Auto Oggi nacque alla fine del 1986. Non ricordo la mini-Renault sui primi numeri, nemmeno in articoli che guardavano al passato della Casa (dato che nel 1986-87 oramai l'epoca era già un'altra).
Parlarono diffusamente della concept Vesta 2, quello sì.
Poi, un paio di anni dopo credo, pubblicarono un servizio-scoop ("condito" solo da disegni, se non erro uno sketch di Alessandro Ferrari - che era anche redattore - più un disegno più tecnico* di Alfredo Zanellato che ogni tanto lavorava per AO) che trattava del ritorno della R4.
* in questo disegno Zanellato spiegava in che modo sarebbe tornata la R4, ossia come una derivazione della futura "X-57", erede della Supercinque. Insomma, un derivato "country" della prima Clio, di cui manteneva la fisionomia frontale per poi svilupparsi "à la R4 2.0" nel posteriore.
Cosa che poi non accadde, ovviamente. Tutto sparì fino a quando, verso la fine del decennio successivo, Renault mise in pratica la sua idea di vettura polivalente a metà fra l'auto ed il van, con il Kangoo.
Quattroruote invece, credo a metà anni '80, pubblicò un servizio su quella che veniva definita "la R4 dei sindacati" (non ricordo bene la storia ora, sicuramente Angelo la potrà riportare meglio di me - anzi, mi scuso per la notevole assenza da parte mia presso questi lidi, quanta voglia di contribuire ci sarebbe... ma non c'è il tempo, sto vivendo un inferno con la casa - ma mi pare ci fossero di mezzo polemiche con l'azienda e che la vettura fosse nata da un gruppo interno indipendente).
Anche Gente Motori ne parlò.
Era conosciuta anche come "Neutral" (vocabolo che era poi l'anagramma di Renault )
Se andiamo ancora più indietro nel tempo invece, prima del progetto 140, troviamo un paio di pagine di Gente Motori (dei tempi del bisnonno...) con le foto di quella che veniva definita come la "R2".... muletto riguardo al quale non ho mai trovato altre informazioni.
Alcuni dettagli estetici mi ricordano la R5, ma l'aria generale è decisamente più datata se la paragoniamo alle modernissime soluzioni come i paraurti avvolgenti in plastica.
A meno che le foto fossero molto vecchie già ai tempi dell'articolo (magari riesumate per infiocchettare una fake news e riempire due pagine... succedeva..) non potrebbe nemmeno trattarsi di un muletto della 5 stessa, che uscì nel 1972 proprio come la rivista: questo articolo, così a memoria, dovrebbe essere di metà anni '70.
Quindi il mistero rimane.
Anzitutto angelo un immenso grazie per tutto ciò che condividi e spieghi sempre con molta cura! Lo apprezzo tantissimo, e sono veramente dispiaciuto di poter solo passare ogni tanto con un piccolo contributo (cosa che accade da molto, parecchio tempo.... prima o poi mi libererò di 'sto fardello che mi angustia... ora rispondo anche al tuo pm )
Riguardo lo scalino, a veder così sembrerebbe proprio che sia un'idea francese perchè quello di Cressoni sulla Cinquecento (poi scartato) è sicuramente successivo.
Escluderei che ci fosse uno zampino Pinin in Renault a quel periodo: conversando col turbolento Fumia su questo e quello, non è mai uscito nulla al riguardo. Mi disse però che la genesi di 205 fu abbastanza anomala: le proposte venivan su come funghi sia "di qua" che "di là" ma quella che conteneva il seme che fece dire "così! Facciamola così!" ossia l'idea-base - secondo le memorie di Enrico - venne da uno sketch di pessima qualità, realizzato da un addetto ai lavori la cui mansione principale non era nemmeno quella del bozzettaro.
Egli ricorda che era bianco e che non si capiva quasi niente di ciò che la mano aveva voluto esprimere (insomma uno di quei disegni ben poco realistici) ma qualcuno lo vide e disse "aspetta un po'..."
La palla venne passata a chi con la mano ci sapeva fare, e nacque la proposta che poi si fece strada fra le altre.
Insomma... secondo le memorie di Enrico il vero "papà" della 205 oggi rimane un "signor nessuno".
Riguardo invece il papà della Supercinque... beh non voglio aprire una polemica e non voglio far sembrare che la mia adorazione per Giugi mi faccia guardare alle altre celebrità del design automobilistico con un po' di disprezzo, ma personalmente ritengo che Gandini sia un altro di quei designer con molti meriti... forse troppi.