosità intorno alla rinascita di Lancia anche da tedeschi, inglesi, francesi oltre che da voi italiani. Forse è perchè Alfa Romeo ha già Stelvio e Giulia, e oggi ha il nuovo Tonale.“ “Il team attorno al Design Lancia è davvero piccolo, quasi come fosse una start-up. Siamo poche persone, che lavorano insieme con passione.” “Lancia, invece, è dormiente da 15/20 anni di assenza di novità dal punto di vista del design. Mi ha stupito vedere come questa Casa sia ancora viva per voi italiani. Come vi ho detto, scoprirete il nuovo linguaggio stilistico da novembre, ma posso dirvi solo che sarà qualcosa di caratteristico e definito. All’interno, ad esempio, sarà ispirato all’arredamento italiano (una cosa già vista, negli anni scorsi, con la storica collaborazione con Poltrona Frau, ndr.). I sedili, il quadro strumenti, e altri dettagli saranno immediatamente riconoscibili come Lancia, tipicamente italiani. Il team attorno al design Lancia oggi è piccolo, quasi come fosse una start-up. Siamo poche persone, che lavorano insieme con grande passione.” Vedremo ritornare nomi iconici per il brand Lancia come HF, Elefantino o di modelli mitici come Ypsilon, Delta o Aurelia? “Assolutamente si. Li riprenderemo sicuramente, soprattutto gli iconici simboli HF e Elefantino. Le HF saranno le sportive della Casa, ma non posso ancora svelarvi altro. Per rilanciare un marchio ci va del tempo, ma stiamo procedendo con grande velocità. Devo essere onesto: sono sorpreso di quanto siamo avanti con il ritorno di Lancia, considerando che siamo un team di poche persone e che abbiamo cominciato da poco più di un’anno. Secondo me, questo è riconducibile al fatto che avevamo già una visione del design di Lancia. Il nostro obiettivo è infatti quello di essere riconoscibili, personali, simili a nessun altro, ma senza perdere l’italianità e la leggendaria storia Lancia. Oggi è proprio la personalità ad essere più difficile da trovare.” “Le auto cinesi sembrano delle Volkswagen, e le Volkswagen sono uguali alle altre auto europee. Il mondo dell’auto è molto affollato, e spiccare è molto difficile. Noi però vogliamo riuscirci, e puntiamo su qualcosa di personale, di unico. Lancia sarà tecnologica, hi-tech, perchè i giovani si aspettano la tecnologia, ma rispetterà la sua gloriosa storia e la sua secolare tradizione. Guardiamo al futuro, rispettiamo il passato e lo riportiamo ai giorni nostri. Ed è forse questa la più grande sfida che dobbiamo affrontare. Il design Lancia si è fermato a 15, anzi 20 anni fa, e non si è più evoluto. L’ultima vettura con uno stile personale è la Delta del 2008, ma l’ultima vera Lancia è la Thesis del 2001.” “Ritorneranno i nomi storici come Ypsilon, così come le amatissime versioni HF ed Elefantino. Ci richiameremo al passato, ma il nostro non sarà un revival nostalgico.” “É una grande sfida, perché è come se dovessimo reinventare e costruire l’evoluzione del design di un brand che in realtà non c’è mai stata. Prenderemo dei riferimenti dal passato, delle citazioni, ma non faremo un revival nostalgico. Potremmo ispirarci a ciò che sta facendo Renault con la futura Renault 5: quell’auto è unica e riconoscibile, riprende lo stile e l’heritage Renault ma è moderna, unica, personale. Con queste Case cinesi che copiano e riprendono le Case più conosciute, riprendere la propria storia è un modo semplice ed emozionale per essere unici e sempre sé stessi. É un ottimo approccio, e non dico che non lo faremo.” “La Delta, per esempio, potrebbe assomigliare molto alla Delta del passato, ma sicuramente non la copieremo. Riprenderemo dettagli dal passato per essere unici, delle citazioni se vogliamo, ma le nostre auto saranno moderne e innovative. Non faremo restomod o revival nostalgici, ma certi dettagli saranno ripresi soprattutto sui modelli iconici come Delta, a partire dai nomi dei modelli. In un mondo dell’auto che usa sempre più numeri, lettere e sigle, è un’ottima idea utilizzare i nomi storici per richiamare al passato e alla passione per l’auto. Sicuramente la nostra piccola che arriverà nel 2024 si chiamerà Ypsilon. Aurelia e Delta? Ci stiamo pensando. Scoprirete tutto molto presto…”
  22. https://www.hdmotori.it/fca/articoli/n562206/tavares-2035-auto-elettriche-ibride-euro-7-parigi/ Comunque dice anche cose sensate.
  23. Non ho visto TUTTI i video, ma solo due. In entrambi, i recensori professionisti e professionali hanno messo in evidenza le modifiche all’assetto, alla gommatura, e alle parti in plastica: paraurti anteriore e archetti passaruota maggiorati per ospitare la carreggiata allargata. Hanno anche sottolineato la presenza di decalcomanie su cofano e tetto. Ce ne fosse stato uno che ha notato che il cofano motore è proprio differente, elaborato con uno sfogo d’aria asimmetrico e molto ben riuscito, dato che riprende la sagoma della decalcomania 😂😂😂 edit: ho visto il terzo video: anche il tizio di Omniauto non vede la feritoia supplementare ma solo l'adesivo. Tre su tre. Poi si lamentano che la gente non compra più riviste, non segue più i canali di "informazione specializzati"...
  24. Io intanto già non mi lamenterei per il non chiudere baracca. Invece già si inizia con i processi alle intenzioni! 🥱🥱🥱
  25. Easter egg coccinella. AutoBild
  26. 4 punti
    Bellissima la Dialogos ( anche se vista da vicina ...sta cadendo a pezzi da quanto stucco e' stata messa su quella carrozzeria cosi' sinuosa e levigata)
  27. Metto qua anche se è un argomento più ampio che riguarda il mercato europeo. Quattroruote
  28. Bel lavoro, molto in linea con il marchio e più riuscita della (secondo me un po' goffa) Wraith. Apprezzo tantissimo anche gli interni, minimamente toccati dal passaggio all'elettrico. Cadillac e Rolls si presentano contemporaneamente con due interpretazioni del superlusso elettrico che non potrebbero essere più dissimili, ma entrambe eseguite estremamente bene e con un fortissimo legame ai valori del marchio. Bravi entrambi.
  29. Fa piacere come i dibattiti sulla M2 ci rendano tutti d'accordo qui 😂😂
  30. saràè il bi-colore ma....
  31. Non vorrei fare lo spacca cosidetti ma la zuppa inglese è italianissima XD
  32. Io non ho scritto nulla per vedere fin dove si sarebbe arrivati con quel qui-pro-quo 😬😬😬
  33. Ehm, perdonami, ma a mio parere stai usando il termine "clamoroso strafalcione" in modo del tutto inappropriato (oltre che aggressivo-passivo), sulla base di una tua semplice supposizione non avallata da nessun dato. Tra l'altro Renault è uno dei pochi che si prende la briga di dare un contesto a ogni vettura che presenta, non limitandosi a postare semplicemente le foto, con tutto il lavoro di ricerca che ne consegue (e di valore aggiunto per il thread). È quindi il minimo che ci possa eventualmente scappare qualche "strafalcione", anche perché "chi nulla fa, nulla sbaglia"
  34. 1. Intestatario diverso dall'utilizzatore 2. Fan delle rateizzazioni Le maniglie assenti sono quelle in late per arreggersi in marcia, non quelle per aprire la portiera.
  35. Ci si lamenta che le auto costano troppo e gli stipendi sono troppo bassi e poi si invoca il protezionismo, a posto!! Il protezionismo può essere, a meno di casi particolari, una strategia vincente sul brevissimo periodo, ma sul medio-lungo...😬
  36. E' buon senso, io lo dico da anni e l'unico che finora si era imposto in tal senso è Trump. La mia proposta è sempre stata dazi oppure (meglio ancora) se vuoi vendere in EU devi avere almeno un tot (20,30%) della manodopera sul suolo europeo.
  37. A me pare un discorso completamente sensato con cui concordo fino all'ultima virgola.
  38. 3 punti
    Quando pesai la M3 92 con il suo V8...versione manuale trasalii...venivo dalla e46...Non riuscivo a capire come fosse cosi pesante...ma almeno parzialmente si dette la colpa a quel motorone...Oggi si sdoganano gli oltre 1730 kg, manuale, a vuoto e certamente basica e con gli optional che tendono ad alleggerirla, per una vetturetta compatta, senza lamentarsi troppo, anzi perdonando. Ognuno ha la propria idea, ma quando tutto ciò è davvero cambiato per sempre secondo voi? Quando hanno annacquato quella lettera cosi prestigiosa....aggiungendo modelli che di M hanno solo il marketing. All"epoca sentivi la nicchia.Ti sentivi speciale. Ai bei tempi, i modelli erano 2...punto.Tutto si concentrava su di loro...compresa la bava di chi anelava un loro acquisto. E quando arrivava una novità era di spessore come la 1M... Oggi???aprite il sito italiano e cliccate M...Ce ne sono 25....e 3/4 abbondanti sono cassonetti per gente che può spendere. Grande marketing certamente e fanno bene, resa totale invece per il vero brand M e per i loro intenti migliori. Credo che a Garching, che ho visitato domenica di sfuggita come ai vecchi tempi, emozionandomi ancora nel vedere delle M mimetizzate sparse qua e la, siano in molti a soffrire, anche se con uno stipendio piu robusto ed importante in saccoccia...
  39. Comprensibile voler proteggere il mercato ma è lo scotto da pagare per una politica energetica ridicola. Avete voluto un mercato elettrico? ora pagate la concorrenza cinese. Mettere delle restrizioni sui mercati non cambierebbe la cosa. Se non posso comprare un'auto di seg. A a 30k è un dato di fatto. Se non mi dai alternative non la compro comunque. Non mi sembra che con gli smartphone abbiano messo blocchi e sappiamo tutti come è andata a finire... Se il mercato non era pronto per le elettriche bastava non imporle...
  40. Taking the "family feeling" design to a whole new level
  41. si e no... Le politiche europee hanno spinto il mercato su una tecnologia dove americani e cinesi hanno un vantaggio competitivo estremamente elevato, inoltre la competizione con la Cina è comunque sbilanciata, come ben sai puoi vendere li solo a determinate condizioni. Poi non pensare che i marchi tedeschi non abbiano in realtà costruito il loro successo senza una sorta di protezionismo/sistema paese. le politiche delle case automobilistiche tedesche si sono rette per anni sui cartelli creati dai costruttori tedeschi. Se ora riescono a competere e avere successo mondiale è anche per queste ragioni. Anche i brand automobilistici inglesi hanno avuto una fine ingloriosa, però non mi puoi certo dire che il mercato inglese sia un mercato protezionista
  42. Il ragionamento di Tavares sul protezionismo è semplicemente di buon senso.
  43. Onestamente? Non comprerei una cinese neanche se costasse un terzo....certo......se potrò continuare a permettermelo. Il problema è che l'Europa sta facendo harakiri con le sue stesse mani....ed è ovvio che non tutte le persone potranno più spendere cifre davvero considerevoli per una vettura. Con tutti i sistemi che oggigiorno vogliono mettere è normale un aumento dei prezzi, al quale però, non è corrisposto un aumento dei salari e al contempo, vi è pure il problema del costo energetico e l'incertezza che regna sovrana. L'italiano di norma...non cambia auto se il periodo è quello che è, però è ovvio che come ci si veste da H&M o da Piazza Italia, si guiderà anche made in China avanti di questo passo. Il coming out di Tavares risiede solo nel fatto che se i cinesi conquistano l'Europa, Stellantis chiude baracca e burattini. Troppo tardi a mio avviso.....e troppo tardi con i marchi "premium" come dice lui. dovevano pensarci prima....e per prima intendo quelli prima di lui....ben prima di lui. Oggi Alfa potrebbe essere al posto della BMW o addirittura di Porsche se gli Agnelli avessero avuto visione piuttosto che pensare alle regate e alle testate giornalistiche, e la Lancia chissà dove potrebbe essere se avessero sfruttato il successo anni '80 nei rally (citofonare Audi). Ma con i se e con i ma non si vive....ed è giusto ciò che dice Tavares....ma ormai la frittata è fatta. Troppe incongruenze in ordine sparso in Europa, tranne che sul mondo dell'auto, dove ci impongono un cambiamento che non farà altro che martellare gli zebedei dei costruttori del Vecchio Continente. Complimenti comunque......mi domando spesso se come dicono è un problema italiano, invece guardo le sedute del parlamento europeo, e se questi incompetenti non sono neanche in grado di decidere all'unisono sulle forniture di gas e su come gestire il patrimonio agroalimentare che ogni paese possiede...figuriamoci su cose di minor importanza vitale (mi riferisco alla scala dei beni di prima necessità in senso stretto) come l'automobile. Ci manca solo che regalino il mercato dell' auto ai cinesi dopo avergli concesso di tutto negli ultimi vent'anni, e di fatto, dopo averci consegnato mani e piedi a Jinping per la maggior parte dei fondamentali, e siamo a posto....ma proprio a posto. Speravo che il covid avesse fatto capire ai politici la fragilità del sistema globalizzato, e che alcune competenze è di vitale importanza ritornino qui anche a livello produttivo....invece no...non ce la fanno proprio, che manipolo di imbecilli. Povera Europa.
  44. In tal caso comunque non si pone il problema. Tutte le vetture con apertura elettrica hanno una maniglia meccanica nel pannello porta. E' cosi per 500e e per rimanere in stellantis per Grecale.
  45. 2 punti
    Che sintetizzando è: la fisica non cambia e queste auto sono sempre peggiori, ma non ci sono alternative e quindi le prendiamo lo stesso. Contenti voi e contenti loro direi, la quadratura del cerchio. Sempre più felice di essere pecora nera.
  46. Io la trovo stupenda, davvero e poi quegli interni blu... che sogno! Primo messaggio aggiornato con riassunto, foto e press.
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