Io i documenti di fusione me li lessi tutti, ero interessato anche come azionista ex fca. Io non so cosa hai capito te, però per me fu estremamente chiaro che a comandare come proprietario di Stellantis sia Exor e i patti parasociali davano ancora più potere ad Elkann (se lui non concorda su un Ad ad esempio questo non può essere nominato).
Che ti devo dire, pensa pure che a comandare siano i Peugeot, ma questo è veramente una distorsione bella e buona della realtà, anzi ti assicuro che la famiglia Peugeot con la fusione ha lasciato molto le redini del comando sull'automotive.
Anche lo stato italiano è azionista di stellantis, così come molti altri investitori istituzionali
Mio Fratello era dirigente in fca, ora è uscito. Ti assicuro non ci sono dubbi che il proprietario sia Exor.
Poi se la domanda è, Elkann prende decisioni per il bene dell'Italia, dal mio punto di vista no e quasi sempre nemmeno suo nonno lo faceva... Anzi io non sono un grande estimatore della famiglia Agnelli in generale. Però ripeto per me stai prendendo una gran cantonata.
Sulla scelta del prossimo AD non ho il dubbio ma la certezza che verrà sancito da Elkann e non dai Peugeot o dallo stato francese
Se mai ti capiterà di incontrare John Elkann chiedi a lui se a comandare in Stellantis è Peugeot.
Eccone un altro...
Exor ha la maggioranza, te confondi maggioranza relativa con maggioranza assoluta . Exor è azionista di maggioranza relativa di stellantis. E in società quotate del genere, con una grande quota di flottante e di investitori istituzionali, l'azionista di maggioranza relativa si definisce azionista di maggioranza
Comunque questa è la sintesi di governance fatta da chi ne capisce di finanza e quella che reputo più corretta (ricordo che il presidente esecutivo è JE)
"Questa vicenda è spesso analizzata da una prospettiva che la riduce a una mera competizione fra Francia e Italia. Io partirei dai dati di fatto. Ci troviamo di fronte un colosso globale con un socio di maggioranza relativa, Exor, la holding di diritto olandese controllata dalla famiglia Agnelli. La società presenta poi un’impalcatura bilanciata di governance che si rifà ai principi del britannico Cadbury Code, il primo testo di autodisciplina che risale al 1992: i ruoli apicali appaiono ben equilibrati tanto che il presidente esecutivo è dotato di poteri significativi, anche dal punto di vista strategico, e il board vede la prevalenza di consiglieri indipendenti. Si tratta di fattori che fanno pulizia di una visione semplificata e riduttiva di contrapposizione, che richiama rivalità di tipo sportivo, fra i due paesi. Ovviamente non bastano i modelli di architettura ben concepiti perché si realizzi nei fatti l’obiettivo di una governance bilanciata. I modelli, infatti, vanno anche implementati. Ma la presenza di tanti indipendenti, non tutti francesi o italiani, che hanno maturato solide e variegate conoscenze relative anche a settori differenti da quelli dell’automotive e che possono vantare un bagaglio di competenze ricco e caratterizzato da un approccio al business contraddistinto da una visione globale, rappresentano di certo un buon punto di partenza”.