Immagino che diversi ricordino dei prototipi di 911 con la coda un po' sgraziata a becco di papera...
(non le duck tail, eh, che quelle sono un'altra cosa per via dello spoiler )
Rifaccio una po' di storia per poi passare al vero argomento del post.
Ecco, questa sotto è la 754 T7 del 1961, uno dei prototipi di sviluppo per l'erede di 356.
Era un tentativo per rendere l'erede di 356 una 4 posti veri, ma non passò le valutazioni interne e Porsche tornò alla formula 2+2 sviluppando i prototipi serie T8, che nel 1963 portarono finalmente alla 901/911.
L'idea di una 911 con 4 posti più comodi, però, non era affatto morta in Porsche. Tanto che nel 1969 la casa riparte con il progetto 915, per il quale chiama in causa nientemeno che Pininfarina. Evidentemente nella speranza che magari gli italiani tirassero fuori il coniglio dal cilindro e risolvessero il problema in modo più elegante di quanto i tedeschi non fossero stati capaci di fare fino a quel momento.
Il carrozziere italiano però, inizialmente ripropone una soluzione stilistica non troppo distante da quella appena vista sulla T7 disegnata da Porsche 8 anni prima.
Questa è la maquette in legno della prima proposta italiana:
(ulteriori dettagli su questa maquette qui)
Non passa molto tempo però e Pininfarina, non avendo palesemente raggiunto il risultato sperato, torna con un secondo modello completo e marciante, sempre con un passo allungato di quasi 20 cm.
E' la 915 B17, sempre del 1969, la cui linea in coda è assai diversa, e a mio avviso stavolta piuttosto riuscita:
(anche per questo modello, ulteriori dettagli a questa pagina del sito 4legend.com)
Purtroppo anche questo prototipo disattese le aspettative di Porsche, soprattutto per via del peso eccessivo e del comportamento.
Mentre gli altri prototipi sopra sono stati conservati da Porsche nel proprio museo, questo esemplare fu invece venduto ad un privato tedesco nel 1972, che un paio di anni dopo lo fece completamente restaurare, con numerose modifiche tecniche ed estetiche, incluso il colore (dal blu originale a un verde pimpante).
Tra le altre cose, notare l'aggiunta dell'enorme scritta Pininfarina in coda, nonché i fari posteriori ripresi dalla 911 originale, al posto di quelli più grandi ideati da Pininfarina per meglio accordarsi alla nuova linea del cofano posteriore.
Poi è passato di mano un'altra volta nel 1977 per l'attuale proprietario svedese.
Infine, non soddisfatta, Porsche tentò nuovamente la carta del design interno e nel 1970 rielaborò un ulteriore prototipo denominato 915 C20:
Ulteriormente allungato di 15 cm rispetto alla B17 di Pininfarina, cercava di mantenere la classica linea 911, con un risultato però ancora una volta deludente.
Il progetto fu infine cancellato e anche questo esemplare messo a disposizione per il museo della casa.